lunedì 7 gennaio 2008

casta gay, i nuovi intoccabili

Di Stefano Lorenzetto

Alberto Ruggin, diplomato di Este, è gay, e fin qui è affar suo. Alberto Ruggin va a confessarlo in Tv, a Ciao Darwin, programma condotto su Canale 5 da Paolo Bonolis, che lo include col numero 23 nella squadra omosex schierata contro la squadra etero, e da lì in avanti diventa affare di 5 milioni di spettatori.
Alberto Ruggin è, o perlomeno ha dichiarato di essere, «capo dei chierichetti» (a 21 anni?) e solista del coro nella basilica di Santa Maria delle Grazie, non una chiesa qualsiasi, un santuario, e questo, se l’interessato permette, è anche e soprattutto affare del parroco, don Paolino Bettanin. Il quale ha deciso di reagire come meglio credeva: escludendo il giovanotto da entrambe le mansioni liturgiche. Così Ruggin è finito sui giornali, come forse sperava in cuor suo, e questo ancora una volta diventa anche affar nostro, di tutti noi che i giornali li facciamo e li leggiamo. Ha agito bene o male il reverendo nel retrocederlo al rango di semplice fedele? Giudicate voi dalle successive dichiarazioni del ventunenne: «Voglio che vengano autorizzate le unioni omosessuali e per questo mi impegnerò politicamente nel mio Comune». Dal punto di vista dell’ortodossia, nulla si può rimproverare a don Paolino: non ha fatto altro che attenersi alle prescrizioni dettate dall’altro Paolo nella Prima lettera ai Corinzi: «Non illudetevi: né immorali, né idolatri, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio». Nell’attesa del giudizio finale, si presume che le medesime categorie, tutte peraltro più o meno rappresentate nella Chiesa, debbano almeno essere dispensate dal provvedere alla gestione del regno sulla Terra, anche se le indicazioni del convertito di Tarso al riguardo non appaiono altrettanto esplicite. Dal punto di vista dell’opportunità, il sacerdote ha commesso un errore inescusabile: è andato a infilarsi nel tritacarne mediatico. Il che dimostra se non altro una grandissima ingenuità. Avrebbe dovuto sapere che la piazza era già saldamente presidiata dal suo ex confratello don Sante Sguotti, già parroco di Monterosso, meno di 30 chilometri da Este. Troppa grazia, Sant’Antonio, per la sola diocesi di Padova, in appena tre mesi. «Il parroco di Este ha superato in omofobia le posizioni più retrive della Chiesa cattolica», ha sentenziato Alessandro Zan, presidente dell’Arcigay veneto. Omofobia. Accusa tremenda. Una parola gettonatissima, di questi tempi. Designa l’«avversione per l’omosessualità e gli omosessuali». L’Accademia della Crusca non la registra nemmeno. L’Ansa la usò per la prima volta (e una sola volta) nel 1984. Dall’inizio di quest’anno la medesima agenzia di stampa l’ha già ripetuta 385 volte. Sullo Zingarelli risulta inventata nel 1985. Penso di non essere distante dal vero nell’attribuire la paternità dello sdoganamento semantico all’onorevole Franco Grillini, presidente emerito dell’Arcigay e deputato diessino. Ai tempi in cui il neologismo fu coniato, gli omosessuali non avevano diritto di cittadinanza non solo nelle sagrestie ma neppure nel Pci. Era il 1986 quando Giancarlo Pajetta, alla vista di una foto che ritraeva Grillini con un gruppo di dirigenti gay davanti al Bottegone, reagì con uno dei suoi lapidari niet: «Io qui i finocchi non ce li voglio». Rimaneva pur sempre il partito che 37 anni prima, a Udine, aveva espulso l’omosessuale Pier Paolo Pasolini. Il mio amico Claudio Sabelli Fioretti ha appena pubblicato un libro-intervista con Grillini. S’intitola: Gay. Molti modi per dire ti amo. Viene presentato così: «Volete sapere quanti calciatori in Italia sono gay? Volete leggere le polemiche fra Grillini e i cardinali omofobi? Volete sapere che cos’è il gaydar? Volete indovinare quale presidente della Repubblica era omosessuale?». Quante morbose curiosità: non avevano detto d’essere come gli altri? La pubblicità contempla un quinto interrogativo, assai sintomatico: «Volete capire perché più si è omofobi più si è omosessuali?». Suona minaccioso. Si può tradurre così: se ci critichi tanto, vuol dire che sei come noi. Curioso modo di procedere: viene rovesciato su chi osa dissentire da certi stili di vita il sospetto d’appartenere a una categoria che pretende legittimazione naturale e giuridica. Insomma, più sei omofobo più sei normale. O no? Mi sfugge allora in che cosa consista la straordinarietà delle rivelazioni di Grillini raccolte da Sabelli Fioretti. La strategia della potentissima lobby gay appare chiara: non parlate di noi, se non per dirne bene. Questo sì che è razzismo. Significa davvero considerarli diversi da tutti. E su chi non si allinea, come il sacerdote di Este, sia anatema. Un cantore si può escludere dal coro parrocchiale se stona. Ma per uno scrupolo morale no. Qui bisogna mettersi d’accordo. Prima si accusa la Chiesa di non vigilare a sufficienza affinché a chierici e preti attratti da persone del loro stesso sesso sia impedito di riversare le proprie pulsioni all’interno di seminari e parrocchie. Poi ci si lamenta se un prevosto di paese, avuta pubblica e assordante notifica che il «capo dei chierichetti» si dichiara gay, ricorre spicciativamente a un allontanamento a scopo cautelativo, per non ritrovarsi nell’imbarazzante situazione di doversi un giorno giustificare con qualche genitore, immagino. Certo, la decisione appare poco caritatevole e anche ingiusta, non essendosi il giovane in cerca di facile notorietà macchiato di alcuna colpa. Ma mettetevi nella tonaca del parroco: che altro doveva fare, pover’uomo? Sorvolare? Fingere di non aver visto? Tollerare lo scandalo? Converrà ricordare, di passata, che la lettera Homosexualitatis problema stilata nel 1986 dal prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, il cardinale che oggi è papa col nome di Benedetto XVI, bolla l’inclinazione omosessuale «come oggettivamente disordinata», concetto peraltro ribadito nel Catechismo della Chiesa cattolica al paragrafo 2358. Qualche tempo fa Vittorio Messori mi ha spiegato che la Chiesa, nella sua saggezza di «mater et magistra», in passato aveva sempre fatto in modo che le persone con tendenze omosessuali rimanessero pecorelle nel gregge e non fossero ammesse ai sacri uffici. Ma poi, in ossequio al politically correct che negli Stati Uniti scambiava questa forma di prudenza per un’intollerabile discriminazione, ha dovuto spalancare le porte delle istituzioni religiose a chiunque. In precedenza l’ostracismo si estendeva anche a coloro «che sostengono la cosiddetta cultura gay», come si legge in un memorandum della Congregazione per l’educazione cattolica, non a caso redatto in lingua inglese. Occhio alla data: il documento è del 1985. Lo stesso anno in cui entra nel vocabolario il sostantivo «omofobia». Se oggi molte diocesi americane sono screditate e in bancarotta, subissate da richieste di risarcimento presentate dalle vittime del clero gay, lo si deve esattamente a questo: alla paura della Chiesa di apparire omofoba. Per cui, parafrasando la frase pronunciata da Madame Roland, vittima della rivoluzione francese, un attimo prima che la lama della ghigliottina le separasse la testa dal collo, viene da chiedersi: omofobia, quanti delitti si commettono in tuo nome? Qualche settimana fa è accaduto in Inghilterra un fatto emblematico. I giornali britannici di qualità, dal Times al Telegraph, ma anche quelli popolari, come il Daily Mail, ne hanno riferito con ampiezza. Idem la Bbc. In Italia silenzio di tomba. Due gay dichiarati, Ian Wathey e Craig Faunch, che vivevano more uxorio a Pontefract, nello Yorkshire occidentale, sono stati lasciati liberi di violentare per lungo tempo i ragazzini dati loro in affidamento. Ebbene, durante il processo è emerso che gli assistenti sociali del Metropolitan district council della città di Wakefield non avevano mosso un dito per paura di essere marchiati come «homophobic». La coppia era anzi considerata «da trofeo». L’orientamento sessuale degli «educatori» non è stato giudicato un motivo significativo «per pensare l’impensabile». I due omosex, fra i primi a poter diventare genitori adottivi nel Regno Unito, hanno ottenuto la custodia di 18 ragazzi in soli 15 mesi. La coppia ha abusato di bambini di appena 8 anni. Quando una madre è andata a esporre i suoi dubbi, gli assistenti sociali, sempre per non apparire omofobi, si sono accontentati dei chiarimenti forniti da Wathey e Faunch e hanno spedito a casa loro persino un quattordicenne affetto da una grave forma di autismo, la sindrome di Asperger, che è stato «curato» con dosi massicce di pornografia gay. Michelle Elliott, direttrice di Kidscape, un’organizzazione contro gli abusi infantili, ha commentato: «Il buonsenso è uscito dalla finestra quando hanno permesso alla political correctness di prendere il sopravvento». In Italia sta uscendo dalla porta principale.
(Da il Giornale del 30 novembre 2007)

27 commenti:

Anonimo ha detto...

Due cose.
La chiesa è e sottolineo è omofoba. E lo siete pure voi! E veramente tantissimo. A leggere i vostri discorsi mi viene la pelle d oca dallo schifo, e mi viene pure da ridere e anche tanto poveri voi! Siete così frustrati! Prendervela con della gente che non fa niente di male ma semplicemente ama.Mica stanno creando una guerra,quella la creano le persone come voi. Non mi stupirei se veniste fuori dicendo che volete di nuovo i campi di sterminio! ahahah

Seconda cosa.
Non mi risulta che gli abusi sui minori siano solo da parte di persone omosessuali.è una cosa orribile che purtroppo in tanti fanno etero o gay che siano.

Mettetevi una mano sulla coscienza,NON STA A VOI GIUDICARE.

Gianni ha detto...

Secondo me il fatto degli assistenti sociali in Inghilterra non prova niente.
Potrebbero benissimo esser stati dei menefreghisti che non facevano bene il loro lavoro,e quando è scoppiato lo scandalo si sono inventati questa scusa dell'omofobia.

Piedone ha detto...

bigotsblablablalba, sei duro di comprendonio: invece di dedicarmi post per insultarmi, pensa al suggerimento che ti ho dato.

Alex ha detto...

Bravo, piedone.
Hai trovato un articolo molto interessante!

Anonimo ha detto...

Certo che arrivate con un pochino di ritardo... che senso ha pubblicare un articolo del genere, quanto il fatto è già passato da tempo?

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Al Primo Anonimo:

La Santa Madre Chiesa, con la A maiuscola, per il rispetto dovuto a chi ha il Dono della Fede non è per niente omofoba. Ha più volte condannato le discriminazioni verso questa categoria già duramente provata dalle tentazioni del Male. Mentre ha più volte elogiato chi vive questa triste condizione in Castità.
Chi taccia la Chiesa di omofobia dimostra una triste ignoranza.


"Siete così frustrati!"

Ma non è lei che ci ammonisce di non dover giudicare ?

Guerra ? No, siamo disposti a perdonare i Peccati, compresi le tonnellate di blsafemie e bestemmie che la Chiesa riceve da molti militanti omosessuali e loro sodali radical-comunisti.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

La mia assenza di un mesetto per lavoro mi ha reso un pochino latitante da questo blog. Vedo che una squisita personcina che sbandiera uno dei Sette Peccati Capitali come l' Ira è diventato un solerte frequentatore. Non mi meraviglio che chi orgogliosamente proclami uno stato di peccato come l' Ira appoggi la Lussuria.

Sicuramente un altro adepto dello sbattezzo, come quei simpaticoni dell' UAAR...

Che triste libertà proclamare l'ateismo:solo tristezza e nichilismo senza nessuna speranza.
Contento lei...

Quanto all' anonimo che ci rimprovera per il ritardo, beh, meglio tardi che mai.

Eppoi abbiamo tante cose da fare, non sempre possiamo rubare il tempo al lavoro ed alle Nostre Famiglie. Composte da Padre, Madre e Figli.
Come Dio ha creato.

Anonimo ha detto...

ha,ha,ha ma siete proprio veri o fate apposta? lo fate per avere molte visite o credete sul serio in quello che scrivete? "eppoi abbiamo molte cose da fare"...."vandeaitalina" oddio!! VANDEAITALIANA....ditemi che siete finti, non posso credere di avere trovato un sito così divertente....

Lesbian is better ha detto...

Per quanto riguarda "la teoria riparativa" che citate tra i libri dello squallido Nicolosi, vi consiglio di leggere qualcosa a riguardo qui

http://www.altrapsicologia.it/content/templates/articolo.asp?articleid=2038&zoneid=71

Massimo ha detto...

Altrapsicologia si propopne come la nuova inquisizione ? :-D
Non sono sorpreso, in mancanza di argomentazioni contro i risultati prodotti dal Narth, arriva la "scomunica" delle associazioni vicine alle lobbies omo.
Non mi sembra che la dichiarazione di Altrapsicologia abbia un qualche pregio, ma solo la conferma che si cerca di tappare la bocca a chi non è allineato. Nel miglior sistema stalinista.

Veritas79 ha detto...

Mi continuo a domandare se "lesbian is better" non sia una forma di eterofobia, e quindi più sei eterofoba più sei eterosessuale...

dovrebbe funzionare, no?

Veritas79

Lesbian is better ha detto...

Qui nessuno tappa la bocca a nessuno. Nicolosi e altri sono liberi di pensare come vogliono e continuare la loro terapia. Ma la psicologia non si ritiene responsabile di queste persone che violano il codice deontologico degli psicologi, che utilizzano terapie senza nessuna base scientifica, che ledono i diritti dell'uomo (art 4 e 5).
I risultati prodotti dalla NARTH sono solo negativi, e se ci fossero risultati positivi a quest'ora la psicologia l'avrebbe preso in considerazione. Ma dato che l'omosessualità è stato studiato è dichiarato come normale orientamento sessuale alternativo a quello eterosessuale, non deve essere riparato.
Che il punto di vista vostro e di altre persone (come Nicolosi) non sia lo stesso, non deve intaccare sulla scienza, che non si basa su morale e ideologie, ma su dati scientifici

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Anonimo.

Beato Lei che la facciamo divertire.
Beati i poveri di spirito, infatti...

Veritas.

Si, credo che chiunque scelga un "better" voglia imporre qualcosa agli atri, discriminando chi non la pensa così.

Alla Sig.ra o Sig.na che ama definirsi lesbica.

Il fatto che Lei definisca "squallido" chi nel proprio sito italiano scriva:

"Il NARTH rispetta la dignità, l'autonomia e la libertà di scelta del paziente."

è già un illuminante premessa alle Sue affermazioni. Che proseguono errando, perchè molti medici in America dissentono dalle affermazioni politicamente corrette dell' OMS, che tra un po' dichiarerà normali altri comportamenti sessuali ancor più disturbati.

Qui nessuno vuole forzarLa a provare le cure del NARTH, ma consigliarLele si. Anche per poter un giorno provare la Gioia dell' unica forma di Matrimonio possibile Secondo Natura. E della Maternità Naturale.


Quanto alla Scienza, beh, ci sono in giro molte Tesi confuse, tra le quali anche il Darwinismo, che son spacciate per Scienza, invece che Teorie.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Dimenticavo.

Non mi sembra neanche che la Senatrice Binetti, alla quale auguro di cuore di lasciare la militanza in un Partito alleato dei comunisti,sia stata sospesa dall'Ordine dei Medici per le sue affermazioni.

( Paola Binetti è Laureata in medicina.Direttore del Dipartimento per la Ricerca Educativa e Didattica presso l'Università Campus Bio-Medico di Roma. Past President del Comitato Scienza & Vita per la legge 40. Presidente della Società italiana di pedagogia medica. Vicepresidente della Società italiana di informatica medica. Membro di diverse istituzioni, tra le quali il Comitato Nazionale di Bioetica.

Specialista in psicologia clinica e in neuropsichiatria infantile, è psicoterapeuta. Ha diretto dal 1973 al 1990 un Centro di orientamento per adolescenti con servizio di consulenza ai genitori.

Presso l’Università Campus Bio-Medico di Roma insegna Storia della medicina, Psicologia clinica e Scienze umane. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca in Italia e all'estero. Ha al suo attivo oltre 200 articoli su riviste, oltre che numerosi volumi nel campo della Medical Education.)

Lesbian is better ha detto...

Come spiegato nel mio blog "lesbian is better" è ironico, solo un nickname per dare un nome al blog. Io stessa odio classificazioni omo-etero-gay-lesbica perchè non fanno altro che contribuire a dare maggiore discriminazioni. Infatti se fossimo distinti solo per maschi e femmine non ci sarebbero etichette e meno discriminazione.

Secondo voi la NARTH rispetta la dignità, l'autonomia e la libertà di scelta del paziente?? La NARTH approfitta dell'ignoranza dei pazienti che, vivendo in una società che chiama gli omosessuali deviati, anormali, denigrandoli ed emarginandoli ha il terrore di se stesso. Sono omosessuali che vorrebbero essere eterosessuali, e farebbero di tutto per cambiare orientamento. Sfido la NARTH a riparare l'orientamento sessuale di un omosessuale felice, che vive in serenità con il suo orientamento sessuale.

Infatti guardacaso dalla NARTH emergono solo quei casi apparentemente conclusi positivamente, di persone che ritengono di essere tornati eterosessuali. Ma vengono taciuti i centinaia di casi di omosessuali che sono arrivadi al suicidio (dato che queste terapie finiscono per far aumentare il disprezzo di se stessi), di omosessuali che hanno smesso di credere nella psicologia e alla propria religione (centinaia di omosessuali affermano che prima di queste terapie credevano in Dio, poi hanno smesso), per non parlare di quelli in cui la terapia ha dato risultati negativi perchè o sono rimasti fedeli al loro orientamento omosessuale, oppure dopo poco che si erano autoconvinti di essere eterosessuali sono ritornati a manifestare il loro orientamento omosessuale

Massimo ha detto...

Perchè negare l'azione meritoria del Narth ?
Sono centinaia gli omosessuali che hanno ritrovato il giusto equilibrio sessuale.
Il Narth non va a prendere a casa gli omosessuali per costringerli alla terapia, ma accoglie ed aiuta quanti si presentano ai suoi uffici.
Poi in tante malattie esistono le ricadute ed esistono quelli che rifiutano di curarsi ...

Lontana ha detto...

Quella del suicidio é un'altra delle scuse pronte e confezionate per opporsi a qualunque miglioramento delle persone.
Gli adolescenti, magari adescati, che hanno dei dubbi sulla loro identità sessuale, bisogna convincerli che gay é bello, senno' si suicidano.
Il tizio in crisi non deve essere aiutato senno' si suicida..
Tutte balle. La gente si suicida per un sacco di motivi e non si analizza niente salvo che se c'é l'ipotesi dell'omosessualità.

Bellissimo articolo.
Ormai non ci casca piu' nessuno nella fraseologia gay.
Chissenefrega se chiamano tutti omofobi? Noi eterosessuali vogliamo essere lasciati in pace a vivere le nostre vite con le nostre famiglie legittime senza che qualche gruppo di sfasati ci sbatta sempre in faccia i suoi vizietti privati.

boosta ha detto...

magari adescati... eterosessuali minacciati... famiglie in crisi... "gay è bello"... sfasati... vizietti privati...

se non è omofobia è sicuramente ignoranza
le opinioni sono lecite... i luoghi comuni no...

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Interessante il commento della militante omofila, che prima ci fa sapere che il nick è ironico,perchè contraria alle varie discrimanazioni.

Salvo poi definire "ignoranti" gli omosessuali che accettano le cure del NARTH.

Mi chiedo poi dove viva la militante omofila, se su questo pianeta oppure su Marte. Al giorno d' oggi infatti pederasti ed emule di Saffo hanno potenti lobbies che non solo li protegge adeguatamente, ma cercano di imporre alla pubblica opinione comportamenti pubblici che, se recepiti da bambini, possono dare loro confusione. Vedasi i baci della pubblicità televisiva di D&G.

Per il resto, Massimo e Lontana hanno ampiamente risposto.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Boosta.

In quanto a luoghi comuni , specie contro la Chiesa, credo che laicisti e atei di professione possano fare ampiamente scuola.


Quanto all' Ignoranza, beh, proprio le visite periodiche di bestemmiatori in questo blog che siam costretti a non mostrare, siano la miglior prova da che parte essa stia...

boosta ha detto...

due colpe non fanno una ragione, un'ignoranza non esclude l'altra

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Boosta
Riferirsi al Catechismo, per un Cattolico non è una colpa.

Bestemmiare è ignoranza, esporre le proprie idee non lo è.

Quanto ai luoghi comuni, parlare in modo tipicamente gergale da internet ("due colpe non fanno una ragione, un'ignoranza non esclude l'altra") non è il massimo della vita....

boosta ha detto...

neanche riferirsi al catechismo è il massimo... de gustibus si dice (posso?)

Anonimo ha detto...

"Noi eterosessuali vogliamo essere lasciati in pace a vivere le nostre vite con le nostre famiglie legittime senza che qualche gruppo di sfasati ci sbatta sempre in faccia i suoi vizietti privati."......FANTASTICA!!! lo giuro, veramente FANTASTICA!!!

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Ma noi non vogliamo imporre ai Non-Cattolici nulla.
Mentre chi si dice Cattolico deve trarre dal Catechismo.
Tutto qui.

In più l' Italiano è una lingua ben viva, e parlare l' internettese è assai noioso, quando abbiamo tante espressioni assai interessanti...

Veritas79 ha detto...

Ormai i gay hanno un algoritmo.

0) Parlo con tizio.
A) Controllo se mi dà ragione.

se mi dà ragione vado al punto B altrimenti vado al punto C

B) Dico "E' normale, i gay sono uguali agli etero!"
B-Bis) Liquido la conversazione, non c'è niente da dire. FINE

C) Dico "OMOFOBO!"
Cbis) Torno al punto C finché non mi finiscono le energie. FINE

Veritas79

Veritas79 ha detto...
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