venerdì 1 febbraio 2008

Lo Strano Caso di Michael Glatze

Qualche mese fa, sul mio blog personale, parlai di Michael Glatze.

Chi è Michael Glatze e perché lo ritengo un caso importante? E' presto detto.

Glatze era omosessuale ed un grandissimo attivista per i "diritti" dei gay. Dico era, perché non è più nessuna delle due cose.

A 20 Glatze iniziò la sua forma di attivismo gay, con manifestazioni per reclamare "diritti". A 22 anni iniziò a lavorare alla prima rivista gay esistente al mondo. A 25 anni pubblicò una guida per i giovani gay, un libro rivoluzionario. Aprì un media che era sia una rivista che un sito dove i gay si scambiavano esperienze. Apparve in decine di riviste, in TV, alla radio e sui giornali. Fu invitato come rappresentate dei movimenti gay in diverse scuole ed università americane. Incontrò i leader mondiali e fece un film premiato e proiettato al Congresso degli Stati Uniti. Le vendite della sua rivista erano alle stelle... ma ad un certo punto lui ha capito una cosa. Non ne poteva più dell'omosessualità.

Ed ha iniziato a seguire un percorso per arrivare all'eterosessualità. Riuscendoci. Ora combatte perché tutti i ragazzi confusi non vengano plagiati dai gay che li vogliono portare necessariamente dalla loro parte. Potete leggere la sua testimonianza su questo link (mi sono occupato io stesso della traduzione):

http://nonsinascegay.splinder.com/post/14896512/Ex+attivista+gay%2C+diventa+atti

Qui invece riporto un'intervista fattagli da Nicolosi:

http://omosessualitaeidentita.blogspot.com/2007/10/intervista-con-michael-glatze.html

Michael Glatze è un esempio importante di come anche uno dei personaggi più importanti nel panorama omosessuale abbia fatto dietrofront. Ci vuole coraggio, molti, moltissimi non riescono ad avere questo coraggio per tutta la vita. Ora Glatze è considerato da molti omosessuali un "traditore".

Ma non sono sempre loro ad esortare a "seguire ciò che si ha veramente dentro"? E allora perché prendersela con uno che ha fatto semplicemente esattamente questo?

Forse perché è "seguire ciò che si ha dentro, vero o falso, purché sia gay?"

Inizio a pensarla così.

Veritas79

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28 commenti:

Gwath ha detto...

Molto bella quel intervista.

Molto interessante anche la regola numero uno delle comunità gay:

"non mettere mai in dubbio i tuoi desideri per lo stesso sesso", "non chiederti perché", le persone "lo sono e basta".

Veritas79 ha detto...

Esatto, ha colpito pure me. Puro dogmatismo.

Veritas79

Anonimo ha detto...

Più semplicemente, la quasi totalità delle persone, di qualsiasi orientamento sessuale, si pone questa regola... Non ho mai sentito nessun amico eterosessuale "mettere mai in dubbio" la propria eterosessualità, "chiedersi perché", ma dicono tutti: "lo sono e basta". Eppure esistendo tanti gay, sarebbe legittimo che si domandassero come mai loro sono eterosessuali... No, vivono sotto questo puro "dogmatismo"...

Anonimo ha detto...

Non credevo esistessero siti nazisti come questo Mi sbagliavo. Provvedero' a segnalarne l'esistenza alla polizia.

Ilpizzino ha detto...

Ora lo sai, ma rimani una nullità.

Anonimo ha detto...

Ciao, complimenti. Sono arrivato al tuo blog tramite andrea di We trust in God. Ti aggiungo ai miei link, se vuoi vieni a trovarmi! www.imperoasburgico.splinder.com

Veritas79 ha detto...

Ecco un buon modo per far perdere tempo alle forze dell'ordine. Quererale l'anonimo per insulti potrebbe esserne un altro, a differenza del primo, il secondo sarebbe totalmente legale e la questura dovrebbe muoversi per forza. :D

Veritas79

Anonimo ha detto...

Non capisco perché il mio messaggio non sia stato pubblicato; evidentemente per mettervi dalla parte della ragione accettate solo quelli di insulti, in modo da far pensare che solo voi sapete discutere, gli altri sono sempre nel torto, attaccano senza saper dire nulla... Lo ripeto: riguardo a ciò che ha scritto gwath, è esattamente ciò che vale per tutti i miei amici eterosessuali: "non mettere mai in dubbio i tuoi desideri" (mai sentito un etero dubitare della propria attrazione per le donne), "non chiederti perché" (nonostante sarebbe del tutto giustificato domandarsi per quale motivo siano etero, esistendo così tante altre persone con orientamenti sessuali di vario tipo), "lo sono e basta" (mai sentito un etero spiegare il proprio orientamento sessuale, le origini di quell'attrazione). Insomma, i tre punti citati sono comuni a qualsiasi orientamento sessuale: non essendo una scelta ma una condizione, un modo di essere intrinseco alla persona, non va giustificato, spiegato, interrogato; lo si vive essendo la propria natura profonda, uno stimolo, un desiderio, un sentimento. Dunque non è un discorso limitato all'orientamento omosessuale: chiunque abbia un orientamento sessuale lo vive in questo modo.
Vediamo se stavolta il mio commento viene pubblicato; non contiene insulti, né attacchi, ma probabilmente, se l'avete cancellato ieri, ciò che cercate è soltanto lo scontro, altre opinioni vi fanno paura. Complimenti.

Anonimo ha detto...

A me questo modo di essere costantemente attaccato, in questo blog, fa soffrire; non capisco il motivo per cui alcuni se la prendano tanto con gli omosessuali, sperano di "farli guarire", e a che scopo... Non capisco perché non possiate lasciarci in pace.

Lontana ha detto...

Ho letto con interesse entrambi i link. Questo conferma l'ipotesi che ci sia una specie di coercizione, sopratutto sui piu' giovani. Appena uno ha dei problemi, é piu fragile, zac, gli si dice che é gay e basta. Inutile fare il piccolo sforzo di avvicinarsi al diverso da se' che é la donna.

Sono convinta anche io che l'identità omosessuale non esista. Esistono persone che, in un certo momento della vita hanno delle esperienze omosessuali, ma non per questo lo sono per sempre, come vorrebbero gli attivisti che perseguono fini politici.

Bravo Veritas, sei una fonte preziosa di informazioni!

Gwath ha detto...

Se non sbaglio (Veritas correggimi se sbaglio), si tratta di indurre, da parte di alcune comunità gay, un atteggiamento a base emotiva.

Se si mantiene l'illusione dell'irreversabilità della propria situazione, si induce la persona a auto-giustificare la propria condizione come situazione giusta, facendo pressione sull'autostima di sè.
E' una tecnica utilizzata anche dai commercianti, si chiama: tecnica del colpo basso.

Non è un caso, credo, che Michael Glatze cominciò a pensare alla sua situazione dopo un evento traumatico e il ricongiungimento religioso.

Eventi come questi creano una breccia nella propria auto-stima, e quindi una breccia nella propria auto-giusficazione di sè.

Certo essere religiosi non è indispensabile, ma è un dato accertato che alcune religiosità danno un senso di umiltà; e quindi abbassare l'azione di auto-giustificatrice.

Infatti credo, se uno riuscisse ad avere lo stesso grado di umiltà anche fuori da un contesto religioso, sono convinto, che il risultato sarebbe identico.

L'"auto-giusficazionalità" è l'impedimento per vedere la realtà in maniera accurata, e di conseguenza a operare scelte con cognizione; ovvero il capire se il proprio comportamento è stato indotto dal "groupthink" (dal pensiero di gruppo), oppure è stato prodotto da una sua scelta personale (che comunque può essere cambiata. Ognuno di noi ha il diritto di cambiare opinione).

Massimo ha detto...

Troppi anonimi. Rinnovo l'invito a scegliersi un nick, sennò dovremo intervenire con l'obbligo della registrazione in blogspot.

Detto questo, veniamo a due commenti dell'anonimo impaziente delle 5,11 del 2 febbraio e 1,20 del 3 ed a quello dell'anonimo dell'1,57 del 3 febbraio.

La risposta ad entrambi è semplicissima.
Non c'è alcun dogmatismo nel seguire la natura, per cui è sciocco pensare che gli eterosessuali debbano porsi il problema se è giusto andare con una donna (se uomini) o con un uomo (se donne). :-D

Al secondo ricordo che senza i "gay pride" e senza le pretese di ottenere leggi di privilegio questo blog non sarebbe mai stato aperto. Liberissimi gli omosessuali di svolgere le loro pratiche in privato, ma non di pretendere che siano elevati a diritto i loro capricci sessuali.

Gwath ha detto...

@Massimo, vi consiglio di non ammettere più gli anonimi recidivi. Altrimenti ogni discussione diventa ingestibile.
Questo è un problema OGGETTIVO. Spero che questo gli anonimi lo capiscano.

In ogni caso la gestione del blog l'avete voi. Il mio è solo un consiglio.

@ per l'Anonimo (del 3 febbraio 2008 alle 1.20):

caro Anonimo innanzitutto spero che vorrai metterti un nick.

Poi, hai travisato completamente l'argomentazione. Noi si parla di libertà di scelta di orientamento. Scelta che in alcuni (dico alcuni perchè voglio essere garantista) associazionismi omosessuali, tale scelta è negata proprio per rispettare questa regola che ho citato. [Regola che odora di dogmatismo settario.]

Caro anonimo te scrivi:

mai sentito un etero dubitare della propria attrazione per le donne

E io ti rispondo:

A-ah. Non hai mai sentito di persone che da etero si scoprono omo? Io invece di casi simili ne ho trovati eccome.

Come ho sentito casi di omo che riuscendoci sono rientrati nell'etero.

Ma purtroppo nella nostra società, chi và da etero a omo è un atto di libertà, mentre chi và da omo ad etero è un "traditore".

Questa si chiama libertà di scelta?

Chiunque abbia un briciolo di onestà intellettule risponderebbe "no".


Ma visto che si è tanto inclini a paragonare gli omo agli etero, dirò che c'è una enorme differenza, dal momento che sono gli omosessuali ad aver adottato i termini "etero" e "omo".

Questa differenzazione dimostra che la sessualità omo è una sessualità definita come "gruppo".

Questo concetto di "gruppo omosex" ha tutte le caratteristiche del tipico gruppo: "ingroup" (omo) e "outgroup" (etero).

Questo modo di intendere la sessualità tra gli etero è pressochè assente.
Mentre tra gli omosessuali ciò è MOLTO presente.

Questo gruppo che cerca in tutti i modi ti tenersi i suoi associati, nella prospettiva di un pensiero che non può essere messo in discussione. Come ha ben messo in evidenza l'intervista di Michael Glatze.

laura la racchia ha detto...

quello che ha fatto glatze va benissimo, se lo rende felice. si è scelto la sua strada, non fa del male a nessuno, ben venga! ma perchè dovete pensare che, se l'ha fatto lui, allora tutti gli omosessuali devono necessariamente fare la stessa cosa? un omosessuale che diventa etero non è un "traditore": se la sua è una libera scelta va benissimo, i problemi sorgono se la scelta non è molto libera, ma è frutto di forzature da parte di terzi. questo, si intende, vale ALLO STESSO MODO per gli etero che diventano omosessuali.

Veritas79 ha detto...

Mi spiace per l'anonimo che si è sentito censurato, ma lui fa tutto un discorso paragonando gli etero (parola inventata dagli omosessuali) e gli omosessuali, dicendo che gli etero non si mettono mai in dubbio e non si chiedono mai perché. Questo è totalmente falso. Non ho mai visto "etero pride" nonostante magari la possibilità di generare un figlio con la persona amata dovrebbe essere più fonte di orgoglio di quella semplicemente di provare attrazione per persone del proprio sesso. Purtroppo ancora oggi si sentono molti più casi di etero che prima si mettono in dubbio e poi provano la strada gay, nove volte su dieci per colpa di relazioni fallimentari con le donne (altro grave problema della società del III millennio), che di gay che si mettono in dubbio (non possono farlo, è contro la loro "religione/setta").

Spesso, come non dico io ma un'autorevole scrittrice come Daphne Patai, mi viene da pensare che la rivolta femminista abbia causato, oltre alla giusta equiparazione dei diritti tra uomo e donna, alla lunga uno squilibrio. Ovvero, presa la rincorsa si è andati un po' troppo oltre. Oggi le donne (non tutte, ma molte) sono troppo aggressive ed il vecchio ruolo dell'uomo è minato... per questo, in questa grande confusione di ruoli, c'è un costante aumento di lesbiche e gay (come ho riportato dall'intervista di Karla Mantilla)... che poi la comunità GLBT voglia dire "ci sono sempre stati ma oggi si dichiarano" è una frase di comodo perché è ovvio che se si scoprisse che gli omosessuali aumentano a discapito degli eterosessuali più di un sopracciglio inizierebbe ad inarcarsi. Però è effettivamente così, a prescindere che ce lo dicano o meno.

Veritas79

Lontana ha detto...

Hai ragione Veritas, e l'ho constatato qui in Canada, dove molti si son rifugiati nell'omosessualità a causa della guerra uomo-donna che qui é molto forte.
Ma guai a dire una cosa del genere!
Perché toccherebbe moltissimi interessi e in primis i movimenti femministi che nessuno osa mettere in discussione.

Veritas79 ha detto...

Laura la Racchia: gli omosessuali hanno dato del traditore a Glatze ed è stato bersagliato per questo, era scritto nella traduzione del suo articolo riportato.

Eterofobia, qualcosa che esiste e che la gente fa finta non esista.

Veritas79

Chiara ha detto...

Anche l'omofobia, Veritas.

Ad quando in qua, la gente ammette l'esistenza di atti discriminatori?
Il clima è pesante ovunque, gli integralisti esistono in ogni dove come i fanatici... probabilmente coloro che vivino una vita terrificantemente vuota si scagliano in giudizi, traditore... è ridicolo.

Molte di queste fantastiche uscite sono nate anche dal fatto che gli omosessuali vengono visti come malati, deviati, invertiti, pedofili, chi ne ha più ne metta... e scagliano rabbia e frustrazione su coloro che gli umiliano per ignoranza.
Quando alcuni di questi signori hanno visto che non era così hanno iniziato con metodi subdoli ad umiliare coloro che vengono visti sempre come potenziali nemici.

E ce ne sono tanti.

Veritas79 ha detto...

Chiara, non esageriamo. L'omofobia è qualcosa contro la quale vengono anche presi provvedimenti sbagliati ed ingiusti (vedi Inghilterra, dove la pena per incitazione all'omofobia è di detenzione per durata pari a quella che si avrebbe per uno stupro), l'eterofobia è qualcosa che i più ignorano e quando parli ad un omosessuale di eterofobia ti ride in faccia nel più dei casi. Sono due comportamenti sbagliati ed entrambi deprecabili solo che l'omofobia risalta perché è a danno di una minoranza e perché spesso viene confusa e viene detto omofobo anche ciò che non lo è... mentre l'eterofobia dilaga tra le fila sempre crescenti dei gay (dato che i processi omofili puntano al reclutamento di sempre più neo-omosessuali) ma viene ignorata.

Alla fine su questo blog si fa un po' come greenpeace... esiste inquinamento atmosferico, inquinamento acustico e negli ultimi anni è dilagato l'inquinamento sessuale. Tutto qui.

Veritas79

Chiara ha detto...

Inquinamento sessuale. Bel termine per far soffrire le persone... come se inquinassimo la società, ma per quale motivo? Perchè vogliamo un contratto legale, per tutelarci?
I desideri di omosessuali sono distanti dalle utopie delle lobby di qualsiasi parte siano.

Le relazioni omoaffettive (è nato questo termine)non cagionano danno alcuno, non sono equiparate al matrimonio perchè tanta ferocia or dunque?
Addirittura in un altri commenti, si parlava di influenza... di cure... di infezioni...

Non riesco a capire perchè siate crudeli, la depressione sociale ( di cui si parla ormai da tempo) si riscontrata proprio in questa ferocia che scagliate sugli altri.


E così fanno alcuni tipi di omosessauli che ormai combattono da una vita e si sentono sempre e comunque umiliati. Come la sottoscritta, anche se non cede mai al rancore ritendolo controproducente.

I miei complimenti, sempre e comunque ineggiare alla durezza, mai cercare di capire. Chi di voi ha mai partecipato a cene con omosessuali, chi mai di voi si è sforzato di parlare faccia a faccia con loro, chi mai di voi li ha trattati come persone e non come malati?

Non chiediamoci poi perchè esistono le fobie.
Di errori gli omosessuali ne fanno tanti, certamente, ma mi permetto di citare una persona:
" chi è senza peccato scagli la prima pietra"

Massimo ha detto...

Ecco, anche il nuovo termine che non vuole dire nulla, solo un neologismo che serve solo ad assecondare uno stato di disagio, invece di affrontarlo per porvi rimedio.
Il medico compassionevole uccide il malato ... :-)

Chiara ha detto...

L'omosessualità non è una malattia Massimo, questo non ha senso.
E per fortuna che qualcuno se ne è reso conto. Perchè non si può avere la libertà di vivere la propria vita senza giudizi?
Non avete considerato la possibilità di trovare ostacoli esterni ad una vostra relazione?
Come vi sentireste?
Pensate non poteste trovare tutela nella vostra realzione bandita come deviata... come vi sentireste?
E' ciò che, persone considerando una malattia l'omosessualità, generano in tutti coloro che la vivono.

Veritas79 ha detto...

Chiara, io ci parlo spesso con gli omosessuali, ma solo quelli che ragionano, non quelli che dicono cose tipo "sono nato gay" o "se uno è gay lo resta tutta la vita"! E inquinamento sessuale non lo fanno solo i gay, ma è palese che ci sia. Tutta questa (perdonatemi l'inglesismo) MISCONCENZIONE del
sesso sta portando a risultati catastrofici.

Veritas79

Massimo ha detto...

L'omosessualità, da pochissimo in termini temporali, non è più considerata malattia e poichè la questione è tuttaltro che pacifica poptrebbe accadere il contrario anche in tempi brevi, esattamente come abbiamo assistito ad una alternanza continua sul fatto che la c.d. "dieta mediterranea" faccia bene o male.
I giudizi li cercano gli omosessuali proponendo leggi ad hoc per se stessi.
La domanda sui giudizi su relazioni deviate ha una sola risposta: se una relazione è considerata deviata nell'opinione generale merita il giudizio negativo, indipendentemente dalle pulsioni e passioni individuali.

Chiara ha detto...

Ma questo non avviene in altri paesi per esempio, che ritengono l'omosessualità non una devianza ma una variazione naturale della propria sessualità.
Recenti statistiche Massimo, hanno dimostrato che il 71% degli italiani si è espresso a favore di diritti omosessuali, ma non delle adozioni e su questo potrei anche essere d'accordo.
Si è espressa la medicina su questo campo, la psichiatria, la psicologia... è dal 1950 che si fanno studi su studi. I risultati sono stati quelli attuali, anche se la mentalità comune non si evolve con uno straccio bagnato per cancellare le macchie.

Il punto, è che, la relazione non viene ritenuta deviata ben si diversa dai modelli a cui noi siamo stati abituati sino ad ora.
Quindi meritevole di attenzione giuridica.

L'omosessualità è esistita da sempre, circa 2000 anni fa si citavano i sodomiti no?

Veritas, non riesco a capire mi perdoni, lei crede che la misconcezione sessuale derivi dall'omosessualità? O che essenzialmente una società che si sia evoluta spostando il sesso come impulso al sesso come una miriade di pulsioni sia sessuali che affettive.
Se una persona sceglie di non amare, e di non vivere la sessualità sono sue scelte... questo per risponderle all'altro nell'altro post. Io rispetto le scelte di tutti, quindi se vuole nominare un curato come in una coppia omosessuale sono (spero) consapevoli entrambi di ciò che intendono preseguire.
Rispettare le riflessioni di tutti spesso e volentieri e molto più difficile che scivolare nell'astio semplicistico, sto facendo un discorso generale non specifico non mi fraintenda.

Mi chiedo che idea si sia fatto allora parlando con omosessuali dei loro valori... un gay o una lesbica possono non esserlo tutta la vita (ma questo vale anche per un etero giusto?) allora perchè non tutelarli, certo come ha detto Massimo ci sono modi minoritari anche solo per evitare di rimanere fregati dai patner disonesti.
Ma questo non tutela la relazione, ma i singoli.
Questo per alcuni è dovuto al pregio sociale, ma allora siamo inseriti in un sistema per il quale siamo macchine di riproduzione non veicoli anche di espressione di arte, di sentimenti, di scienza e cultura.
Mi sembra davvero meccanico e triste ridurci ai minimi termini riproduttivi.
Allora se dovessi parlare di pregio sociale, un artista che produce 3 opere l'anno, non equivale ad un operario che lavora 8 ore al giorno. Niente pensione, non ha lo stesso pregio.
Mi sembra assurdo.
Si è liberi di essere se stessi solo a parole allora?

Veritas79 ha detto...

L'omosessualità era considerata una sorta di malattia psichiatrica (non esattamente una malattia quindi ma un disturbo) finché non venne eliminata dal DSM-II, il compendio dei disturbi mentali.

Tuttavia c'è una cosa MOLTO torbida da dire al proposito e mi fa specie non se ne parli mai.

1) Fu eliminata sotto pressione dei movimenti omosessuali.
2) Fu eliminata solo con una votazione tra i redigenti il compendio. NON CI FU ALCUN METODO SCIENTIFICO PER ELIMINARLA.
3) La ragione addotta per eliminarla non fu che "non era un disturbo in effetti" ma che "era un qualcosa presente in una percentuale troppo alta della popolazione per essere considerato un disturbo".
4) Il DSM, sebbene redatto da un organo competente a livello mondiale come l'APA ha un approccio criticato da tutti. E' considerato come una sorta di dizionario alla fine, e contiene i limiti che ha un dizionario: non sempre contiene tutte le parole che si usano, spesso contiene parole che non usa nessuno.

Tutte le volte che gli omosessuali parlano del fatto che l'omosessualità non sia un disturbo della personalità si rifanno all'eliminazione della stessa dal DSM (allora DSM-II), ma sarebbe esattamente come dire che un negozio non esiste più solo perché non è più sulle pagine gialle. Ciònondimeno, all'omosessualità venivano sempre associati dagli psichiatri altri tipi di disturbi del carattere sessuale. Ad esempio, circa il 90% degli omosessuali maschi ha provato almeno una volta se non spesso pratiche di sadomasochismo (provare piacere nel cagionare dolore fisico o semplicemente umiliare o denigrare il partner, e viceversa).

Veritas79

Massimo ha detto...

Che senso ha essere favorevoli alle relazioni omo e non alle adozioni omo ? Se il rapporto è "normale" allora non deve avere limiti. Se si pongono dei limiti e si dice "però le adozioni no" si manifesta un dubbio sulla normalità del rapporto.
Oppure si certifica la normalità fino ad un certo punto e la parziale devianza ? :-)

Chiara ha detto...

Certifico un dubbio Massimo, perchè come omosessuale non voglio che i miei figli naturali o adottati subiscano le mie stesse discriminazioni e giudizi che io stessa ho subito.
Credo che la sua felicità e serenità venga prima della mia.
Se la società cambierà, le adozioni saranno una prassi, ma non si può ottenere due conquiste in una volta.

Semplicemente, non faccio un discorso egoistico.