sabato 29 dicembre 2007

Non ci vuole un genio ...

"Come neuropsichiatra ho esperienza decennale di gay che si fanno curare. L'omosessualità è una devianza comportamentale".
Paola Binetti, senatrice di sinistra (Partito Democratico) citata da Il Giorno/Il Resto del Carlino/La Nazione a pagina 14 del quotidiano in edicola il 29 dicembre 2007.

Entra ne

martedì 18 dicembre 2007

Il mio buon vecchio pallottoliere e la sinistra

Entra ne

Ormai sono anni, ma ultimamente lo fanno in maniera più accentuata, che i media ci propongono stili di vita e, perché no, diciamo pure una morale, che solo fosse stata proposta una decina d'anni fa ci saremmo tutti guardati in faccia per cercare di capire se eravamo sempre sul pianeta Terra oppure ci avevano trasportati tutti, a nostra insaputa, su un altro pianeta di un altro sistema solare.
Esempio: Da un po' di tempo La 7 verso le 23.00 di una sera della settimana, dopo il programma di prima serata, manda in onda una puntata di una serie di telefilm. Niente di male, direte! Infatti! Io in genere a quell'ora sono al Pc e sono più interessato a quello che sto facendo piuttosto che ai programmi della televisione, che tengo accesa più per abitudine che per altro. Tant'è, anche non volendo, ogni tanto un orecchio ce lo butti, e anche un'occhiata.
Quindi finisce che mi rendo conto che, anche se distrattamente, sto seguendo una puntata di telefilm dedicata all'omosessualità. Nella fattispecie in particolare dell'omosessualità femminile.
E vedi vicende di donne, in genere molto belle, che vivono la loro sessualità distorta in maniera più che normale, come se non fosse distorta, in un mondo che pare fatto per la maggior parte dai normali omosessuali che costituiscono famiglie, vivono le loro avventure e le loro gelosie tali e quali alle coppie che Dio ha creato.
Sarà! Ma a me quella gente non sembra tanto normale, perchè delle due l'una:

- o hanno dei grossi problemi a livello psichiatrico, perchè invece di sentirsi donne come i loro bei corpi reclamano, si sentono uomini (lo stesso vale per gli uomini omosessuali).. Un po' come quelli che credono di essere Napoleone..

- o hanno delle malformazioni fisiche in quanto pur sentendosi uomini con la testa hanno un bel paio di tette e, cosa di non poca importanza, sono menomati di un organo importantissimo per la riproduzione della specie.

Io ho sempre saputo che due più due fa quattro. Da un po' di tempo mi si vuole fare credere invece che la somma di due più due sia tre.
Per carità, tra di loro se la cantino pure come vogliono.. e l'ho sempre detto, sotto le loro coperte facciano quello che vogliono e come vogliono.
Ma non cambiatemi il mio buon vecchio, antiquato pallottoliere che mi fa vedere come e perchè la somma di due più due sia sempre quattro nonostante quello che cerchi di farti credere la sinistra del mondo.

Mica per altro, ma Fazio si lamentava con Prodi, ospite della sua trasmissione, chiedendogli come mai questo governo di sinistra non ha ancora fatto qualcosa per condannare l'omofobia.. E lì per lì ho pensato: "Ma come! Io lascio che gli omosessuali e i filo-sodomiti facciano quello che vogliono, con chi vogliono, basta che non mi impongano come normale la loro anormalità, e il mondo adesso dà addosso a me chiamandomi omofobo e pensa che debba essere punito per la mia normalità?".
Dov'è il mio pallottoliere?

Saluti

Le Barricate


domenica 16 dicembre 2007

La deriva olandese

Mi ricordo, alcuni anni fa, la devastazione morale che, come una metastasi, si diffondeva da alcuni paesi del nord europa a tutto l’Occidente.
Erano i tempi della “droga libera”.
Giovani con lo sguardo perso nel vuoto, imbevuti di droga e fluttuanti in un mondo che non era reale, inutili a se stessi ed alla società.
Ci sono voluti anni per raddrizzare il timone e per recuperare qualche posizione, anche se persistono i movimenti che vorrebbero legalizzare ora questa, ora quella droga, anche se tutte, tutte, fanno male.
Ancora una volta dal nord arriva una notizia che rischia di imprimere una nuova accelerata verso una deriva morale che potrebbe minare, forse definitivamente, le possibilità dell’Occidente di reagire alle aggressioni esterne.
Oggi, sempre su Il Giornale , il commento del Vescovo di San Marino e Montefeltro, Luigi Negri, che, tra l’altro, riferendosi all’omosessualità la inquadra come un “fenomeno che anche una concezione naturale, non cristiana, considera complesso, difficilmente presentabile come “positivo” e “normale” “.
Soldi pubblici, dunque, sperperati per propagandare l’omosessualità, per cercare di convincere chi ancora usa ragionare con la propria testa e non con quella delle lobbies omofile, che l’omosessualità sia uno stato “normale” della persona.
Qui siamo sulla stessa lunghezza d'onda della Cambogia di Pol Pot, della Cina della "rivoluzione culturale”, dell’Afghanistan dei talebani dove chi non si adeguava ai dettami del regime veniva condotto in campi di rieducazione, dove le lezioni ai professori le tenevano gli studenti.
Non c’è differenza con la propaganda che, con soldi di tutti, le lobbies omofile (nessuno può più contestarne l’esistenza o negare che puntino a fare proseliti) cercano di far passare un messaggio devastante per la società, coartando la coscienza e la libera formazione delle idee individuali.
In Cambogia, in Cina, in Afghanistan sono riusciti a risollevarsi, con sacrifici, lutti, terrore e sangue.
Noi speriamo di essere ancora in tempo a rendere evidente il pericolo di questi messaggi e ci auguriamo che i contribuenti olandesi si ribellino all’uso del loro denaro per capricci privati mediante una diffusa obiezione fiscale.

Entra ne

domenica 9 dicembre 2007

Meriteresti un figlio omosessuale

Una commentatrice, la gentile signora Anna, così ha commentato il post precedente:
“"Meriteresti" di avere un figlio omosessuale. Oh, come abbasseresti la cresta.”.
Presumo la stessa persona (il commento è di soli 9 minuti successivo poco dopo le due del mattino) afferma che “Nicolosi è un pazzo criminale.”.
Questi due commenti meritano una evidenza superiore a quella che avrebbero in coda ad un post con ben 34 commenti pubblicati.
La meritano perché sono sintomatici di una mentalità chiusa alle opportunità che offre la terapia (Nicolosi) e perché forniscono il destro per osservare un fenomeno che è, quanto meno, curioso.
A differenza dell’assolutismo fondamentalista di chi ritiene l’omosessualità quasi un dovere da estendere obbligatoriamente per legge (purtroppo siamo avviati su quella strada se non si reagirà con forza alle norme repressive della libertà di espressione e pensiero) quelli che, come noi, sostengono la innaturalità dello stato omosessuale si pongono con mentalità aperta davanti alle terapie che vengono proposte.
E’ indubbio che ognuno di noi ha le sue teorie e le sue convinzioni, ma se si esclude a priori la possibilità di una cura per l’omosessualità, quella cura non si troverà mai.
E la contestazione a Nicolosi non viene sui risultati, documentati, ma viene in base ad una impostazione ideologica che rifiuta, aprioristicamente, di considerare la possibilità di una terapia perché smonterebbe tutto il business costruito negli anni dalle lobbies omofile.
L’altra osservazione è una provocazione.
A leggere il commento proposto dalla signora Anna, mi è venuto da pensare: chissà perché come massima offesa e malaugurio gli omofili ci dicono che siamo omosessuali latenti e ci augurano di avere figli omosessuali ?
Evidentemente, nel subconscio, pensano a tale stato come ad un fattore negativo.
E, ancora, chissà perché i nostri figli non hanno simili tendenze, che, invece, sono appannaggio dei figli di chi è così “aperto” al politicamente corretto ?
Sarà per l’educazione impartita, tradizionale, che nulla ha a che spartire con le teorie del Dott. Spock (che non è il Vulcaniano di Star Trek …) ?

Entra ne

domenica 2 dicembre 2007

La lobby omo comincia a stancare

Non siamo i soli ad esserci stancati della lobby omo.
Un bellissimo articolo di Stefano Lorenzetto pubblicato il 30 novembre ne Il Giornale al quale rimandiamo, solleva il problema della manipolazione e della strumentalizzazione che la lobby omosessuale opera pur di sostenere i capricci della “categoria”.
Il fatto da cui si prende spunto è quello dell’omosessuale escluso dal coro parrocchiale per essersi dichiarato pubblicamente durante una trasmissione televisiva.
Una scelta obbligata, come espone Lorenzetto citando prima San Paolo di TarsoNon illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio”, quindi lo stesso Pontefice Benedetto XVI che, allora Prefetto per la Congregazione della Fede, nel 1986 “bolla l’inclinazione omosessuale «come oggettivamente disordinata», concetto peraltro ribadito nel Catechismo della Chiesa cattolica al paragrafo 2358”.
Un articolo tutto da leggere, meditare e diffondere, particolarmente nell’ultima parte che merita di essere riprodotta integralmente:
Qualche settimana fa è accaduto in Inghilterra un fatto emblematico. I giornali britannici di qualità, dal Times al Telegraph, ma anche quelli popolari, come il Daily Mail, ne hanno riferito con ampiezza. Idem la Bbc. In Italia silenzio di tomba. Due gay dichiarati, Ian Wathey e Craig Faunch, che vivevano more uxorio a Pontefract, nello Yorkshire occidentale, sono stati lasciati liberi di violentare per lungo tempo i ragazzini dati loro in affidamento. Ebbene, durante il processo è emerso che gli assistenti sociali del Metropolitan district council della città di Wakefield non avevano mosso un dito per paura di essere marchiati come «homophobic». La coppia era anzi considerata «da trofeo». L’orientamento sessuale degli «educatori» non è stato giudicato un motivo significativo «per pensare l’impensabile».
I due omosex, fra i primi a poter diventare genitori adottivi nel Regno Unito, hanno ottenuto la custodia di 18 ragazzi in soli 15 mesi. La coppia ha abusato di bambini di appena 8 anni. Quando una madre è andata a esporre i suoi dubbi, gli assistenti sociali, sempre per non apparire omofobi, si sono accontentati dei chiarimenti forniti da Wathey e Faunch e hanno spedito a casa loro persino un quattordicenne affetto da una grave forma di autismo, la sindrome di Asperger, che è stato «curato» con dosi massicce di pornografia gay. Michelle Elliott, direttrice di Kidscape, un’organizzazione contro gli abusi infantili, ha commentato: «Il buonsenso è uscito dalla finestra quando hanno permesso alla political correctness di prendere il sopravvento». In Italia sta uscendo dalla porta principale
”.

Entra ne