domenica 24 giugno 2007

Omopedofilia e oltre

Ieri, sabato 23 giugno, è stato il giorno dell' "orgoglio" (pensate un po' !) pedofilo.
Una settimana prima, sabato 17 giugno, quello dell' "orgoglio" (ripensate un po' !) omosessuale.
La differenza ?
Il primo è stato un qualcosa osteggiato anche da chi ha esaltato il secondo.
Il pensiero che sia adottata la politica del carciofo è molto più di una ipotesi.
Oggi si cerca di rendere acquisita e pacifica la "normalità" (?!?!?) degli omosessuali e per conseguire tale obiettivo non si esita a buttare a mare la pedofilia che, comunque, una volta consolidato il perimetro omosessuale, diventerà la nuova frontiera del "politicamente corretto", in attesa che spuntino le giornate dell'orgoglio stupratore e quelle dell'orgoglio omicida.
E' la tattica già adottata dalla sinistra per demolire il background morale su cui si reggeva l'Italia.
Nel 1970 il divorzio, confermato nel 1974 con la promessa che non si sarebbe andati oltre.
Nel 1978 l'aborto.
Oggi puntano all'eutanasia, con un primo passaggio attraverso il "testamento biologico".
E' un comportamento che "spoglia" l'Italia come un carciofo, con un effetto domino che, facendo cadere un baluardo, provoca il crollo a seguire di tanti altri capisaldi del vivere civile.
Immaginate l'Italia che ci propongono costoro.
Divorzi veloci (dai 5 anni di separazione del 1970, si è passati ai 3 anni odierni).
Aborto.
Eutanasia (come per l'aborto, saranno i più deboli, quelli che non sono in grado di esprimere e sostenere la loro individualità a rimetterci).
Omossessuali che dettano legge, pedofili che si incuneano.
Niente pena di morte, niente ergastolo.
Anche i criminali peggiori tornano liberi dopo pochi anni di galera, ben pasciuti e mantenuti da tutti noi.
Immigrati che amministrano le nostre città grazie al voto loro concesso dopo averli ammessi senza limiti.
Proibito esprimere idee che siano contrarie a quelle "politicamente corrette".
Droga libera, così che si possa annegare la coscienza e dimenticarsi di riflettere sulla società in cui viviamo.
Vi piacerebbe vivere in quel futuro prossimo venturo ?
Non sarebbe il caso di impedirlo, a cominciare dal riconsiderare le sin troppe concessioni alle mode più depravate che sono state fatte in termini di legittimazione ?
Allora si ritorni a mettere i puntini sulle "i" per ciò che è normale e utile alla società, al suo progresso, al suo sviluppo civile e ciò che, come l'onda propagandistica omosessuale, è invece una bomba ad orologeria, tesa ad aprire le porte del nostro vivere civile alla dissoluzione.
Impedire la caduta di una carta, impedisce all'effetto domino di propagarsi a tutte le altre.

sabato 23 giugno 2007

Bologna: mostra lesbica vilipende i Comandamenti

fonte http://it.novopress.info/

Si è appreso dalla stampa odierna che l’associazione Arcilesbica di Bologna inaugurerà il 24 Giugno col patrocinio del Consiglio di Quartiere Santo Stefano una mostra dal titolo “Recombinat women”.

Tra le opere esposte vi sono anche le creazioni di Maria Grazia Pecoraro, basate sul sovvertimento del Decalogo in chiave lesbica: “Abbi te stessa e le altre al di fuori di un dio”, “Se lo desideri commetti con lei gli atti impuri che entrambe volete” e via elencando.

La Lega Cattolica Antidiffamazione chiede al Consiglio di Quartiere la revoca immediata del patrocinio. Richiama inoltre l’attenzione delle Istituzioni e dei cittadini sull’inquietante “filo rosso” che lega la sequenza delle provocazioni blasfeme delle ultime settimane: lo spettacolo Messiah game della Biennale di Venezia, la mostra La Madonna piange sperma di Roma e Bologna, la mostra Vade retro. Arte e omosessualità di Milano, ed ora nuovamente Recombinat women a Bologna.

L’attacco alla Civiltà cristiana – ed indirettamente l’offesa alla Legge mosaica comune ad Ebraismo ed Islam – conferma ancora una volta l’indole anticattolica della lobby gay, la quale monopolizza politicamente e ideologicamente la voce degli omosessuali italiani e pare incapace di cogliere la gerarchia dei valori condivisi dal mondo occidentale.

«Al di là della ferma condanna per l’ennesima offesa al Cristianesimo – commenta Pietro Siffi, Presidente della Lega Cattolica Antidiffamazione – è necessario che emerga il dissenso all’interno della comunità gay: inutile pretendere rispetto per sé, quando si colpiscono i Cattolici nella loro Fede e nei loro sentimenti più sacri. E ci si guardi bene dall’accusare la Chiesa di verticismo, quando è chiarissimo che la maggioranza degli omosessuali subisce passivamente i diktat di un manipolo di provocatori».

Catholic Anti-Defamation League
Lega Cattolica Antidiffamazione

venerdì 22 giugno 2007

Gli omosessuali e lo stato totalitario












La lobby omosessuale sta attivamente operando per rendere punibile legalmente chi usi termini come «finocchio» e «frocio»; nello stesso tempo, gli omosessuali di Bologna mettono in scena uno spettacolo che è una ripugnante bestemmia fin dal titolo («La Madonna piange sperma»), e ottengono l’entusiastica sponsorizzazione della ministra dello spettacolo sodale di D’Alema e del sindaco Cofferati, le cosiddette «autorità pubbliche». Sponsorizzazione che poi i due hanno ritirato per opportunismo. Ma la sostanza resta: è vietato per legge offendere i culattoni, ma ai culattoni è lecito offendere i cittadini credenti>

Nascono di continuo nuove leggi, che proteggono il male e vietano il bene.
E' nato un nuovo diritto che non deve essere temuto dai delinquenti, ma dalle persone comuni.
Ed esso - il neo-diritto a rovescio, tutto unto di buonismo - già comincia a mostrare l’inconfondibile grinta coercitiva paleo-sovietica. Nasce da gente che trema di fronte a qualunque folla che fischia ed urla, dai vili che se la fanno sotto e sono pronti ad obbedire a qualunque pressione, a qualunque lobby, senza alcuna fermezza né ragionamento.Ciò non toglie che il terrore sia terrore, che lo pratichino Robespierre e Trotzki, oppure Luxuria e Grillini. Il trucco consiste in questo: che basta chiamarlo «democrazia» per accontentare i crostacei col telefonino, le masse da stadio e il corpo sociale dei finocchi. Non c’è coscienza morale cristiana né diritto. C’è invece la viltà dei media che tacciono o peggio acconsentono.

E’ questa acquiescenza a rendere forte il nuovo totalitarismo dei vili; esattamente come la spaventata acquiescenza degli onesti rese invincibili i terrorismi totalitari passati. Basta che lo esigano i finocchi,
Basta qualche furbesca scimmia come Mastella, che non sa che farsene della libertà di pensiero visto che non lo usa, a togliervi la libertà d’opinione.
Come ogni regime totalitario, la lotta comincia dalle parole: non dite froci, dovete dire «gay». L’impero sovietico fu una logocrazia, un dominio sul vocabolario ammesso. E chi sbagliava parola, finiva al Gulag, dove la più piccola infrazione al «diritto sovietico» era punita come minimo con «un quartino» (di secolo: 25 anni di detenzione).

lunedì 18 giugno 2007

La lobby la spara grossa

Per Grillini la maggioranza degli italiani metterebbe sullo stesso piano l'unione uomo-donna con quella uomo-uomo.
tratto da Repubblica,quindi leggere con le pinze
"Cresce l'intolleranza verso gli omosessuali, la derisione e la discriminazione nei luoghi di lavoro, negli ospedali dove vanno quando devono essere curati e nella scuola": a lanciare l'allarme è il ministro delle Pari opportunità Barbara Pollastrini, il giorno dopo il Gay Pride, mentre Avvenire se la prende con la manifestazione romana, accusata di aver ospitato "slogan intollerabili" contro il Papa.

"Ho i dati. Sta crescendo un clima di intolleranza - dice il ministro Pollastrini - soprattutto di derisione e tutta la politica, di qualsiasi schieramento, ha il compito di determinare tolleranza, comprensione e rispetto per la dignità di ognuno". "Ieri - ha spiegato il ministro - sono andata a dire che non è interesse di una parte ma di tutto il Paese dare una legge equilibrata e saggia di diritti e doveri per i conviventi, omosessuali e non. E sono andata a dire che è interesse di tutti e non di una parte ricostruire un clima unitario di dialogo, tolleranza e rispetto".

Nessuna paura quindi che la questione dei Dico finisca nel dimenticatoio: "Per quanto mi riguarda - ha detto Pollastrini - svolgerò fino in fondo il compito che mi hanno assegnato". E per questo non può bastare una modifica del codice civile, come propone chi è contrario ai Dico. "Il punto è che ci sia un atto pubblico" ha concluso.

Il Gay Pride non va giù al quotidiano della Cei. "Slogan - non tantissimi, quanti basta - intollerabilmente osceni". Così si legge su Avvenire, in un boxino siglato "Av" pubblicato nella pagina di cronaca sulla manifestazione intitolato "Slogan intollerabili", alludendo a "parole false e vuote" usate "come pietre" e ai "cori scanditi contro il Papa da un ben identificato 'carro'". Quelle parole che avevano "una pesantezza terribile, forse inconsapevole, certo semiblasfema", le "hanno sentite in tanti", rimarca il quotidiano, "non, a quanto pare, i resocontisti di certi tg di prima serata che si sono impegnati a patinare di sola allegria la kermesse". "Non ci interessa neanche troppo - prosegue il quotidiano della Cei - se si sia trattato di un velo pietoso o di una imbarazzata bugia, ci interessano, ci feriscono e restano quegl'insulti urlati al cielo di Roma".



E le dichiarazioni del ministro Pollastrini fanno infuriare la Cdl. "Le dichiarazioni odierne, insensate e false, di ministri della Repubblica pro privilegi gay - dice il capogruppo dell'Udc Luca Volontè - dimostrano solo l'urgenza di una seria valutazione sulla loro sanità mentale. Pollastrini, sfortunata coi matrimoni, afferma il falso. Non ha fornito dati al Parlamento su discriminazioni, per il semplice fatto che non esistono. Pecoraro è in chiaro conflitto di interesse sul tema dei Dico. E Ferrero tutela solo le minoranze che chiedono privilegi". "I principi di non discriminazione e di uguaglianza sono sacri - sottolinea - è inaccettabile ogni privilegio di lobby. Rimane incredibile che Prodi, responsabile ultimo dell'esecutivo, non richiami e non vigili sui compiti istituzionali dei Ministri della Repubblica. Ci sono enormi discriminazioni verso i 22 milioni di famiglie con figli, dimostrati dall'Istat, e il Governo paga profumatamente i 'carnevali' mensili dei gay? Matrimonio gay e poi adozioni ai trans, quando Luxuria vincerà Miss Italia? Si stravolge il vivere civile per modificare l'immodificabile natura umana,ma ciò è illegittimo. L'idea leninista,in salsa Zapatera, è a un passo dal successo. Fioroni e Mastella reagiscano non solo a parole; benissimo Pezzotta".

L'ex sindacalista aveva addirittura parlato di profanazione. "Mi ero commosso al Family Day vedendo la nostra gente - dice Pezzotta - gente che lavora. Manifestare è sempre sacrosanto, ma del Gay Pride mi feriscono l'offesa, l'attacco alla mia Chiesa, la parodia della sensibilità cattolica, la profanazione dei simboli religiosi e di quella piazza".

E al Family Day fa riferimento anche Franco Grillini. "Il confronto con il Family Day - dice il deputato di Sinistra democratica e presidente onorario dell'Arcigay - è sicuramente vinto dal Gay pride perché abbiamo superato la manifestazione vaticana nei numeri (avendo a disposizione infinitamente meno risorse finanziarie e organizzative) e sul piano politico abbiamo dimostrato che in Italia il 'pensiero unico familista' è minoritario".

Bandite le parole mamma e papà

Scozia: bandire dal linguaggio “omofobico” le parole “mamma” e “papà”

domenica 17 giugno 2007

Effetti del gay pride

Se la manifestazione di ieri a Roma organizzata dalle associazioni omosessuali e dai loro sostenitori aveva lo scopo di risvegliare le coscienze, come me ci sono riusciti.
Non credo, però, che sarebbero contenti di conoscere in che modo me l'hanno svegliata, perchè le immagini teletrasmesse e,forse più, le fotografia ampiamente riportate in internet, mi hanno fatto provare schifo al solo pensiero che potrei passare, fianco a fianco, qualche minuto in corriera o in treno con quei personaggi.
La mia coscienza si è quindi risvegliata e ho deciso di accettare l'invito di Monsoreau a collaborare al nuovo blog Secondo Natura e con questa breve nota, che pubblico anche sul mio blog , inizio la collaborazione.
Il Pizzino, su queste stesse colonne, ha fatto bene a riportare alcune fotografie, dalle quali emerge con chiarezza quanto poco "normali" siano le pretese degli omosessuali.
Solo a Carnevale si vedono sceneggiate di quel genere e anche i latini dicevano che "semel in anno licet insanire", ma quando si "pazzia" ripetutamente allora c'è qualcosa distorto.
Una manifestazione di odio contro la chiesa, contro la famiglia,persino contro il loro governo.
A favore di cosa ?
A favore di pretese che diventerebbero il cavallo di Troia di ulteriori pretese.
Mi ritrovo pienamente nella posizione del centrodestra che, nel rispetto dele libertà individuali, ritiene che i rapporti tra due omosessuali debbano essere risolti tra loro nell'ambito della normativa civilistica, senza peraltro pretendere di avere riconoscimenti che li equiparino ad una famiglia, che non possono formare, o che consenta loro di usufruire di quei diritti che sono specifici per gli appartenenti ad un nucleo famigliare.
Vivi e lascia vivere.
Gli omosessuali, se proprio non vogliono percorrere la strada della castità e delle cure che, come ci insegna Nicolosi sono possibili, almeno evitino di sbracare in pubblico.
Ne guadagneranno sicuramente, perchè penso che senza il loro volgare e offensivo atteggiamento, questo blog non avrebbe mai visto la luce.

Carnevale é finito...ma non vogliono capirlo!

Non c'è nulla da fare, non hanno capito che carnevale viene solo a febbraio e, nella loro perversione, hanno bisogno di sfilare travestiti almeno una volta al mese. Sarà, verosimilmente, uno dei tanti effetti collaterali della loro malattia. Per il resto nessuna novità: solite pacchianate da tamarri, soliti insulti contro la Chiesa, la Tradizione, le famiglie (non c'è bisogno di aggiungere normali, la famiglia è tale di per sè ed è una) e tutto ciò che va contro i loro capricci. Dopo il flop del c.d. "coraggio laico", dove la corazzata Bonino e co. non riuscì a portare più di 2.000 persone in piazza contro i 2 milioni e passa di manifestanti del family day, i radical-paracomunisti-scimmiodi, coriacei, ci hanno riprovato sfilando assieme a tutti i poteri forti che li sorreggono. Ora, siccome a volte un'immagine vale più di mille parole e io sono dichiaratemente antiomofilo, vi posto le foto che ho trovato a caso(e non capziosamente) sul sito del quotidiano ufficiale del partito radical-comunista, il Corriere della sera. Le foto sono tratte sia dal cosiddetto coraggio laico che dall'odierna carnevalata. Non riuscirete a distinguerle, perché il leitmotive tra le due carnevalate è sempre lo stesso: insulti e pacchianate, pacchianate ed insulti ed, ancora, pacchianate, pacchianate, pacchianate, insulti, insulti, insulti. Da notare, infine, come sia questi manifestanti che questi politici siano soliti travestirsi.
Ah Putin, quanto ci serviresti!

venerdì 15 giugno 2007

Frocs bomb

Qui trovate un gustoso articolo con il quale veniamo a sapere che le Forze Armate degli Stati Uniti hanno attivato delle ricerche per spargere un contagio negli eserciti nemici.
Quale contagio ?
L’omosessualità.
Un ormone, o una qualche sostanza, che provocasse una intensa libido omosessuale e disgregasse l’eventuale esercito nemico, per poter vincere la guerra con meno fatica.
Sembra che tale sostanza non sia stata ancora trovata, ma è il “principio” che qui interessa commentare: la dilagante omosessualità come cavallo di troia per sconfiggere un nemico, indebolendone volontà e forza.
E’ evidente che una simile impostazione non possa essere gradita agli ambienti omofili, ma è altrettanto evidente che un simile studio è una sostanziale e pesantissima ammissione circa l’incompatibilità tra l’omosessualità elevata a standard e la conservazione di una civiltà.
E questo è tanto più rilevante se si pensa che proviene dagli Stati Uniti, cioè da una nazione dove persino il front runner dei Repubblicani sembra avere un debole per gli ambienti omofili.
Credo che da questa notizia si possano trarre alcune conclusioni.
1) Indipendentemente dagli “studi” spesso influenzati dalle lobbies, l’omosessualità è ancora considerata come un qualcosa di non normale.
2) La diffusione di tale stato è considerata un varco attraverso il quale i nemici possono vincere le loro battaglie.
3) I tentativi di legalizzare in qualche modo comportamenti omosessuali determinano un oggettivo inedebolimento della nostra capacità di resistere e rispondere alle aggressioni nemiche
.
Cerchiamo quindi di non fare esplodere questa bomba al nostro interno, in un'orgia di autolesionismo distruttivo.

A buon intenditor ...

mercoledì 13 giugno 2007

Fondi ai trans, il triste reality di Casa Prodi


di Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro
[Da «il Giornale», 09 giugno 2007]


C’era una volta il socialismo reale. Già, c’era una volta: perché oggi, anche nelle regioni comuniste doc, bisogna accontentarsi del socialismo relativista. Tanto che la rossissima Regione Toscana ha destinato 150mila euro del Fondo sociale europeo alla creazione di carte di credito riservate a transessuali e transgender in cerca di lavoro. Roba da far drizzare tutti i peli della barba del povero Carlo Marx.

Benvenuti nel cosiddetto «Paese normale» che i post comunisti e i post cattolici dell’Unione promettevano da tempo. Dopo rapida gestazione ecco qua uno dei tanti figli in provetta prodotti dal matrimonio fra marxisti senza marxismo e cattolici senza cattolicesimo, per i quali il concetto di normalità dipende dalla moda.

Questo, rapidamente, il fatto: l’Unione europea stanzia da alcuni anni dei fondi per promuovere lo svolgimento di corsi professionali per i nostri ragazzi. Corsi che, quando sono ben progettati e ben realizzati, insegnano davvero un mestiere e introducono nel mondo del lavoro i giovani. Così la rossissima Regione Toscana ha pensato di inventarsi con quei fondi una carta prepagata di 2.500 euro procapite da spendere in due anni, utilizzabile solo per frequentare corsi di formazione. Bene, diranno molti. Però, c’è un però: la carta è riservata a coloro che esibiscano un certificato del servizio sanitario con la diagnosi di «disturbo di identità di genere».

«La somma è modesta, l’idea è grande» commenta trionfalmente un comunicato dell’ufficio stampa della rossissima Regione Toscana, che aggiunge per la precisione: «Non è però il primo esperimento che si tenta in Toscana in questo settore. Nel centro per l’impiego di Pistoia si era già iniziato ad utilizzare la carta per permettere ai trans di studiare ed aggiornarsi per poi trovare un canale d’ingresso in un’azienda, un ufficio, un ospedale, un luogo in cui costruire un futuro e dei rapporti umani e professionali senza sentirsi emarginati, strani, diversi, osservati».
Se qualcuno pensa di essere finito su Scherzi a parte si svegli. Questo è un episodio, e nemmeno l’ultimo purtroppo, di «Casa Prodi», il reality show più triste e veritiero della Seconda Repubblica. L’idea brillante, questa volta, è venuta all’assessore al Lavoro, il democratico di sinistra Gianfranco Simoncini, che spiega come il sussidio sia «diretto alle fasce deboli del mercato e non c’è dubbio che quella dei trans lo sia. Vogliamo dare a queste persone una concreta opportunità di fare una vita normale, evitando che l’isolamento le spinga a prostituirsi per riuscire a guadagnare dei soldi. Dobbiamo toglierle dal marciapiede».

E i cattolici che pure fanno parte di quella maggioranza di governo? Non pervenuti. Tace il vicepresidente Federico Gelli, già presidente provinciale delle Acli. Ma tace pure il sito della diocesi di Firenze, che non dà la notizia né la commenta in alcun modo. E pure quello del settimanale cattolico Toscana Oggi.

Questo è il «Paese normale» che l’esercito della salvezza progressista vuole confezionare per il nostro futuro, trasformando i famosi «diritti civili» in veri e propri servizi garantiti e pagati dallo Stato. Ci vogliono traghettare in un territorio dell’assurdo che è al di là del bene e del male, ben oltre il confronto atavico fra destra e sinistra. Perché non ci vuole la tessera di un partito particolare, o una fede religiosa specifica, per certificare l’insensatezza, per non dir di peggio, di un provvedimento così sgangherato. È dunque questo il tragicomico epilogo di quello che una volta fu il glorioso partito dei proletari: i deboli mica sono gli handicappati, o le mamme con tre figli, o gli anziani. Abbandonata la prole al suo destino, lo Stato sociale si rivolge a nuove categorie meritevoli della mano compassionevole dell’autorità.

E tutto questo scialo di denaro pubblico, perché? Per strizzare l’occhio alla «diversità» e assumere come modello culturale la nuova ideologia del «genere», secondo la quale «maschile» e «femminile» non sono più dei dati oggettivi, che la biologia ci mette davanti senza possibilità di equivoco. «Maschio» e «femmina» sarebbero solo delle «categorie culturali», che devono essere superate dalla libera determinazione del singolo. Dai post-comunisti siamo approdati ai trans-comunisti. E adesso chi va a spiegarlo ai compagni in qualche Casa del popolo un po’ fuori mano?

Ma questa iniziativa del centrosinistra toscano un merito in fondo ce l’ha: dimostra che il confronto politico dei prossimi anni passa lungo la linea delle scelte di valore. Il centrodestra ha vinto nelle competizioni locali perché è visto dalla gente comune, giustamente, come interprete della sana, banalissima, normalità. E tanto più si imporrà quanto più si confermerà alternativo al socialismo relativista di questa sinistra nichilista. C’è un elettorato normalmente borghese - tanto disprezzato dalle élite culturali «de sinistra» e dai cattolici adulti - che su certi valori non tollera tradimenti. Non ama le amministrazioni che buttano via 290 milioni delle vecchie lire per destinarli alla «categoria socialmente debole dei trans».

martedì 12 giugno 2007

Indottrinamento

Alcune scuole inglesi hanno scelto di inserire nelle biblioteche scolastiche favole e racconti con contenuti omosessuali per far sembrare ai bambini che l’omosessualità sia un fattore normale della società. La direttrice del progetto “No Outsiders”, tale Elizabeth Atkinson, ha motivato la sua scelta sostenendo che, promuovendo sui testi per bambini relazioni tra invertiti, "si può rompere un tabù di cui non si può ancora parlare". Evidentemente il lavaggio del cervello dà i suoi frutti.

sabato 9 giugno 2007

A proposito di deficienti

Iniziamo questo blog, monotematico, con la notizia che arriva da Palermo.
Una insegnante, evidentemente in preda al raptus del politicamente corretto, ha obbligato un suo alunno a scrivere cento volte sul quaderno"sono un deficiente".
Il padre del ragazzo ha denunciato la insegnante (?) che subirà un processo.
Qual'è il motivo scatenante la azione della professoressa ?
Il ragazzo avrebbe impedito ad un suo coetaneo di entrare nel bagno dei maschi e invitandolo ad usare quello delle femmine essendo omosessuale.
Forse omosessuale, forse no, non ci è dato di sapere, quello che sappiamo è che quel genere di comportamento lo abbiamo tenuto tutti ed aveva una sua funzione educativa nei confronti di chi assumeva atteggiamenti effemminati e mammoni.
Li abbiamo aiutati a crescere, a diventare uomini o comunque a cercare di correggere le loro inclinazioni.
Mi domando.
Ma quale generazione crescerà se verrà tenuta nella bambagia per tutta la vita ?
Cosa accadrà quando dovrà affrontare i veri problemi della vita e non ci sarà una tenera insegnante pronta ad accorrere in suo aiuto ?
Ma soprattutto, chi è il vero deficiente (cioè mancante, in questo caso, di buon senso )?
Chi, a 15 anni, mette in pratica un gioco abituale per quell' età, o chi accorre al richiamo del politicamente corretto, sempre e comunque ?