sabato 27 settembre 2008

Anche Stalin era gay

Il primo a insinuare dubbi che tra Stalin e il suo segretario particolare, l'ungherese di origini ebraiche Karl Pauker, ci fosse qualcosa al di là del rapporto di lavoro fu l'ambasciatore americano a Mosca, William Bullit. Il diplomatico statunitense, in un rapporto confidenziale inviato al governo Usa nel 1934, parlò di relazione «inconsueta».

Ovvio che all'epoca la tesi potesse apparire alimentata da un'ostilità politica più che da un reale fondamento. Tuttavia, con il passare del tempo, le voci crebbero al punto che, in piena guerra fredda, l'ex spia russa Alexandr Orlov si permise di scrivere nel libro “La storia segreta dei delitti di Stalin” che anche alcuni membri del Kgb sapevano del legame particolare, definendo Pauker «più che un amico, più che un fratello per Stalin». E forse, continua Orlov, la diffusione di certe voci portò all'uccisione dello stesso Pauker durante la grande purga del 1938.

Decenni dopo anche lo psicologo americano Daniel Rancour-Laferriere approfondì la tesi nel testo “The Mind of Stalin: a psychoanalitic study”: l'omosessualità di Stalin era latente fin dall'età giovanile e i rapporti con Pauker non erano da lui ritenuti inappropriati ricoprendo il dittatore, come imponeva il ruolo di comando, una parte attiva nella dinamica di coppia.

Ora anche in Russia divampa il dibattito. Se il settimanale “Secret”, a fine luglio 2008, ha sostenuto che il patto di non aggressione Molotov-Ribbentrop del 1939 altro non fu che un segnale dell'infatuazione del dittatore russo per Adolf Hitler, il bisettimanale moscovita “Chastnaja Zhisn’” ha definito la paranoia di cui era vittima Stalin un segnale tipico nelle persone che occultano la loro omosessualità.
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E se lo scrive Klaus Davi, uno che di gay se ne intende, non è solo un dubbio...

mercoledì 24 settembre 2008

Ma che casto bacio, secondo la Procura ! Un anno dopo...

Ho sempre detto che nella vita bisogna saper aspettare. Perchè spesso la verità viene a galla. Magari dopo un po', magari dopo molto. Non per niente, storicamente, sono Revisionista, e le recenti rivalutazioni o rivistazioni a proposito dei Soldati della RSI e degli Zuavi Pontifici, mi mandano in sollucchero. Così come il dibattito in atto sul "Giornale" a proposito della femminilizzazione del maschio e conseguente maschilizzazione della femmina, colpa il '68, il Femminismo e la lotta contro ogni tipo di Autorità, dal Padre alla Patria.

A distanza di oltre un anno, quello che avevo scritto nel post seguente:

http://secondonatura.blogspot.com/2007/07/ma-che-casto-bacio-secondo-la-procura.html

che provocò alcune reazioni stizzite da parte di alcuni visitatori, si sta rivelando esatto, salvo, naturalmente tutto il garantismo possibile che prevede la giusta presunzione d' innocenza per ogni processando.

Vi ricordate il caso di Michele e Roberto, i due pederasti denunciati il 27 Luglio 2007 a Roma al Colosseo dai Carabinieri per atti osceni in luogo pubblico ? Ma i due candidi invertiti avevano protestato, dichiarando che s'erano scambiati un bacin d'amore.

Vi ricordate non solo le reazioni a catena delle varie associazioni di omosessuali che subito gridarono allo scandalo, ma anche quelle di molti prodi politici, come il ministro della salute di allora, Livia Turco, che invitò tutti a "chiedere scusa a questi due ragazzi", come il ministro della famiglia, Rosy Bindi, che condannò l'episodio come "un eccesso di zelo da parte delle Forze dell' Ordine", come il ministro delle pari opportunità, Barbara Pollastrini, che denunciò un "clima omofobico" ?

Come scrissi allora, nessuno di questi ministri a farsi venire un dubbio a chi credere, cioè alla tenera coppietta piuttosto che ai Carabinieri, legati alla Patria da un giuramento, e dagli italiani spesso ripagati, oltre che con uno stipendio di fame, con insulti, molotov, sputi e sassate.

Ebbene, la Procura di Roma ha terminato le indagini che avevo annunciato, ed i due sodomiti dovranno presentarsi davanti al Giudice il prossimo 24 Febbraio, per il reato punito dall' Articolo 527 del Codice Penale, Atti Osceni in Luogo Pubblico. Perchè, salvo assoluzione dei processandi, è stata data per attendibile la versione dei Militi dell' Arma: altro che tenero bacino, trattavasi di coito orale !

Ma si sa, siamo una nazione omofobica !

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Chi c'è dietro la Lobby Omosessuale?

Ricevo e volentieri inoltro:

"Il 31 maggio la corte d'appello di New York si è riunita per prendere in considerazione quattro casi di coppie omosessuali che si sono viste rifiutare dallo Stato la licenza matrimoniale. Se la sentenza, attesa fra pochi mesi, sarà a favore delle coppie, il matrimonio gay sarà reso legale nello Stato di New York, come lo è già nel Massachusetts e nel Vermont. La lobby gay di New York attraverso l'Empire State Pride Agenda e la Lambda Legal Defense and Education Fund si è preparata per due anni a questo caso, raddoppiando il personale e ottenendo il consenso del sindaco Michael Bloomberg e del procuratore generale Eliot Spitzer, attualmente in corsa per diventare governatore dello Stato. Nel frattempo, il 7 giugno, dopo due giorni di intenso dibattito, l'offensiva anti-famiglia ha registrato una vittoria: ottenendo solo 49 dei 67 voti necessari, il tentativo del presidente Bush di far passare in Senato l'emendamento costituzionale per definire una volta per tutte il matrimonio civile come unione tra un uomo e una donna è fallito, e per ora i singoli Stati potranno continuare a legiferare a favore delle nozze gay.
La lobby omosessuale internazionale, che ha le sue roccaforti a New York, Washington D.C., San Francisco e Bruxelles, è sempre più influente e determinata al sovvertimento dell'istituto della famiglia tradizionale in favore del riconoscimento dei cosiddetti diritti riproduttivi di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali (glbt). È una lobby che riceve finanziamenti sia dalle grandi corporation private americane sia dai governi e dalle istituzioni internazionali, sotto forma di donazioni a organizzazioni non governative e fondi per la lotta all'Aids.
Uno tra i più influenti gruppi che appoggiano le battaglie per i cosiddetti diritti riproduttivi glbt negli Stati Uniti come in America Latina e in Europa è quello dei Catholics for a Free Choice (Cffc). Questa organizzazione, insieme con la International Lesbian and Gay Association (Ilga), lavora costantemente a Bruxelles per fare pressione sui legislatori europei affinché agiscano contro quegli Stati che non riconoscono le unioni omosessuali, cioè contro gli Stati definiti "omofobici" dalla risoluzione approvata il 22 gennaio di quest'anno dal Parlamento europeo. Negli Stati Uniti la Cffc lavora a stretto contatto con le più importanti organizzazioni omosessuali, come la Human Rights Campaign, la Ilga America, la American Civil Liberties Union (Aclu), l'America's Union Movement (Afl-Cio) e la National Gay and Lesbian Task Force. Fondato nel 1972, il gruppo Cffc dispone di un budget annuale di 900 mila dollari e conta su 8 mila iscritti. Ne è illustre esponente Daniel Maguire, docente di Teologia morale alla Marquette, prestigioso ateneo dei gesuiti a Milwakee (Wisconsin). Il professor Maguire ha scritto vari saggi in favore di aborto, eutanasia e matrimonio gay fino a quando lo Stato del Vaticano è intervenuto esortando l'università ad essere più coerente con i princìpi professati.
Nomi pesanti e montagne di denaro
L'organizzazione è finanziata da molte fondazioni, tra cui la rivista pornografica Playboy (attraverso la Playboy Foundation) con 10 mila dollari l'anno, la MacArthur Foundation (600 mila dollari), la fondazione della casa automobilistica Ford (1.200.000 dollari), l'Open Society Institute del finanziere George Soros (150 mila dollari annui), il Goldman Fund di San Francisco, che nel 2000 ha devoluto ben due milioni di dollari, la Turner Foundation (del Ted Turner di Cnn), che versa 60 mila dollari ogni anno come la Rockefeller Foundation. Le medesime fondazioni, poi, con l'aggiunta di Kodak, Hewlett-Packard, American Airlines, Apple, AT&T, BP, Chevron, Citigroup, Credit Suisse First Boston, Daimler Chrysler, Dell, Deutsche Bank, Ernst & Young, Estee Lauder, Intel, Ibm, J.P. Morgan Chase & Co, Johnson & Johnson, Levi Strauss & Co, Merril Lynch, MetLife, Microsoft, Nike, Pepsico, Toyota, Ubs, Xerox, finanziano per decine di migliaia di dollari la più importante organizzazione Gay con sede a Washington D.C., la Human Rights Campaign. Particolarmente attenta alla causa omosessuale è la Motorola, i cui dipendenti non possono esprimere liberamente le proprie opinioni mentre assistono a corsi promossi dalla società su come eliminare l'omofobia sul posto di lavoro. L'azienda ha inoltre dedicato al mondo glbt un'appostita sezione del proprio sito web chiamata MotoPride. Ma non è l'unica corporation a darsi da fare. La Sony, per esempio, è tra i fondatori di Mtv Gay Channel, e in più sponsorizza gli attivisti pro-nozze gay e pro-aborto della Rock for Choice, che coinvolge numerosi artisti del calibro di Pearl Jam, Soul Asylum, Red Hot Chili Peppers, Iggy Pop, R.E.M., Green Day, Cyndi Lauper, Peter Gabriel e Tracy Chapman.
Il già citato multimiliardario George Soros, poi, durante l'ultima campagna presidenziale americana (2004), ha deciso di concentrare tutte le sue energie per cercare di sconfiggere Bush, colpevole di aver tradito i princìpi in cui crede l'Open Society Institute. Soros è diventato così in breve tempo il più grande donatore della storia politica americana, finanziando per oltre 25 milioni di dollari Ong che grazie alla legge 527 delle ultime elezioni americane hanno potuto ricevere fondi e finanziamenti illimitati per le proprie battaglie culturali. In particolare Soros contattò Ellen Malcom, la responsabile di Emily's List, il più grande comitato pro-choice d'America, e Steve Rosenthal dell'Afl-Cio. Insieme, Malcom e Rosenthal hanno così dato vita all'ennesimo gruppo portavoce delle istanze omosessuali, America Coming Together (Act). L'altra potente lobby di orientamento radicale e libertario finanziata generosamente da Soros nel 2004 è MoveOn.org. Nato per difendere l'operato di Bill Clinton, questo gruppo di pressione insieme all'Act ha raccolto per le presidenziali circa 75 milioni di dollari.
Ma la possibilità di sovvenzionare le lobby gay che hanno assunto lo statuto di Ong è ampiamente utilizzata anche dai singoli governi, dalle amministrazioni locali e dalle Nazioni Unite, anche se a volte la foglia di fico cade lasciando scoperte nudità imbarazzanti. Come è accaduto il 19 maggio scorso, per esempio, quando l'Onu, dopo un acceso dibattito conclusosi con un voto sostanzialmente diviso, si è trovata costretta a revocare all'Ilga Europe lo stauts di Ong (concessole nel 1993) dopo che l'organizzazione si era formalmente associata con gruppi sospettati di promuovere la pedofilia, come la molto controversa North American Man-Boy Love Association (Nambla).
Una vera potenza economica
Ogni anno, in questo periodo, si tengono nella città di San Francisco e a New York due tra le più imponenti parate omosessuali del mondo. Decine di migliaia di persone provenienti da tutti gli Stati Uniti si raccolgono qui a ogni nuova edizione. La città di San Francisco assicura un contributo pubblico per l'evento, circa 70 mila dollari su una spesa organizzativa di circa 350 mila dollari. Il resto è coperto dai contributi dell'importante banca californiana Wells Fargo, dalla Kraft Foods, e dalla catena farmaceutica Walgreens.
Molto significativo anche quanto avviene in California, dove la parlamentare democratica Nancy Pelosi è riuscita a destinare un milione e mezzo di dollari nelle casse del dipartimento di Salute pubblica di San Francisco per programmi rivolti ai malati di Hiv, fondi che in gran parte finiscono, sotto forma di contributi per attività culturali e di prevenzione, nelle casse delle organizzazioni gay come quelle che animano il quartiere Castro di San Francisco. Il Castro è un esempio di mercato immobiliare fondato sulle esigenze della comunità omosessuale, che beneficiando mediamente di stipendi medio-alti e non dovendo provvedere al mantenimento dei figli, sceglie volontariamente di ristrutturare e valorizzare aree depresse. Costituendo un mercato alternativo, la comunità omosessuale porta anche il proprio turismo e consumi specifici (basti pensare a cinema e riviste per gay). Qualcosa di analogo al quartiere Castro si è sviluppato a Washington D.C. nella zona di Dupont Circle e a New York, zona Chelsea. È proprio nel quartiere newyorchese di Chelsea che ha sede uno dei più importanti giornali gratuiti (free press) per gay, GayCity News. Ed è sempre qui il quartier generale delle organizzazioni omosessuali che hanno condotto la settimana di sensibilizzazione che quest'anno ha preceduto il Gay Pride cittadino. Oltre che dalla Human Rights Campaign e dalla storica Stonewall Foundation, il Gay Pride della Grande Mela è promosso anche dal Glbt Community Center, che riceve parte di quegli 8,5 milioni di dollari destinati alla lotta contro l'Hiv nello Stato di New York.


di Sorbi Mattia


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giovedì 11 settembre 2008

Perversione e aggressione

L’inizio della settimana ha visto evidenziato in cronaca due fatti che, in comune, hanno la “qualità” dei protagonisti: tutti omosessuali.
A Baricella, paese in provincia di Bologna, un perverso giochino sessuale, ha portato alla morte di una persona ed all’arresto del suo amichetto, con l’imputazione di omicidio preterintenzionale (se non l’hanno nel frattempo derubricato).
A stretto giro di posta, a Roma è stata denunciata una aggressione a due omosessuali che passeggiavano in quella che è stata ribattezzata “gay street”, con il consueto corollario di pronte dichiarazioni delle associazioni omofile.
Nel primo caso la ripugnanza che provoca il tipo di perversione posta in atto, credo non abbia bisogno di commenti, come non credo vi sia qualcuno che possa eccepire se diciamo che quei due omosessuali non erano proprio del tutto a posto.
Sul secondo caso c’è molto più da dire.
Innanzitutto, andreottianamente: chi pensa male fa sicuramente peccato, ma talvolta ci azzecca.
Poiché il primo fatto (quello di Baricella) aveva suscitato, come detto, profondo ribrezzo, il secondo ha, sul piano mediatico, quanto meno, spostato l’attenzione dal giochino perverso di due omosessuali, alla solidarietà per due omosessuali aggrediti.
Non ho letto alcuna testimonianza o versione della denunciata aggressione di Roma, se non da fonti di parte.
Non mi risulta che i due omosessuali che hanno denunciato l’aggressione siano dovuti ricorrere alle cure mediche o abbiamo mostrato segni di ferite o quant’altro (io appartengo alla generazione che negli anni settanta c’era e ben ricorda che le aggressioni, allora, finivano spesso con teste o arti fratturati, nasi a pezzi, sangue sparso).
Nessuno ha rivendicato la presunta aggressione, né sono apparsi gli abituali video in rete.
Ma tutto questo è, per l’appunto, applicare le teorie andreottiane.
Diciamo che l’aggressione ci sia stata.
Forse che tante altre aggressioni non vengono subite da donne, uomini, tifosi, supporters politici ?
Sì, accade e lo sappiamo benissimo.
Allora che senso ha, se non quello di creare un clima di intolleranza crescente, chiedere, come ha fatto un dirigente di una associazione omosessuale, che “Maroni garantisca la sicurezza degli omosessuali” ?
Degli altri solo se rimane tempo ?
Maroni, lo stato, deve garantire la sicurezza di tutti i cittadini, perché la violenza, qualunque sia, da qualunque parte provenga, deve essere punita.
Ancora una volta, vediamo come le associazioni omofile pensino in termini di privilegi che dovrebbero essere loro concessi.
Una volta sono leggi ad hoc che dovrebbero riconoscerne lo status, altre volte sono, addirittura, protezioni speciali contro la violenza.
Ed è una dimostrazione ulteriore che non servono leggi ad personam per accontentare le voglie degli uni o degli altri, ma leggi di carattere generale che tutelino la libertà individuale, la libertà di pensiero e di diffonderlo (anche quando esprime concetti non graditi a certe lobbies), la sicurezza di qualunque cittadino, uomo o donna che sia.


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