lunedì 13 luglio 2009

Mourinho non è omosessuale.

Nella conferenza inaugurale della nuova stagione,incalzato dai giornalisti se gli fosse piaciuto (in senso calcistico, naturalmente...) un biondo (Pavel Nedved), all' ennesima richiesta, ci ha fatto sapere che, oltre a non essere un Pi***, di non essere gay. Naturalmente era una battuta, ma la comunità omosessuale milanese sembra se la sia presa. Alcuni pederasti che tifavano per il biscione hanno promesso di passare al milan o alla juve. Altri al palermo, per poter sfoggiare deliziose sciarpe rosa ( e nere...).
La mancanza di ironia degli invertiti, che però a Genova hanno insultato pesantemente il Santo Padre e la Chiesa Cattolica, diventa preoccupante, se rapportata a quella di Oscar Wilde, a cui non mancava certamente. Ma Wilde mai avrebbe sfilato ad un Pride, l' ho detto e ridetto all' infinito.
Naturalmente, da Interista, non posso che sorridere:
"omosessuali: sero tituli !"





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sabato 4 luglio 2009

Quei poveri miltanti gay, svillaneggiati dal sottoscritto...

Nell' ultimo post, per l' ennesima volta, sono stato accusato di odiare gli omosessuali, peggio di un talebano, e di essere così vile di non volerlo ammettere.
Niente di più falso; nulla contro gli omosessuali. Ma è noto che invece ho moltissimo contro i militanti gay, in particolare contro quelli che insultano la Mia Religione. Come non avercela, infatti, con gente che compie certe azioni come al recente orgogliopederasta di Genova ? Prendo a prestito l' articolo di qualche giorno fa di un componente del Castello, Il Neoaristocratico:

"Sabato scorso si è svolto a Genova il Gay Pride fortemente voluto dalla sindaco rossofumé Marta Vincenzi. Circa 40.000 persone hanno sfilato lungo le vie del centro in malmostoso corteo. Dietro ai balli sfrenati, ai sorrisi, ai carri stracolmi di omosessuali baffuti seminudi, di lesbiche mascoline slinguanti, di drag queen e travestiti multicolori con le chiappe al vento, faceva capolino una violenta iconoclastia dell'altrui pensiero, materializzantesi nelle immagini di papa Ratzinger nudo rattrapito, nella pantomima di Gesù e della Madonna gay o all'inferno. Gli slogan erano ancora più debordanti e diretti contro il Vaticano e gli eterosessuali o inneggianti al dominio della società da parte dei gay. Lungo lo snodarsi dei gruppi che percorrevano Genova alcune coppie di trans o di semplici omosessuali mimavano la sodomia di fronte a bambini di 3 o 4 anni, di proposito coinvolti dai genitori rossi nella manifestazione. A parte qualche liberal radicale, i manifestanti appartenevano tutti alla sinistra: CGIL, Verdi, Rifondazione, Arci, Centri sociali e associazioni omo varie. Quel personaggio da fumetti con i capelli verdognoli e a fusilli che è la sindacosa-nonsisacosa Marta Vincenzi, ululava dal palco, come un condottiero e con piglio velenoso, che finalmente Genova era nel giusto, che sarà sempre di più la città dei diritti, sognando forse una nuova San Francisco o il luglio del 1969, mese della rivolta omosessuale a New York. Vorremmo ricordare alla fusillanime e a tutti i gay che hanno sfilato solo alcune piccole cosine insignificanti: A) La maggioranza dei genovesi è cattolica e si è sentita profondamete ferita dagli insulti dei manifestanti (Pochissimi giorni prima, tra l'altro, si era tenuta la dignitosa e partecipatissima processione dei Cristi a San Giovanni, patrono della città). B) L'universo gay rappresentato dal pride è quello più becero e arrogante, irrispettoso degli altri e figlio della politicizzaione ideologica di sinistra dal quale molti omosessuali si dissociano. C) Mostrare ai bambini in tenerissima età che la lascivia sessuale è normale significa arrecare un danno irreparabile alla società del domani. D) La libertà finisce laddove giunge la prepotenza del prossimo; dunque chi ha visto il Pride e non condivideva, da oggi è un uomo meno libero: grazie Marta. Dopo quelllo che ho visto La Vincenzi non è più il mio sindaco e attuerò la disobbedienza civile contro questa ridicola post-comunista ballanzona che ha deciso di modellare l'esistenza dei genovesi in funzione della sua spocchia ideologica. Lei, quella donna che ha insignito Vasco Rossi della cittadinanza onoraria e pochi giorni dopo si è pubblicamente dissociata dalla visita del papa in città. Io non sono cattolico, tantomeno omofobo, ma il sindaco di una grande città dovrebbe orchestrare la propria comunità e lasciarla crescere liberamente, invece di imporle un triste, arrogante progetto personale. Mi ribello a questa piccola inetta dittatrice con tutte le mie forze."

Nell' articolo, come si vede, tutte cose che ho sempre affermato qui dentro, compreso il fatto che tali cortei hanno la nutritissima presenza dei centri asociali (servizio d' ordine ? katanga ? autodifesa ? ronde o brigate Lamda ?).

Poichè sono così vile, mi piacerebbe un giorno incontrare per strada uno di questi militanti con immagini insultanti il Santo Padre, Gesù o Maria Vergine. Da solo, io e lui: io non porgo l'altra guancia. Come qualche comunista di mia conoscenza ha provato in passato.


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martedì 30 giugno 2009

Sono garantista, ma a volte, certe combinazioni...

Sicuramente apprezzavo maggiormente Michael Jackson prima di certe accuse piombate su di lui in passato. Poi venne assolto, e come garantista, mi accodo alle sentenze. Però certe combinazioni e certe coincidenze fanno pensare:il cantante è morto due giorni dopo che nel mondo si è celebrata, con ostentazione, la Giornata dell' Orgoglio Pedofilo.

Ubi Maior, minor cessat...

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mercoledì 17 giugno 2009

"Manca solo che dicano che sono omosessuale"

Il nostro Premier ne ha combinata un’altra delle sue in stile gradevolissimamentepoliticamente scorretto”.
Incurante delle reazioni dei sacerdoti del “politicamente corretto” ha pronunciato la frase che fornisce il titolo al presente post e che si ricollega idealmente ai due precedenti di Starsandbars e mio .
Starsandbars, nel pieno della campagna elettorale giocata, more solito, sull’aggressione personale a Berlusconi, lo invitava a fare “outing” per mettersi al riparo dagli attacchi dietro la trincea del “politicamente corretto”.
Sì, perché in Italia si può insultare Berlusconi, il Papa, la Chiesa Cattolica, Bush, ma le vestali del “politicamente corretto” insorgono come feroci arpie se si toccano gli omosessuali, l’islam, Obama.
In Italia si può sostenere qualsiasi idea che devasti le tradizionali usanze, costumi e opinioni, ma non si possono sostenere queste usanze, costumi ed opinioni senza essere minacciati da invocate direttive di legge che dovrebbero impedirci di dire ciò che pensiamo.
Bene, nonostante questo clima da caccia alle streghe, Berlusconi non ha esitato a rinverdire una sua vecchia battuta (di un paio di anni fa) lasciando chiaramente intendere quale sia il suo orientamento.
E quasi rispondendo al mio post, con la frase di cui al titolo del post ha chiaramente lasciato intendere come anche la sua percezione corrisponda a quella della maggioranza degli italiani.
Una posizione che lo fa risalire di qualche punto nella mia considerazione, soprattutto se guardiamo a come cerchino di barcamenarsi coloro che, pur di acquisire un voto in più, rinuncerebbero a qualsiasi dignità per inseguire improbabili vie di mezzo, come coloro i quali distinguono tra unione omosessuale – alla quale si dichiarano favorevole – e adozione da parte di queste stesse coppie, alla quale si dichiarano contrari.
Conducendo così una politica “dei due forni” che dovrebbe essere rifiutata sia da chi è contrario a qualsiasi riconoscimento giuridico delle pratiche sessuali tra persone dello stesso sesso, sia da chi è favorevole.
Quanto meno per una questione di serietà e coerenza.

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martedì 2 giugno 2009

Berlusconi faccia outing:piacerà ai sinistri !

Qualche giorno fa nel mio blog principale ho parlato dell' Invidia, uno dei Peccati. Invidia che sta colpendo Berlusconi, toccando anche l' ambito personale.


Ebbene, un consiglio per il Premier ce l' avrei: faccia outing, ammetta di essere attratto da un muscoloso marinaio alla Village People, di frequentare orge borchiate al ritmo di "Macho Macho Men", di avere poster di Freddy Mercury e Mario Mieli nel proprio studio, di possedere una collezione di parrucche platinate di ogni tipo. Così, finalmente, avrà la solidarietà e l' appoggio della sinistra intera.

Sinistra che per anni,però, discriminò Pier Paolo Pasolini...




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