sabato 21 luglio 2007

Ipse dixit

"Gli omosessuali hanno problemi medici di tipo genetico o problemi di gestione delle proprie pulsioni sessuali. Occorre dunque mettere delle barriere, dei limiti prima che la nostra societa’ cada nella decadenza di zoofili e pedofili".

Richard Wertenschlag, gran rabbino di Lyon, « Le Figaro » del 16/02/07

8 commenti:

laura la racchia ha detto...

interessante come parlino di "problemi medici" persone che non sono affatto medici. come se io pretendessi di comprare le mele in macelleria.

danny ha detto...

posso farti una domanda?
secondo te il termine "omosessuale" è sinonimo o direttamente collegato a "zoofilo" e "pedofilo"?
grazie.

Massimo ha detto...

Laura. Se si dovesse applicare il tuo assunto sai che vita monotona quando uno dovesse parlare solo di ciò che inerisce la sua professione ! E pensa quanta gente dovrebbe fare costantemente scena muta ! :-D

Danny. Credo tu abbia capito male la citazione del Pizzino. L'omosessualità non è sinonimo, ma è un comportamento che può minare le fondamenta di una civiltà, come è accaduto in passato. Certo, da sola non ci riuscirebbe ma, per l'appunto, vi sono tante altre condizioni alle quali non è utile aggiungerne ancora.

laura la racchia ha detto...

la mia è ironia, caro massimo (bentornato dalle vacanze! spero che gradirai farti con me una chiacchierata a proposito di quel post del 9 giugno...), ovviamente vivere in un mondo in cui tutti si occupano solo ed esclusivamente della propria professione deve essere noiosissimo e poco stimolante. tuttavia, il mio discorso voleva andare a parare da un'altra parte. senz'altro parlo del tempo anche non con un meteorologo, ma la questione legata a "problemi medici" mi sembra molto più pericolosa e delicata: tu andresti mai a farti fare una diagnosi da un cassiere? personalmente, in fatto di malattie, preferisco consultare un medico. e nessun medico ha mai dato ragioni MEDICHE valide (i precetti "morali" e religiosi non contano in questa sede) a classificare l'omosessualità come malattia al pari del colera o della dissenteria. risale al 1970, se non sbaglio, la cancellazione dell'omosessualità dall'elenco delle malattie, che essa ci venga riproposta dopo più di 30 anni con la stessa definizione a suo tempo negata pare quantomeno curioso. quantomeno. per non dire retrogrado.
per quanto riguarda la domanda di danny, mi pare come minimo giustificata. dalla citazione il passaggio da omosessuali a zoofili e pedofili è labilissimo, per non dire impercettibile, per non dire inesistente. dopo la frase "occorre mettere delle barriere" vengono nominati zoofili e pedofili, come se l'omosessualità potesse in qualche modo portare a tali atteggiamenti, o fosse strettamente collegata ad essi (è vero che alcuni pedofili molestano bambini maschi, ma ci sono anche quelli che prediligono le femmine, e il reato non è meno grave solo perchè il sesso di pedofilo e vittima è diverso), e nessuno fa niente per impedire l'equivoco.

Massimo ha detto...

Grazie, Laura, per il ben tornato: ma non scrivete troppo, perché il rientro dalle vacanze significa anche il ritorno al lavoro :-)
Nicolosi ripercorre la storia del passaggio da malattia a “espulsione” dell’omosessualità dal DSM (1973) sotto la spinta dei movimenti omosessuali.
Mi sembra che sia molto chiaro e non sto a copiare quello che scrive (così chi legge è “invogliato” a comprare i libri :-)
Voglio invece raccontarti di come ho cercato di acquisire informazioni sulla questione omosessuale dopo che le reiterate pagliacciate carnascialesche avevano fatto tracimare la mia pazienza.
Ho cercato in internet.
Gran parte delle annotazioni provengono da organizzazioni omosessuali: affidabili ? Non credo. Di parte, piuttosto.
Ho cercato i libri di Nicolosi nelle due librerie che frequento: non li avevano.
Li ho ordinati da una libreria online di “nicchia”.
Nei libri di Nicolosi c'è una corposa bibliografia: in inglese, non in italiano e, francamente, mi sono interessato alla questione per poter esprimere un giudizio che vada oltre il “mi fa schifo”, ma non mi interessa al punto da acquistare libri in inglese … ho di meglio da fare :-)
Cosa voglio dire ? Che l’estromissione dell’omosessualità dal DSM è una scelta ideologica ma che a livello scientifico vi sono pareri contrastanti.
Il fatto grave è che l’eliminazione dell’omosessualità dal DSM ha ridotto considerevolmente gli studi e le ricerche in merito, lasciando nel girone omosessuale molti che avrebbero potuto uscirne, se aiutati.
Nicolosi propone proprio questo: un aiuto.
La domanda di Danny era riferita a sinonimi, cioè all’uso di un termine o di un altro indifferentemente. Così non è.
Per il resto confermo il mio commento.

laura la racchia ha detto...

posso capire che le manifestazioni tipo gay pride possano infastidire: gli atteggiamenti di alcuni partecipanti (dire tutti mi sembra ingiusto) sono spesso eccessivi e volgari, a me fanno sorridere, ma capisco che qualcuno con maggiore sensibilità possa rimanerne turbato, e non li approvo. tuttavia, ragiono come di fronte al capriccio di un bambino: sebbene i modi con cui viene esposta una richiesta non possano andarmi a fagiolo e, anzi, provochino in me un senso di fastidio, non posso ignorare le cause di tanto piangere e strepitare, e il suo scopo. scopo di queste manifestazioni, secondo me, non è dimostrare al mondo che "gay è bello", perchè gay NON è nè bello nè brutto (come eterosessuale non è nè bello nè brutto, come essere biondi non è nè bello nè brutto. è. e basta.), ma chiedere al mondo una parità di diritti che, sebbene esista dal punto di vista costituzionale (ci mancherebbe altro!), non esiste da quello sociale. gli omosessuali non hanno il diritto di sposarsi, di adottare bambini (tema delicatissimo che non toccherei in questa sede, anche perchè ci sono controversie anche nel mondo omosessuale in proposito), di avere un compagno con cui dividere la casa, i beni, le gioie e i dolori, e in generale sono trattati con disprezzo da molte persone, come ben dimostra il celeberrimo episodio narrato in quell'ormai storico post del 9 giugno. è un gatto che si morde la coda, alla fine, perchè se si pensa solo ai gay normali (quelli che hanno un buon lavoro, una bella casa, si vestono con giacca e cravatta e jeans e maglietta, mangiano cereali a colazione e pastasciutta a pranzo, come me e come te), essi non fanno notizia, sono sempre esistiti e sempre esisteranno, e vengono pacificamente ignorati da tutti e mantengono il loro stat. se invece si vestono con colori vistosi, si atteggiano, sfilano per le strade eccetera, attirano l'attenzione delle masse, fanno parlare di loro, non importa se bene o male, fanno parlare, fanno colpo sulla gente, fanno presa, e rimangono ben vivi nella nostra memoria. certo è che, così facendo, si scredita l'immagine di TUTTA una categoria di persone (come il noto luogo comune americano di qualche anno fa, che le bionde fossero più stupide delle more). e allora, come fare?

Massimo ha detto...

Ma tu chiedi dei "diritti" per i biondi o per i calvi ?
Se consideri lo stato omosessuale al pari di quello esser biondo o calvo non dovresti neppure porti il problema di pretendere privilegi per loro, perchè allora avremmo una lunga coda di caretteristiche che chiederebbero legittimamente altrettanto.
I diritti sono una cosa seria e quelli sono garantiti per tutti i cittadini nelle leggi dello stato, con i limiti che l'interpretazione delle leggi e la loro applicazione da parte di altri esseri umani, impongono.
Il matrimonio, poi, ha un fondamento nell'utilità sociale, di qui la considerazione che un "matrimonio" tra omosessuali non ha alcun pregio sociale quindi non può essere un diritto, ma è solo un capriccio, visto che il matrimonio è l'unione di un uomo con una donna e non con un altro uomo (o di una donna con un'altra donna).
Così come indicato anche dalla legge fondamentale dello stato.
Per il resto c'è il diritto privato che può regolare ogni rapporto e, nella parte successoria, anche di disporre dei propri beni nel rispetto di un minimo che evita la dispersione del patrimonio di famiglia.
Sui "colorati" nelle manifestazioni di piazza credo che chiunque partecipi a quelle carnevalate se ne rende complice.

laura la racchia ha detto...

secondo me, invece, il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso non mina affatto alla base della società. nel senso che, anche se raffaella si sposa con paola, tu comunque hai il diritto (e ci mancherebbe altro!) di sposarti con chi ti pare e piace, farti la tua famiglia e vivere in pace, come lo faranno le sopracitate (inventate) raffaella e paola. il loro diritto a sposarsi non lede minimamente il tuo, è solo un'aggiunta per loro, non una lesione per te, non te ne accorgeresti nemmeno. hai ragione nel dire che gli omosessuali sono tutelati dalle leggi del diritto privato, ma essi lo sono come individui. la discussione cade un po' più in là: in quanto individui in grado di formare un legame, vogliono che questo legame sia tutelato di fronte alla legge. i diritti non sono chiesti per i singoli omosessuali (che, in quanto individui, come tu hai giustamente ricordato, già ce li hanno), ma per le coppie.
in quanto alle manifestazioni tipo gay pride, io mi dissocerò da esse finchè i toni rimarranno così eccessivi e volgari. come ho già detto, io non mi sento offesa, ma capisco che qualcuno possa invece rimanerne urtato. credo che chi aderisca e non faccia pagliacciate, però, abbia il pieno diritto di manifestare, e ti assicuro che io ho visto omosessuali ed eterosessuali normalissimi (n.b. l'aggettivo normalissimi è qui da me riferito sia agli omosessuali che agli eterosessuali, a scanso di equivoci!) camminare per la piazza senza sculettare o bestemmiare o urlare sguaiatamente e quant'altro.