mercoledì 28 maggio 2008

Propaganda e strumentalizzazione omofila

Un paio di commenti al post di Ares hanno ricordato altrettanti “casi” assurti agli onori della cronaca e che hanno visto protagonisti due omosessuali.
Un conduttore radiofonico (o similare) e un diciottenne palermitano.
Il primo ha preso un po’ di botte da sconosciuti, il secondo è stato ferito a coltellate dal padre.
Nel secondo caso a fare da detonatore della violenza è stata la confessione della omosessualità del ragazzo che ha ferito profondamente il padre la cui reazione era intesa a lavare l’onta e salvare l’onore della famiglia.
Nel primo caso i clan omofili si sono subito scatenati attribuendo lo scontro alla natura omosessuale del conduttore, ma non ci è dato realmente conoscere i veri motivi per i quali due persone lo hanno atteso e lo hanno aggredito.
Entrambi i casi, però, sono stati strumentalizzati dalla lobby omofila per la sua propaganda.
Non serve ricordare come, nelle più varie occasioni, durante una partita di calcio come all’uscita dalla discoteca, accadono risse, a volte anche con conseguenze ben più gravi di quel paio di bernoccoli provocati al conduttore radiofonico.
Come non serve ricordare quanto sia purtroppo diffusa la violenza dei “padri padroni” nei confronti dei propri figli, che a volte sfocia in omicidi o in reazioni con uguale risultato.
Proprio questi due episodi ci ricordano come siano bene organizzati gli omosessuali, con le loro teste di ponte nell’informazione che fornisce ampio risalto alla loro versione dei fatti ed alle loro tesi che, immancabilmente, sfociano nel piagnisteo della presunta discriminazione.
Anche dopo questi casi, infatti, capitati proprio a fagiolo dopo le coraggiose dichiarazioni del Ministro Mara Carfagna, abbiamo ascoltato e letto le abituali rivendicazioni di leggi ad hoc, di privilegio a favore degli omosessuali, adducendo, appunto, una presunta discriminazione.
Siamo arrivati al punto che è stato richiesto un inasprimento delle pene per chi aggredisce un omosessuale.
Dovrebbero spiegare quale valore aggiunto fa sì che una rissa in cui è coinvolto un omosessuale o un padre che picchia un figlio omosessuale comporti una pena maggiore rispetto ad una rissa o ad una violenza del “padre padrone” su chi omosessuale non è.
Se non sono pretese di privilegio queste … !

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martedì 20 maggio 2008

Grazie, Mara

La giovane e bella Ministro per le Pari Opportunità ha osato l'inosabile: negato il patrocinio alla festa degli omosessuali che si terrà a fine giugno a Bologna.
Non solo, ha anche negato che le richieste omosessuali meritino attenzione perchè non esiste alcuna discriminazione nei loro confronti, mentre ad essere soggetti meritevoli dell'interessamento del suo ministero sono e devono essere donne, disabili, bambini, cioè coloro ai quali viene realmente negata la par condicio nei confronti delle altre persone.
A parte la considerazione che anche per le donne direi che si sia realizzata la piena parità, per cui sono da considerarsi tutt'altro che soggetto debole, la dichiarazione della Carfagna ha colpito al cuore le "rivendicazioni" degli omosessuali che, infatti, hanno reagito con commenti totalmente fuori dalle righe.
Aggiungerei anche che è improprio parlare di "diritti" omosessuali raggiunti, perchè non esiste un diritto che debba essere tale rivolto agli omosessuali, bensì esistono i diritti che sono riconosciuti a tutti i cittadini e che non sono mai stati negati agli omosessuali.
Semmai è ancora in atto un tentativo di far riconoscere agli omosessuali dei privilegi che verrebbero a costare a tutti i cittadini.
Come il patrocinio - che significa spendita del nome ma anche finanziamenti pubblici - per una manifestazione, spesso squallidamente volgare, che interessa solo gli omosessuali e limita la libertà dei cittadini della città in cui si svolge.


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sabato 17 maggio 2008

Sacramento: un altro passo verso il baratro

La Corte Suprema della California ha riammesso il "matrimonio" (?) tra omosessuali, bocciato in un referendum dal 61% dei votanti californiani.
Pare che anche lì la magistratura se ne freghi del parere dei cittadini, dando vita ad uno scollamento tra le sue decisioni e la volontà del Popolo che pure dovrebbe essere quella prevalente.
Stupisce l'acquiescenza del Repubblicano Schwarzenegger a tale sentenza, forse le sue cattive frequentazioni hollywoodiane hanno esercitato la loro perversa influenza.
Così la California, il più popoloso stato dell'Unione, si unisce al Massachusetts e fa fare alla civilità un altro passo verso il baratro morale.
Gli ambienti Conservatori Americani hanno promesso battaglia e mi auguro che ciò accada veramente, sennò rischiamo di vedere anche in Italia approvata la proposta di legge di due parlamentari radicali che ripropongono il "matrimonio" (?) omosessuale e, addirittura, l'abolizione dei termini "marito" e "moglie" per il solito amorfismo, "coniuge".
Peccato questa notizia che vanifica quella di cui al post precedente relativa all'elezione di Johnson a sindaco di Londra.
La nostra battaglia di civiltà continua (e sarà lunga).

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domenica 4 maggio 2008

Si torna ad imboccare la "retta via" ?

"Le unioni omosessuali ? Ridicole, se permettiamo a due gay di sposarsi, allora consacriamo anche i matrimoni fra tre gay o fra due gay e un cane"
(Boris Johnson, neo sindaco conservatore di Londra).


Non è tanto per la dichiarazione, di chiaro stampo calderoliano, che ho preso spunto per il titolo del post, quanto per il fatto che fu pronunciata prima delle elezioni, scatendo la liturgica "indignazione" delle lobbies omofile e, ciononostante, Johnson è stato eletto sindaco di Londra, di una città, cioè, tra le più libere, multicultarali, "aperte" (sin troppo!) ad ogni impostazione, anche le più strampalate.
Non mi ricordo se Ken il rosso fosse anche omosessuale (o se mi confondo con il sindaco di Parigi o se lo sono tutti e due), resta il fatto, positivo, che un personaggio come Johnson è stato eletto sindaco di Londra.
Noi continueremo ad impegnarci perchè non resti un fatto isolato.

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