martedì 31 luglio 2007

Ma che casto bacio, secondo la Procura !

A parte il fatto che anche se fosse stato un bacio, vedere due ometti baciarsi non è tutelativo per eventuali minori che avrebbero potuto incrociarli. Perchè si finirà per non farli uscire più di casa, 'sti figli, se è questo che vogliono.
Però si viene a sapere che i due pederasti arrestati al Colosseo sono indagati dalla Procura di Roma per atti osceni in luogo pubblico. Secondo i Carabinieri erano impegnati in un rapporto orale. Naturalmente, essendo io garantista, aspetto. Ma poi, chi chiederà scusa ai Carabinieri, insultati perennemente ? A Genova, dagli estimatori degli estintori. Nelle piazze, dai criminali che offendono i Martiri di Nassirya. Ed ora da ben quattro ministri e dall' ARCIGAY che non han voluto credere ai Militari dell' Arma, ma ai 2 "poveri" invertiti.
A meno che, poichè ho letto in alcune risposte nel mio post precedente che siamo animali, non si renda legittimo il sesso per strada. E la defecazione. Sorvolo sull' orinazione, poichè tanti animali lo fanno già, anche vicino ai Cimiteri, che è Terra Consacrata.
Eppoi, senza lavarsi, ti strigono la mano, vanno al supermercato e senza guanti tastano la frutta e la verdura, ed al bar si scelgono gli stuzzichini dell' aperitivo.
Animali, appunto.

domenica 29 luglio 2007

L' omosessualità è o no una malattia ? Chiedetelo a Luca di Tolve.


Spesso gli spocchiosi interventi dei tanti libertin,pardòn, libertari omofili sono tesi a gettare accuse di oscurantismo, modi da inquisizione e caccia alle streghe, inimicizia verso la scienza e la medicina a chi parla di omosessualità come malattia, basandosi su alcune conclusioni di UNA delle organizzazioni mediche mondiali, che sono invece diverse. E non vogliono accettare il fatto, figli dell' illuminismo saccente, che ancora oggi invece il mondo medico è diviso sull' argomento, esattamente come per il darwinismo ed il Creazionismo.

Anzi, in tutto il mondo, forte dell' appoggio dei tanti benpensanti etero-relativisti, in molte nazioni, Francia in testa (ma speriamo che Sarkozy non riprenda l' intenzione di Chirac), ci si prepara ad emanare leggi che limitano la libertà di espressione di coloro che vogliano continuare a considerare la pederastia una malattia.

Viene allora da chiedere come mai l'ex-omosessuale Luca di Tolve abbia dichiarato in Febbraio alla Stampa di considerarsi "guarito":


"Ero gay: i preti mi hanno guarito" di Flavia Amabile.




Leggendo l' articolo non si può non sottolineare la confusa situazione familiare nell' adolescenza del neo-eterosessuale, con la mancanza della figura paterna, ed a quanto sia ormai redditizio per il Mercato occuparsi della potente lobby omosessuale, di solito benestante e con voglia di spendere in viaggi, vestiti e divertimenti.
Dunque, cari omofili, Di Tolve si dichiara GUARITO. Omofobo pure lui ?

sabato 28 luglio 2007

Paura della verità

Nella notte del 27 luglio, un unico soggetto ha sfruttato i limiti dei sondaggi blogspot per alterare i risultati del quesito relativo alla normalità dello stato omosessuale che, da soli sei “sì” è passato a ben 68 “sì” nello spazio di pochi minuti.
E’ del tutto evidente che l’intelligente autore di tale azione (una malignità: che abbia avuto anche una ruolo da scrutatore nelle elezioni del 9 e 10 aprile 2006 ?) si è sentito colpito da quel che rappresenta questo blog: una voce controcorrente rispetto alla mefitica palude di conformismo politicamente corretto sul tema della omosessualità.
Il suo comportamento nel proporre e riproporre in modo compulsivo il “sì” al quesito ci induce invece a proseguire nella nostra azione, avendo conferma che la verità, quando esposta senza le ipocrisie di una società che sembra aver perso la bussola del buon senso, è utile a far emergere le manie che denunciano uno stato certo non normale.
L’ostracismo cui sono sottoposti i libri di Nicolosi, dimostra che le tesi esposte colpiscono al cuore il problema di uno stato che può essere modificato se solo venisse affrontato per quello che è e non con quello che io definisco “il metodo Donat Cattin” (il ministro democristiano della sanità che negli anni ottanta, avendo l’atrazina nell’acqua potabile, in alcune falde lombarde, superato il limite consentito, emise un decreto per aumentare tale limite, rendendo così, con un tratto di penna, di nuovo potabile quella stessa acqua che fino a un minuto prima non lo era).
La paura della verità, la paura di riflettere sulla situazione in cui alcuni cittadini si trovano, trasformando delle pretese di fazione in diritti, è la paura di dover affrontare il lungo e difficile, ma virtuoso, cammino che Nicolosi descrive nei suoi saggi.
Credo comunque di dover ringraziare lo sconosciuto sostenitore della omosessualità per gli accessi che ci ha regalato e se diffondesse tra i suoi sodali il link del nostro blog, non potranno che aumentare oltre a confidare nel fatto che, leggendo quel che c’è scritto, qualcuno potrebbe anche riflettere e decidere di provare il metodo Nicolosi.

sabato 21 luglio 2007

Ipse dixit

"Gli omosessuali hanno problemi medici di tipo genetico o problemi di gestione delle proprie pulsioni sessuali. Occorre dunque mettere delle barriere, dei limiti prima che la nostra societa’ cada nella decadenza di zoofili e pedofili".

Richard Wertenschlag, gran rabbino di Lyon, « Le Figaro » del 16/02/07

venerdì 20 luglio 2007

Il lavaggio del cervello parte dalla musica.

Se avete dei dubbi in merito a quale potrà essere “il tormentone” dell’estate 2007, noi abbiamo un piccolo suggerimento. Non sarà qualche ballata dal sapore caraibico, nè tantomeno una serenata ad un amore finito, ma una ben più concreta canzone sull’orgoglio omosessuale, “Gino e l’Alfetta” di Daniele Silvestri, che da giorni le radio italiane trasmettono a tutte le ore. Smessi infatti i panni del pacifista (evidentemente i finocchi tirano più del popolo “no-global”), il cantante romano è divenuto il rappresentante musicale del variegato “mondo gay”, che dopo GayPride e cose varie, cerca subdolamente l’ennesimo strumento per legittimare una “cultura” deviata e deviante, avendo imparato a riclicare quei metodi sovietici di propaganda per lavare il cervello ai meno avveduti.


Gino e l’alfetta
Vado di fretta
vado di fretta
non ho più tempo
datemi retta
Gino mi aspetta
dentro un’Alfetta
piena di muffa
Vado di corsa
vado a una festa
piena di gente
molto entusiasta
ora non posso
vado di prescia
forse ritorno
ma non è una promessa
Vado di fretta
vado di corsa
quello che serve è tutto dentro alla borsa
e per adesso mi basta
Maria sei sempre mia
sei l’unica possibile
ma di Gino io mi fido un po’ di più
lui mi conquista
e mi rilassa
Gino ha i miei stessi punti di vista
e per adesso mi basta
Ehi ehi
sono gay sono gay
non sono gay, no non sono gay
sono gay sono come vuoi
oggi sono lui
da domani poi se lo vuoi
sarò lei
sarò solo lei
mi dirai: come fai
come mai non lo sai cosa sei
sei diverso da noi
ma che vuoi, sono gay fatti miei
che disturbo ne hai
quale enorme disagio ne trai
sono gay sono gay
si sono gay
No non sono gay, ma vorrei
ma lo sai quanti geni ed eroi sono gay
non lo sai?
o non vuoi ricordare
preferisci pensare
che un gay sia una sorta di errore
una cosa immorale
o nel caso migliore
un giullare, un fenomeno da baraccone
e lo tollererai solo in quanto eccezione
e lo tollererai solo in televisione
lo chiamano gay
e tu pensi ricchione
Maria sei sempre mia
sei l’unica possibile
ma di Gino io mi fido un po’ di più
lui mi conquista
e mi rilassa
Gino ha i miei stessi punti di vista
e per adesso mi basta

lunedì 16 luglio 2007

giovedì 12 luglio 2007

Omosessuali NON si nasce

A volte approfondire un argomento fornisce elementi per modificare le proprie idee.
Altre volte, invece, conferma e rafforza quelle già maturate.
La lettura dei tre saggi del Dottor Joseph Nicolosi, psicoterapeuta, cofondatore e direttore del NARTH (Associazione Nazionale per la ricerca e la terapia dell’omosessualità – sito: http://www.narth.com/ – e mail: narth.italia@gmail.com ) dei quali è riprodotta la copertina a fianco, da un lato mi ha fornito la misura, proprio dalle descrizioni degli stessi omosessuali in cura, di quanto squallide siano le loro frequentazioni omosessuali, dall’altro mi hanno indotto a scrivere questo post, per la pena che mi fanno quelle persone che, invece di essere aiutate a capire se stesse e far emergere la loro eterosessualità, vengono spinte sempre più verso l’omosessualità.
Se mai un omosessuale leggesse queste righe, gli consiglierei di soffermarsi un attimo a pensare “e se avesse ragione?” e quindi di leggere i libri del Dott. Nicolosi.
Ma io non sono uno psicologo e, francamente, la questione omosessuale non mi appassiona, mi interessa solo come cittadino responsabile che vorrebbe impedire il proliferarsi di comportamenti, percezioni e pregiudizi “politicamente corretti” esiziali per la nostra cultura e civiltà.
E i libri del Dott. Nicolosi forniscono motivi, esempi e tesi a sufficienza per ritenere che “omosessuali NON si nasce” e che sia possibile, da piccoli, ma anche da adulti, ripercorrere le cause che hanno prodotto una tale situazione e cercare di porvi rimedio, aiutando a cambiare (e la parola usata dal Dott. Nicolosi è “cambiamento”) il proprio approccio con la sessualità, facendo emergere la naturale eterosessualità.
Sono sincero.
La lettura di quei libri non è affatto entusiasmante, molto meglio un bel libro di avventure spaziali, soprattutto per uno che ha tutt’altra professione rispetto a quella del Dott. Nicolosi, ma offrono una speranza rispetto alla informazione a senso unico che tenderebbe a proiettare una immagine di “normalità” della omosessualità.
Interessante ( e centrata) anche la distinzione che il Dott. Nicolosi propone tra omosessuale” e “gay, dando a quest’ultimo termine una valenza essenzialmente ideologica, politico-sociale e optando quindi, per definirli omosessuali, appunto e non “gay”.
Sono rimasto anche sorpreso nello scoprire che molti di quelli che teorizzano la “normalità” dell’omosessualità siano psicoterapeuti o psicologi ... omosessuali.
E' come chiedere all’oste se il suo vino è buono.
Ma soprattutto sono rimasto sorpreso dal fatto che per comprendere alcune banalità, debba intervenire uno psicoterapeuta con il suo timbro scientifico.
Come, ad esempio, il fatto che se si considera “normale” l’omosessualità, non si incentiva né si finanzia alcuna ricerca che cerchi di aiutare gli omosessuali e non si avrà mai la possibilità di consentire loro di cambiare.
Oppure che molte cause (o concause) dello stato omosessuale vanno ricercate in turbe e traumi infantili, nei rapporti con i genitori.
Tutto sommato la lettura di quei tre saggi è stato uno sforzo utile a capire che la battaglia per impedire la diffusione di idee (e legislazioni) “normalizzanti” deve continuare ad essere combattuta e, anche, per rivolgere un ulteriore, riconoscente pensiero ai genitori, la cui opera è fondamentale per l’indirizzo dei figli, anche in campo sessuale.

martedì 10 luglio 2007

Quando i froci ed i provocatori meritano l' Inferno.


Non so se questo mio post sarà aggregato su Tocqueville o riceverà il bollino rosso, ma non m' importa nulla. E mi scuso pure con i lettori del mio Blog per l' uso di una parola un po' pesante ed inusuale per chi mi conosce. Ma sappiamo che molti pederasti, nonostante tutto, amano essere chiamati così, e tra loro lo usano spesso, ed ecco che li accontento. D' altronde Vittorio Sgarbi, assessore alla cultura della Mia Povera Milano, che più di una volta ho criticato, ha dichiarato che la mostra di arte omosessuale che si apre tra oggi e domani nella capitale lombarda avrebbe dovuto chiamarsi proprio "Froci". Dunque non si alterino i bravi omofili tocquevillani se oso chiamare queste persone con codesta parola.
Il fatto è che la mostra sarebbe passata inosservata senza le provocazioni di un paio di espositori per i quali non voglio e non posso usare la parola di artista. E nemmeno citarli per nome. Che hanno voluto proporre opere indegne e blasfeme. Una, che poi non è stata ammessa, mostrava il travestito reso celebre da Sircana con il volto di Gesù. L' altra è un vergognoso, provocatorio e squallido attacco pornografico a Sua Santità Benedetto XVI. Io non voglio sapere se questi "espositori" siano anche omosessuali, ma resta il fatto che le due opere stanno ricevendo le isteriche approvazioni di alcuni militanti omosessuali della frangia anticlericale; anzi, alla notizia che gli organizzatori della mostra hanno provveduto a bendare la statua per non offendere troppo il Santo Padre, qualche anima gaia ha commentato: "Meglio,così è anche sado-maso". A ulteriore conferma che l' alleanza tra i fautori e propagatori di certe forme di sessualità, dove l' amore è confuso con la sottomissione dell' altro, è ormai cosa assodata, senza scomodare troppo la psicanalisi.
Dunque, poichè son certo che le belle testoline di provocatori e di quei froci schierati in campo aperto contro la Fede Cattolica ( non di tutti, solo di quelli che sono ormai dichiaratamente blasfemi) non hanno timore della Morte nè del Giudizio, e nemmeno di Dio, e non curandosi di quanto fanno con la loro apologia pubblica del Peccato, ma anzi aggiungendo Peccato al Peccato, si sentono padroni della Vita, a queste categorie di anticlericali da avanspettacolo annuncio che l' Inferno, luogo al quale sicuramente non credono, è il posto che meritano. Non piangano poi, chè sarà troppo tardi.


PS,
caro Onorevole La Russa, autore di un breve saggio nel catalogo della mostra: è sicuro che "difendere i diritti degli omosessuali" come uomo di Destra come ha dichiarato, sia conciliabile con la blasfemia delle opere che ho descritto ? Oppure avete messo in soffitta anche certi versi ?


"L'ardito è bello, l'ardito è forte! ama le donne, beve il buon vin; per le sue fiamma color di morte trema il nemico quando è vicin!"
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"Quando la bella mia m'ha salutato piangendo m'ha donato il tricolore: "Il bianco è tutto il pianto che ho versato, il rosso è tutto il fuoco del mio amore, il verde è la speranza che un dì ritornerai, e allor mi sposerai s'io morta non sarò."
"L'alba spunta già, e se devi andar per le vie del mondo, non tardar. Ogni studentin gaio soldatin lascia i libri e l'Università Ciao biondina, ci rivedremo un bel giorno ci incontreremo da lontan, quando resterò solo col mio cuor ti penserò. Sognerò di baciare ancor la tua treccia d'or, addio biondona. Ciao biondina, è giunta l'ora. Ciao biondina, un bacio ancora. Con ardor il goliardo va senza mai esitar combatterà. Ciao mio caro amor presto torna vincitor. Sfila il battaglion, rombano i motor sempre in alto il cuore tricolor. Vincere o morir, questo è l'avvenir della più gagliarda gioventù. Ciao biondina, ci rivedremo un bel giorno ci incontreremo da lontan, quando resterò solo col mio cuor ti penserò. Sognerò di baciare ancor la tua treccia d'or, addio biondona. Ciao biondina, è giunta l'ora. Ciao biondina, un bacio ancora. Con ardor il goliardo va senza mai esitar combatterà. Ciao mio caro amor presto torna vincitor."
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"Addio mia piccola, partiamo intrepidi contro il nemico che piegare si dovrà, gli antichi barbari dovranno cedere, per il trionfo di una nuova civiltà. Addio mia piccola, nel sogno baciami e vittorioso tornerò vicino a te dobbiamo vincere e vinceremo col nostro Duce per l'Italia e per il Re.
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"Tutte le sere sotto quel fanal, presso la caserma, ti stavo ad aspettar. Anche stasera aspetterò e tutto il mondo scorderò, con te, Lilì Marlen, con te, Lilì Marlen. O trombettiere, stasera non suonar. Una volta ancora la voglio salutar. Addio piccina, dolce amor, ti porterò per sempre in cuor. Con me, Lilì Marlen, con me, Lilì Marlen. Dammi una rosa da tener sul cuor, legala col filo dei tuoi capelli d'or. Forse domani piangerai ma dopo tu sorriderai. A chi Lilì Marle, a chi Lilì Marlen? Quando nel fango debbo camminar, sotto il mio fardello mi sento vacillar. Che cosa mai sarà di me ma poi sorrido e penso a te. A te Lilì Marlen, a te Lilì Marlen. Se chiudo gli occhi, il viso tuo mi appar come quella sera nel cerchio del fanal... Tutte le notti sogno allor di ritornar... di riposar... Con te, Lilì Marlen, con te, Lilì Marlen."