sabato 29 settembre 2007

L'ennesima bufala della lobby omofila

Ricordate la vicenda di alcuni mesi fa sul suicidio di uno studente torinese che è passato sui media come atto finale di una "persecuzione" per la sua presunta omosessualità ?
Bene, non era omosessuale, il suicidio non dipende da prepetenze o ironie scolastiche e tanto meno da bullismo nei confronti di una "categoria protetta" (?).
In sostanza è stata l'ennesima bufala che la lobby omofila ha costruito per far passare gli omosessuali per vittime, nell'ambito di una strategia mirata a creare sentimenti di compassione per far perdere di vista una realtà ben più sordida di quelle zuccherine che la stessa lobby vuol far passare.
In questo non si sono preoccupati di far leva sul dolore della madre, attribuendo uno status non vero al figlio, aumentando, se possibile, lo starzio per la sua perdita.
La notizia della richiesta di archiviazione è passata quasi sotto silenzio, solo grazie al Giornale ne siamo venuti a conoscenza, perchè nei telegiornali che tanto spazio diedero alle prime interpretazioni dell'accaduto, non v'è traccia della richiesta della Procura di Torino.
E questo dovrebbe far riflettere sulla longa manus della lobby omofila.



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domenica 23 settembre 2007

Omosessuali di ... destra ?!?!?

Marcello Veneziani, ancora lui, sempre lui a dare il giusto indirizzo e a rimettere in carreggiata le derive anche a Destra.
Questa volta Veneziani torna a parlare di omosessuali argomento già toccato alcuni mesi fa (ne Il Resto del Carlino) in occasione degli ululati omofili in relazione a presunti casi di bullismo nei confronti di presunti omosessuali.
Questa volta le sue puntualizzazioni sono esposte su Libero , in un articolo di venerdì 21 settembre, il cui titolo dice già tutto: “Se il gay è di destra viene subito adottato”.
E’ un commento, tra l’ironico e l’amaro, a margine di un libro intitolato “Omosessuali di destra” di tal Marco Fraquelli al quale oggi Libero ha concesso il diritto di replica.
Il libro non l’ho letto e non lo leggerò.
Ho già scritto che l’argomento non mi interessa se non per la difesa di Valori , Tradizioni e Costumi che con l’omofilia nulla hanno a che vedere.
Quindi è solo uno spunto per commentare il titolo circa omosessuali “di destra”.
Portando a Destra una categorizzazione che è tipica della sinistra e cercando in tal modo di omologare ciò che non è omologabile.
E’ la sinistra che, rappattumando tutte le anomalie, le marginalità, le spinte disgreganti, cerca di assemblare, in una alleanza che è, appunto, arcobaleno, la forza sufficiente per distruggere la società dei nostri Padri che si è così ben comportata nel mondo, al punto da essere l’unica Civiltà che abbia proposto un modello di sviluppo che ha dato di più ai più coniugato ad un sistema politico che, pur con tutte le sue pecche, riesce a dar voce ad ogni istanza.
Ma non ci può essere un “omosessuale di Destra” come categoria identificante una componente della Destra.
Ci possono essere singole persone che, purtroppo, si ritrovano ad essere omosessuali e che affrontano con sofferenza il loro percorso.
E possono essere tra i conservatori, i nazionalisti, i federalisti, i sociali, i cattolici, i fascisti, i liberali.
Ma lo sono in quanto singoli individui, la loro caratterizzazione nello stare a destra non è “omosessuali”, ma è cattolico, liberale etc.
Voler artificiosamente creare una categoria “omosessuali di destra” è voler accreditare l’omosessualità di essere portatrice di valori positivi degni di essere coniugati e integrati con quelli della Destra senza essere con loro in antitesi: una sciocchezza cosmica.

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domenica 16 settembre 2007

Stefano Campagna ed il Servizio Pubblico.

Eccomi di ritorno dopo una breve vacanza ed un viaggio di lavoro.Poco prima della mia partenza il giornalista e conduttore del Tg1, Stefano Campagna, ha dichiarato di essere omosessuale, e che se riceverà il permesso dalla RAI, sarà testimonial della prossima campagna di comunicazione di Gay Help Line gestito da Arcigay Roma con il Comune e la Provincia di Roma. Campagna ha anche affermato che "l'omofobia è ancora molto presente e la mia esperienza non è certo stata facile. ". E proprio a fronte di questa dichiarazione che mi sorge un dubbio: è lecito che un giornalista che dovrebbe dimostrare imparzialità, lavorando per un servizio pubblico come è la RAI, ostenti una qualsiasi militanza ? Diverso sarebbe stato il caso se Campagna lavorasse per una testata privata, dove la militanza è spesso richiesta. Anche perchè in un articolo della "Stampa" di ieri, in un inchiesta di Klaus Davi sui clienti dei transessuali, scopriamo che, secondo alcuni prostituti travestiti da donna intervistati, questi clienti sono al 90 % "comunisti". Dunque, poichè la sinistra è totalmente schierata a difesa dei "presunti diritti" degli omosessuali, ecco che la posizione di Campagna diventa per me difficile.

Oltretutto c' è anche da chiedersi, in un' Italia odierna, se fare outing sia veramente coraggioso oppure non apra nuovi spazi televisivi e mediatici.

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domenica 2 settembre 2007

Il sospetto

Il senatore repubblicano Larry Craig è stato costretto alle dimissioni, dopo che è stata diffusa la notizia di un suo presunto adescamento di un poliziotto "civetta" nei bagni di una autostazione.
Non è la prima volta che il Partito Repubblicano è coinvolto da uno scandalo del genere.
Fa pensare questa vicenda che riguarda un senatore in prima linea contro le proposte di leggi che dovrebbero concedere privilegi particolari per gli omosessuali.
Come disse uno che se ne intende: "a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca".
Che interesse può avere il senatore Craig a diventare l'alfiere della morale se, invece, le sue tendenze sono sodomite ?
Avrebbe, al contrario, avuto ogni interesse a dare dignità di legge alle sue voglie.
Non solo, ma oggi come oggi il politico, come l'uomo di spettacolo o il comune cittadino, ha tutto il vantaggio a proclamarsi "omosessuale", come possiamo vedere già nei telefilm (quota dedicata agli omosessuali) o sul lavoro.
Solo perchè la sua base è contraria alle leggi di privilegio per gli omosessuali ?
Beh, un bell'outing ed ecco che avrebbe ben potuto conquistare nuove praterie di voti, non solo omosessuali - fortunatamente ancora una esigua minoranza - ma di tutto quel corollario di omofili che fanno a gara per acquisire "benemerenze" in quel campo.
E, poi, il caso specifico.
Un poliziotto lo accusa di aver tentato un "adescamento".
Lui nega e afferma che la sua "confessione" fu rilasciata esclusivamente per chiudere la vicenda.
Possibile.
Forse che se ci troviamo ad essere fermati dalla polizia e l'alternativa è tra una multa che chiude immediatamente la vicenda e un procedimento lungo e pubblico e costoso, non preferiamo anche noi la prima ipotesi, anche se siamo innocenti ?
E che dire delle volte che ci arrivano cartelle esattoriali di pochi euro, quando a fare ricorso dovremmo perdere tempo e molto più denaro ?
E quante volte abbiamo letto che, "dopo anni", uno accusato di molestie - ad un bambino o a una ragazza - è stato scoperto innocente e l'accusa mossagli era solo frutto di vendetta o paura ?
Ma c'è un altro sospetto che mi frulla nella testa: una manovra per disinnescare un oppositore della legislazione di privilegio verso gli omosessuali.
Se così fosse, saremmo veramente vicini al collasso della nostra società.
Ma sono solo sospetti, frutto della sfrenata fantasia di un appassionato di fantascienza ... O NO ?

sabato 1 settembre 2007

Come volevasi dimostrare

Una settimana fa avevo intitolato "Italia pattumiera d'europa", per il vizio dei politici di sinistra di offrire la nostra Patria come rifugio a chiunque avesse una qualche doglianza nei confronti della sua.
Il caso era quello della lesbica iraniana che la Gran Bretagna non aveva ritenuto meritevole di asilo politico.
L'Ansa del 28 agosto, alle ore 20,34, batte la notizia per cui l'Arci gay chiede all'Italia di "tutelare" (cioè accogliere) un altro soggetto che si dichiara omosessuale.
Non si capisce bene (c'è discrepanza tra il titolo della notizia e il testo) se si tratta di afghano o di iraniano.
Ma la sostanza non cambia: un signore che non è soddisfatto di come viene trattato nel suo paese, bussa alla nostra porta, sicuro che qualche organizzazione comincerà a battere la grancassa (e la cassa pubblica) per soddisfarlo.
E' ora di dire basta a queste accoglienze più disparate.
L'asilo politico è uno strumento serio, importante, che fu usato per Pelikan, per Solgenitzyn, svilirlo per qualche insoddisfatto significa ridurlo a farsa.
Non basta una autocertificazione per diventare perseguitati da un regime, bisogna dimostrare che si è combattuto quel regime, che si è cercato di agire, in patria, per cambiare registro.
L'alternativa è ridurci ad essere per gli omosessuali quel che la Francia è per i nostri terroristi rossi.
E a noi quella Francia non piace affatto.