sabato 28 luglio 2007

Paura della verità

Nella notte del 27 luglio, un unico soggetto ha sfruttato i limiti dei sondaggi blogspot per alterare i risultati del quesito relativo alla normalità dello stato omosessuale che, da soli sei “sì” è passato a ben 68 “sì” nello spazio di pochi minuti.
E’ del tutto evidente che l’intelligente autore di tale azione (una malignità: che abbia avuto anche una ruolo da scrutatore nelle elezioni del 9 e 10 aprile 2006 ?) si è sentito colpito da quel che rappresenta questo blog: una voce controcorrente rispetto alla mefitica palude di conformismo politicamente corretto sul tema della omosessualità.
Il suo comportamento nel proporre e riproporre in modo compulsivo il “sì” al quesito ci induce invece a proseguire nella nostra azione, avendo conferma che la verità, quando esposta senza le ipocrisie di una società che sembra aver perso la bussola del buon senso, è utile a far emergere le manie che denunciano uno stato certo non normale.
L’ostracismo cui sono sottoposti i libri di Nicolosi, dimostra che le tesi esposte colpiscono al cuore il problema di uno stato che può essere modificato se solo venisse affrontato per quello che è e non con quello che io definisco “il metodo Donat Cattin” (il ministro democristiano della sanità che negli anni ottanta, avendo l’atrazina nell’acqua potabile, in alcune falde lombarde, superato il limite consentito, emise un decreto per aumentare tale limite, rendendo così, con un tratto di penna, di nuovo potabile quella stessa acqua che fino a un minuto prima non lo era).
La paura della verità, la paura di riflettere sulla situazione in cui alcuni cittadini si trovano, trasformando delle pretese di fazione in diritti, è la paura di dover affrontare il lungo e difficile, ma virtuoso, cammino che Nicolosi descrive nei suoi saggi.
Credo comunque di dover ringraziare lo sconosciuto sostenitore della omosessualità per gli accessi che ci ha regalato e se diffondesse tra i suoi sodali il link del nostro blog, non potranno che aumentare oltre a confidare nel fatto che, leggendo quel che c’è scritto, qualcuno potrebbe anche riflettere e decidere di provare il metodo Nicolosi.

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