domenica 26 agosto 2007

Italia pattumiera d'europa ?

Non voglio entrare nel merito della vicenda della lesbica iraniana che la Gran Bretagna ha deciso di rispedire nel suo paese non ritenendo sussistere i motivi per la concessione di un asilo politico o umanitario.
Non conosco la vicenda, non vorrei che tale soggetto sia responsabile di ben altro che non l'essere lesbica e ho fiducia nelle decisioni di una nazione che può ben impartire lezioni di tolleranza, democrazia e rispetto dei diritti individuali.
Quello su cui volgo il mio indice accusatore è l'estemporanea dichiarazione agostana di Clemente Mastella che ha la responsabilità del ministero di Grazia e Giustizia e che, irresponsabilmente, "offre", come se l'Italia fosse casa e cosa sua, asilo a tale soggetto indesiderabile, evidentemente, in Gran Bretagna.
La dichiarazione di Mastella è nel solco di un progetto di legge (spero ancora non approvato e che non lo sia mai) che contemplerebbe l'ammissione al diritto di asilo per gli omosessuali appartenenti a nazioni che puniscono tale condizione.
E' un abuso nei confronti dei cittadini italiani che sarebbero costretti, per una scelta ideologica dei Mastella di turno, a mantenere individui indesiderati in altre nazioni e incapaci di integrarsi nella loro.
E' esattamente la stessa condizione dei terroristi e dei brigasti rossi che hanno trovato facile e comodo asilo in Francia e che solo ora cominciano ad essere catturati (in misura peraltro di gran lunga inferiore al loro numero effettivo) nonostante le esternazioni di una attricetta in cerca di rilancio.
Ma soprattutto i Mastella, con le loro dichiarazioni, lanciano un pessimo messaggio ai milioni di individui pronti ad invaderci: dichiaratevi omosessuali e l'Italia vi spalancherà le porte, vi manterrà e nessuno oserà chiedervi di lavorare pena una reazione corale contro "l'omofobo e razzista" che chiedesse loro, almeno, di mantenersi.
E tutto questo magno cum gaudio delle altre nazioni europee che non perderebbero troppo tempo ad espellere gli indesiderati o a chiudere le porte a chi potrebbe anche non raccontarla giusta, scaricando su di noi ogni onere.
Se questo è il concetto di unione europea che ha Mastella, beh non credo sia quello che desiderano i cittadini italiani.
Per questo dico "no" a concedere asilo all'iraniana e "no" ad un ampliamento del concetto di asilo politico o umanitario che prescinda da quei pochi, rigorosi casi di persecuzione politica cui detto istituto si è sempre riferito.
Il fatto di essere (vero o presunto) omosessuale non deve rientrare in tale ambito.
Si abbia fiducia nelle decisioni della Gran Bretagna: se riterranno sussistere le condizioni per concedere asilo all'iraniana, se la tengano loro.
Se, invece, hanno motivi per dubitare della veridicità della situazione dell'iraniana, la rispediscano a casa, ma che l'Italia non si presti a fare quel che l'Inghilterra, dopo attento esame, non vuol fare.

6 commenti:

Massimo ha detto...

Beh, qui ho commentato nel blog del'autore: http://lamerikano.blogspot.com/ e non mi ripeto.
Al di là del caso singolo, peraltro, direi che noi non possiamo accogliere tutti, pena la disgregazione della nostra nazione e la miseria estesa a tutti gli Italiani.

Lo PseudoSauro ha detto...

Comunque questa fa parte delle direttive UE... Mastella non s'inventa niente, come non l'ha fatto per il codazzo della legge Mancino. Possibile che da destra non si senta mai una critica a questa UE? Nei fatti UK e Francia obbediscono solo quando vogliono, mentre noi sempre. Ecco la patria ideale dei senza patria ideologici, ma noi in questa pseudo patria che ci stiamo a fare? Come vedete c'e' ben altro oltre alle tasse e parecchie cosette da definire anche se l'imbecille di turno di FI afferma con sicumera che il problema dell'identita' e' superato dai tempi. E se ha ragione significa che e' rimasta un'ideologia sola...

Cecilia ha detto...

Incapaci di integrarsi nella loro nazione?? Ma che siamo di fuori?? Rischiare la lapidazione, per qualunque motivo è un'incapacità di integrarsi nel paese di origine?

A volte vorrei far provare a qualcuno come ci sente prima dell'esecuzione della pena... io non sono una persona violenta, io deploro ogni forma di aggressione e violenza e violazione da parte di chi che sia ed è giusto che venga punito, incarcerato, messo anche a lavorare utilmente per "ricostruire" o pagare per quanto ha distrutto, anche se so che se uno uccide è impossibile che ripaghi una vittima. Però ripagare un atto violento con un altro atto di morte non è giusto, non è civiltà, non è che abbassarsi allo stesso livello del violento!

E lasciamo da parte l'omosessualità, anche fosse adultera? anche avesse bevuto alcol? anche avesse ucciso? qual è il motivo per cui è stata rimpatriata? se fosse una terrorista... pensata che la vorrebbero lapidare in Iran?... io ho paura proprio di no!

Stars&Stripesforever ha detto...

Purtroppo non è stata rimpatriata e, mi consenta Cecilia, Lei non ha compreso lo spirito del post. I ministri italiani stanno facendo a gara per offrire asilo a quella persona in Italia, dando quindi un pessimo segnale a tutti coloro che, furbescamente, accamperanno pretesti per ottenere asilo a spese di tutti noi.
Perchè non vogliamo aver fiducia in una magistratura, quelal inglese, che sembra alquanto più efficiente della nostra ?
Se, valutati i fatti, hanno deciso di rimpatriarla, perchè dovremmo farcene carico noi, senza neppure istruire una pratica che analizzi quei fatti che hanno indotto i britannici a tale decisione ?
Mi sembra quanto meno viziato dalla ideologia.
Come ci si sente prima di una esecuzione ? Non ne ho la più pallida idea. Ma uno dovrebbe porsi tale domanda prima di delinquere o di violare le leggi del suo paese, non piattire la solidarietà altrui dopo aver fatto i propri comodi.

laura la racchia ha detto...

gentile stars&strips, a me sembra che il suo modo di vedere sia un po' viziato nella forma. la pena dovrebbe vertere alla rieducazione del condannato, non essere uno spauracchio per abbassare il tasso di criminalità e parimenti quello di umanità dell'individuo, fomentando un regno di paura e di terrore. il messaggio che deve passare da parte di uno stato responsabile è "non uccidere perchè è sbagliato" e non "non uccidere perchè se no io ti uccido a mia volta". inoltre, non creo che questa ragazza abbia scelto di essere lesbica, come si può scegliere di compiere una rapina in banca, o un omicidio. le è capitato e basta. ed è profondamente ingiusto abbandonarla a se stessa per una colpa che non ha commesso, ingiusto abbandonarla a morte certa per null'altra ragione che lei è come è.

Stars&Stripesforever ha detto...

Cara Signorina Laura, gli aspetti della pena riguardano:
1) punire nk crimine che ha suscitato turbativa nella società
2) rieducare il reo valutando la possibilità di un suo reinserimento nella società
3) proteggere la società dalla reiterazione del crimine da parte del reo.
Porre l'accento su uno soltanto di questi aspetti è deleterio per l'efficacia delle pene.

Precisato quanto sopra - che non era oggetto del mio commento - cerco di essere ancor più chiaro.
Perchè, senza sapere altro che quel che ci propinano i giornali (magari imbeccati e imboccati da compiacenti fonti di parte) non ci rimettiamo al giudizio degli inglesi ?
Non credo che si possa mettere in dubbio la coscienza democratica e l'appartenza alla civiltà del diritto e della libertà degli inglesi e se hanno deciso che non sussistessero gli elementi per concedere l'asilo a quella persona, perchè dovremmo farlo noi ?