mercoledì 24 dicembre 2008

Povia e la censura omosessuale

Anni fa circolava una barzelletta che, spesso, racconto e altrettante volte ho trascritto per marcare la differenza da tutti quei condizionamenti che tendono a normalizzare convenzionalmente e forzosamente la situazione omosessuale.
Il testo è molto semplice e parla di tre vecchietti al parco che parlano tra loro e, vedendo passare due uomini, mano nella mano, commentano.
Primo vecchietto: una volta l’omosessualità era vietata.
Secondo vecchietto: poi è stata tollerata.
Terzo vecchietto: adesso è esaltata.
I tre vecchietti all’unisono: scappiamo prima che la rendano obbligatoria !

Come non pensare a questa conclusione sulla “obbligatorietà” dell’omosessualità davanti agli alti lai delle associazioni omosessuali per il testo della canzone che tal Povia intende portare sul palco di Sanremo ?
Solo perché – pare, a quanto si legge nei giornali – che si parli di un omosessuale che si è scoperto non essere tale, quelle associazioni pretendono, minacciando azioni rumorose di disturbo (anche qui con scarso rispetto per la libertà e per il lavoro altrui), che la canzone sia censurata.
E sono gli stessi che hanno elevato analoghi strepiti perché recentemente è stata censurata la scena di un bacio tra due uomini in un film trasmesso su Rai2.
Nella sostanza costoro pretendono che tutto ciò che serve alla propaganda omosessuale – ecco che torna la “obbligatorietà” della barzelletta – sia diffuso senza alcuna precauzione.
Tutto ciò che, invece, solleva dubbi sulla “normalità” di una situazione omosessuale sia censurato
.
E probabilmente sono anche gli stessi che sdilinquiscono per il provvedimento “di libertà” che ritengono essere insito nella proposta francese di depenalizzare l’omosessualità nel mondo e, al tempo stesso, cercano in tutti i modi di inserire, più o meno direttamente, un nuovo reato, di “lesa omosessualità”, facendolo passare come omofobia.
Noi dovremmo accettare tutte le manifestazioni della loro condizione, ma non obiettare o eccepire mai nulla su tale condizione.
Vi pare una posizione equilibrata e, soprattutto, rispettosa della libertà individuale e di pensiero ?

Entra ne

mercoledì 26 novembre 2008

Da Peppone a Vladimiro Guadagno: come cambia il comunismo italiano.

Fosse vivo il grande Guareschi, credo che uscirebbe una nuova saga di quei libri indimenticabili che resero famoso lo scrittore della Bassa Padana. Potrebbe chiamarsi "Don Camillo e l' Onorevole Checcone", dove potremmo assistere al Sindaco di Brescello tagliarsi i baffi, depilarsi e mettersi il fondo tinta per aderire al Nuovo Corso del comunismo italico, che plaude al trionfo del Sig. Vladimiro Guadagno, ex-parlamentare che in barba alla Legge Italiana, continua a vestirsi da donna, nonostante non si sogni neanche di sottoporsi alla castrazione con relativa plastica tendente a riprodurre gli organi sessuali femminili non avuti in natura. Per aver bisogno di visibilità, il comunismo italiano, attraverso il quotidiano di Rifondazione, Liberazione, plaude alla grande vittoria in quel programma voyeristico chiamato "L' Isola dei Famosi", battendo una ragazza dai baci generosi ed un figurante che, per aver spazio, si è tinto i capelli ed ha fatto credere di essere un efebo (mi dicono che sia eterosessuale, e dunque, è sempre più esatto dire che ormai essere o fingersi pederasti sia una carta vincente per sfondare..., altro che discriminazioni !). Come sono lontani i tempi in cui critici marxisti come Alberto Asor Rosa e Carlo Salinari (quest' ultimo tra i simpatici buontemponi che organizzarono la Strage di Via Rasella) attaccavano violentemente Pier Paolo Pasolini per il romanzo "Ragazzi di vita". Ma il comunismo nostrano è sempre stato ambivalente verso l' omosessualità, stretto tra il voler lottare per le minoranze da parte dei dirigenti salottieri e l' insofferenza della base operaia, magari importunata da qualche pederasta nei cinematografi di terza visione, fuori dai vespasiani o dalle caserme. Base che ancor oggi dimostra la sua insofferenza verso le derive intellettualistiche di Piero Sansonetti, direttore del quotidiano, come nell' intervista apparsa sul "Giornale " di oggi all' operaio cassintegrato Nicola Albertella: "

"È uno schifo, una tragedia politica Per forza siamo spariti dalle Camere"


http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=309013


Ma ve l' immaginate Giuseppe Bottazzi, in arte Peppone, invece che affascinato dalla procace compagna di turno, italiana o sovietica a seconda del romanzo, correre dietro ad un Michel Serrault, l' Albin de "Il Vizietto" ?


Non ci sono più i comunisti di una volta...





Entra ne

lunedì 24 novembre 2008

Gli omosessuali californiani non accettano l'esito del voto

In California un referendum svoltosi il 4 novembre ha respinto l’ipotesi di istituire un “matrimonio” per gli omosessuali.
Il gr1 delle 7 di questa mattina annunciava una singolare protesta degli omosessuali californiani e americani in genere.
Per il prossimo 10 dicembre, che sembrerebbe (ne hanno istituite così tante che, ormai, se ne perde la memoria ed anche il significato) essere la giornata mondiale per i diritti umani, propongono uno sciopero che, se non ho capito male, viene definito “sui generis”.
Tutti gli omosessuali dovrebbero, cioè, astenersi dal lavoro, spiegando che lo fanno per protesta.
Pare che questo “sciopero” sia stato già tentato, senza successo, un anno fa.
Credo che sia da sottolineare l’arroganza con la quale gli omosessuali americani si propongono sulla scena.
Uno sciopero contro una decisione assunta da un referendum è uno sciopero contro la Sovranità Popolare che è alla base di ogni concetto di democrazia.
E’ una minoranza, manifestamente tale visto che le sue tesi sono state respinte dallo strumento più popolare che esista (il referendum) che, non paga, stizzosamente batte i piedi per terra e si propone di ottenere quel che vuole cercando di provocare un danno economico all’intera comunità, non riconoscendo la volontà popolare già espressa, un po’ come se i sindacati confederali italiani facessero sciopero generale solo quando al governo c’è Berlusconi …
Mi sembra opportuno sottolineare questo comportamento, anche per evidenziare come siano illusorie le posizioni di chi sostiene che gli omosessuali non vogliano prevaricare nessuno, perché questo esempio è esattamente una manifestazione di una volontà prevaricatrice che vuole trasformare i capricci di una minoranza in una norma generale cercando di mettere le mani su di un istituto destinato ad unire non due persone dello stesso sesso, ma un Uomo e una Donna.

Entra ne

sabato 1 novembre 2008

La Chiesa rafforza il "no" ai preti omosessuali

Tra crisi finanziaria, elezioni americane, Alitalia e Riforma Gelmini, poco spazio resta per occuparsi di quegli argomenti secondari come l’omosessualità, tema conduttore di questo blog.
Non voglio però che vada perduta nel mare magnum dell’informazione, una significativa presa di posizione del Vaticano che rafforza gli sbarramenti posti in atto per impedire l’accesso in seminario di omosessuali.
Con un chiaro articolo pubblicato ieri ne Il Resto del Carlino a pagina 14 del fascicolo nazionale, si informa che “coloro che manifestano tendenze omosessuali fortemente radicate o un’identità sessuale incerta non possono entrare in seminario e diventare preti”.
L’articolo è pubblicato sotto il significativo titoloNo del Vaticano ai preti gay - L’omosessuale è un deviato”.
E’ un documento che ha risvolti unicamente all’interno dell’organizzazione cattolica che, come tutte le associazioni, ha il diritto di definire chi può accedere ai ruoli “direttivi” e, quindi, ha pieno diritto ad escludere singoli o categorie di persone in base a criteri predefiniti.
Ma ciò non toglie rilevanza alla sintesi concettuale del documento, evidentemente assunto dopo studi e approfondimenti non solo di carattere teologico, ma anche sulla natura umana e sulle conseguenze di affidare “anime” alla cura pastorale di un soggetto dalla "incerta identità sessuale".
Brutalmente il deputato del pci/pds/ds/pd, Paola Binetti, ha collegato questo provvedimento con la guerra che, regnante Benedetto XVI, è stata scatenata dalla Chiesa Cattolica contro i preti pedofili che tanto danno hanno creato all’immagine della Chiesa stessa.
Naturalmente l’uscita dell’on. Binetti è stata duramente stigmatizzata da altri esponenti del suo partito più sensibili alla propaganda omosessuale, forse anche per motivi elettorali (come in America gli omosessuali si sono schierati con il candidato democratico, ritengo che in Italia il voto omosessuale sia essenzialmente di sinistra, non potendo trovare le loro pretese alcun ascolto a Destra).
A parte le schermaglie all’interno del pci/pds/ds/pd, la domanda che ci si pone è: se la Chiesa Cattolica, solitamente prudente, assume una posizione così netta per evitare di ritrovarsi con preti omosessuali, non è ragionevole pensare che abbia constatato un pericolo per la stabilità della istituzione nella loro presenza in ruoli direttivi ?
Troppi sono abituati a liquidare le comunicazioni, le prese di posizione della Chiesa con una scrollata laicista di spalle, eppure tutti noi, anche gli agnostici – non dico gli atei che hanno fatto una scelta dogmatica e di fede, sia pure a modo loro – dovremmo riconoscere alla Chiesa un grande sagacia e capacità di navigare nel procelloso mare della Storia, avendo come obiettivo il rimanere punto di riferimento per diffondere il messaggio Divino.
Duemila anni di presenza nella nostra Storia attestano quanto debbano essere prese sul serio le decisioni della Chiesa e la sua abilità nell'adattarsi al mutare dei tempi.
Non chiedo di “sposare” le tesi del Vaticano (questo è un obbligo solo per i cattolici), ma di riflettere se, i suoi insegnamenti, i suoi pronunciamenti, sono proprio così inutili anche per una nazione laica ed i suoi cittadini.

Entra ne

sabato 27 settembre 2008

Anche Stalin era gay

Il primo a insinuare dubbi che tra Stalin e il suo segretario particolare, l'ungherese di origini ebraiche Karl Pauker, ci fosse qualcosa al di là del rapporto di lavoro fu l'ambasciatore americano a Mosca, William Bullit. Il diplomatico statunitense, in un rapporto confidenziale inviato al governo Usa nel 1934, parlò di relazione «inconsueta».

Ovvio che all'epoca la tesi potesse apparire alimentata da un'ostilità politica più che da un reale fondamento. Tuttavia, con il passare del tempo, le voci crebbero al punto che, in piena guerra fredda, l'ex spia russa Alexandr Orlov si permise di scrivere nel libro “La storia segreta dei delitti di Stalin” che anche alcuni membri del Kgb sapevano del legame particolare, definendo Pauker «più che un amico, più che un fratello per Stalin». E forse, continua Orlov, la diffusione di certe voci portò all'uccisione dello stesso Pauker durante la grande purga del 1938.

Decenni dopo anche lo psicologo americano Daniel Rancour-Laferriere approfondì la tesi nel testo “The Mind of Stalin: a psychoanalitic study”: l'omosessualità di Stalin era latente fin dall'età giovanile e i rapporti con Pauker non erano da lui ritenuti inappropriati ricoprendo il dittatore, come imponeva il ruolo di comando, una parte attiva nella dinamica di coppia.

Ora anche in Russia divampa il dibattito. Se il settimanale “Secret”, a fine luglio 2008, ha sostenuto che il patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop del 1939 altro non fu che un segnale dell'infatuazione del dittatore russo per Adolf Hitler, il bisettimanale moscovita “Chastnaja Zhisn’” ha definito la paranoia di cui era vittima Stalin un segnale tipico nelle persone che occultano la loro omosessualità.
_______________________

E se lo scrive Klaus Davi, uno che di gay se ne intende, non è solo un dubbio...

mercoledì 24 settembre 2008

Ma che casto bacio, secondo la Procura ! Un anno dopo...

Ho sempre detto che nella vita bisogna saper aspettare. Perchè spesso la verità viene a galla. Magari dopo un po', magari dopo molto. Non per niente, storicamente, sono Revisionista, e le recenti rivalutazioni o rivistazioni a proposito dei Soldati della RSI e degli Zuavi Pontifici, mi mandano in sollucchero. Così come il dibattito in atto sul "Giornale" a proposito della femminilizzazione del maschio e conseguente maschilizzazione della femmina, colpa il '68, il Femminismo e la lotta contro ogni tipo di Autorità, dal Padre alla Patria.

A distanza di oltre un anno, quello che avevo scritto nel post seguente:

http://secondonatura.blogspot.com/2007/07/ma-che-casto-bacio-secondo-la-procura.html

che provocò alcune reazioni stizzite da parte di alcuni visitatori, si sta rivelando esatto, salvo, naturalmente tutto il garantismo possibile che prevede la giusta presunzione d' innocenza per ogni processando.

Vi ricordate il caso di Michele e Roberto, i due pederasti denunciati il 27 Luglio 2007 a Roma al Colosseo dai Carabinieri per atti osceni in luogo pubblico ? Ma i due candidi invertiti avevano protestato, dichiarando che s'erano scambiati un bacin d'amore.

Vi ricordate non solo le reazioni a catena delle varie associazioni di omosessuali che subito gridarono allo scandalo, ma anche quelle di molti prodi politici, come il ministro della salute di allora, Livia Turco, che invitò tutti a "chiedere scusa a questi due ragazzi", come il ministro della famiglia, Rosy Bindi, che condannò l'episodio come "un eccesso di zelo da parte delle Forze dell' Ordine", come il ministro delle pari opportunità, Barbara Pollastrini, che denunciò un "clima omofobico" ?

Come scrissi allora, nessuno di questi ministri a farsi venire un dubbio a chi credere, cioè alla tenera coppietta piuttosto che ai Carabinieri, legati alla Patria da un giuramento, e dagli italiani spesso ripagati, oltre che con uno stipendio di fame, con insulti, molotov, sputi e sassate.

Ebbene, la Procura di Roma ha terminato le indagini che avevo annunciato, ed i due sodomiti dovranno presentarsi davanti al Giudice il prossimo 24 Febbraio, per il reato punito dall' Articolo 527 del Codice Penale, Atti Osceni in Luogo Pubblico. Perchè, salvo assoluzione dei processandi, è stata data per attendibile la versione dei Militi dell' Arma: altro che tenero bacino, trattavasi di coito orale !

Ma si sa, siamo una nazione omofobica !

Entra ne

Chi c'è dietro la Lobby Omosessuale?

Ricevo e volentieri inoltro:

"Il 31 maggio la corte d'appello di New York si è riunita per prendere in considerazione quattro casi di coppie omosessuali che si sono viste rifiutare dallo Stato la licenza matrimoniale. Se la sentenza, attesa fra pochi mesi, sarà a favore delle coppie, il matrimonio gay sarà reso legale nello Stato di New York, come lo è già nel Massachusetts e nel Vermont. La lobby gay di New York attraverso l'Empire State Pride Agenda e la Lambda Legal Defense and Education Fund si è preparata per due anni a questo caso, raddoppiando il personale e ottenendo il consenso del sindaco Michael Bloomberg e del procuratore generale Eliot Spitzer, attualmente in corsa per diventare governatore dello Stato. Nel frattempo, il 7 giugno, dopo due giorni di intenso dibattito, l'offensiva anti-famiglia ha registrato una vittoria: ottenendo solo 49 dei 67 voti necessari, il tentativo del presidente Bush di far passare in Senato l'emendamento costituzionale per definire una volta per tutte il matrimonio civile come unione tra un uomo e una donna è fallito, e per ora i singoli Stati potranno continuare a legiferare a favore delle nozze gay.
La lobby omosessuale internazionale, che ha le sue roccaforti a New York, Washington D.C., San Francisco e Bruxelles, è sempre più influente e determinata al sovvertimento dell'istituto della famiglia tradizionale in favore del riconoscimento dei cosiddetti diritti riproduttivi di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (glbt). È una lobby che riceve finanziamenti sia dalle grandi corporation private americane sia dai governi e dalle istituzioni internazionali, sotto forma di donazioni a organizzazioni non governative e fondi per la lotta all'Aids.
Uno tra i più influenti gruppi che appoggiano le battaglie per i cosiddetti diritti riproduttivi glbt negli Stati Uniti come in America Latina e in Europa è quello dei Catholics for a Free Choice (Cffc). Questa organizzazione, insieme con la International Lesbian and Gay Association (Ilga), lavora costantemente a Bruxelles per fare pressione sui legislatori europei affinché agiscano contro quegli Stati che non riconoscono le unioni omosessuali, cioè contro gli Stati definiti "omofobici" dalla risoluzione approvata il 22 gennaio di quest'anno dal Parlamento europeo. Negli Stati Uniti la Cffc lavora a stretto contatto con le più importanti organizzazioni omosessuali, come la Human Rights Campaign, la Ilga America, la American Civil Liberties Union (Aclu), l'America's Union Movement (Afl-Cio) e la National Gay and Lesbian Task Force. Fondato nel 1972, il gruppo Cffc dispone di un budget annuale di 900 mila dollari e conta su 8 mila iscritti. Ne è illustre esponente Daniel Maguire, docente di Teologia morale alla Marquette, prestigioso ateneo dei gesuiti a Milwakee (Wisconsin). Il professor Maguire ha scritto vari saggi in favore di aborto, eutanasia e matrimonio gay fino a quando lo Stato del Vaticano è intervenuto esortando l'università ad essere più coerente con i princìpi professati.
Nomi pesanti e montagne di denaro
L'organizzazione è finanziata da molte fondazioni, tra cui la rivista pornografica Playboy (attraverso la Playboy Foundation) con 10 mila dollari l'anno, la MacArthur Foundation (600 mila dollari), la fondazione della casa automobilistica Ford (1.200.000 dollari), l'Open Society Institute del finanziere George Soros (150 mila dollari annui), il Goldman Fund di San Francisco, che nel 2000 ha devoluto ben due milioni di dollari, la Turner Foundation (del Ted Turner di Cnn), che versa 60 mila dollari ogni anno come la Rockefeller Foundation. Le medesime fondazioni, poi, con l'aggiunta di Kodak, Hewlett-Packard, American Airlines, Apple, AT&T, BP, Chevron, Citigroup, Credit Suisse First Boston, Daimler Chrysler, Dell, Deutsche Bank, Ernst & Young, Estee Lauder, Intel, Ibm, J.P. Morgan Chase & Co, Johnson & Johnson, Levi Strauss & Co, Merril Lynch, MetLife, Microsoft, Nike, Pepsico, Toyota, Ubs, Xerox, finanziano per decine di migliaia di dollari la più importante organizzazione Gay con sede a Washington D.C., la Human Rights Campaign. Particolarmente attenta alla causa omosessuale è la Motorola, i cui dipendenti non possono esprimere liberamente le proprie opinioni mentre assistono a corsi promossi dalla società su come eliminare l'omofobia sul posto di lavoro. L'azienda ha inoltre dedicato al mondo glbt un'appostita sezione del proprio sito web chiamata MotoPride. Ma non è l'unica corporation a darsi da fare. La Sony, per esempio, è tra i fondatori di Mtv Gay Channel, e in più sponsorizza gli attivisti pro-nozze gay e pro-aborto della Rock for Choice, che coinvolge numerosi artisti del calibro di Pearl Jam, Soul Asylum, Red Hot Chili Peppers, Iggy Pop, R.E.M., Green Day, Cyndi Lauper, Peter Gabriel e Tracy Chapman.
Il già citato multimiliardario George Soros, poi, durante l'ultima campagna presidenziale americana (2004), ha deciso di concentrare tutte le sue energie per cercare di sconfiggere Bush, colpevole di aver tradito i princìpi in cui crede l'Open Society Institute. Soros è diventato così in breve tempo il più grande donatore della storia politica americana, finanziando per oltre 25 milioni di dollari Ong che grazie alla legge 527 delle ultime elezioni americane hanno potuto ricevere fondi e finanziamenti illimitati per le proprie battaglie culturali. In particolare Soros contattò Ellen Malcom, la responsabile di Emily's List, il più grande comitato pro-choice d'America, e Steve Rosenthal dell'Afl-Cio. Insieme, Malcom e Rosenthal hanno così dato vita all'ennesimo gruppo portavoce delle istanze omosessuali, America Coming Together (Act). L'altra potente lobby di orientamento radicale e libertario finanziata generosamente da Soros nel 2004 è MoveOn.org. Nato per difendere l'operato di Bill Clinton, questo gruppo di pressione insieme all'Act ha raccolto per le presidenziali circa 75 milioni di dollari.
Ma la possibilità di sovvenzionare le lobby gay che hanno assunto lo statuto di Ong è ampiamente utilizzata anche dai singoli governi, dalle amministrazioni locali e dalle Nazioni Unite, anche se a volte la foglia di fico cade lasciando scoperte nudità imbarazzanti. Come è accaduto il 19 maggio scorso, per esempio, quando l'Onu, dopo un acceso dibattito conclusosi con un voto sostanzialmente diviso, si è trovata costretta a revocare all'Ilga Europe lo stauts di Ong (concessole nel 1993) dopo che l'organizzazione si era formalmente associata con gruppi sospettati di promuovere la pedofilia, come la molto controversa North American Man-Boy Love Association (Nambla).
Una vera potenza economica
Ogni anno, in questo periodo, si tengono nella città di San Francisco e a New York due tra le più imponenti parate omosessuali del mondo. Decine di migliaia di persone provenienti da tutti gli Stati Uniti si raccolgono qui a ogni nuova edizione. La città di San Francisco assicura un contributo pubblico per l'evento, circa 70 mila dollari su una spesa organizzativa di circa 350 mila dollari. Il resto è coperto dai contributi dell'importante banca californiana Wells Fargo, dalla Kraft Foods, e dalla catena farmaceutica Walgreens.
Molto significativo anche quanto avviene in California, dove la parlamentare democratica Nancy Pelosi è riuscita a destinare un milione e mezzo di dollari nelle casse del dipartimento di Salute pubblica di San Francisco per programmi rivolti ai malati di Hiv, fondi che in gran parte finiscono, sotto forma di contributi per attività culturali e di prevenzione, nelle casse delle organizzazioni gay come quelle che animano il quartiere Castro di San Francisco. Il Castro è un esempio di mercato immobiliare fondato sulle esigenze della comunità omosessuale, che beneficiando mediamente di stipendi medio-alti e non dovendo provvedere al mantenimento dei figli, sceglie volontariamente di ristrutturare e valorizzare aree depresse. Costituendo un mercato alternativo, la comunità omosessuale porta anche il proprio turismo e consumi specifici (basti pensare a cinema e riviste per gay). Qualcosa di analogo al quartiere Castro si è sviluppato a Washington D.C. nella zona di Dupont Circle e a New York, zona Chelsea. È proprio nel quartiere newyorchese di Chelsea che ha sede uno dei più importanti giornali gratuiti (free press) per gay, GayCity News. Ed è sempre qui il quartier generale delle organizzazioni omosessuali che hanno condotto la settimana di sensibilizzazione che quest'anno ha preceduto il Gay Pride cittadino. Oltre che dalla Human Rights Campaign e dalla storica Stonewall Foundation, il Gay Pride della Grande Mela è promosso anche dal Glbt Community Center, che riceve parte di quegli 8,5 milioni di dollari destinati alla lotta contro l'Hiv nello Stato di New York.


di Sorbi Mattia


Entra ne

giovedì 11 settembre 2008

Perversione e aggressione

L’inizio della settimana ha visto evidenziato in cronaca due fatti che, in comune, hanno la “qualità” dei protagonisti: tutti omosessuali.
A Baricella, paese in provincia di Bologna, un perverso giochino sessuale, ha portato alla morte di una persona ed all’arresto del suo amichetto, con l’imputazione di omicidio preterintenzionale (se non l’hanno nel frattempo derubricato).
A stretto giro di posta, a Roma è stata denunciata una aggressione a due omosessuali che passeggiavano in quella che è stata ribattezzata “gay street”, con il consueto corollario di pronte dichiarazioni delle associazioni omofile.
Nel primo caso la ripugnanza che provoca il tipo di perversione posta in atto, credo non abbia bisogno di commenti, come non credo vi sia qualcuno che possa eccepire se diciamo che quei due omosessuali non erano proprio del tutto a posto.
Sul secondo caso c’è molto più da dire.
Innanzitutto, andreottianamente: chi pensa male fa sicuramente peccato, ma talvolta ci azzecca.
Poiché il primo fatto (quello di Baricella) aveva suscitato, come detto, profondo ribrezzo, il secondo ha, sul piano mediatico, quanto meno, spostato l’attenzione dal giochino perverso di due omosessuali, alla solidarietà per due omosessuali aggrediti.
Non ho letto alcuna testimonianza o versione della denunciata aggressione di Roma, se non da fonti di parte.
Non mi risulta che i due omosessuali che hanno denunciato l’aggressione siano dovuti ricorrere alle cure mediche o abbiamo mostrato segni di ferite o quant’altro (io appartengo alla generazione che negli anni settanta c’era e ben ricorda che le aggressioni, allora, finivano spesso con teste o arti fratturati, nasi a pezzi, sangue sparso).
Nessuno ha rivendicato la presunta aggressione, né sono apparsi gli abituali video in rete.
Ma tutto questo è, per l’appunto, applicare le teorie andreottiane.
Diciamo che l’aggressione ci sia stata.
Forse che tante altre aggressioni non vengono subite da donne, uomini, tifosi, supporters politici ?
Sì, accade e lo sappiamo benissimo.
Allora che senso ha, se non quello di creare un clima di intolleranza crescente, chiedere, come ha fatto un dirigente di una associazione omosessuale, che “Maroni garantisca la sicurezza degli omosessuali” ?
Degli altri solo se rimane tempo ?
Maroni, lo stato, deve garantire la sicurezza di tutti i cittadini, perché la violenza, qualunque sia, da qualunque parte provenga, deve essere punita.
Ancora una volta, vediamo come le associazioni omofile pensino in termini di privilegi che dovrebbero essere loro concessi.
Una volta sono leggi ad hoc che dovrebbero riconoscerne lo status, altre volte sono, addirittura, protezioni speciali contro la violenza.
Ed è una dimostrazione ulteriore che non servono leggi ad personam per accontentare le voglie degli uni o degli altri, ma leggi di carattere generale che tutelino la libertà individuale, la libertà di pensiero e di diffonderlo (anche quando esprime concetti non graditi a certe lobbies), la sicurezza di qualunque cittadino, uomo o donna che sia.


Entra ne

sabato 23 agosto 2008

La propaganda che non rispetta la morte

Nei giorni scorsi un tragico incidente aereo in Spagna ha provocato 153 morti, uno dei quali italiano.
Come sempre, in questi casi, gli organi di stampa hanno informato delle generalità del connazionale deceduto e intervistato i parenti.
Personalmente non ritengo queste interviste “giornalismo”, ma semplicemente morbose curiosità, anche perché le frasi sul defunto sono – e non possono essere altrimenti – sempre uguali.
Il cognato del connazionale morto a Madrid ha però espresso un desiderio che doveva essere raccolto: abbiate rispetto per il morto.
Oggi leggo che il presidente di una associazione omosessuale si lamenta perché non è stata data adeguata notizia delle tendenze sessuali del defunto.
Un modo per apparire sui giornali, con il proprio nome e quello della propria associazione, e per fare propaganda per un sistema di vita che (legittimamente) non trova l’approvazione dei più.
Non è certo utilizzando la morte per fare propaganda di parte che si rispetta la persona defunta.
A parte il fatto che la notizia è stata data, visto che i notiziari informavano che stava partendo per le vacanze “con il suo compagno”, espressione eloquente sulle tendenze sessuali del defunto.
E’ da considerare che, con un simile criterio, si dovrebbe in futuro esporre una (inutile e irrilevante) scheda personale dei prossimi connazionali che diventano, loro malgrado, protagonisti di notizie tragiche di cronaca, dando conto, ad esempio, della fede calcistica o se sono iscritti al club degli scacchi piuttosto che ad una fanzine.
Rispetto per il morto, significa recitare una preghiera per lui e lasciarlo alle cure dei suoi famigliari.
Non significa esaltarne, propagandarne o approvarne i costumi e le scelte sessuali.

Entra ne

mercoledì 6 agosto 2008

Omogenitorialità? Figli omogenitoriali la condannano. Parola di Dawn Stefanowicz

Il seguente articolo è tradotto e adattato per voi dall'inglese, l'originale è qui:

http://www.afajournal.org/2005/august/805Stefanowicz.asp

Il mio nome è Dawn Stefanowicz. Sono cresciuta in una famiglia omosessuale tra gli anni 60 e 70, a Toronto, esposta a molte persone differenti, alle sottoculutre GLBT e a pratiche sessuali esplicite. Sto attualmente scrivendo un libro che sarà presto pubblicato circa quest'esperienza. Inoltre sono stata un testimone allo Standing Senate Commitee sugli Affari Legali e Costituziinali sulla legge C-250 (crimini riguardanti l'odio) e ho partecipato alla schoolboard locale.
La mia più grande preoccupazione è che i bambini non vengono mai presi in considerazione nel dibattito sul matrimonio omosessuale. Ma, non sarà per gli attivisti gay il prossimo passo chiedere la legalizzazione dell'adozione qualora venisse legalizzato il matrimonio omosessuale? Ho considerato alcuni dei potenziali rischi fisici e psicologici per la salute dei bambini cresciuti in questa situazione. Ero ad alto rischio di esposizione a STD (Sexual Transmissible Diseaes, malattie sessualmente trasmissibili) contagiose dovuti a molestie sessuali, all'alto tasso di rischio dei comportamenti sessuali di mio padre e dei suoi frequenti partner. Anche quando mio padre aveva ciò che sembrava una relazione monogama, continuava a cercare sesso anonimo.
Iniziai a preoccuparmi profondamente, e ad amare e capire compassionevolmente mio padre. Egli condivise i rimorsi della sua vita con me. Sfortunatamente mio padre da bambino fu abusato sessualmente e fisicamente da maschi più grandi. Per questo, visse continuamente in depressione, perdite di controllo, esplosioni di rabbia, tendenze suicide e ossessioni sessuali. Provò a soddisfare i suoi bisogni legittimi di affermazione da parte di suo padre con continue relazioni promiscue. Lui e i suoi partner furomo esposti a varie STD contagiosementre viaggiavano nell'America del Nord. I partner di mio padre, verso i quali avevo sentimenti di affetto e con i quali socializzavo, accorciarono drasticamente le loro vite per suicidi, o per aver contratto HIV o AIDS. Mio padre, tristemente, morì di AIDS nel 1991.
Le mie esperienze di infanzia sono uniche? Secondo un numero crescente di testimoni, esperti ed orgnaizzazioni, c'è una prova crescente di forti accostamenti tra le mie esperienze e chi ha vissuto un'infanzia tipo la mia. (2)->(13) Non solo i bambini vivono meglio con sia un padre che una madre uniti da un legame di matrimonio avita (14)(15), ma essi hanno bisogno di genitori responsabili, monogami e che non hanno partner sessuali al di fuori del matrimonio. Gli abusi, la promiscuità genitoriale ed il divorzio non fanno bene ai bambini.
Laddove il matrimonio omosessuale viene legalizzato, una persona coppia o gruppo che pratica ogni forma di comportamento sessuale potrebbe alla fine ottenere figli tramite relazioni eterosessuali precedenti, nuove tecnologie riproduttive, adozione, tutto dovuto al termine indefinito "orientamento sessuale". Questo forzerebbe tutte le agenzie private di adozione a mandare bamini in relazioni di tipo sperimentale per evitare di incappare in rischi di discriminazione sessuale.
Qual è l'ambiente più adatto per i bambini, nascere in una famiglia o venirvi adottati? (16) Le molte esperienze personali professionali e sociali con mio padre non mi hanno solo insegnato il rispetto per la moralità, l'autorità, il matrimonio e l'affetto paerno. Mi sentivo come ammutolita dalla paura e non mi è stato permesso di parlare di mio padre, dei suoi compagni maschi, della sua vita, dei suoi incontri con le sottoculture, senza essere picchiata e minacciata da egli. Mentre vivevo a casa, dovevo vivere secondo le sue regole. Sì, volevo bene a mio padre. Comunque mi sentii abbandonata e negata mentre i miei bisogni non incontravano quelli di mio padre, che spesso partiva coi suoi partner per giorni. I suoi partner non erano davvero interessati a me. Fui oltraggiata per l'incidenza degli abusi domestici omosessuali, avances omosessuali verso minori e abbandono di partner omosessuali con facilità come se le persone fossero beni di consumo. Cercai comfort, cercando l'amore di mio padre dai ragazzi iniziando dai 12 anni.
Dalla tenera età fui esposta a discorsi sessuali espliciti, stili di vita indulgenti con se stessi, varie sottoculture GLBT e posti di vacanza per gay. Il sesso mi sembrava qualcosa di accessibile fin da bambina. Fui esposta a qualsiasi tipo di manifestazione della sessualità, compreso sesso in spiaggia, travestismo, sodomia, pornografia, nudità gay, lesbismo, bisessualità, coinvolgimento minorile, voyeurismo ed esibizionismo.
Il sadomasochismo era spesso un'allusione e a volte una dimostrazione. Alcol e droghe erano spesso fattori presenti nella perdita di inibizione nelle relazioni di mio padre.
Mio padre stimava il vestiario unisex, aspetti gender-neutral e una famosa icona travestita quando avevo solo 8 anni. Non vidi il valore delle differenze biologiche e complementari tra uomo e donna né pensai mai al matrimonio. Feci voti di non avere mai figli dato che non ero vissuta in un ambiente sicuro, responsabile e orientato al bambino. Data la mia esperienza, mi chiedo: "Possono i bambini veramente dare il loro meglio accademicamente, psicologicamente, finanziariamente, socialmente e comportamentalmente in situazioni sperimentali?" Posso dirvi che ho sofferto a lungo in questa situazione ed è stato tutto documentato professionalmente.
Oltre due decadi di esposizione diretta a queste esperienze stressati mi hanno causato insicurezza, depressione, pensieri suicidi, terrore, ansietà, bassa autostima, insonnia e confusione sessuale. La mia coscienza ed innocenza sono stae seriamente danneggiate. Ho vissuto come testimone che ogni altro membro della mia famiglia soffriva allo stesso modo.
Sono dovuta arrivare ai 20... e poi ai 30 prima di fare scelte di vita importanti e prima di iniziare a realizzare come essere stata cresciuta in questo tipo di ambiente mi avesse influenzata. Il mio guarimento partì affrontando la realtà, accettando le conseguenze a lungo termine e offrendo perdono. Potete immaginare come sono stata forzata a tollerare relazioni instabili e diverse pratiche sessuali sin da una tenera etàà e come questo ha influenzato il mio sviluppo? La ia identita di genere, il mio star bene psicologicamente e le mie relazioni con i miei pari ne sono state influenzate. Sfortunatamente solo quando mio padre, i suoi partner e mia madre sono morti ho avuto la libertà di parlare in pubblico delle mie esperienze.
Credo che il matrimonio omosessuale perderà i valori unici stimati nel matrimonio come sono stati tali nella storia. Il matrimonio deve rimanere una struttura sociale che costituisce, rappresenta e difende le relazioni inerentemente procreative tra marito e moglie per il bene dei loro figli biologici (17). I bambini hanno bisogno di confini soldi e appropriati e che possano sentire al sicuro le loro espressioni di intimità emozionale che non vengano sessualizzate a casa o in società.
Il termine "orientamento sessuale" non distingue tra l'individuo, sentimenti di attrazione sessuale ad una particolare persona od oggetto, od il comportamento sessuale, o le preferenze. Per questo una persona che pratica pansessualità, che è un'espressione diversa della sessualità, non potrebbe essere discriminata neppure in presenza di bambini.
Per caso il governo ed il sistema giudiziario giocano coi bambini, forzando cittadini a tollerare tutte le forme di diversa espressione sessuale, anche contro la loro volontà, coscienza, o libertà di religione?
Perché esiste una piccola e non rappresentativa cricca all'inerno delle sottoculture GLBT che vuole il matrimonio omosessuale? John McKellar, direttore esecutivo dell'HOPE (omosessuali opposti all'estremismo dell'orgoglio (pride) ) disse:
"E' egoista e presuntuoso per la comunità gay premere perché venga legalizzato il matrimonio omosesuale e vengano ridefinite le tradizioni e convenzioni della società solo per la nostra auto-indulgenza...le leggi federali e provinciali stanno venendo cambiate ed i valori tradizionali vengono compromessi solo per soddisfare una piccola combriccola"(18)
Secondo me, i matrimoni omosessuali metteranno le volontà dell'uno in un posto più alto rispetto a ciò che è meglio per le famiglie, la società e specialmente i bambini. I canadesi dovrebbero decidere e non giudicaer (19) I diritti umani sono stati fatti per proteggere l'individuo, non i gruppi (20). In questo dibattito cruciale, i diritti umani dei bambni sono diventati secondari, ignorati e negati.
Inoltre, se i canadesi non fermano i matrimoni omosessuali, perderemo tutta la nostra libertà di poter affrontare i discorsi sulla sessualità con morale e vigore religioso. Ad ogni modo, l'ordine del giorno gay nelle scuole può dovere le origini a Marhall Kirk e Erastes Pill che pubblicarono l'articolo "La revisione dell'America gay" (21) Se non fermiamo la legge C-38, l'ordine del giorno gay prevarrà in ogni ambiente pubblico od accademico del Canada (22), inondando ambienti scolastici con avvocatura e risorse sessuali esplicite, nonché curriculum che smentiscono l'autorità dei genitori, la rettitudine morale e le tradizioni religiose.
Questo sta già avvenendo sotto la bandiera della campagnia anti bullismo, politiche per le scuole sicure e talleanze tra Gay e Etero. In realtà queste politche permettono una via legale e diretta di indottrinamento, desensibilizzazione, reclutamento politico e personale per i nostri bambini vulerabili da qualche attivista gay all'interno delle nostre scuole, zittendo chiunque osi opporsi al dictatum omosessuale. (23)
Similmene, tutto quelli che si oppongono alle leggi canadesi che riconoscono il matrimonio omosessuale, non avranno possibilità di parlare, o di esprimere opposizione, nemmeno in territori religiosi. Basta vedere come la legislazione per i crimini sull'odio, legge C-250 ha instillato paura e ha zittito la chiesa. Sapete che la separazione tra chiessa e stato è stata fatta proprio per proteggere la libertà di religione e di coscienza? La libertà di religione sarà cancellata dalla libertà sessuale? (24) La fede religiosa e le sue pratiche ed espressioni da individui ed organizzazioni saranno proibite da leggi come la C-38 e altre? Siamo obbligami per la salute dei nostri bambini di parlare liberamente e dirigere le leggi della nostra terra.
Il governo canadese e i suoi giudici promuoveranno legalmetne ambienti non salutari che incoraggeranno unioni prive di madri o padri tramite matrimoni omosessuali? (25) Inine, i bambini saranno una vittima reale ed i perdenti se il matrimonio omosessuale sarà legalmente difeso. Che speranza posso offrire ad un bambino innocente che non ha voce? Che prezzo sta pagando il Canada per la libertà sessuale e la tolleranza della diversità? Quello delle vite dei bambini? (26) Il governo ed i giudici devono promuovere e difendere il matrimonio solo come unione di uomo e donna, escludendo tutte le altre forme per il bene dei nostri figli.
Dawn Stefanowicz

Bibliografia:
2 Jakii Edwards, Like Mother, Like Daughter? The effects of growing up in a homosexual home, (Vienna, VA: Xulon Press, 2001). Also, see testimonial "Just Like My Mother?", Exodus International, North America. See http://exodus.to/testimonials_Family_11.shtml extracted 26/03/2005.
3 Suzanne Cook, My Parent is Gay, (Seattle, WA: Exodus International-North America, 2000). Also, see testimonial "Looking For My Father’s Love," Exodus International, North America. See http://exodus.ttestimonials_Family_12.shtml extracted 26/03/2005.
4 "A Son’s Journey," 1997 Nathan Bell, Distributed by Love In Action. See http://www.loveinaction.org/media/documents/NathanBellTestimony.pdf extracted 24/03/2005.
5"Mitchell," "The Tragedy of "Gay" Parenting," Stephen Bennett Ministries, see https://sbminist.christianshost.com/appieshop/index.cgi extracted 25/03/2005.
6 Paul Cameron and Kirk Cameron, "Children Of Homosexual Parents Report Childhood Difficulties," Psychological Reports 2002, 90, 71-82. Also see http://www.familyresearchinst.org/FRI_homokids.html?story=831 extracted 24/03/2005.
7 Timothy J. Dailey, Ph. D., "Comparing the Lifestyles of Homosexual Couples to Married Couples," Family Research Council, April 17, 2004. See http://www.frc.org/get.cfm?I=IS04C02&v=PRINT extracted 24/03.2005.
8 Timothy Dailey, Ph. D., "Homosexual Parenting: Placing Children at Risk," Family Research Council, Issue No.:238. See http://www.frc.org/get.cfm?I=IS01J3 extracted 24/03/2005.
9 Jon Dougherty, "Report: Pedophilia more common among ‘gays’ Report purports to reveal ‘dark side’ of homosexual culture." WorldNetDaily, Monday April 29, 2002. See http://w115.wnd.com/news/article.asp?ARTICLE_ID=27431 extracted 24/03/2005.
10 "Standards 4 Life: Homosexuality," "Homosexual Adoption. Good for Children’s Health?", Christian Medical & Dental Associations. See http://www.cmdahome.org/index.cgi?BISKIT=1695154697&CONTEXT=art&art=2649 extracted 24/03/2005.
11 "Homosexuality and Hope," Statement of the Catholic Medical Association. See http://www.cathmed.org/publications/homosexualityarticle.html extracted 24/03/2005
12 Dale O’Leary, "Is This Diversity, Or Tragedy: Children as Victims of their Parents’ Choices,"’ NARTH. See http://www.narth.com/docs/diversity.html extracted 24/03/2005.
13 "‘Gay marriage’ and homosexuality some medical comments," LifeSite, by authors of this report: John Shea,MD, FRCP (C), Radiologist; John K. Wilson MD, FRCP (C), Cardiologist; Paul Ranalli MD, FRCP (C), Neurologist; Christina Paulaitis MD, CCFP, Family Physician; Luigi Castagna MD, FRCP (C), Paediatric Neurologist; Hans-Christian Raabe MD, MRCP MRCGP Internist; W. André Lafrance MD, FRCP (C), Dermatologist. See http://www.lifesite.net/features/marriage_defence/SSM_MD_evidence.htm extracted 24/03/2005.
14 S. Sarantakos, "Children in three contexts: family, education and social development," Children Australia, 21, (1996), 23-31
15 "Children Need Both A Mother And A Father," NARTH. See http://www.narth.com/docs/needboth.html extracted 27/03/2005.
16 "Sidelining Stability and Security The case against abandoning the current grounds for adoption," The Christian Institute June 2002. See http://www.christian.org.uk/html-publications/adoption_briefing2.htm#c extracted 24/03/2005.
17 Daniel Cere & Douglas Farrow, eds., Divorcing Marriage, (Montreal & Kingston, Ontario: Published for the Institute for the Study of Marriage, Law and Culture by McGill-Queen’s University Press, 2004), p.78.
18 Quote taken from Patrick W. O’Brien, M.P.’s speech delivered in the House of Commons regarding Bill C-38, 38th Parliament, 1st Session, Edited Hansard, Number 061, Contents Monday, February 21, 2005. See 1345-1355 http://www.parl.gc.ca/38/1/parlbus/chambus/house/debates/061_2005-02-21/HAN061-E.htm#Int-1142182 extracted 24/03/2005.
19 Daniel Cere & Douglas Farrow, eds., Divorcing Marriage, (Montreal & Kingston, Ontario: Published for the Institute for the Study of Marriage, Law and Culture by McGill-Queen’s University Press, 2004), pp.151, 152.
20 In the Supreme Court of Canada, In the Matter of Section 53 of the Supreme Court Act, R.S.C., 1985 C. S-26 In the Matter of a Reference By the Governor in Council Concerning the Proposal For an Act Respecting Certain Aspects of Legal Capacity for Marriage for Civil Purposes, as Set out in Order in Council P.C. 2003-1055, Dated the 16th Day of July 2003, Factum of the Intervener The Canadian Conference of Catholic Bishops, (52.), p.26. See http://www.cccb.ca/Files/SupremeCourtMarriage.pdf extracted 24/03/2005.
21 David Limbaugh, Persecution: How Liberals Are Waging War Against Christianity, (Washington, DC, Regnery Publishing, Inc., 2003), 94-110.
22 Linda Harvey, "The World According to PFLAG: Why PFLAG and Children Don’t Mix," NARTH. See http://www.narth.com/docs/pflag2.html extracted 24/03/2005.
23 Peter Sprigg, "The ‘Recruiting’ of Children Into Accepting Homosexuality: How Homosexuality in Schools Furthers an Agenda," Family Research Council. See http://www.frc.org/get.cfm?i=WA03I34#WA03I34 extracted 28/03/2005.
24 In the Supreme Court of Canada, In the Matter of Section 53 of the Supreme Court Act, R.S.C., 1985 C. S-26 In the Matter of a Reference By the Governor in Council Concerning the Proposal For an Act Respecting Certain Aspects of Legal Capacity for Marriage for Civil Purposes, pp. 27-31. See http://www.cccb.ca/Files/SupremeCourtMarriage.pdf extracted 24/03/2005.
25 Maggie Gallagher and Joshua K. Baker, "Do Mothers and Fathers Matter?", iMapp Policy Brief, Institute for Marriage and Public Policy. See http://www.marriagedebate.com/pdf/MothersFathersMatter.pdf extracted 27/03/2005.
26 Susan Brinkmann, "Homosexuality: The Untold Story: Gay Marriage: Who’s Minding the Children?", Part 5 of 6, The Catholic Standard and Times Newspaper for the Archdiocese of Philadelphia. See http://www.cst-phl.com/seventhpartfive.html extracted 27/03/2005.



-->

Entra ne

martedì 22 luglio 2008

La casa di "risposo" per Gay

Campi da tennis, piste da bowling, teatro all'aria aperta, oltre a un centro benessere con piscina, palestra, bar e ristorante. Sono tutte le strutture di cui sarà dotato il primo villaggio per pensionati gay, lesbiche e transgender che verrà costruito in Australia. Il progetto Linton Estate costerà 12 milioni di sterline. Nonostante le polemiche di una comunità di attivisti contrari al progetto, i lavori dovrebbero iniziare nel 2009.

I direttore Peter Dickson ha detto che il villaggio sarà fatto apposta per gli anziani membri della comunità gay e lesbica. "Sia che siano in una relazione stabile o single, tutti vogliono essere circondati da amici", ha detto Dickson. "Vorrei che Linton Estate fosse diverso dalle altre case di riposo per anziani", ha aggiunto.

La struttura sarà costruita vicino Daylesford, città che ospita la più grande comunità omosessuale dell'Australia rurale.


N.B. E' sicuramente un motivo per spingere ad emigrare alcuni lettori rosiconi di questo blog.

lunedì 21 luglio 2008

Secondo Natura Umana, ovvero non siamo bestie.

Uno dei ronzini di battaglia degli omofili, ora spalleggiati dalle leggi di Zapatero che ci equiparano alle scimmie, è il portare esempi di omosessualità animale a sostegno della naturalità della cosa. Contenti loro di vantare origini bestiali, in compagnia delle Teorie non dimostrate di Darwin, autonegandosi l' Anima, bene prezioso che ci differenzia dai nostri simpatici amici. In realtà dopo le legittimizzazioni dei matrimoni omosessuali, sulla base della comparazione con gli animali, dovremmo in futuro aspettarci in pratica di tutto.

Cominciando dalla legalizzazione della pedofilia, poichè sia TALPE che ERMELLINI hanno l'abitudine di accoppiarsi con esemplari non ancora sessualmente maturi. Poi dello stupro, praticato comunemente non solo dai RAGNI, ma anche da moltissimi MAMMIFERI ERBIVORI e soprattutto dalle OCHE e dalle ANATRE. Singolare è il caso degli SCARABEI D' ACQUA, dove i maschi, tenendo ferme le loro compagne sotto il pelo dell' acqua, quasi le affogano, lasciandole respirare solo se stanno per morire, ma vigilando che non abbiano altre forze per accoppiarsi con altri maschi. I DELFINI DAL NASO A COLLO DI BOTTIGLIA arrivano a praticare lo stupro di gruppo, inseguendo per settimane una sola femmina, che sottopongono alle loro voglie a turno, dopo averle chiuso ogni via di fuga. Agli inizi degli anni Novanta, nel Parco Nazionale di Pilaneberg in Sudafrica si registrarono violenze sessuali da parte di giovani ELEFANTI maschi ai danni di poveri RINOCERONTI, spesso uccisi dopo l'atto.


Il cannibalismo sessuale è un' altra pratica assai diffusa nel mondo animale: non solo è noto il caso della MANTIDE RELIGIOSA, ma anche moltissimi RAGNI femmina divorano il partner dopo l'accoppiamento, mentre la PULCE D' ACQUA si pappa il maschio anche durante il rapporto.


Più di un etologo, oltre a Kees Moelliker del Museo di Storia Naturale di Rotterdam, ha riscontrato casi diffusi di necrofilia tra i GERMANI REALI; lo studioso olandese registrò un rapporto di 75 minuti. Rivelatosi poi pure tra animali dello stesso sesso. La necrofilia è pure praticata dal ROSPO DELLE CANNE.


Arriviamo poi ai casi di omosessualità spesso citati dagli omofili: non sono esempi edificanti. Prendiamo il caso dei CIGNI MASCHI AUSTRALIANI: dopo aver attivato una realazione a tre con una femmina, dopo la deposizione delle uova la cacciano in modo violento dal nido e si occupano loro della cova. Mentre i PINGUINI citati da Ruggero a cui ho promesso una risposta, probabilmente quelli dello Zoo di New York, hanno covato uova rapinate, è il caso di dirlo, perchè l' azione fu accompagnata da minacce e violenze, a povere madri.


Tra gli animali poi, l' ELEFANTE MARINO ha un harem valutabile in almeno cento femmine, lasciando però a secco i maschi meno forti e possenti. Mentre le orge sono pratica diffusa tra molti animali marini, dai DELFINI fino ai CAVALLUCCI MARINI; arrivando fino alle scimmie care a Zapatero, come gli SCIMPANZE' ed i BONOBO, quest' ultimi, nella foto, bisessuali.


Come si vede,dunque, se vogliamo equipararci alle bestie, siamo su un' ottima strada...



Entra ne

giovedì 17 luglio 2008

Ho scoperto questa cosa che riporto, onestamente ne ammetto la precedente ignoranza.

http://www.britopian.com/images/nambla.jpg

North American Man/Boy Love Association (NAMBLA)

I pezzi in corsivo sono citati da un commentatore anonimo del mio blog

Detto così la classica americanata con una sigla tanto impronunciabile quanto ridicola. E invece.. Partiamo da zero: la NAMBLA è una delle associazioni per i diritti gay che esistono al mondo. Niente di speciale quindi. La NAMBLA negli anni '80 partecipò alla fondazione dell'ILGA ( International Lesbian and Gay Association ).

L'ILGA è un'associazione che raccoglie tutte le associazioni per i diritti dei gay. Ad esempio l'italiana arcigay fa parte dell'ILGA. ARCIGAY Italia fa parte dell'ILGA. Associazione fondata, fra gli altri, dalla NAMBLA.

Se si va sul sito della NAMBLA, su "Who we are" ci sono i punti chiave del loro programma.

Promuovono la pedofilia "consensuale", ovvero premono perchè sia legale che un adulto abbia rapporti sessuali con un bambino, purché questo consenziente. Il logo infatti presenta una M grande (Man) che si "scontra nel retro" di una B piccola (boy).

Nella International Lesbian and Gay Association (ILGA) era rappresentata anche l'organizzazione per l'emancipazione della pedofilia: la North American Man-Boy Lovers Association (NAMBLA). le battaglie comuni di ILGA e NAMBLA prima della separazione:

1) Nel 1985, ILGA adottò una posizione sull'«età del consenso/Pedofilia/ Diritti dei bambini» che sollecitava le organizzazioni aderenti a "far pressione sui propri governi perché abolissero la legge sull'età del consenso" 2)Nel 1986, ILGA adottò una posizione con cui affermava di "appoggiare il diritto dei giovani all'autodeterminazione sessuale e sociale"
3) Nel 1988, ILGA dichiarò che "le attuali leggi sull'età del consenso tra persone dello stesso sesso spesso agiscono per opprimere e non per proteggere (...) e che perciò le organizzazioni aderenti sono sollecitate a considerare come meglio consentire a bambini, adolescenti e persone di ogni età di ottenere maggior potere, dando loro sostegno contro la coercizione e l'oppressione sessuale".

Questo discorso, nato in seguito alla mia opposizione ferma al considerare altre interpretazioni che non fossero pedofile agli scritti del Mieli, mi ha lasciato talmente stupefatto che ho dovuto riportarlo... con questo intervento resto definitivamente stupito! Non pensavo ci fosse una tale affinità tra associazioni di stampo chiaramente pedofilo e associazioni di stampo omosessuale... ma evidentemente non è stato così.

Veritas79

Entra ne

lunedì 30 giugno 2008

L'ideologia del "GENDER" ? Una bufala pazzesca.

Stimolato da Fiamma, mi sono ricordato di un libro di Dale o' Leary "Maschi o femmine ? La guerra del genere" Rubettino 2006. Di cui pubblico una recensione da TotusTuus:

"Il libro della O’Leary, uscito di recente in traduzione italiana, si inserisce egregiamente in quel filone di opere che denunziano il modo sconcertante con cui l’O.N.U. e la Comunità europea stanno gestendo i problemi legati ai c.d. temi etici: contraccezione, aborto, matrimoni tra omosessuali ecc. Prima di esso, in Italia, erano infatti già usciti il testo di Mons. M. Shooyans ‘Il volto nascosto dell’ONU - Verso il governo mondiale’ (ed. Il Minotauro, 2004) ed il, forse, più noto ‘Contro il cristianesimo –L’ONU e l’Unione europea come nuova ideologia’ di Eugenia Roccella e Lucetta Scaraffia (ed. Piemme 2005). Merito non ultimo di questi libri è l’introdurre il lettore nell’universo, assai poco conosciuto, delle attività di questi organismi internazionali che in genere non assurgono all’onore della cronache perché fatte di lavoro di commissioni, di convegni di esperti, di documenti preparatori che spesso si svolgono in sottotono in concomitanza con altri eventi durante i quali i riflettori sono invece puntati sul questo o quel capo di governo di passaggio o su altri fatti più mediatici.
Il libro della O’Leary si segnala perché descrive l’ideologia del cosiddetto femminismo radicale e la sua attività diretta condizionare l’opera dell’ONU. Premessa fondamentale di tale descrizione è la spiegazione del termine prospettiva di genere che, correttamente, l’autrice pone all’inizio del libro. Con tale espressione (apparentemente neutra), i movimenti femministi ed omosessuali indicano infatti la pura e semplice sostituzione del naturale riconoscimento della dualità dei sessi e della loro complementarità con la concezione secondo cui maschio o femmina sarebbero solo un portato del costume ed, inoltre, che nella realtà esisterebbero ben più di due sessi o, meglio, generi. Ai due ben noti si aggiungerebbe infatti quello omosessuale maschile, l’omologo femminile e l’androginia con tutte le loro possibili varianti. E’ su tale teoria, nata decenni orsono -prima che gli studi sul Dna tagliassero corto sul punto e ciononostante diffusasi per spinte politiche più che meriti scientifici- che si fonda l’ideologia secondo cui ciascuno deve essere libero di scegliersi autonomamente il genere di appartenenza. Come logica conseguenza, gli ordinamenti pubblici dovrebbero favorire la libera determinazione di ognuno valutando in modo identico ogni sua possibile scelta. Ne derivano ulteriormente l’assoluta uguaglianza dell’unione tra omosessuali con ogni altra, la loro possibilità di adottare bambini, l’incentivazione ad un uso del sesso libero da parte di chiunque fin dalla più tenera età perché egli possa così esplicare liberamente la sua reale identità sessuale ecc. Quanta strada tali idee abbiano percorso, lo dimostra, ad esempio, il fatto che la Regione Toscana, prima in assoluto in Italia, si è già dotata di una legge (n.63 del 15.11.2004) che fa propria l’ideologia indicata. L’art. 1 di essa infatti così testualmente dispone: “1. La Regione Toscana adotta… politiche finalizzate a consentire a ogni persona la libera espressione e manifestazione del proprio orientamento sessuale e della propria identità di genere, e promuove il superamento delle situazioni di discriminazione. 2. La Regione Toscana garantisce il diritto all'autodeterminazione di ogni persona in ordine al proprio orientamento sessuale e alla propria identità di genere”.
Così messo a fuoco l’argomento, ci sono poi almeno altri tre punti del libro della O’Leary veramente interessanti. Il primo di essi è dato dal giusto risalto che esso da alla totale sparizione nel movimento femminista di ogni sia pur minimo accenno alla primaria funzione della donna in campo sessuale: la maternità. Alle molte femministe ben inserite dentro l’ONU ed i suoi organismi paralleli, non importa infatti che le donne dei paesi poveri possano diventare madri con adeguate tutele sanitarie ed economiche: interessa invece che usino contraccettivi, che abortiscano che siano sterilizzate quando non addirittura che si convertano all’omosessualità. Ed è proprio al rispetto di tali fini deviati che spesso esse riescono a subordinare l’erogazione degli ingenti finanziamenti di cui le Nazioni Unite dispongono. Un altro aspetto di rilievo del libro risiede nell’individuazione del nucleo fondamentale dell’ideologia femminista nel marxismo-leninismo; con la sola variante per cui la lotta di classe è spostata dai temi economico-politici a quelli relativi alla liberazione sessuale intesa nel senso anche dell’abolizione di ogni precisa identità sessuale. Rimangono costanti invece tutti gli altri punti di forza di tale ideologia: materialismo, critica della società occidentale o borghese, lotta fino l’eliminazione dell’avversario, non esclusione dell’uso di ogni mezzo possibile di lotta comprea la violenza a cominciare dal linguaggio. Infine merita di ricordare le avvincenti descrizioni del reale vissuto delle due Conferenze ONU tenutesi rispettivamente a Il Cairo nel 1994 ed a Pechino nel 1995. Con concretezza tipicamente americana, la O’Leary infatti descrive le ampie complicità di cui le associazioni femministe radicali godono all’interno delle burocrazie ONU: una complicità che da loro la possibilità di condizionare i lavori, di programmare tendenziosamente l’ordine degli interventi, di costruire i testi preparatori e le loro traduzioni su cui i delegati sono chiamati a votare. Basti pensare alla difficoltà di cogliere le sfumature linguistiche e la loro soggiacente ideologia; ne deriva che molti, ad esempio, votano senza rendersi conto della diversa portata delle parole ‘sesso’ e ‘genere’. Ma la O’Leary da anche conto della non meno tenace azione di gruppi, ancorché di minoranza, composti dalle attiviste che, come lei, ripudiano il femminismo radicale e che, con l’aiuto dei pochi politici disposti a dare loro una mano, tentano di arginare il dilagare del linguaggio e dei deliberati femministi.
Concludendo, si tratta di un’opera che, nell’età della globalizzazione, aiuta a spostare l’attenzione dai luoghi della politica nazionale, spesso svuotati di potere effettivo, ai nuovi laboratori politici mondiali. E’ lì, infatti che, a suon di finanziamenti decisi da oscuri burocrati che li condizionano all’attuazione di politiche abortiste o di genere, di deliberati di commissioni composte di pochissimi sedicenti esperti destinati però a diventare trattati internazionali e, dunque, leggi dei singoli stati, si determinano davvero gli orientamenti politici degli anni a venire. Quanto invece, i politici ignorino ciò che avviene in tali consessi e che fisserà invece i confini della loro azione, è constatazione assai facile: ed è dunque anche questo un buon motivo per la lettura di libri di questo genere. ". Andrea Gasperini.


Ed un' intervista con la O' Leary stessa,tratto da "TEMPI":


"L'autrice di "Maschi o femmine?" racconta come i reduci del '68 hanno conquistato il Palazzo di vetro e ne ha fatto un formidabile strumento di propaganda.


Cambia l'oggetto, ma il metodo (di successo) rimane invariato. L'aveva smascherato Augustin Cochin in un memorabile saggio sugli inizi della Rivoluzione francese, dove mostrava tutti i meccanismi attraverso cui una minoranza determinata e combattiva riesce a imporre la sua volontà ad assemblee incerte e divise, in modo tale che alla fine il risultato, in realtà previsto e astutamente pilotato, appaia come una spontanea decisione collettiva. L'hanno riutilizzato a iosa i sessantottini, che sono così riusciti a far passare come "movimento degli studenti" le velleità di gruppuscoli scapestrati. Ma chi pensasse che, passata la sbornia rivoluzionaria, le manovre per manipolare assemblee e opinioni pubbliche fossero andate in pensione, deve ricredersi: sono semplicemente emigrate dai campus universitari ai felpati saloni dell'Onu. «I profughi dell'ideologia degli anni Sessanta hanno trovato un paradiso all'interno delle Nazioni Unite, dove continuano a promuovere cause stantie con la solita retorica della marea conservatrice che dilaga negli Stati Uniti e nelle altre nazioni. Marciatori per la pace degli anni Sessanta, promotori di una nuova religione, difensori del governo del mondo e ambientalisti radicali. A loro si sono aggiunte le femministe la cui ideologia postmoderna è stata coltivata nei campus accademici dalle attiviste lesbiche militanti».Non si fa pregare per chiamare le cose col loro nome, Dale O'Leary. Medico, membro della Catholic Medical Association, da sempre in prima fila nelle battaglie pro-life e pro-family. Una dozzina d'anni fa si trovò coinvolta, quasi per caso, nei lavori delle conferenze Onu sulla popolazione, prima al Cairo e poi a Pechino. Fu lì che scoprì come andavano le cose: «Agli incontri preparatori le organizzazioni pro-famiglia non venivano né informate né invitate, e coloro che riuscivano a scoprire l'esistenza di una conferenza trovavano ostacoli alla partecipazione. Al Forum è stata data pochissima pubblicità. Gli incontri, i luoghi, i tempi dei lavori e i temi che dovevano essere trattati non venivano annunciati in tempo utile. Sono state negate le credenziali a un gran numero di donne che non facevano parte del gruppo delle femministe. Coloro che erano riuscite a presenziare al Forum si sono accorte che i loro contributi alla discussione venivano ignorati e le loro dichiarazioni di dissenso non venivano inserite nel rapporto della segreteria, nonostante fosse stato loro assicurato il contrario». Tuttavia, la variegata banda dei rappresentanti pro-family (cattolici, protestanti, musulmani, indù, più scampoli vari, arrivati al Cairo senza un piano e spesso senza conoscersi l'un l'altro) riuscì a mettere in piedi un'opposizione che fermò almeno le tesi più estremiste.Tutta quella storia, con i suoi oscuri retroscena, è raccontata dalla O'Leary in un libro da poco tradotto in italiano, "Maschi o femmine?" (Rubbettino). "Tempi" ha colto l'occasione per contattarla e chiederle un aggiornamento sulla situazione.


Dottoressa O'Leary, perché è tanto importante la questione del "genere"? Perché tanta enfasi negativa sul fatto che il termine "genere" rimpiazzi la parola "sesso"?Dale O'LEARY: Perché è la chiave intorno a cui, da vent'anni, gira tutto il tentativo di buttare all'aria l'ordine naturale del mondo, senza darlo a vedere. Adottare una prospettiva di genere, spiega un documento dell'Instraw, un istituto che fa parte dell'Onu, significa «distinguere tra ciò che è naturale e biologico e ciò che è costruito socialmente e culturalmente, e rinegoziare i confini tra il naturale e la sua inflessibilità, e il sociale». In parole povere, rifiutare l'idea che l'identità sessuale sia iscritta nella natura, nei cromosomi, e affermare che ciascuno si costruisce il proprio "genere" fluttuando liberamente tra il maschile e il femminile, transitando per tutte le possibilità intermedie. Le parole non sono innocenti. La strategia delle femministe radicali (o della "sinistra sessuale", come la chiamo io, che comprende anche attivisti gay e professionisti dell'educazione sessuale) fa passare sotto termini apparentemente generici contenuti ben definiti. Ad esempio uno degli organismi più attivi in questa battaglia contro la famiglia e per l'omogeneizzazione dei sessi, il Comitato permanente per l'attuazione del Cedaw (Convention on the Elimination of all Discriminations Against Woman, una sorta di carta dei diritti delle donne, adottata dall'Onu nel 1979, ndr), si dichiara neutrale rispetto all'aborto, termine che non compare mai nei suoi documenti; però quando parlano di "salute delle donne" intendono principalmente la lotta alla maternità, e i fondi per la "salute delle donne" vanno pressoché interamente a programmi per la diffusione della contraccezione e dell'aborto. Una delle attività più impegnative delle organizzazioni pro-life è monitorare costantemente i documenti dell'Onu, sempre ispirati dai gruppi della sinistra sessuale, per snidare i termini a prima vista innocenti che nascondono invece precise strategie.Restiamo sulla questione dei finanziamenti. Nel suo libro cita un operatore sanitario del Kenya: «I nostri scaffali sono pieni di pillole anticoncezionali, preservativi e spirali, ma non c'è una medicina». È ancora così?Dale O'LEARY: Sì, nell'Africa subsahariana la sinistra sessuale continua a sostenere il preservativo come strategia per risolvere il problema dell'Aids, e si continuano a sperperare milioni in preservativi. Mentre le campagne a favore della fedeltà coniugale sono molto più efficaci, come dimostra il caso dell'Uganda. Si è anche scoperto che gli affetti da malaria sono molto più esposti al rischio di contrarre il virus Hiv, perciò le campagne antimalaria sponsorizzate dal presidente Bush, che nei paesi in cui sono state applicate hanno ridotto i casi a meno del 10 per cento, sono al tempo stesso un mezzo di lotta all'Aids molto più efficace dei preservativi. Ma gli interessi economici si sposano con quelli ideologici.Vuole spiegare quali sarebbero gli interessi economici e ideologici che si intrecciano nella "sinistra sessuale"?Dale O'LEARY: Le faccio un esempio. Nell'aprile scorso il "New York Times" pubblicò un articolo in cui si raccontava di una donna di El Salvador condannata a trent'anni per aver abortito. El Salvador è uno dei pochi paesi in cui l'aborto non è legale, e il fatto scatenò una violenta campagna contro il paese. Un gruppo pro-aborto, Ipas, lanciò una raccolta di fondi per sostenere una campagna di opinione in Salvador e per appoggiare le istanze di scarcerazione della donna. Poi rimbalzò la notizia che la donna non era stata affatto condannata per aver abortito, ma per aver strangolato la figlia, nata a termine viva e vegeta. Ma il quotidiano ha resistito fino ai primi di gennaio prima di pubblicare, con mille distinguo, la verità. Nel frattempo è venuto fuori che il traduttore che aveva passato la notizia al giornalista del "New York Times" era legato a Ipas, e che Ipas, tra le sue svariate attività, annovera anche la vendita per telefono di una pompa a vuoto per l'aborto fai-da-te. È abbastanza chiaro?Nel suo libro paventa che queste lobby arrivino addirittura a fare pressioni su interi paesi, facendo in modo che la concessione di aiuti internazionali sia legata all'accettazione di programmi che includano contraccezione e aborto. Funziona davvero così? Dale O'LEARY: Esattamente. Si è appena conclusa la trentasettesima sessione di quel Comitato permanente per l'attuazione del Cedaw di cui abbiamo detto. Ebbene, il suo lavoro è consistito principalmente nel mettere sotto accusa i pochi paesi che ancora fanno politiche pro-family, come la Polonia, biasimata perché promuove la diffusione dei metodi naturali piuttosto che la contraccezione chimica, difende l'obiezione di coscienza dei medici antiabortisti, non rimborsa il costo dei contraccettivi. Il rappresentante polacco ha risposto che, date le ristrettezze del budget per la sanità, il suo governo considera che i medicinali salvavita siano più importanti dei contraccettivi per la salute delle donne. Del resto, ormai nei documenti Onu si scrive salute ma si legge sessualità senza frontiere. Pensi che perfino nel rapporto 2007 dell'Unicef sullo stato dell'infanzia nel mondo, appena pubblicato, si dice che il problema maggiore per la crescita dei bambini è il benessere della madri, che può essere garantito solo dalla diffusione di programmi per l'uguaglianza di genere. Sulle azioni per combattere le malattie che si portano via ogni anno decine di milioni di bambini solo poche righe. L'ideologia del genere si è ormai infilata ovunque. Questo vuol dire milioni di dollari che vanno di qui piuttosto che di là.«Quello che è successo a Pechino - scrive lei - è importante perché ciò che è stato pianificato in quella sede raggiungerà ogni città, ogni scuola e anche ogni settore degli affari, a meno che tutto ciò non venga divulgato e non ci sia qualcuno che si alzi in piedi per dire il suo no». La ritiene una profezia che si è avverata?Dale O'LEARY: Ahimé sì. Nelle università americane l'identità di genere è ormai un luogo comune. E contribuisce ad avvelenare i nostri ragazzi. Nei nostri campus, negli ultimi anni, il numero degli studenti depressi è raddoppiato e quello dei suicidi triplicato. In un libro appena pubblicato, "Unprotected", una dottoressa del servizio sanitario dell'Università della California rivela come nei centri di salute e di orientamento universitari il buon senso ormai è stato rimpiazzato dalla politica radicale. La sua professione, scrive, è stata sequestrata dagli "attivisti radicali" e gli studenti sono le vittime delle loro teorie: nessuno più ha il coraggio di dire ai giovani quali siano le inevitabili conseguenze di comportamenti sessualmente ambigui o senza freni. Tuttaltro: vengono incoraggiati ad adottare comportamenti che finiscono per distruggerli.Dunque non c'è scampo alla pervasività della "sinistra sessuale". O c'è?Dale O'LEARY: Nella contea di Mongomery, nel Maryland, recentemente c'è stato un tentativo di introdurre un programma di educazione sessuale esplicita nelle scuole di tutti i livelli. I genitori hanno portato il distretto scolastico in tribunale e sono riusciti a fermare l'operazione. Evidentemente c'è ancora qualcuno che si alza in piedi a dire il suo "no".


La battaglia continua. " di Roberto Persico.


Entra ne

sabato 28 giugno 2008

Gli omosessuali ? Terra fertile per il Capitalismo.

Spesso ho scritto che dietro la lobby omosessuale c' è un potente giro di affari, dato che l'omosessuale è portato a spendere e spandere, meglio se griffato e/o pacchiano. E così come il logo di un volgare assassino, creatore di goulag per bambini come Ernesto Che Guevara è diventato fonte di guadagno per il Mercato che dovrebbe essergli ostile, ecco che la gaiezza è diventata oggetto di speculazione: meglio un mondo di pederasti gaudenti e spendaccioni, magari senza preoccupazioni di marmocchi, piuttosto che Famiglie occulate ed attente, preoccupate di crescere ed educare la prole a dare un giusto valore e significato al denaro.

A conferma di ciò, ho trovato stamane, mentre cercavo voli per le solite Familiari vacanze settembrine, nel sito dell' Air New Zealand uno spazio intero dedicato ai sodomiti d'ogni paese:

http://www.airnewzealand.com/bookings/gayandlesbiantravel/default.htm

Altro che discriminati e ghettizzati: sono le nuove mucche da mungere !

Eppoi dicono che ce l'ho con i paesi protestanti... Pure un volo rosa annuale, gli organizzano !

Entra ne

A proposito di bigotti...

Indovinate chi ha detto queste parole:

"La Chiesa potrebbe
essere la guida, grandiosa, ma non
autoritaria, di tutti coloro che rifiutano
il nuovo potere consumistico che è
completamente irreligioso; totalitario;
violento; falsamente tollerante, anzi,
più repressivo che mai".

Come diceva un gioco della Settimana Enigmistica, "se non lo trovate ve lo dirò io"...

Entra ne

giovedì 26 giugno 2008

Dopo i matrimoni omo, pronti a sposare una scimmia ?

Riprendo pari pari il mio post odierno dal mio blog, perchè un poco avevo previsto tale futuro: un matrimonio con Cita...

"Nella Spagna di Zapatero la realtà supera la fantasia, ormai. Anche se in Secondonatura, pure recentemente, avevo ricordato Caligola che elevò al rango di Senatore il proprio cavallo. La Spagna, che preferisco ricordare come strenua combattente della Fede Cattolica, dei Matamoros e dell' Assedio dell' Alcazar, ieri ha approvato il progetto Gran Simios, dopo due anni di discussione. In pratica si è stabilito che le scimmie avranno pari diritti, o quasi, degli esseri umani: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=271912 .
Dunque non è difficile ipotizzare che in un futuro non lontano, di questo passo, il buon Zapatero, dopo aver legittimizzato i matrimoni tra persone dello stesso sesso, potrà dare il via a matrimoni ancor più liberi: si comincerà, si presume, tra un essere umano ed una bertuccia dagli occhi languidi, poi, per non discriminare nessuno, tarzan scapperà con un gorillone peloso ed una neo-amazzone impalmerà una scimpanzè bisessuale. E via dicendo: via alla coppia con il proprio Fido, o col canarino Titty, per arrivare a chi vorrà plurimatrimoni con formiche e scarafaggi, nel nome del multiculturalismo.
Neanche Darwin sarebbe arrivato a pensieri del genere, elaborando quella Teoria che tale rimane, ma che nelle scuole italiane viene insegnata come certezza. Nemmeno Gian Gastone, l' ultimo della famiglia dei Medici, che forse non ebbe pari nella storia per le sue nefande orge coi Ruspanti, ragazzini poverissimi di cui si circondava, abbruttendosi in vino, cibo e vomito, avrebbe mai sognato tali abomini. Se l' Italasia è messa male, la Spagna è sull' orlo del baratro !"

Entra ne

Come i gay manipolano le notizie.

Sono più nervoso del solito.

Sul mio blog personale è venuto un signore, stanotte, a gongolare per la recente notizia riguardante Andrea Camperio Ciani, psicologo del comportamento, e i matematici Giovanni Zanzotto e Paolo Cermelli dell'università di Padova. Essi affermano secondo un modello matematico che esistano predisposizioni genetiche all'omosessualità. Ora, che questo fatto sia di indubbio interesse e vantaggio per le comunità gay (che già esultano quasi la cosa fosse vera al cento per cento) nessuno potrebbe sconfessarlo. Però c'è un però. Nell'intervista fatta agli studiosi, esiste un passaggio che non viene riportato da blog e siti omosessuali (tanto per citarne uno, gay.tv... oppure per dirne un altro il blog del caro Thai-cocco).

Io ve lo riporto, di modo tale che questa forma di oscurantismo venga quanto meno aggirata.
Il passaggio dice:

Domanda:"Un ritornello abituale: gay si nasce o si diventa?
Risposta: «Si diventa, perché l’omosessualità non è determinata dai geni in maniera esclusiva ma piuttosto dalla combinazione dei fattori genetici con l’esperienza personale e le occasioni sociali. Un esempio? Se lei ed io trascorressimo una quarantina d’anni in galera, probabilmente diventeremmo inclini ad avere rapporti sessuali con altri uomini anche se ciò non è scritto nel nostro codice. Insomma la cosiddetta “predisposizione genetica” esiste, ma da sola non è determinante»."

Appare quindi palese come sia per l'esempio (di certo non favorevole ai gay), che per il fatto in sè, le notizie non applaudite dai gay vengano taciute e l'informazione venga da loro manipolata.

A mio modo di vedere l'autore dello studio fa trasparire un'informazione importane: anche lui pensa che NON SI NASCA GAY e conferma ancora quello che da sempre dico nel mio blog.

Cari omosessuali, imparate a dire la verità, tutta la verità, nient'altro che la verità.

Come faccio io.

Veritas79

Entra ne

mercoledì 18 giugno 2008

Auto-ghettizzazione.

Io mi chiedo: come fanno gli omosessuali a considerare la loro inclinazione "naturale" come il colore dei capelli o della pelle e poi....
http://www.friendlyversiliacup.it/
...organizzare tornei di pallavolo solo per omosessuali/transessuali?
Avete mai sentito parlare di un torneo di calcio per soli neri?E un campionato di basket per soli biondi?

Ovviamente no, perché essere neri non è una scelta, e neanche essere biondi.

Veritas79

Entra ne

martedì 17 giugno 2008

La chiesa anglicana da Enrico VIII a due sul pianerottolo

Uno si domanda come sia possibile che la Chiesa Romana sia in auge da duemila anni (facciamo 1700 considerando come momento di arrivo al “potere” l’Editto di Costantino).
Riflette e la paragona a quel che vede intorno nelle altre religioni.
Vede una religione, l’islam, che per bocca dei suoi ayatollah e imam capeggia ogni rivoluzione violenta, nel solco dell’insegnamento del suo profeta Maometto che Dante – non a caso – sprofondò all’Inferno.
Vede religioni minori ancora tribali.
Altre strettamente legate alle vicende locali.
Vede la chiesa cosiddetta “protestante” divisa in sette.
E la chiesa anglicana … con vescovi che celebrano un matrimonio tra due di loro del medesimo sesso.
Interessante questo aspetto, perché la chiesa anglicana nacque – a memoria posso sbagliare la data di qualche anno - sul finire degli anni venti del XVI secolo (a me verrebbe in mente il 1529) per compiacere la volontà di cambiare mogli di Enrico VIII.
Roma non gli consentì di separarsi da Caterina d’Aragona e lui prese cappello e per sposare Anna Bolena si fece la “sua” chiesa.
Naturalmente chi è esperto o solo conoscitore della storia inglese sa che le cose non sono così lineari e che i motivi erano altri, più strettamente politici, di politica internazionale, ma gli appetiti sessuali di Enrico VIII, l’attrazione che le donne suscitavano in lui, sono attestati molto forti.
La chiesa anglicana, dunque, nacque anche, se non “per”, la volontà di Enrico VIII di avere campo libero nella scelta e nel ripudio delle mogli.
Tra le notizie che arrivano dall’Inghilterra in questi giorni spicca, per la materia trattata in questo blog, l’esibizione di stampo circense di un paio di vescovi anglicani che hanno deciso di sposarsi tra loro, pur essendo dello stesso sesso.
In pratica la chiesa anglicana sembra passare da Enrico VIII, grande amatore, a una, alquanto squallida, delle peggiori parodie di due sul pianerottolo.
Uno si chiede come mai la Chiesa Cattolica è ancora solida.
La risposta la possiamo avere proprio su vicende come queste che nella Chiesa Cattolica non troverebbero spazio.
La chiesa anglicana, nata anche per un re grande amatore delle donne, rischia di sprofondare per i capricci sessuali di un paio dei suoi vescovi.

Entra ne

lunedì 9 giugno 2008

Secondo Natura, primo anno

Sabato 9 giugno 2007 apparve questo post che diede il via a questo blog.
Normalmente si cerca di ricordare una ricorrenza snocciolando una sorta di bollettino della vittoria, per accessi, commenti e consensi.
Noi li abbiamo (aggiungerei anche il numero di Autori che, poco alla volta, si sono resi disponibili) ma il segnale di maggior successo è dato dai commenti "adrenalinici" (eufemismo) che spesso non passiamo e che ci danno la misura di quanto abbiamo colto nel segno con la creazione di questo blog.
Abbiamo pestato i piedi alla lobby omofila che pensava di avere praterie immense sulle quali far galoppare la sua propaganda.
Noi (e non solo noi) abbiamo posto un primo mattone per frenarla.
Ed è una battaglia di Civiltà, la nostra, perchè proprio l'aggressività e l'intolleranza che ci viene riversata contro dimostra quanto siamo ancora lontani da un rispettoso dissenso nei confronti delle idee altrui.
La nostra è una battaglia di Civiltà perchè riafferma il diritto alla libertà di parola e di opinione, contro l'omologazione al pensiero massificato e massificante che ha nel "politicamente corretto" la sua punta apicale.
Le idee per continuare questa battaglia di Civiltà sono tante, come la trasformazione di Seconda Natura in una Associazione.
Purtroppo il tempo è poco e questo è un grosso limite anche per il blog che non registra la continuità nei post che consentirebbero una crescita ancora maggiore.
Ma non disperiamo.
Sappiamo che i nostri maggiori pubblictari sono proprio quelli che commentano "adrenalinicamente": parlate di noi, parlatene anche male, purchè parliate di noi.

Entra ne

venerdì 6 giugno 2008

Una battaglia di Civiltà

Una firma contro il gay pride a Bologna.
Non conosco chi ha promosso questa petizione online che ho trovato per caso linkata in un commento in un blog che frequento, ma non esito a condividerne lo spirito.
Da Bolognese, da Italiano, da Persona Civile.
Bologna è già sufficientemente devastata da 4 anni (e ne ha ancora per un altro, oltre alla minaccia di una riconferma) da un sindaco estraneo al tessuto sociale e all'anima della città e della sua popolazione.
Siamo scivolati in basso in tutte le classifiche positive e schizzati in alto in tutte quelle negative (come l'ultima del Sole 24 Ore sulle rapine che segnala Bologna seconda solo a Rimini).
Bologna come non merita l'attuale giunta, così non merita di vedere le sue strade, i suoi vicoli, i suoi palazzi, sfregiati da una manifestazione di mera ostentazione e provocazione.
Ma se si reagisse, come si dovrebbe ad una provocazione offensiva, verrebbero sanzionati dallo stato non i provocatori, ma chi esercitasse la reazione.
Allora non ci resta che sostenere la reazione con la Forza delle Idee, della Civiltà, della Parola, del Pensiero.
Una Forza che nessuno potrà mai impedire di manifestarsi e che, in questo caso, vede l'adesione e la diffusione di una petizione online che si invita a firmare.
Auspicando che tutte le iniziative, timide e sparse, che stanno nascendo per contrastare le già ben organizzate lobbies omofile, possano trovare un punto di incontro per efficientare la propria battaglia di Civiltà.

Entra ne

mercoledì 28 maggio 2008

Propaganda e strumentalizzazione omofila

Un paio di commenti al post di Ares hanno ricordato altrettanti “casi” assurti agli onori della cronaca e che hanno visto protagonisti due omosessuali.
Un conduttore radiofonico (o similare) e un diciottenne palermitano.
Il primo ha preso un po’ di botte da sconosciuti, il secondo è stato ferito a coltellate dal padre.
Nel secondo caso a fare da detonatore della violenza è stata la confessione della omosessualità del ragazzo che ha ferito profondamente il padre la cui reazione era intesa a lavare l’onta e salvare l’onore della famiglia.
Nel primo caso i clan omofili si sono subito scatenati attribuendo lo scontro alla natura omosessuale del conduttore, ma non ci è dato realmente conoscere i veri motivi per i quali due persone lo hanno atteso e lo hanno aggredito.
Entrambi i casi, però, sono stati strumentalizzati dalla lobby omofila per la sua propaganda.
Non serve ricordare come, nelle più varie occasioni, durante una partita di calcio come all’uscita dalla discoteca, accadono risse, a volte anche con conseguenze ben più gravi di quel paio di bernoccoli provocati al conduttore radiofonico.
Come non serve ricordare quanto sia purtroppo diffusa la violenza dei “padri padroni” nei confronti dei propri figli, che a volte sfocia in omicidi o in reazioni con uguale risultato.
Proprio questi due episodi ci ricordano come siano bene organizzati gli omosessuali, con le loro teste di ponte nell’informazione che fornisce ampio risalto alla loro versione dei fatti ed alle loro tesi che, immancabilmente, sfociano nel piagnisteo della presunta discriminazione.
Anche dopo questi casi, infatti, capitati proprio a fagiolo dopo le coraggiose dichiarazioni del Ministro Mara Carfagna, abbiamo ascoltato e letto le abituali rivendicazioni di leggi ad hoc, di privilegio a favore degli omosessuali, adducendo, appunto, una presunta discriminazione.
Siamo arrivati al punto che è stato richiesto un inasprimento delle pene per chi aggredisce un omosessuale.
Dovrebbero spiegare quale valore aggiunto fa sì che una rissa in cui è coinvolto un omosessuale o un padre che picchia un figlio omosessuale comporti una pena maggiore rispetto ad una rissa o ad una violenza del “padre padrone” su chi omosessuale non è.
Se non sono pretese di privilegio queste … !

Entra ne

martedì 20 maggio 2008

Grazie, Mara

La giovane e bella Ministro per le Pari Opportunità ha osato l'inosabile: negato il patrocinio alla festa degli omosessuali che si terrà a fine giugno a Bologna.
Non solo, ha anche negato che le richieste omosessuali meritino attenzione perchè non esiste alcuna discriminazione nei loro confronti, mentre ad essere soggetti meritevoli dell'interessamento del suo ministero sono e devono essere donne, disabili, bambini, cioè coloro ai quali viene realmente negata la par condicio nei confronti delle altre persone.
A parte la considerazione che anche per le donne direi che si sia realizzata la piena parità, per cui sono da considerarsi tutt'altro che soggetto debole, la dichiarazione della Carfagna ha colpito al cuore le "rivendicazioni" degli omosessuali che, infatti, hanno reagito con commenti totalmente fuori dalle righe.
Aggiungerei anche che è improprio parlare di "diritti" omosessuali raggiunti, perchè non esiste un diritto che debba essere tale rivolto agli omosessuali, bensì esistono i diritti che sono riconosciuti a tutti i cittadini e che non sono mai stati negati agli omosessuali.
Semmai è ancora in atto un tentativo di far riconoscere agli omosessuali dei privilegi che verrebbero a costare a tutti i cittadini.
Come il patrocinio - che significa spendita del nome ma anche finanziamenti pubblici - per una manifestazione, spesso squallidamente volgare, che interessa solo gli omosessuali e limita la libertà dei cittadini della città in cui si svolge.


Entra ne