sabato 1 settembre 2007

Come volevasi dimostrare

Una settimana fa avevo intitolato "Italia pattumiera d'europa", per il vizio dei politici di sinistra di offrire la nostra Patria come rifugio a chiunque avesse una qualche doglianza nei confronti della sua.
Il caso era quello della lesbica iraniana che la Gran Bretagna non aveva ritenuto meritevole di asilo politico.
L'Ansa del 28 agosto, alle ore 20,34, batte la notizia per cui l'Arci gay chiede all'Italia di "tutelare" (cioè accogliere) un altro soggetto che si dichiara omosessuale.
Non si capisce bene (c'è discrepanza tra il titolo della notizia e il testo) se si tratta di afghano o di iraniano.
Ma la sostanza non cambia: un signore che non è soddisfatto di come viene trattato nel suo paese, bussa alla nostra porta, sicuro che qualche organizzazione comincerà a battere la grancassa (e la cassa pubblica) per soddisfarlo.
E' ora di dire basta a queste accoglienze più disparate.
L'asilo politico è uno strumento serio, importante, che fu usato per Pelikan, per Solgenitzyn, svilirlo per qualche insoddisfatto significa ridurlo a farsa.
Non basta una autocertificazione per diventare perseguitati da un regime, bisogna dimostrare che si è combattuto quel regime, che si è cercato di agire, in patria, per cambiare registro.
L'alternativa è ridurci ad essere per gli omosessuali quel che la Francia è per i nostri terroristi rossi.
E a noi quella Francia non piace affatto.

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