giovedì 12 luglio 2007

Omosessuali NON si nasce

A volte approfondire un argomento fornisce elementi per modificare le proprie idee.
Altre volte, invece, conferma e rafforza quelle già maturate.
La lettura dei tre saggi del Dottor Joseph Nicolosi, psicoterapeuta, cofondatore e direttore del NARTH (Associazione Nazionale per la ricerca e la terapia dell’omosessualità – sito: http://www.narth.com/ – e mail: narth.italia@gmail.com ) dei quali è riprodotta la copertina a fianco, da un lato mi ha fornito la misura, proprio dalle descrizioni degli stessi omosessuali in cura, di quanto squallide siano le loro frequentazioni omosessuali, dall’altro mi hanno indotto a scrivere questo post, per la pena che mi fanno quelle persone che, invece di essere aiutate a capire se stesse e far emergere la loro eterosessualità, vengono spinte sempre più verso l’omosessualità.
Se mai un omosessuale leggesse queste righe, gli consiglierei di soffermarsi un attimo a pensare “e se avesse ragione?” e quindi di leggere i libri del Dott. Nicolosi.
Ma io non sono uno psicologo e, francamente, la questione omosessuale non mi appassiona, mi interessa solo come cittadino responsabile che vorrebbe impedire il proliferarsi di comportamenti, percezioni e pregiudizi “politicamente corretti” esiziali per la nostra cultura e civiltà.
E i libri del Dott. Nicolosi forniscono motivi, esempi e tesi a sufficienza per ritenere che “omosessuali NON si nasce” e che sia possibile, da piccoli, ma anche da adulti, ripercorrere le cause che hanno prodotto una tale situazione e cercare di porvi rimedio, aiutando a cambiare (e la parola usata dal Dott. Nicolosi è “cambiamento”) il proprio approccio con la sessualità, facendo emergere la naturale eterosessualità.
Sono sincero.
La lettura di quei libri non è affatto entusiasmante, molto meglio un bel libro di avventure spaziali, soprattutto per uno che ha tutt’altra professione rispetto a quella del Dott. Nicolosi, ma offrono una speranza rispetto alla informazione a senso unico che tenderebbe a proiettare una immagine di “normalità” della omosessualità.
Interessante ( e centrata) anche la distinzione che il Dott. Nicolosi propone tra omosessuale” e “gay, dando a quest’ultimo termine una valenza essenzialmente ideologica, politico-sociale e optando quindi, per definirli omosessuali, appunto e non “gay”.
Sono rimasto anche sorpreso nello scoprire che molti di quelli che teorizzano la “normalità” dell’omosessualità siano psicoterapeuti o psicologi ... omosessuali.
E' come chiedere all’oste se il suo vino è buono.
Ma soprattutto sono rimasto sorpreso dal fatto che per comprendere alcune banalità, debba intervenire uno psicoterapeuta con il suo timbro scientifico.
Come, ad esempio, il fatto che se si considera “normale” l’omosessualità, non si incentiva né si finanzia alcuna ricerca che cerchi di aiutare gli omosessuali e non si avrà mai la possibilità di consentire loro di cambiare.
Oppure che molte cause (o concause) dello stato omosessuale vanno ricercate in turbe e traumi infantili, nei rapporti con i genitori.
Tutto sommato la lettura di quei tre saggi è stato uno sforzo utile a capire che la battaglia per impedire la diffusione di idee (e legislazioni) “normalizzanti” deve continuare ad essere combattuta e, anche, per rivolgere un ulteriore, riconoscente pensiero ai genitori, la cui opera è fondamentale per l’indirizzo dei figli, anche in campo sessuale.

18 commenti:

Unedame ha detto...

É stata una buona idea leggere Nicolosi perché é all'indice per i militanti gay e se ne parla come di un delinquente. Invece fornisce molti spunti di riflessione e altri punti di vista che non siano i diktat del politicamente corretto.
Se si vuole avere un approccio veramente aperto sulla questione bisogna tener presenti anche le tesi degli studiosi come lui e, in Italia, Claudio Risé.
Lontana

danny ha detto...

vorrei capire se il commento che ho lasciato ieri è non è stato pubblicato apposta o se vi è sfuggito. perchè dubito di aver scritto cose così illeggibili. se vi piace il confronto e il dialogo, pubblicatelo.

Neopositivista ha detto...

La tesi proposta è semplicemente FALSA, per il banale fatto che le spiegazioni addotte non sono minimamente in grado di spiegare l'omosessualità presente nelle altre specie animali.
La scienza è una cosa seria, non un giocattolo al servizio dell'ideologia di turno (omofoba o omofila che sia)

Massimo ha detto...

Danny. Il commento cui ti riferisci è stato rifiutato perchè conteneva espressioni volgari. Se vuoi riproporlo evitando offese sarà pubblicato e risposto.

Neopos. La tua tesi all'apparenza potrebbe sembrare accattivante. Ma ci sono due limiti che la bocciano. Il primo è che le situazioni omosessuali tra gli animali rappresentano una minoranza quasi come il vitello a due teste (che non vorrai ritenere "normale" :-)
Il secondo è che, se non te ne fossi accorto, c'è una qualche differenza intellettiva, o dovrebbe esserci, e di sensibilità tra un uomo e un animale :-)

Neopositivista ha detto...

Ciò che affermi non è corretto.
L'omosessualità è presente in moltissime specie animali, tra cui anche quella umana. La percentuale di individui omosessuali che si possono riscontrare nelle varie specie varia da percentuali risibili a percentuali molto consistenti (che non hanno nulla a che fare con la rarità di un vitello a due teste). Le spiegazioni addotte dal Dott. Nicolosi non sono minimamente in grado di spiegare questi dati oggettivi, quindi sono del tutto fallaci.
Per quanto riguarda poi l'obiezione che la specie umana sarebbe diversa in quanto dotata di maggiore intelligenza, anche in questo caso non regge, in quanto l'omosessualità non è attinente alla sfera razionale bensì alla sfera dell'istinto (nessun omosessuale decide con il raziocinio di essere tale, perché non è il raziocinio che guida l'istinto. Pretendere che milioni di individui della specie umana - 5% - decidano scientemente di essere omosessuali contro il proprio istinto è ridicolo, oltre che assurdo dal punto di vista dell'evoluzione).
Mi ripeto, la scienza è una cosa seria, si basa su dati oggettivi, non può essere manipolata con il solo scopo di supportare una data ideologia (come ad esempio accade anche con l'Intelligent Design)

laura la racchia ha detto...

trovo che l'esempio del mondo degli animali sia assolutamente calzante. esistono animali che presentano atteggiamenti omosessuali, fatto vero e constatabile da chiunque. esso quindi porta a riflettere sul fatto che questi atteggiamenti possano essere o meno "contro natura". se è vero, come dice massimo, che gli esseri umani hanno sensibilità maggiore (non mi sbilancerei utilizzando il termine intelligenza) rispetto agli altri animali, e che quindi possono adottare atteggiamenti che vanno ben contro lo stato naturale delle cose che li classificano come "esseri superiori"(ad esempio le medicine, non credo esista l'albero del paracetamolo, o che lo sviluppo della tecnologia, dal computer al cellulare, sia scritto dalle leggi di natura), è vero anche che gli atteggiamenti omosessuali degli animali, rari ma comunque documentati, sono un dato fondamentale nella discussione della "naturalezza" di certi atteggiamenti.

Massimo ha detto...

L’esempio degli animali non può essere applicato agli uomini per ragioni di intelligenza e sensibilità che mancano agli animali.
Un animale vive in un suo habitat, ha abitudini e sessualmente delle pulsioni.
Quando si trova nelle stagioni degli “amori” (che noi non abbiamo !) dove piglia, piglia.
Un po’ come il selvaggio primitivo.
Se lo lasciate in un ambiente, per mesi assieme ad una persona o a più persone ma del suo stesso sesso, inevitabilmente finirà per soddisfare le sue pulsioni cadendo nell’omosessualità.
Noi, vorrei sperare, siamo più evoluti.
Anche gli omosessuali :-)
Abbiamo (o dovremmo avere) il senso di ciò che è bene e di ciò che è male.
Abbiamo comportamenti indotti dall’ambiente e dall’educazione che abbiamo avuto.
Soprattutto ragioniamo (o dovremmo).
Perché le pulsioni appartengono anche ai pedofili, agli psicopatici, esiste la pulsione omicida, c’è una malattia che si chiama “cleptomania”, eppure, in tutti questi casi, non ci pensiamo proprio a riconoscere “diritti” a questi soggetti, ma a metterli in condizione di essere curati o di non nuocere alla società.
La nascita di gemelli “siamesi” è un fatto naturale, che capita anche abbastanza di frequente e i media non mancano di darne notizia.
Eppure, se è appena possibile, si cerca di intervenire.

laura la racchia ha detto...

si cerca di intervenire perchè è dannoso per la salute e la sopravvivenza uno stato del genere, dal momento che spesso i gemelli siamesi hanno organi in comune, o sono legati indissolubilmente per una parte del corpo, essendo gemelli omozigoti mal sviluppati. spero che non farai calzare il paragone con l'omosessualità: essa non è una malattia (per me no, ma anche se lo fosse) che uccide (e questo non puoi contestarmelo, spiacente), e non è dannosa per l'individuo che ce l'ha al punto da prevedere un intervento per sistemarlo, anche perchè, non essen do un "problema" fisico, è un po' complicato intervenire, nicolosi stesso ritiene che la pratica per "guarire" sia la psicoterapia e non certo una via fisica.

Neopositivista ha detto...

Vi sono due punti deboli nel suo ragionamento.

Lei afferma: "Se lo lasciate in un ambiente, per mesi assieme ad una persona o a più persone ma del suo stesso sesso, inevitabilmente finirà per soddisfare le sue pulsioni cadendo nell’omosessualità.
Noi, vorrei sperare, siamo più evoluti."
Ma l'omosessualità nelle specie animali non umane si presenta indipendentemente dalla presenza di individui disponibili del sesso opposto.
Quindi come spiegazione non regge.

Inoltre lei afferma: "Perché le pulsioni appartengono anche ai pedofili, agli psicopatici, esiste la pulsione omicida, c’è una malattia che si chiama “cleptomania”, eppure, in tutti questi casi, non ci pensiamo proprio a riconoscere “diritti” a questi soggetti, ma a metterli in condizione di essere curati o di non nuocere alla società."
Ma vi è una sostanziale differenza!
Una coppia di omosessuali consenzienti NON provoca danno ad alcuno, a differenza dei pedofili, psicopatici, cleptomani che invece danneggiano qualcun'altro.
Come lei stesso ha affermato in un altro commento, se due omosessuali vivono la loro vita senza pretendere nulla dalla società, hanno il diritto di farlo.
Quindi, se non danneggiano alcuno, per quale motivo dovrebbero essere obbligati a comportarsi da eterosessuali?
E' una palese violazione delle libertà fondamentali di ogni individuo.

Massimo ha detto...

L'esempio era relativo alle situazioni che in natura si verificano e che, non per questo, si lasciano così come sono senza intervenire.
Certo è che se non si considera l'omosessualità una malattia non ci sarà mai alcuna ricerca o studio o metodo - fisico o psicologico - che possa por rimedio a tale stato. :-)

laura la racchia ha detto...

certo! ma perchè secondo me non deve esserci una ricerca per cercare di "porre rimedio a tale stato", vi è veramente in gioco la libertà dell'individuo di essere se stesso e permanere nei propri atteggiamenti, QUALORA essi non siano lesivi per le altre persone.

Massimo ha detto...

Se escludi la ricerca accetti la tesi di chi ritiene lìomosessualità uno stato normale della persona, in modo acritico.
Invece non c'è dimostrazione scientifica della normalità, anzi, al contrario, solo negli ultimi 30 anni di storia e solo a causa delle pressioni delle lobbies omo, l'omosessaulità è stata tolta dal DSM.
La ricerca va effettuata e gli esempi riportati da Nicolosi e anche il post dell'amico Stars dimostrano che si può uscire da tale situazione. Basta volerlo. Basta ... ricercare :-)

Anonimo ha detto...

http://nonsinascegay.splinder.com

Vedo che abbiamo cose in comune.

Veritas 79

Anonimo ha detto...

Veramente, il Signor Neopositivista si sbaglia di gran lunga e mi dispiace perché sembra una persona intelligente.

Infatti NON esistono in natura animali omosessuali. Esistono ANIMALI CHE HANNO RAPPORTI OMOSESSUALI ma NON (NON!) animali che, scegliendosi un partner fisso, ne scelgono uno del sesso opposto!

Bisognerebbe informarsi prima di dire determinate cose.

Veritas 79 (http://nonsinascegay.splinder.com)

Anonimo ha detto...

Comunque volevo aggiungere un piccolo particolare:

Le persone che non sentono gli stimoli basici dell'essere umano secondo me hanno problemi.
E gli stimoli basici sono:

MANGIARE
DORMIRE
RESPIRARE
DEFECARE/MINGERE
PROCREARE

Una persona omosessuale se non sente lo stimolo di procreare, per me, è paritetica ad una che non sente lo stimolo di mangiare. L'anoressia è una malattia.

Veritas 79

Massimo ha detto...

Grazie per il contributo, Veritas.
Stiamo leggendo il tuo blog che contiene elementi molto interessanti.

Anonimo ha detto...

veramente, gli unici due stimoli che freud individuava nell'essere umano ("pulsioni") erano eros e thanatos, amore e morte. pulsione di fare l'amore, pulsione di morte. non pulsione di procreare. la procreazione è un'evento inevitabile nei rapporti eterosessuali per perpetrare la specie. se accettiamo il fatto che noi siamo animali, ma dotati di sensibilità e intelligenza maggiori, dobbiamo accettare anche il fatto che ci siano in noi comportamenti più raffinati del semplice seguire la natura. mangiare è un impulso naturale. e allora perchè tutte le donne che fanno delle diete non mangiando quanto la natura chiede loro non sono considerate contro natura?

Massimo ha detto...

La procreazione è uno stimolo talmente innato che è dato per scontato, proprio perchè noi, a differenza degli animali, abbiamo l'intelligenza ci preoccupiamo del futuro che pasa attraverso le nuove generazioni.
Mi sembra, poi, che l'esempio delle diete sia totalmente privo di fondamento visto che è una repressione dell'istinto a gustare cibi buoni, finalizzato ad un apparire esteriore.