sabato 10 novembre 2007

Il testimone della sposa

In relazione alla materia che occupa questo blog, il fatto della settimana può essere considerato la strumentalizzazione operata dal parlamentare di Rifondazione comunista Vladimiro Guadagno, noto per circolare travestito da donna come nelle sue esibizioni teatrali, dopo il "divieto" di un parroco alla sua presenza come testimone.
Prima i comunicati stampa, poi quella che si vorrebbe far passare per una "marcia indietro" ispirata dal vescovo.
In realtà le perplessità del parroco erano in relazione alla presenza di un personaggio che avrebbe attirato fotografi e stampa per motivi estranei alla cerimonia e si potrebbe auspicare che il matrimonio sia - o dovrebbe essere - ancora un evento serio ed intimo e non un avanspettacolo.
L'occasione è comunque utile per prendere posizione anche su questa tipologia di esteriorizzazioni di pretese da parte dei clan omofili.
Da agnostico quale sono, ho un gran rispetto per la religione e anche quando le visito per scopi turistici, entro in chiesa "in punta di piedi", cercando di rispettarne le regole, soprattutto di buon costume.
E se è universalmente accettato che si debba entrare in chiesa vestiti in modo decente e discreto, a maggior ragione mi sembra valida una richiesta che precludesse l'ingresso in chiesa - testimone per il rito civile o meno - ad un uomo vestito da donna.
Ma da tempo ho capito che la richiesta di "libertà" e di "diritti" da parte dei gruppi omofili è sempre e soltanto a senso unico: loro prendono e pretendono e noi dovremmo abbozzare.

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31 commenti:

Gwath ha detto...

Come disse anche il non-credente Vittorio Feltri la Chiesa è come un club; ed ogni club ha le sue regole e etichette: se le rispetti sei dentro, se non le rispetti sei fuori.

Si cerca, a mio parere, di proiettare la Chiesa in una dimensione pressappochista di regole abbozate, verso una non-Chiesa.

In pratica: si pretende che la Chiesa non sia se stessa.

Che pretese stupide!

Veritas79 ha detto...

Sono d'accordo soprattutto con l'ultima frase. Dovremmo sempre abbozzare. Nessuno ti obbliga a fare il testimone, no? Allora se avessi una lobby che mi permetta di insultare chi voglio alle spalle, potrei farlo?

Veritas79

Piedone ha detto...

Ognuno ha i testimoni che si merita: sono andati peggio gli sposi.

beppe ha detto...

trovo questo blog
di utilissima
disinformazione
verso le tematiche che riguardano la comunità glbt.

cmq volevo solo ricordare che l'OMOFOBIA è da condannare sempre e comunque!

non capisco il simbolo con su scritto gay barrato...

questo è omofobismo vero e proprio
ricordo che nei campi di concentramento ci sono entrati e morti i gay grazie ai benpensanti
che trovano bello discriminare una persona in quanto omosessuale....!!!


complimenti vivissimi ma la stroria non vi ha insegnato niente???

Massimo ha detto...

Beppe la tua è una opinione legittima come lo è la nostra.
Voi omofili avete uno strano senso della libertà: senza limiti quella che riguarda i vostri interessi, con ogni paletto per chi propone una visione che confligge con la vostra.
Quanto ai campi di concentramento si tratta di storia e non di attualità.

Veritas79 ha detto...

La comunità glbt (Gay Lesbo Bisex Transgender) è una comunità che punta alla normalizzazione di qualcosa che non è normale.

I down nascono down.
I gay non nascono gay.

Le persone di colore hanno combattuto secoli per dei diritti di uguaglianza che erano loro prori: non hanno scelto di nascere di colore.
I gay non nascono gay.

Le donne sono state discriminate per secoli, fino a 70 anni fa in molti paesi neanche potevano votare. Ma loro nascono donne.
I gay non nascono gay.

La "disinformazione", caro Beppe, la fa tutta la lobby omofila fin quando, laddove è evidente scientificamente che non si nasca gay, si diffonde questo ridicolo concetto che ha fatto preso sull'immaginario pubblico "gay si nasce". A parte che è offensivo e dispregiativo verso i gay, è scientificamente falso.

Chi fa disinformazione?

Per quanto riguarda il simbolo, personalmente potrei trovarmi d'accordo, ma il blog non lo gestisco io. Io sono per aiutare i gay, e far loro riscoprire la bellezza di una relazione eterosessuale...

...molti gay soffrono tutta la vita perché vorrebbero un figlio con la persona che "amano" e non possono averlo. Per me anche solo questo sarebbe un ottimo motivo per aiutarli. Sui figli non si scherza.

Veritas79

Anonimo ha detto...

"punta alla normalizzazione di qualcosa che non è normale"

"Io sono per aiutare i gay, e far loro riscoprire la bellezza di una relazione eterosessuale..."

Veritas79 e tu saresti quello non omofobo?
l'omosessualità diventa scelta e quindi la si derubrica a capriccio semplicemente perchè uno richiede il rispetto per la sua persona?

e poi scusa tu sostieni che non è scentifico dire che "gay si nasce", ma dici che "gay si diventa", il problema è che non porti nulla di scientifico, sul tuo blog, a sostegno di ciò, ma solo sofismi del menga e psicologia da quattro soldi del NARTH: neghi una cosa tacciandola di assoluta falsità sostenendo l'assoluta veridicità dell'altra, senza dare uno straccio di prova; almeno fai una scelta agnostica, di' che: non è provato che gay si nasca, ma che non può affermare con assolutezze nemmeno che lo si diventi e basta.

Massimo ha detto...

Anonimo, sei seduto ?
Ti rivelerò un qualcosa che ti stordirà.
Qui non ci sono omofobi. Gli unici omofobi stanno nelle teste di chi li vede ad ogni angolo :-D

Veritas79 ha detto...

Io non sono omofobo, se tu sei ipocondriaco non è colpa mia, caro anonimo.

Comunque sul mio blog parlo di

1) Interventi veri, che non sono scientifici (si scrive scientifici, non scentifici, mon ami), ma sono di certo testimonianze del mondo gay, di persone che sanno per certo di non essere nate gay.

2) Non parlo di PSICOLOGIA, lo faccio raramente, ma di GENETICA e anche se porto i link al Narth, che a te non piacerà, la persona di cui ho portato il link è un dottore specializzato e a meno che tu non sia un dottore, ne saprà sempre e comunque più di te.

3) Se ho gay come Luca di Tolve, o altri, che mi dicono che è una scelta (ho pubblicato l'articolo di una femminista lesbica che dichiara che lei è lesbica sì, ma per scelta, e afferma che per tutte le lesbiche è una scelta, cosciente o meno), io credo che qualcosa conti... non ti pare? Sul mio blog parlo di articoli di persone che affermano che sono lesbiche, o gay, ma che non si nasce così.

E comunque sia, ripeto, nessuno ha mai trovato una differenza di conformazione fisico/biologico tra un uomo gay e un uomo etero. Pertanto, fisicamente e cerebralmente, gay e etero sono uguali. Quindi non è un fattore biologico. Percui, non ci si nasce.

Uno più uno, per uno scienziato, farà sempre due.

Veritas79

Anonimo ha detto...

ma allora per voi gli omofobi chi sono?

Anonimo ha detto...

PS veritas79 se questa è la tua logica da scienziato, allora il Papa è un'icona gay

Chiara ha detto...

Continuo a seguire con interesse gli interventi presenti, nonostante differiscano completamente dal mio punto di vista sociale e personale. Purtroppo non ho il tempo materiale per commentare ogni intervento, anche se sinceramente avrei molto da dire.

La scelta degli omosessuali, non è quella di sapersi Gay o Lesbiche… è viverla.
Viverla, accettarla, perché si è nati così.
Come un lato del carattere, può restare silente oppure essere sviluppato.
Abbiamo omosessuali, uomini e donne, che hanno rinunciato alla loro sessualità per vivere una vita a metà, sposandosi comunque ed avere figli.
Queste sono scelte, condivise o meno, giuste oppure no.
Queste sono le uniche scelte che un omosessuale compie…. Ma le compie perché E’ nato omosessuale e non a priori.

Sinceramente la mia vita, da lesbica praticante :), è molto serena e felice, non vedo quale enorme disagio ne traiate per rispondere a Veritas. Certo, vi sono omosessuali che vivono la loro condizione drammaticamente, perché vorrebbero una vita condivisa dalla maggioranza… figli, sentirsi inseriti in partiti politici perché li sentono affini ma che di fatto non condividono la loro sessualità, accettati nella chiesa cattolica, avere figli, e via dicendo. Non si può avere tutto.
Come la natura ha fatto eterosessuali atti ad avere figli (basti ricordare che esistono uomini e donne sterili), gli omosessuali secondo natura non possono avere figli.
Io sono omosessuale, e in quanto tale ho accettato il fatto di non poter diventare naturalmente madre. Ma questo l’ho scelto, perché ho accettato il fatto di vivere la mia sessualità.
Basterebbero solo un minimo di norme legali, atte a garantire quella normale e civile vita che è degna di tutti gli stati laici (diritti che dovrebbero essere garantiti di fatto a persone in quanto tali, persone atte e giuridicamente autonome… non si parla di down che per loro sfortuna non possono essere autonomi nella vita e nel pensiero…)


Nel momento in cui, decidi che per amore, di una donna o di uomo… ti lasci alle spalle il mondo, e continui a campare con lui/lei delle poche cose che si possono godere, non cercando di forzare cattolici o politici di “convertirli” ad idee strutturali che non potranno mai condividere se non con il fluire del tempo e della democrazia, allora potrai godere pienamente di quel dono meraviglioso che è la vita stessa.
Basta essere coerenti con se stessi e con gli altri… è molto meno drammatica di quanto si creda… la vita dell’omosessuale, che guarda caso… è uguale alla vostra, fatta di sacrifici, scelte, sofferenze, momenti unici ed intimi…
Non so quanto tempo perdiate a dare alito a polemiche, invece che godervi la vostra di libertà… e l’immensa fortuna di non dover combattere per i vostri sentimenti, fortuna che credo nemmeno voi comprendiate pienamente se non avete vissuto l’ostruzionismo.


Leggendo poi… commenti di bestemmiatori mi è venuta una gran tristezza… ma credo che non vi sia nemmeno il bisogno di commentarli… auspico si esauriscano da soli.

Anonimo ha detto...

"I down nascono down. "

"down" si scrive "Down". Sai, e' il cognome di chi ha descritto la sindrome. Se lo scrivi minuscolo sembri riferirti a persone tristi.
Probabilmente e' solo un'altra manifestazione della tua tenebrosa ignoranza.

Massimo ha detto...

Chiara, il tuo commento merita una attenzione maggiore di quella che si può avere alle 7 del mattino mentre si ascolta il gr e si aspetta di uscire :-)

Anonimo ore 1,10 e 21,42: mi sembra che le i tuoi interventi non aggiungano alcun contenuto valido alla discussione.

Anonimo delle 21,40:
ma allora per voi gli omofobi chi sono?
Una categoria dell'immaginario come i mostri dell'Id del "Pianeta Proibito" strumento della propaganda omofila. :-D

Veritas79 ha detto...

Per Chiara: ti assicuro che non si nasce omosessuali, tra l'altro sul mio blog recentemente ho postato un articolo di una ragazza, lesbica, che sa di aver fatto una scelta nella vita, ovvero quella di essere lesbica. Sa di non essere nata così. Il tuo discorso, lungo ed articolato, è traviato da questo particolare. E' paritetico a quello che potrebbe farti un cristiano dicendo "anche se fossi nato in Arabia Saudita, sarei lo stesso Cristiano Cattolico", o a quello che fanno i ragazzi punk, dicendo che sarebbero stati punk pure avendo avuto un altro background. Tu non sei nata lesbica, è un dato di fatto, quando sei nata neanche sapevi cos'era una donna e cos'era un uomo. Vai sul mio sito e leggiti l'articolo di cui ti parlo. Accade semplicemente che nella vita ci sono persone che sono attratte dal provare sentimenti per persone che sentono più simili a loro, più vicine, più facilmente conquistabili, nel qual caso si diventa omosessuali, mentre altre persone diventano eterosessuali. Io stesso so benissimo che se volessi "rimorchiare" una sera, ci metto molto ma molto di meno in un locale omosessuale, perché dato che uomini e donne sono profondamente diversi. E' molto più facile per me comprendere qualcuno del mio stesso sesso, sapere come soddisfarlo, cosa pensa, come riflette e ragiona (il cervello maschile e femminile sono conformati in modo del tutto diverso), che avventurarmi con qualcuno del sesso opposto, non ti pare? E per quanto riguarda l'eccitazione sessuale, è tremendamente banale, perché nella vita questo cambia in continuazione. Da piccolo puoi avere uno stimolo non appena vedi un seno o un sedere femminile. Quando cresci, queste cose non ti eccitano più. Vuoi qualcos'altro. Per alcune persone quel qualcos'altro si traduce anche in avventure con persone che sono loro più affini, piuttosto che combattere per persone con le quali potrebbero avere problemi relazionali.
Ecco perché 40enni sposati CREDONO di essere diventati gay. Ed ecco perché sono in aumento i divorzi.
Resta da stabilire solo una cosa: quanto in effetti sia innaturale o meno la monogamia. Ci sono due correnti di pensiero: chi pensa che la monogamia sia innaturale e il continuo aumento dei divorzi ne sia una prova, e chi dice che prima si lottava di più per tenere in piedi un matrimonio. Ma questo è un altro discorso.

Per l'anonimo: Oddio, scusa, ho sbagliato, ho messo una maiuscola al posto di una minuscola, perché sinceramente scrivevo di fretta. Comunque, se io sono ignorante lo sei anche tu. Perché down sicuramente in inglese non vuol dire "triste". Triste si potrà dire, sempre in inglese, in almeno 30 modi, ma down vuol dire "giù". E non "giù di morale", quello è solo in italiano, "giù" come posizione fisica, punto. In inglese, triste si dice "sad" o "blue". Peccato, try next time, la prossima volta che devi dare a qualcuno dell'ignorante TENTA PERLOMENO di non scrivere una cosa che dimostra che anche tu non è che ne sai molto.

Veritas79

Anonimo ha detto...

Esistono gli omofili ma non gli omofobi, capirei il no riconoscersi come tali ma addirittura arrivare a negare l'esistenza della categoria, siamo arrivati al grottesco.
beh dopo tutto è comprensibile sareste costretti ad ammettere le vostre affinità di fondo, e quindi ad ammettere la parte mostruosa che si nasconde in voi ben nascosta dietro l'ipocrisia. vedo che anche se frutto di molte menti a dialogare in questo blog ci si imbatte soltanto contro l'ottusità.

arrivederci e statemi ben immersi nella vostra veritas.

Shin ha detto...

Tutti coloro che non hanno niente da dire fanno come l'anonimo.

Shin

Gwath ha detto...

Caro Anonimo, tu riesci a vedere dentro di noi?

Riesci a leggere nel nostro pensiero?

Caspita! Io invece avrei compreso il tuo dire come uno "sputare sentenze", o di "pregiudizi" contro chi non è omofilo come te....

Si vede non ho le tue capacità paranormali....

Anonimo ha detto...

Oxford dictionary:
adverb . 4 in or into a weaker or worse position, mood, or condition.

Cambridge:

Down (UNHAPPY)
adjective
unhappy; unable to feel excited or energetic about anything:
She's been really down since her husband died.
I've been (feeling) a bit down this week.

Continuo?

Gianni ha detto...

Quello che non capisco:il padre di Luxuria era di estrema destra,e poi chiama il figlio Vladimiro? Come Lenin?

Massimo ha detto...

L'anonimo delle 20,07 mi ricorda qualcuno ... un tizio che si firmava Pat O'Neill nei forum del Carlino e non proponeva mai alcuna riflessione utile ma si aggrappava ad una parola per far deragliare la discussione. Se faccio in tempo stasera mi vado a vedere un po' di dati statistici e provenienze. In ogni caso inviterei a non perdere tempo in precisazioni che appesentirebbero solo la discussione sul tema specifico.
Sul nome del parlamentare Guadagno non saprei, non sono esperto - nè interessato - alla sua biografia. :-D

Veritas79 ha detto...

Magari ho sbagliato io, ho la decenza di ammetterlo, però dimostra che tutte le discussioni protratte a lungo terminano in semantica.

Allora lo riscrivo correttamente:

"I Down nascono Down, i gay NON NASCONO gay."

Ti sta bene così?

Veritas79

Massimo ha detto...

Chiara tu scrivi che sei felice della tua condizione, però poi ti rammarichi - ancorchè ne accetti la naturale obbligatorietà - di non poter avere figli.
Poi però chiedi quelli tu chiami "diritti", cioè un intervento legislativo per sancire una qualche equiparazione - perchè tale è - al matrimonio della tua convivenza con una persona dello stesso tuo sesso.
Mi sembra che, a parte la disquisizione sul "non si nasce/invece si nasce omosessuali", ti stia dando da sola risposta sul perchè non è possibile accettare una legislazione che equipari le convivenze omosessuali al matrimonio.
Secondo natura (l'hai scritto tu stessa) avete una condizione diversa.
Ogni norma legislativa ha un costo per la collettività, anche, ad esempio, la posisbilità di una pensione di reversibilità.
A fronte del costo deve esservi un qualche "pregio" che giustifichi la disposizione legislativa.
Il "pregio" del matrimonio è la potenziale procreazione, cioè il contributo che una coppia fornisce alla peprpetuazione della razza, alla presenza di bambini, che diventano giovani e che, quindi, assumeranno su di se gli oneri per mandare avanti il nostro stato e fornire il lavoro anche per chi non avrà più la possibilità di essere autosufficiente.
Questo una unione omosessuale non può fornirlo.
Sarebbe un modo solo di "prendere" senza "dare".
Non ci sarebeb reciprocità.
Per questo le leggi che regolano il matrimonio, il diritto di famiglia, le successioni, sono sufficienti così come sono.
I rapporti di una coppia omosessuale possono benissimo trovare regolamento in un contratto privato, nella normativa sulel donazione, nel testamento per la parte relativa alla quota disponibile (se concorrono eredi legittimi).

Chiara ha detto...

Veritas, ho letto con particolare interesse il tuo blog :). Devo dire che alcune tesi sarebbero interessanti, se supportate da una forte presenza di elementi scientifici a supporto, per quanto mi riguarda credo che sia un punto di vista per ora.
Ho letto anche tutti i libri citati, in questo sito e non riesco a comprendere come si possa considerarle sul piano generale, considerazioni se mi permetto non puramente scientifiche.
Credo si disquisisca da anni ormai, sul fatto della nascita o meno, della presenza o meno, del gene omosessuale.
Il punto è cercare una visione a 360°.
Certo, magari è come dici tu, che esistono persone portate a provare sentimenti verso persone più simili a loro, dello stesso sesso, ma questo non vuol dire che le persone siano identiche anzi spesso sono l’uno l’opposto dell’altra.
Mi parli di un approccio sessuale semplificato, io credo che questo dipenda da persona a persona. Se parliamo di omosessuali (o lesbiche) che sfruttano magari la propria pulsione sessuale per dare sfogo in maniera (qui mi permetto di usare un termine che forse molti presenti non troveranno idoneo al caso) disordinata perché più facile e meno portata ai sacrifici, credo che sia innegabile.
Ma da qui a definire tutti gli omosessuali degli invertiti disordinati ce ne passa di acqua sotto i ponti.
Anche definire gli omosessuali come prede facili è assai dura. Forse perché mi sono sempre imbattuta in relazioni assai difficili sia con uomini che con donne, quindi non condivido il tuo punto di vista. Anche perché, se mi parli di rimorchiare allora per me sarebbe molto più facile rimorchiare un uomo piuttosto che una donna del mio stesso sesso.
Magari è come hai detto tu, che le pulsioni sessuali maschili e femminili sono estremamente differenti (mi sembra di aver letto sul tuo blog, se non ricordo male, che un uomo pensa, al sesso mediamente 50 volte al giorno di più rispetto ad una donna)
Non che io consideri tutti gli uomini come dei depravati maniaci sessuali, non si fraintendano le mie parole.
Anche parlare di poligamia per me è fuori da ogni logica. Sia per il mondo omosessuale che quello eterosessuale, per intenderci.
Il fatto che la gente creda che un matrimonio si regga solo in virtù di un contratto o di una promessa religiosa è assai sbagliato. E questo vale anche per le convivenze.
Molto spesso, leggo di persone che si sposano, sapendo che tanto avrebbero la possibilità di retificare tutto e quindi non investono se stessi nel matrimonio (civile o religioso). Credo che per fare funzionare l’amore fra due persone serva la maturità per poter affermare: sposo questa donna o questo uomo con la promessa di restarle accanto.
Prendersi la responsabilità della promessa data, altrimenti le strade sono diverse.
Il fatto è che questo avviene anche fra coppie (serie) di omosessuali. Indipendentemente dalla loro potenzialità di procreare.

Questo per rispondere a Massimo :) Ripeto, trovo profondamente incostituzionale non garantire le norme legali in base al contributo della coppia. Allora sarebbero da mettere alla gogna anche tutte le coppie eterosessuali sterili o senza figli. E’ contraddittorio.
Se parliamo di contributo, non si può negare che tutti gli omosessuali lavoratori paghino le imposte anche per garantire il proprio contributo alla società. Lo si può negare questo?
Allora perché non si possono tutelare davvero in minima parte? Senza equipararla all’istituzione formale del matrimonio costituzionale che possa garantire il proseguire della specie (non della razza è brutto il termine razza).
E’ una realtà (quella delle coppie di fatto) sempre più frequente. Se ripeto la chiesa, giustamente, non può e non deve cambiare il proprio assetto morale perché sarebbe come negarla, allora la parte laica lo Stato, deve garantire alle nuove realtà, ai nuovi modelli positivi di proseguire il loro corso, proprio perché lo Stato laico deve essere vicino anche a coloro che scelgono strade di vita non conformi alla maggioranza, oppure differenti dal credo religioso cattolico.
Questo senza fare alcun moralismo di sorta, o ipocrisia spicciola.

Metafisico ha detto...

i sodomiti luxuriosi possono stare in tutti i posti tranne che in Csuperuomo.blogspot.comhiesa.
Dante docet.

Massimo ha detto...

Chiara, anche i pedofili, anche gli assassini, anche i serial killer pagano le tasse. Sappiamo che i brigatisti, per non farsi notare, erano cittadini esemplari, mai neppure un parcheggio in divieto di sosta. Non è questo il punto e non lo è neppure un richiamo (assolutamente fuori luogo) alla costituzione.
Il punto è che mai, in nessun luogo, il rapporto omosessuale è stato parificato al matrimonio, perchè tale non può essere proprio per la mancanza di pregio sociale e civile.
Se hai notato io non ho mai sollevato la questione religiosa, perchè la mia è una posizione esclusivamente civile.
Ripeto. Ci sono già le leggi che consentono a ciascuno di noi di lasciare legati, eredità, regolare un rapporto con una o più persone.
Il matrimonio (e tutto quel che ne consegue) è un'altra cosa che riguarda un uomo e una donna.

Verita79 ha detto...

La risposta alla tua, Chiara, meriterebbe un'analisi molto approfondita. Ti dico semplicemente che, a rigor di logica scientifica, se si nascesse gay ci sarebbero un sacco di paradossi da spiegare (perché ci sono omosex che diventano etero? perché i gemelli eterozigoti a volte sono uno gay l'altro etero? perché ci sono etero che diventano gay? Perché ci sono omosessuali che affermano che per loro è stata una precisa scelta dopo aver provato entrambi i rapporti? Perché molti gay hanno ancora rapporti con donne, ma non lo ammettono?), mentre se si afferma che nessuno nasce gay, ma che ci si diventa per qualche motivo, magari già a 4-5 anni, allora tutto fila. Tutto si incastra. In genere in matematica così come in scienza, si ragiona per assurdo. Supponiamo che i gay nascono gay. Ci sono troppe cose che non filano. Allora, per contrapposizione, è palese che non si nasce gay. Tutto qui.

La mia visione sul matrimonio gay è paritetica a quella di Massimo, ti dirò, spesso se chiedi a un gay perché vuole sposarsi ti dirà "gli etero possono, perché io no?". Non si fa qualcosa perché lo fa un altro, mettiamo bene le cose in chiaro, si fanno le cose perché si hanno dei motivi reali.


Veritas79

Chiara ha detto...

Mi perdoni signor Massimo? Le posso dare del tu? Visto che lo usa con me, mi permetto di usarlo anche io :) spero di non infastidire.

Essenzialmente, mettere sullo stesso piano serial killer, pedofili ad omosessuali mi sembra alquanto forzato, nel senso esagerato.
Certo da un punto di vista è come dici tu, anche i brigatisti pagavano imposte ed erano cittadini esemplari, ma qui si paragonano omosessuali a personalità che ledono e lederanno gli altri individui.
Gli omosessuali chi ledono?
Mi parli di norme che già regolamentano lasciti e legati.
Certo, ma in materia sanitaria?
In materia patrimoniale, alla mia compagna in caso della mia morte non resterebbe altro che una piccola parte, e questo non avverrebbe nemmeno se non facessi alcun testamento.
(Facendo corna su corna… mi concedo la superstizione) dovessi mancare all’improvviso senza testamento, la persona che mi è stata accanto sino al quel momento non erediterebbe alcun che.
Mi sembra quanto meno assurdo o incostituzionale.
Seriamente parlando, non credo che gli omosessuali seri, vogliano diritti tanto per fare, ma per garantire almeno in parte una legittimazione tutelare in questi campi.
Non vogliamo equipararlo al pregio sociale di un matrimonio? Bene non facciamolo. Non credo che la maggior parte degli omosessuali vorrebbe equipararsi alla coppia costituzionale, ma quanto meno una coppia di serie b, se questo è quello che può fare la società per legalizzare convivenze e coppie di fatto. Proprio per necessità.
In caso contrario… quali norme esistono a tutela di una convivenza? Non è ironico, sono interessata ad una piccola consulenza legale :)

Questo per rispondere a Veritas. Omosessuali che rispondono in quella maniera, sono i peggiori ostruzionisti di un movimento di accettazione… e spesso sono proprio quei pagliacci che salgono sui carri del gay pride, rovinando anni di lotte e fiumi di inchiostro per dimostrare che la diversità omosessuale non è ne fonte di vergogna ne fonte di timore o paura.
Io provo una certa irritazione di fronte a queste manifestazioni, dove contrariamente a ciò che si vuole lasciare come messaggio, la diversità viene ostentata anche in maniera molto negativa.
Provocazione? No… non in maniera intelligente.

Per fortuna che di persone serie ne esistono ancora… e ce ne scampino.

Veritas per la prima parte del tuo post, credo sia più corretto che ti scriva una precisazione diretta sul tuo blog, in modo da rispondere anche ad un interessante botta e risposta che ho visto sulle faq.

Massimo ha detto...

Chiara, per quanto mi riguarda questo strumento si usa con il "tu", anche quando, in altre circostanze e situazioni, sarebbe d'obbligo il "lei" :-)
Per il resto ... in un momento con maggior tempo a disposizione :-)

Veritas79 ha detto...

Sono abbastanza convinto che se dicessi in giro che chi va sui carri al gay pride è un pagliaccio sarei subito tacciato di omofobia.

Ma ne sono MOLTO convinto, eh.

Veritas79

Massimo ha detto...

Pensa, Chiara, che una volta l'eredità andava per intero al primogenito (con l'obbligo di provvedere a fratelli e sorelle) per evitare la dispersione del patrimonio di famiglia. Oggi possiamo disporre di una quota (consistente, da un terzo a due terzi) del nostro patrimonio, anche devolvendolo a persone completamente estranee alla famiglia e che mai potranno contribuire alla stessa (e qui ritorna il discorso della procreazione).
Gli strumenti, poi, concessi dalla nostra legge per regolare i rapporti tra privati, sono praticamente infiniti e consentono di risolvere ogni situazione rispettando la volontà del singolo, ma anche tutelando il diritto delal famiglia a prendersi cura e a non essere privata dell'apporto di un proprio congiunto.
So benissimo che gli esempi che ho fatto hanno una valenza differente (anche tra loro) ma era un esempio per dire che non è sufficiente pagare le tasse e parcheggiare solo dove è consentito per accampare qualche diritto speciale :-)
Tu dici che l'omosessualità non fa male. Certo non uccide, non scippa, non rapina. Però personalmente la ritengo un male, un male per la società, un grimaldello per scardinare Valori che aiutano la nostra civiltà ad essere forte anche nei confronti di nemici esterni e di situazioni di difficoltà. Non è un mistero che, storicamente, la caduta di grandi imperi e di grandi fortune è iniziata con l'innesto nel corpo sano della società di elementi di disgregazione. E spesso tutto è iniziato con uno stravolgimento dei costumi e dei concetti abituali di "norma".
Per questo ritengo che se il rispetto nei confronti del cittadino omosessuale non deve venir mai meno, non possa comunque essere accettata la pretesa di dare alla situazione omosessuale una legislazione di privilegio che ne caratterizzi il rapporto.