domenica 25 novembre 2007

Sessuofobia

2007-11-21 20:47
Usa, carta identita' senza sesso
Polemiche dopo decisione del comune di San Francisco
(ANSA) - NEW YORK, 21 NOV - A partire dall'agosto 2008 il comune di san Francisco comincera' a emettere carte di identita' senza indicazione di sesso. Foto, data di nascita, generalita' del titolare saranno presenti come sempre, ma manchera' la casellina che attualmente identifica l'appartenente come maschio o femmina. Inevitabili le proteste dei movimenti conservatori: per Sprigg del Family Research Council, le carte senza sesso ''incoraggiano l'idea che l'identita' di genere e' flessibile''.

L’apice dell’imbecillità sessuofobica, che neppure la tanto vituperata Inquisizione aveva mai raggiunto, ci appare nella notizia battuta dall’Ansa e relativa alla città più amata dagli omosessuali e dagli omofili degli Stati Uniti e probabilmente del mondo.
Qui c’è poco da commentare, la notizia dice già tutto: la cancellazione delle differenze sessuali tramite la cancellazione del sesso nei documenti di identità.
Probabilmente gli struzzi sono più responsabili e attenti alla realtà anche quando nascondono la testa sotto la sabbia.
Un tratto di penna in più (e un carattere identificavo in meno) per fare un altro passo verso la deriva morale che rende San Francisco la moderna Sodoma (in attesa che sia distrutta come l’antica, magari a causa del famoso Big One).
L’esultanza, che sicuramente troverà emuli anche in Italia, per quella decisione mostra con ogni chiarezza come gli omofili siano – in gran parte: voglio sperare che qualcuno con la testa sulle spalle ci sia ancora anche nelle loro fileossessionati dal sesso, che i capricci che vendono come “diritti” siano, in realtà, manie, magari inconsapevoli, magari senza danni immediati al prossimo, che discendono da un rapporto sbagliato con il sesso.
Insomma, i sessuofobi sono loro, non noi ...


Entra ne

venerdì 16 novembre 2007

Tutti i Cattolici in Galera !

Ricevo e volentieri pubblico:


Omofobia: citare il Papa diventa reato
di Massimo Introvigne


Il ministro per le Pari Opportunità Barbara Pollastrini vuole assicurare un’opportunità pari a quella degli spacciatori di droga di finire in galera ai cattolici che spacciano quel pericoloso oppio del popolo costituito dal magistero di Benedetto XVI. L’articolo 3 del testo di legge contro le discriminazioni sessuali e l’omofobia approvato in Commissione Giustizia della Camera prevede infatti la reclusione fino a tre anni per chi “diffonde in qualsiasi modo” “idee fondate sulla superiorità” ovvero “incita a commettere e commette atti di discriminazione” per motivi “fondati sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.
A prescindere dal carattere vago e ideologico di nozioni come “idee fondate sulla superiorità” (per esempio: del matrimonio eterosessuale sulle unioni omosessuali?) e “identità di genere”, la norma apre la strada alla persecuzione dei cattolici che vogliano fare il loro dovere, cioè diffondano “in qualsiasi modo” il magistero pontificio. Si prenda, per esempio, un testo di questo genere: “La ‘tendenza sessuale’ non costituisce una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, ecc. rispetto alla non-discriminazione. Diversamente da queste, la tendenza omosessuale è un disordine oggettivo”. “Vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale: per esempio nella collocazione di bambini per adozione o affido, nell’assunzione di insegnanti o allenatori di atletica, e nel servizio militare”. “Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone, incluso il diritto di non essere trattate in una maniera che offende la loro dignità personale. Fra gli altri diritti, tutte le persone hanno il diritto al lavoro, all’abitazione, ecc. Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato”. Non è in questione – ci mancherebbe – il diritto in uno Stato laico di dissentire da queste affermazioni. La domanda è se chi diffonde un testo di questo tipo, che certamente sostiene il fondamento giuridico – in alcuni ristretti ambiti – di una differenza di trattamento in relazione alla “tendenza omosessuale”, e la dichiara “un disordine oggettivo”, debba farsi tre anni di galera. Alla luce della semplice lettura della legge Pollastrini, la risposta è sì. Il problema è che i brani citati provengono da un testo ufficiale del magistero cattolico. Si tratta del documento Alcune considerazioni concernenti la risposta a proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali emanato dalla Congregazione per la Dottrina della Fede il 23 luglio 1992 e firmato dall’allora cardinale Joseph Ratzinger.
Certo, il Papa è al di sopra e al di fuori delle leggi e anche delle sciocchezze della politica italiana. Ma la legge colpisce non solo l’autore ma anche chi “diffonda in qualunque modo” testi improntati a “idee di superiorità” della condizione eterosessuale o che rischino di “incitare alla discriminazione”. Come ricordava di recente il segretario della stessa Congregazione per la Dottrina della Fede, monsignor Angelo Amato, diffondere i documenti del magistero – e in particolare della sua Congregazione – è un preciso dovere dei fedeli laici, e non solo dei vescovi o dei sacerdoti, che comunque cadono anche loro, a differenza del Papa, sotto la giurisdizione della legge italiana. Tutti in galera?
Il documento del 1992 vedeva già la bufera in arrivo, e anticipava anche i passi successivi: “Includere la ‘tendenza omosessuale’ fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l’omosessualità quale fonte positiva di diritti umani, ad esempio, in riferimento alla cosiddetta ìaffirmative action’ o trattamento preferenziale nelle pratiche di assunzione. Ciò è tanto più deleterio dal momento che non vi è un diritto all’omosessualità che pertanto non dovrebbe costituire la base per rivendicazioni giudiziali. Il passaggio dal riconoscimento dell’omosessualità come fattore in base al quale è illegale discriminare può portare facilmente, se non automaticamente, alla protezione legislativa e alla promozione dell’omosessualità”. È questa la road map del centro-sinistra italiano?

Entra ne

sabato 10 novembre 2007

Il testimone della sposa

In relazione alla materia che occupa questo blog, il fatto della settimana può essere considerato la strumentalizzazione operata dal parlamentare di Rifondazione comunista Vladimiro Guadagno, noto per circolare travestito da donna come nelle sue esibizioni teatrali, dopo il "divieto" di un parroco alla sua presenza come testimone.
Prima i comunicati stampa, poi quella che si vorrebbe far passare per una "marcia indietro" ispirata dal vescovo.
In realtà le perplessità del parroco erano in relazione alla presenza di un personaggio che avrebbe attirato fotografi e stampa per motivi estranei alla cerimonia e si potrebbe auspicare che il matrimonio sia - o dovrebbe essere - ancora un evento serio ed intimo e non un avanspettacolo.
L'occasione è comunque utile per prendere posizione anche su questa tipologia di esteriorizzazioni di pretese da parte dei clan omofili.
Da agnostico quale sono, ho un gran rispetto per la religione e anche quando le visito per scopi turistici, entro in chiesa "in punta di piedi", cercando di rispettarne le regole, soprattutto di buon costume.
E se è universalmente accettato che si debba entrare in chiesa vestiti in modo decente e discreto, a maggior ragione mi sembra valida una richiesta che precludesse l'ingresso in chiesa - testimone per il rito civile o meno - ad un uomo vestito da donna.
Ma da tempo ho capito che la richiesta di "libertà" e di "diritti" da parte dei gruppi omofili è sempre e soltanto a senso unico: loro prendono e pretendono e noi dovremmo abbozzare.

Entra ne

domenica 4 novembre 2007

ADDIO DON!

E' sempre stato con i giovani e gli emarginati. Ora ci segue da lassù.