giovedì 21 febbraio 2008

Equiparazione», «gender mainstreaming», «Centro di competenza gender»

E arriva anche il Vademecum per il perfetto pedofilo.

Il sito internet del ministero per la Famiglia tedesco abbonda di termini che dicono poco ai non addetti ai lavori, ma che se analizzate tracciano fin troppo bene la rotta verso cui naviga a vele spiegate il ministero. Gender mainstreaming significa letteralmente porre al centro dell’attenzione il genere sociale. In poche parole adoperarsi perché la distinzione sessuale tra uomo e donna e l’eterosessualità come norma siano rimosse; i modi di vita omosessuale, bisessuale e transessuale considerati equivalenti alla sessualità di uomo e donna.

Una vera e propria nuova ideologia che viene trasformata in realtà sociale in Germania attraverso il dominio virtuoso dell’apparato politico, oltretutto senza che su di essa ci sia stato dibattito pubblico. La stanza dei bottoni è rappresentata dal Gruppo di Lavoro Interministeriale per il Gender Mainstreaming (IMA GM), che dipende dal ministero per la Famiglia. Lì vengono elaborate le strategie utili a far cambiare direzione alle finanze dello Stato e destinarle alla creazione dell’uomo sessualmente variabile.Il lavoro «scientifico» e l’attività di consulenza per la ristrutturazione della società è prestato dal Centro di Competenza Gender presso l’università Humboldt di Berlino, centro che viene finanziato in buona misura dal ministero per la Famiglia. In maggio il governo ha approvato un incremento a tappeto degli asili nido, fortemente voluto dal ministro per la Famiglia Ursula von der Leyen. La «ministra gender» appartenente a un cosiddetto partito cristiano democratico si è battuta per una vera e propria statalizzazione dell’educazione dei bambini sostenendo che l’assistenza «professionale» ai piccolissimi sia meglio della crescita affidata alla custodia naturale della madre. Certo, gli asili nido possono essere gestiti in modo ottimo, certo ci sono genitori incapaci di essere tali, ma quel che colpisce è che la «professionalità» delle attendenti viene spesa tacitamente come garanzia per la «buona» educazione dei bambini. Ma quali sono gli obiettivi dell’educazione statale nell’asilo nido e nella scuola materna? Non esiste un’educazione «neutrale», la cui bontà dovrebbe essere assicurata dalla qualifica
delle educatrici.
Si trasmettono sempre «valori».
Ebbene quali sono questi valori?

Nella pagina internet del ministero per la Famiglia si legge: «Il miglioramento della compatibilità di famiglia e lavoro per donne e uomini è la domanda centrale dal punto di vista politico-sociale. Senza una rimozione delle responsabilità specificatamente legate al sesso all’interno della famiglia e nel lavoro e senza l’approntamento delle condizioni di contesto necessarie per conseguire ciò l’equiparazione non potrà imporsi».
Ancora: «Il termine ‘gender’ indica i ruoli socialmente e culturalmente definiti dalla sessualità di uomini e donne. Questi, diversamente dalla sessualità biologica, vengono appresi, dunque sono anche modificabili». Si tratta di social engeenering, della creazione di un nuovo uomo, sessualmente variabile. Per ottenere ciò lo Stato deve impossessarsi dei bambini, «sessualizzandoli» il prima possibile.
A questo provvede la BZgA, la Centrale Federale per l’Istruzione Sanitaria.
La sezione che si occupa dell’istruzione sessuale sottostà al ministero per la Famiglia mentre tutto il resto è subordinato al ministero dell’Istruzione.
La BZgA distribuisce gratuitamente i propri scritti a genitori, insegnanti, educatori, scuole e studenti. Chiunque può ordinarli gratuitamente attraverso internet e lì può anche consultarli. Eccone alcuni esempi.

Il Vademecum per genitori circa l’educazione sessuale infantile da uno a tre anni d’età invita madri e padri a «unire il necessario al piacevole, solleticando, accarezzando, coccolando il bambino, quando lo si lava, nei più diversi punti del corpo». «La vagina, e soprattutto il clitoride, vanno scoperti evitando il più possibile di concentrarvi l’attenzione, nominandoli e attraverso amorevole contatto». L’esplorazione infantile dei genitali degli adulti può «destare stati d’eccitazione negli adulti». «Si tratta di un segno di sviluppo salutare di suo figlio, se usa generosamente la possibilità di procurarsi piacere e soddisfazione».
Se accade che ci siano bambine (comprese tra uno a tre anni!) che «afferrano anzitutto oggetti che le aiutano» non si deve «usare questo come scusa per impedire la masturbazione». Il Vademecum troverebbe «incoraggiante il fatto che anche padri, nonne, zii o baby-sitter gettino uno sguardo su questo scritto informativo e si lascino intrigare - per favore, sentitevi tutti coinvolti!».

Naso, pancia e culetto

Si prosegue con la scuola materna. Con il quaderno di canti e di note «Naso, pancia e culetto» i bambini cantano canzoni come questa: «Se guardo il mio corpo e lo tocco scopro sempre che cosa è mio. Abbiamo una vagina, perché siamo bambine. E’ qui sotto la pancia, tra le mie gambe. Non è solo per fare pipì e se la tocco, sì, sì formicola graziosamente. Puoi dire ‘no’, puoi dire ‘sì’, puoi dire ‘ferma’, oppure ‘ancora una volta così’, ‘così non posso’, ‘così mi piace molto’, ‘oh, avanti così’ ».

Dalla scuola materna alle elementari. Se la pornografia non fa ancora parte dell’intrattenimento familiare, i bambini hanno la possibilità di vedere videoclip con il cellulare.A nove anni inizia la lezione sulla contraccezione, chiamata «educazione sessuale», perché ormai prossimi all’età nella quale gli innocenti giochi da bambini potrebbero avere una conseguenza altamente indesiderata: la gravidanza. I bambini di nove anni a scuola si esercitano a infilare preservativi in peni di plastica, così, per poter ottenere la «patente per l’uso del preservativo».Nella brochure Questione (i) di femmina si dice: «Così come la maggior parte della gente è curiosa circa il sesso, molti si chiedono anche che cosa facciano le lesbiche a letto (o altrove). Per ragazze che siano insieme ad altre ragazze accade ciò che accade con le altre coppie: fanno tutto ciò che può dare piacere: baciare, accarezzare, con la bocca, con la lingua o con i piedi. Così come nel sesso tra uomo e donna, dipende dalla fantasia, dalle esperienze, dalla fiducia reciproca, da fino a che punto la coppia intenda spingersi. ‘Quantomeno le lesbiche non hanno problemi con l’Aids’, possono pensare alcuni. Chiaro, se vanno solo con donne non devono pensare alla difesa dalla gravidanza». Dall’età di dieci anni vengono adottati nelle scuole gli strumenti di propaganda e addestramento all’omosessualità (con l’aggiunta della bisessualità e della transessualità), non dappertutto in maniera così virulenta come a Berlino, Amburgo e Monaco, ma in Germania c’è una tendenza unitaria. Una Guida per le scuole di 198 pagine del Senato di Berlino sul tema «Il modo di vita omosessuale» offre un forbito avviamento alla omosessualizzazione degli studenti, da promuovere in «biologia, tedesco, inglese, etica, storia/educazione sociale, latino, psicologia». Materiale informativo, collegamento in internet con la scena omosessuale locale, invito a «rappresentanti» di progetti omosessuali a prendere parte alle lezioni, proiezioni cinematografiche e giornate di studio sul tema, tutto questo dev’essere proposto ed eseguito.

Per i giochi di ruolo durante la lezione vengono fornite le seguenti sollecitazioni: «Siedi al banco di un bar di omosessuali e oggi potresti avere bisogno un uomo carino da portare a letto. Entra uno che fa al caso tuo. Come cogli la tua chance?». O ancora: «Tu sei Peter, 29 anni. Vuoi contrarre un patto civile di solidarietà con il tuo amico Kemal. Oggi volete raccontarlo a sua madre».
«Tu sei Evelyn Meier, 19 anni. Vuoi contrarre un patto civile di solidarietà con la tua amica Katrin. Andate dal pastore evangelico, la signora Schulz, perché lei volentieri vi vuole sposare in chiesa». Cosa dicono i cristiani?
Questi sono solo assaggi. Tutti i testi del BZgA, destinati a tutti i gruppi sociali, propagandano la sessualizzazione dei bambini e dei giovanissimi a partire da un anno.

Essi minano l’autorità dei genitori.
Seducono bambini e giovanissimi a una sessualità ridotta a soddisfazione del piacere senza legame coniugale. In tutto questo passa l’insinuazione dell’equivalenza di ciascuna forma di prassi sessuale - omosessuale, transessuale, bisessuale - con l’eterosessualità. I bambini a scuola vengono addestrati, a partire da nove anni, a diventare esperti di contraccezione. L’aborto viene loro proposto come un’innocua opzione da sottoporre alla libera scelta.
Questa è la «politica della famiglia» di uno Stato la cui esistenza è insidiata dalla crisi demografica. Poiché il gender mainstreaming è tra le massime priorità mondiali e nazionali, il problema dello sfascio della famiglia, quello dell’assassinio di massa di bambini non nati e quello delle decrescenti nascite possono rimanere irrisolti.

Il logoramento morale prodotto dallo Stato e dai media è la radice di questa piaga. Il 60% dei cristiani battezzati è d’accordπo con la sessualizzazione forzata messa in atto da Stato e media? Lo sono i musulmani? La maggioranza dei genitori è senza vincolo religioso? Certamente no, tuttavia nel Paese domina un grande silenzio, segno di una condizione pre-totalitaria della società.

Tacciano gli omofobi


Negli ambiti della politica, dei media e delle università l’opposizione ai Gender subisce denigrazione, emarginazione professionale: è ininfluente.
Un nuovo epiteto
si è trasformato in evidenza giuridica al fine di criminalizzare l’opposizione: omofobia.Il concetto insinua che sono fanatici della paura morbosa tutti coloro che tengono duro sul fatto che la sessualità serve il bene dell’uomo e della società, quando essa è espressione dell’unione amorosa di uomo e donna chiaramente finalizzata alla riproduzione.
Il Parlamento Europeo, con la risoluzione B6-0025/2006 del 18 gennaio 2006, ha annunciato che vuole «sradicare» l’omofobia. In Polonia la UE nella primavera del 2007 è passata all’azione. Poiché la Polonia non vuole «propaganda sessuale nella scuola», secondo il volere della maggioranza del Parlamento Europeo (26 aprile 2007) dev’essere eseguita una fact-finding mission a causa della «crescente tendenza all’intolleranza razzista, ostile agli stranieri e omofobica», al fine di poter accusare il Paese davanti alla Corte di Giustizia europea.

mercoledì 20 febbraio 2008

La Lobby colpisce ancora

Spagna, il giudice nega l'adozione a una lesbica e viene sospeso.

Fonte Corriere della Sera.

MADRID – Sospeso il giudice di Murcia che aveva impedito a una lesbica di adottare la figlia biologica della sua partner. Fernando Ferrin Calamita, il magistrato, si è opposto in nome del «vecchio buon senso» all’istanza. Ora il suo comportamento è sotto esame del Consiglio Generale del Potere Giudiziario, il Csm spagnolo, che ha deciso la sospensione cautelativa del giudice dalle sue funzioni. Il provvedimento è stato controverso anche all’interno della commissione con tre voti favorevoli e due contrari. Il giudice, nelle sue motivazioni, ha scritto: «L’ambiente omosessuale aumenta sensibilmente il rischio che anche i minori lo diventino».

sabato 16 febbraio 2008

Mamma, Papà»! Omofobo! Si dice «genitore»!

Fonte EffediEffe

Stefano Maria Chiari

Già parlammo dall’insulto alla ragione e al buon senso e dell’ipocrita e superficiale risoluzione della Corte europea dei diritti dell’uomo, capace di tutelare i diritti di tutti, tranne che del bambino! Ora la caduta libera nel vortice di confusione e di qualunquismo, che domina le menti ed ottenebra i cuori, sembra risucchiare come un buco nero tutto quello che si trovi in sua prossimità. «Donna e Margaux sono una coppia. Una coppia formata da due ‘lei’. Due donne americane che si amano. Due donne che hanno un figlio: Grayson. Oggi Grayson ha sei anni e in TV guarda un cartoon ‘speciale’. I suoi coetanei vanno pazzi per i Simpson, lui invece ama Buddy G.

Buddy G è un bambino in versione cartone animato che ha due mamme, due donne lesbiche che l’hanno adottato. In pratica la storia di Buddy G è la stessa di Grayson. E quelle due mamme sono le ‘sue’ due mamme. A inventare e a realizzare i personaggi del cartoon Buddy G sono state infatti proprio le due mamme di Grayson, diventate la coppia simbolo dei diritti gay al femminile.
Una battaglia, la loro, combattuta anche a colpi di cartoni animati. E i risultati danno loro ragione. Una compagnia di produzione televisiva di Omaha, nel Nebraska, ha prodotto infatti la prima serie di ‘Buddy G - My two Moms and Me’, il cartoon ‘didattico’ per bambini con entrambi i genitori dello stesso sesso. […] La nascita di Buddy G sembra fatta apposta per rilanciare le polemiche sui ‘nuovi nuclei sociali’, che nulla hanno a che fare con la tradizionale famiglia incentrata sui ‘vecchi’ ruoli di padre (maschio) e madre (femmina). Roba passata, oggi bisogna stare a rincorrere i tempi. Tanto che anche il ministro della Pubblica Istruzione britannico ha imposto ai docenti di non usare più termini ‘obsoleti’ come mamma e papà: parole ‘omofobe’ che potrebbero offendere i bambini figli di coppie gay o lesbiche. I professori inglesi dovranno scrivere e dire soltanto ‘genitori’. E nulla più. Senza entrare più di tanto nello specifico. Un DVD con le ultime avventure di Buddy G pare sia già in viaggio verso tutte le scuole del Regno Unito» (1).

Questa mentalità è il frutto di una semente attentamente inoculata nel tempo, attraverso un convincimento occulto e soprattutto mediante l’abbassamento generalizzato (fatto credere tale o mostrato in maniera volutamente esagerata) del livello morale della società. La ideologia sottesa è un po’ un minestrone di «esistenzialismo» e di «freudismo», correnti filosofiche che sostengono rispettivamente la subordinazione dell’essenza all’esistenza
(il che significa adeguare il pensiero alla prassi, ossia il credere al fare) e la necessità di liberare le pulsioni (soprattutto di natura sessuale) al fine di non contrarre possibili nevrosi.

Questi principi, incompatibili con la visione cristiana della vita, la quale afferma non solo la certa individuazione del confine bene/male, ma anche la necessità di vincere il male con il bene, grazie alla luce ed alla forza che vengono dal Signore, sono invece in perfetta consonanza con le dottrine gnostiche di varia tinta e colore che stanno catechizzando il mondo e perfino i cristiani. Anche la Roma di Veltroni, candidato futuro Presidente del Consiglio, si allinea (e come poteva essere altrimenti!) a questo movimento mondialista. L’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Roma ha deciso di mandare studenti, docenti e genitori a lezione di omosessualità.Il progetto coinvolge tre istituti superiori.
L’obiettivo è combattere l’omofobia.

Si comincia la prossima settimana e durerà fino ad aprile. Ma molte famiglie temono che ai ragazzi, nel delicato periodo dell’adolescenza, siano offerti dei modelli troppo alternativi rispetto a quelli tradizionali. Ed è già polemica.
Studenti, docenti e genitori a lezione dagli omosessuali per imparare ad accogliere le diversità. Con il patrocinio dell’assessorato Pari Opportunità del Comune di Roma; per partire in sei istituti superiori romani con il progetto «Smontiamo i bullismi, impariamo a convivere», promosso e realizzato dal circolo di cultura omosessuale Mario Mieli. Il progetto coinvolgerà un migliaio di ragazzi che, a partire dalla prossima settimana e fino ad aprile, frequenteranno circa 60 incontri nei quali saranno affrontate tematiche come il machismo e l’omofobia.

Sei le scuole coinvolte: Seneca, Alberti, Faraday, Salvini, Sisto V e Anco Marzio (2). Sappiamo però che queste non sono soluzioni vere; ma solo ipocrite imposizioni, che vogliono conseguire un bene, che neppure riescono a riconoscere e a vedere. Ci domandiamo: perché non approfondire invece lo studio del Santo Vangelo, perché non imparare da Gesù, umile e mite di cuore, la carità vera, quella che viene da Dio, mediante l’infusione dello Spirito Santo? Perché non imporre uno studio serio ed una testimonianza coerente di autentico messaggio cristiano, nel quale non vi può essere posto per l’omofobia?

Il cristianesimo deve indicare ciò che è male, ma nello stesso tempo insegna ad amare il peccatore; odiare il peccato ed amare il peccatore, nel rispetto assoluto della Verità che viene da Dio e che solo rende felice e affrancato il cuore. Dare libero sfogo alle pulsioni sessuali schiavizza! Freud ha fallito in pieno (lo dimostra l’aumento sfrenato di nevrosi in questi tempi libertini); la pulsione distruttiva che pervade l’atteggiamento del «bullo» dipende proprio dal fatto che egli si ritrovi privo di ogni punto di riferimento: completamente stordito dal piacere, non riesce a pensare a niente che non sia immediata imposizione di sé, a scapito di chiunque, soprattutto del debole!

E l’omosessuale è sempre un «debole»; lo è, perché vive una situazione di dissonanza tra la sua fisicità e la sua psiche! Lo è, perché si rende conto, lui stesso, di essere «diverso». Questo fa di lui, una possibile vittima preferita dal «branco di bulli», formato da smidollati senza carattere (perché intorpiditi dal pansessualismo), in ansia di poter trovare un significato al nulla che li pervade. La vita senza Dio è nulla!

Le due mamme, che impongono un modello di famiglia innaturale al loro bambino ed alla società intera, cercando di convertire gnosticamente il male in bene, non possono essere che vittime corrotte di questo insegnamento aberrante: liberalizzazione sessuale! Vivere come ci si sente! Questa convinzione produce effetti collaterali esistenziali terrificanti: la disperazione e la tristezza che produce è sotto gli occhi di tutti coloro che vogliano aprirli.

venerdì 8 febbraio 2008

Omosessuali: come ti erudisco il pupo.

Qualcuno si ricorderà del mio post, presente nella pagina precedente, sui figli degli omosessuali americani. Ora è in arrivo pure un Cartone Animato, "Buddy G. My Two Moms and Me", dove si racconta la sventurata infanzia che due lesbiche americane, Donna Colley e Margaux Town, tutte contente, vogliono imporre al bimbo di una sola delle 2, Margaux, sicure che il povero Buddy(nella realtà si chiama Grayson) avrà un' infanzia felice e naturale. Come nel caso di Anne Heche, il cui padre fu omosessuale da cruising e morì di AIDS, la vita e soprattutto l'adolescenza di questa povera creatura non sarà facile invece, ma non per colpa della società, cui la lobby omosessuale addossa sempre la colpa di ogni omofobia, ma per le inevitabili relazioni che avrà con gli altri bambini, i quali, essendo l' infanzia una fase della vita fatta per natura di Consevazione, Certezza e Sicurezza, non potranno certo capire qualcosa di estremamente anomalo. Questo bimbo, dopo un' infanzia piena di dubbi, traumi ed isolamenti, arriverà dunque all' adolescenza, fase tendenzialmente anarchica e rivoluzionaria, evidentemente svantaggiato rispetto ai figli di coppie eterosessuali, con notevoli turbamenti.

Ma evidentemente questo futuro alle due attiviste americane interessa ben poco, certe che la loro scelta di vita sia il meglio.

Nel frattempo, con il patrocinio dell' Assessorato alle Pari Opportunità, partirà nel Comune di Roma un progetto che, nell' intento di decentivare il bullismo, lascerà ampio spazio ad organizzazioni di propaganda omosessuale per sensibilizzare gli studenti sulle "diversità" nelle scuole.

Ancora una volta gli omosessuali non capiscono che con i loro estremismi sono essi stessi a mettere dei muri nella società , alimentando di fatto, soffiandoci sopra, il vento dell' omofobia.

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lunedì 4 febbraio 2008

Lo Strano Caso di Simon Le Vay

Prima facciamo un po' di ripasso, per chi non sapesse chi è Simon Le Vay.

In breve, è uno dei due scienziati, oltre Dean Hamer, che si è reso protagonista dei due più grandi studi (=fiaschi) sulle cause biologiche dell'omosessualità.

In particolare, Simon Le Vay è un biologo, omosessuale e attivista gay, che fece un esperimento nel 1991. Sezionò alcuni cadaveri fra i quali quelli di uomini presumibilmente omosessuali. Le Vay scoprì che il terzo nucleo interstiziale dell’ipotalamo — chiamato INAH-3 — aveva dimensioni simili nelle donne e negli omosessuali, mentre mostrava dimensioni maggiori nel caso degli uomini dei quali non era disponibile alcuna informazione sull’orientamento sessuale. Sostanzialmente, questo ricercatore ha confrontato l’ipotalamo di omosessuali con quello di uomini dall’orientamento sessuale sconosciuto. Oltre a ciò va considerata la plasticità del cervello; non è possibile cioè escludere che un comportamento omosessuale abbia un’influenza sulle parti dell’encefalo. Oltre a tutto questo, fu lo stesso Le Vay a dichiarare: «Bisogna considerare ciò che non sono riuscito a dimostrare. Non ho provato che l’omosessualità è genetica, né ho trovato una causa genetica dell’omosessualità. Non ho dimostrato che omosessuali si nasce» (p. 57).
Inoltre, i suoi esperimenti furono fatti su pochissimi campioni e questi campioni erano anche in parte ammalati di AIDS, successivamente si è scoperto che l'AIDS era in grado di modificare le dimensioni dell' INAH-3. Questo rese l'esperimento di Le Vay un totale fallimento.

4 anni dopo, Le Vay dichiarò:
"A person's sexual orientation is not necessarily a fixed, life-long attribute. Sexual orientation can change: for example a woman may be predominantly attracted to men for many years, and perhaps have a happy marriage and children during that time, and then become increasingly aware of same-sex attraction in her thirties, forties, or later. This does not mean that she was concealing or repressing her homosexuality during that early period. To argue that she was really homosexual all the time would be to change the definition of sexual orientation into something murky and inaccessible. "
—Simon LeVay and Elisabeth Nonas, City of Friends: A Portrait of the Gay and Lesbian Community in America, 1995, p. 5

Traduco

L'orientamento sessuale di una persona non è necessariamente un attributo fisso e che dura tutta la vita. L'orientamento sessuale può cambiare: per esempio una donna può essere principalmente attratta dagli uomini per molti anni, forse avere un matrimonio felice e figli durante quel periodo, poi diventare sempre più conscia di avere un'attrazione per persone dello stesso sesso sui 30, 40, o dopo.
Questo non vuol dire che stava nascondendo o reprimendo la sua omosessualità durante quel periodo. Dire che lei era davvero omosessuale anche in tutto quel tempo cambierebbe la definizione di orientamento sessuale in qualcosa di torbido ed inaccessibile.

E se a dirlo è un'omosessuale e attivista omosessuale, lo prendo per buono. Molti omosessuali, se non tutti, non sono sempre stati omosessuali, è ora che la società se lo ficchi per bene in testa. Noi in Italia stiamo sempre 10 anni dietro... (questa cosa negli USA si sa da 10 anni!!)

Veritas79

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domenica 3 febbraio 2008

Vietato dire papà e mamma!

Alle volte mi stupisco di me stessa perchè continuo a stupirmi di situazioni che invece ormai sembrano all'ordine del giorno perchè conseguenze dirette di ragionamenti innaturali o ai margini della moralità. Madri che procreano senza uomini e bambini che non devono dire in pubblico "mamma o papà" ... si proprio così, in Inghilterra il ministro dell'Istruzione, che è riuscito nella titanica impresa di farmi rivalutare i nostri ministri, si sta adoperando affinchè nelle scuole non ci siano più riferimenti a mamma o papà ma solo a genitori...beh sapete... nei dintorni potrebbero esserci genitori omosessuali che potrebbero soffrire a tali parole o sentirsi discriminati perchè il loro bimbo ha due mamme o due papà! Quindi bando al mamma e papà meglio genitori. Scusate ma io ho l'impressione di aver perso qualche passaggio, ma mamma e papà non sono forse le prime parole che si insegnano ai bambini perchè quelle più usuali che esistano...mai avrei pensato che queste semplici e naturali parole nascondessero un background di omofobia e discriminazione sessuale!!! Ma sta li il punto, in ciò che è naturale e in ciò che non lo è! La natura ha creato mamma e papà e non altro, per il resto ci ha pensato l'ordinamento civile che ha previsto nobilissimi istituti quali l'affido o l'adozione per chi in surplus di amore decida onorevolmente di seguire un bambino e supplire quella carenza affetto che magari non ha ricevuto nella sua famiglia d'origine. Ma quale legge realmente giusta può invece prevedere qualcosa che va contro il normale o meglio naturale corso delle cose? Avere due mamme non è naturale e non ditemi che essere genitori sia un diritto di tutti perchè così si cade solo nel peggiore egoismo, essere genitori è un dono, non un diritto. L'unico diritto in gioco è quello del bambino ad avere una famiglia nucleare "normale" o meglio naturale. Non mi piace il termine normale, sa di ordinario, di superficiale, di soggettivo mentre qui è la natura che lo chiede e lo impone. Proibire ad un bambino di dire mamma o papà facendo filtrare il messaggio che sia normale avere genitori dello stesso sesso non è una conquista nè un'affermazione di civiltà, è solo creare un'innaturale confusione in un bambino. E senza bisogno di ricercare chissà quale teoria basterebbe solo prestare attenzione all’etimologia: «genitore» vuol dire «colui che genera, che procrea, che dà la vita». Tutte cose che una coppia omosessuale non può, né potrà mai fare non perché glielo impedisca qualche omofobico ma perchè la natura a frapporre qualche non marginale impedimento.
È la realtà a dimostrare che dire «mamma» e «papà» non è un’offesa per nessuno, ma la cosa più naturale del mondo. Balls, il ministro, segue però, evidentemente, il metodo hegeliano secondo il quale «se la realtà non coincide con la teoria, tanto peggio per la realtà».

Ci riempie tanto la bocca con la necessità di rispettare le tendenze sessuali di ciascuno, e io sono del principio che ognuno è libero di avere chi gli pare accanto nel proprio letto e tra le mura della propria casa, ma arrivare a dover accettare che tutto ciò sia normale o ostentarlo all'esterno esula dalle mie capacità. Io devo rispettare tutti...ma chi rispetta il diritto di ogni eterosessuale?O del bambino che vede sovvertito ogni ordine naturale? A furia di rispettare questo e quello stiamo rimanendo schiacciati da leggi e leggine che ci vogliono imporre schemi che hanno radice solo nelle "perversioni" personali di alcuni!A furia di tutelare le minoranze ad ogni costo perchè pare faccia tanto politically correct si sta rimanendo succubi di minoranze rumorose ledendo i diritti di molti!

Francamente credo ci si dovrebbe fermare, riflettere e contare fino a 10 prima di proporre leggi tanto insulse...e se non ci fosse da piangere mi verrebbe da ridere! Va da sé che sono in corso di abolizione le ricorrenze inventate tipo Festa del papà, Festa della mamma, niente più rose rosse, cuoricini, bottiglia di whisky e pipe, si risparmierà non per necessità ma per imbecillità.

Cosa dovremo insegnare a dire domani ai nostri piccoli? Forse omosessuale...no ha un piglio razzista! Forse gay o lesbica ... no, sa di preconcetto classista!...mmm...forse impareranno da soli a dire Sodoma e Gomorra!

Grazie a Nera come la Pece per averci fornito questo interessante spunto.

venerdì 1 febbraio 2008

Lo Strano Caso di Michael Glatze

Qualche mese fa, sul mio blog personale, parlai di Michael Glatze.

Chi è Michael Glatze e perché lo ritengo un caso importante? E' presto detto.

Glatze era omosessuale ed un grandissimo attivista per i "diritti" dei gay. Dico era, perché non è più nessuna delle due cose.

A 20 Glatze iniziò la sua forma di attivismo gay, con manifestazioni per reclamare "diritti". A 22 anni iniziò a lavorare alla prima rivista gay esistente al mondo. A 25 anni pubblicò una guida per i giovani gay, un libro rivoluzionario. Aprì un media che era sia una rivista che un sito dove i gay si scambiavano esperienze. Apparve in decine di riviste, in TV, alla radio e sui giornali. Fu invitato come rappresentate dei movimenti gay in diverse scuole ed università americane. Incontrò i leader mondiali e fece un film premiato e proiettato al Congresso degli Stati Uniti. Le vendite della sua rivista erano alle stelle... ma ad un certo punto lui ha capito una cosa. Non ne poteva più dell'omosessualità.

Ed ha iniziato a seguire un percorso per arrivare all'eterosessualità. Riuscendoci. Ora combatte perché tutti i ragazzi confusi non vengano plagiati dai gay che li vogliono portare necessariamente dalla loro parte. Potete leggere la sua testimonianza su questo link (mi sono occupato io stesso della traduzione):

http://nonsinascegay.splinder.com/post/14896512/Ex+attivista+gay%2C+diventa+atti

Qui invece riporto un'intervista fattagli da Nicolosi:

http://omosessualitaeidentita.blogspot.com/2007/10/intervista-con-michael-glatze.html

Michael Glatze è un esempio importante di come anche uno dei personaggi più importanti nel panorama omosessuale abbia fatto dietrofront. Ci vuole coraggio, molti, moltissimi non riescono ad avere questo coraggio per tutta la vita. Ora Glatze è considerato da molti omosessuali un "traditore".

Ma non sono sempre loro ad esortare a "seguire ciò che si ha veramente dentro"? E allora perché prendersela con uno che ha fatto semplicemente esattamente questo?

Forse perché è "seguire ciò che si ha dentro, vero o falso, purché sia gay?"

Inizio a pensarla così.

Veritas79

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