venerdì 6 giugno 2008

Una battaglia di Civiltà

Una firma contro il gay pride a Bologna.
Non conosco chi ha promosso questa petizione online che ho trovato per caso linkata in un commento in un blog che frequento, ma non esito a condividerne lo spirito.
Da Bolognese, da Italiano, da Persona Civile.
Bologna è già sufficientemente devastata da 4 anni (e ne ha ancora per un altro, oltre alla minaccia di una riconferma) da un sindaco estraneo al tessuto sociale e all'anima della città e della sua popolazione.
Siamo scivolati in basso in tutte le classifiche positive e schizzati in alto in tutte quelle negative (come l'ultima del Sole 24 Ore sulle rapine che segnala Bologna seconda solo a Rimini).
Bologna come non merita l'attuale giunta, così non merita di vedere le sue strade, i suoi vicoli, i suoi palazzi, sfregiati da una manifestazione di mera ostentazione e provocazione.
Ma se si reagisse, come si dovrebbe ad una provocazione offensiva, verrebbero sanzionati dallo stato non i provocatori, ma chi esercitasse la reazione.
Allora non ci resta che sostenere la reazione con la Forza delle Idee, della Civiltà, della Parola, del Pensiero.
Una Forza che nessuno potrà mai impedire di manifestarsi e che, in questo caso, vede l'adesione e la diffusione di una petizione online che si invita a firmare.
Auspicando che tutte le iniziative, timide e sparse, che stanno nascendo per contrastare le già ben organizzate lobbies omofile, possano trovare un punto di incontro per efficientare la propria battaglia di Civiltà.

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8 commenti:

Ateo ha detto...

Questo post, che riporta il testo di una petizione che presumo voi condividiate, è molto significativo.

"Ma se si reagisse, come si dovrebbe ad una provocazione offensiva [cioè la manifestazione denominata Gay Pride]..."

La domanda ovvia è: cosa intende con "come si dovrebbe"?

La risposta implicita arriva poco dopo.

"Allora non ci resta che sostenere la reazione con la Forza delle Idee, della Civiltà, della Parola, del Pensiero."

Quindi quel "come si dovrebbe" non si riferiva alla "Forza delle Idee, della Civiltà, della Parola, del Pensiero", ma ad altro.

Io un'idea di cosa sia questo "come si dovrebbe" me la sono fatta, soprattutto leggendo la frase "...verrebbero sanzionati dallo Stato [...] chi esercitasse la reazione."

Mi farebbe molto piacere leggere le vostre interpretazioni su quale dovrebbe essere questo "come si dovrebbe".

Anonimo ha detto...

Mi spiace che il vostro sia un piccolo spazio, dovrebbe essere più frequentato e conosciuto...
No all'omosessualità.

Louis ha detto...

Ma, mi si perdoni, con la logica del "Ma se si reagisse, come si dovrebbe ad una provocazione offensiva, verrebbero sanzionati dallo stato non i provocatori, ma chi esercitasse la reazione.", non si finisce col giustificare lo stupratore della ragazza in minigonna?

Massimo ha detto...

Bravo Ateo: continua nelle tue masturbazioni mentali per interpretare ciò che è chiarissimo.

Grazie Anonimo, ma un ben nucluo di affezzionati lettori lo abbiamo ... :-)

Louis: no.

Anonimo ha detto...

ma qual'è l'indirizzo per fimare questa petizione? Grazie e complimenti per il blog (che ho scoperto solo oggi)- Elisa

Piedone L'africano ha detto...

Eccolo, Elisa: http://firmiamo.it/nogaypridebologna

Rage against the bigots ha detto...

C'è qualcosa che non quadra: se è così estraneo al tessuto sociale ed alla sua popolazione ed ha fatto tanti danni..come mai c'è il rischio di una sua rielezione?

Comunque che il blog inneggiasse alla violenza lo si è sempre saputo, inoltre è piacevole leggere come si contraddicano da soli, prima dichiarandosi "persone civili" e poi inneggiando alla violenza, che non possono esercitare, solo perché lo stato li perseguirebbe in quanto delinquenti (-.-'). Che strano vero? Questo stato cattivo che addirittura punisce chi usa la violenza con le manifestazioni pacifiche..roba da non credere.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

"Questo stato cattivo che addirittura punisce chi usa la violenza con le manifestazioni pacifiche.."

Infatti, stiamo processando i Poliziotti ed i Carabinieri , non i responsabili che devastarono Genova, certi dell' impunità loro dovuta per il loro status di "militanti" rossi.