lunedì 18 giugno 2007

La lobby la spara grossa

Per Grillini la maggioranza degli italiani metterebbe sullo stesso piano l'unione uomo-donna con quella uomo-uomo.
tratto da Repubblica,quindi leggere con le pinze
"Cresce l'intolleranza verso gli omosessuali, la derisione e la discriminazione nei luoghi di lavoro, negli ospedali dove vanno quando devono essere curati e nella scuola": a lanciare l'allarme è il ministro delle Pari opportunità Barbara Pollastrini, il giorno dopo il Gay Pride, mentre Avvenire se la prende con la manifestazione romana, accusata di aver ospitato "slogan intollerabili" contro il Papa.

"Ho i dati. Sta crescendo un clima di intolleranza - dice il ministro Pollastrini - soprattutto di derisione e tutta la politica, di qualsiasi schieramento, ha il compito di determinare tolleranza, comprensione e rispetto per la dignità di ognuno". "Ieri - ha spiegato il ministro - sono andata a dire che non è interesse di una parte ma di tutto il Paese dare una legge equilibrata e saggia di diritti e doveri per i conviventi, omosessuali e non. E sono andata a dire che è interesse di tutti e non di una parte ricostruire un clima unitario di dialogo, tolleranza e rispetto".

Nessuna paura quindi che la questione dei Dico finisca nel dimenticatoio: "Per quanto mi riguarda - ha detto Pollastrini - svolgerò fino in fondo il compito che mi hanno assegnato". E per questo non può bastare una modifica del codice civile, come propone chi è contrario ai Dico. "Il punto è che ci sia un atto pubblico" ha concluso.

Il Gay Pride non va giù al quotidiano della Cei. "Slogan - non tantissimi, quanti basta - intollerabilmente osceni". Così si legge su Avvenire, in un boxino siglato "Av" pubblicato nella pagina di cronaca sulla manifestazione intitolato "Slogan intollerabili", alludendo a "parole false e vuote" usate "come pietre" e ai "cori scanditi contro il Papa da un ben identificato 'carro'". Quelle parole che avevano "una pesantezza terribile, forse inconsapevole, certo semiblasfema", le "hanno sentite in tanti", rimarca il quotidiano, "non, a quanto pare, i resocontisti di certi tg di prima serata che si sono impegnati a patinare di sola allegria la kermesse". "Non ci interessa neanche troppo - prosegue il quotidiano della Cei - se si sia trattato di un velo pietoso o di una imbarazzata bugia, ci interessano, ci feriscono e restano quegl'insulti urlati al cielo di Roma".



E le dichiarazioni del ministro Pollastrini fanno infuriare la Cdl. "Le dichiarazioni odierne, insensate e false, di ministri della Repubblica pro privilegi gay - dice il capogruppo dell'Udc Luca Volontè - dimostrano solo l'urgenza di una seria valutazione sulla loro sanità mentale. Pollastrini, sfortunata coi matrimoni, afferma il falso. Non ha fornito dati al Parlamento su discriminazioni, per il semplice fatto che non esistono. Pecoraro è in chiaro conflitto di interesse sul tema dei Dico. E Ferrero tutela solo le minoranze che chiedono privilegi". "I principi di non discriminazione e di uguaglianza sono sacri - sottolinea - è inaccettabile ogni privilegio di lobby. Rimane incredibile che Prodi, responsabile ultimo dell'esecutivo, non richiami e non vigili sui compiti istituzionali dei Ministri della Repubblica. Ci sono enormi discriminazioni verso i 22 milioni di famiglie con figli, dimostrati dall'Istat, e il Governo paga profumatamente i 'carnevali' mensili dei gay? Matrimonio gay e poi adozioni ai trans, quando Luxuria vincerà Miss Italia? Si stravolge il vivere civile per modificare l'immodificabile natura umana,ma ciò è illegittimo. L'idea leninista,in salsa Zapatera, è a un passo dal successo. Fioroni e Mastella reagiscano non solo a parole; benissimo Pezzotta".

L'ex sindacalista aveva addirittura parlato di profanazione. "Mi ero commosso al Family Day vedendo la nostra gente - dice Pezzotta - gente che lavora. Manifestare è sempre sacrosanto, ma del Gay Pride mi feriscono l'offesa, l'attacco alla mia Chiesa, la parodia della sensibilità cattolica, la profanazione dei simboli religiosi e di quella piazza".

E al Family Day fa riferimento anche Franco Grillini. "Il confronto con il Family Day - dice il deputato di Sinistra democratica e presidente onorario dell'Arcigay - è sicuramente vinto dal Gay pride perché abbiamo superato la manifestazione vaticana nei numeri (avendo a disposizione infinitamente meno risorse finanziarie e organizzative) e sul piano politico abbiamo dimostrato che in Italia il 'pensiero unico familista' è minoritario".

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