mercoledì 26 novembre 2008

Da Peppone a Vladimiro Guadagno: come cambia il comunismo italiano.

Fosse vivo il grande Guareschi, credo che uscirebbe una nuova saga di quei libri indimenticabili che resero famoso lo scrittore della Bassa Padana. Potrebbe chiamarsi "Don Camillo e l' Onorevole Checcone", dove potremmo assistere al Sindaco di Brescello tagliarsi i baffi, depilarsi e mettersi il fondo tinta per aderire al Nuovo Corso del comunismo italico, che plaude al trionfo del Sig. Vladimiro Guadagno, ex-parlamentare che in barba alla Legge Italiana, continua a vestirsi da donna, nonostante non si sogni neanche di sottoporsi alla castrazione con relativa plastica tendente a riprodurre gli organi sessuali femminili non avuti in natura. Per aver bisogno di visibilità, il comunismo italiano, attraverso il quotidiano di Rifondazione, Liberazione, plaude alla grande vittoria in quel programma voyeristico chiamato "L' Isola dei Famosi", battendo una ragazza dai baci generosi ed un figurante che, per aver spazio, si è tinto i capelli ed ha fatto credere di essere un efebo (mi dicono che sia eterosessuale, e dunque, è sempre più esatto dire che ormai essere o fingersi pederasti sia una carta vincente per sfondare..., altro che discriminazioni !). Come sono lontani i tempi in cui critici marxisti come Alberto Asor Rosa e Carlo Salinari (quest' ultimo tra i simpatici buontemponi che organizzarono la Strage di Via Rasella) attaccavano violentemente Pier Paolo Pasolini per il romanzo "Ragazzi di vita". Ma il comunismo nostrano è sempre stato ambivalente verso l' omosessualità, stretto tra il voler lottare per le minoranze da parte dei dirigenti salottieri e l' insofferenza della base operaia, magari importunata da qualche pederasta nei cinematografi di terza visione, fuori dai vespasiani o dalle caserme. Base che ancor oggi dimostra la sua insofferenza verso le derive intellettualistiche di Piero Sansonetti, direttore del quotidiano, come nell' intervista apparsa sul "Giornale " di oggi all' operaio cassintegrato Nicola Albertella: "

"È uno schifo, una tragedia politica Per forza siamo spariti dalle Camere"


http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=309013


Ma ve l' immaginate Giuseppe Bottazzi, in arte Peppone, invece che affascinato dalla procace compagna di turno, italiana o sovietica a seconda del romanzo, correre dietro ad un Michel Serrault, l' Albin de "Il Vizietto" ?


Non ci sono più i comunisti di una volta...





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lunedì 24 novembre 2008

Gli omosessuali californiani non accettano l'esito del voto

In California un referendum svoltosi il 4 novembre ha respinto l’ipotesi di istituire un “matrimonio” per gli omosessuali.
Il gr1 delle 7 di questa mattina annunciava una singolare protesta degli omosessuali californiani e americani in genere.
Per il prossimo 10 dicembre, che sembrerebbe (ne hanno istituite così tante che, ormai, se ne perde la memoria ed anche il significato) essere la giornata mondiale per i diritti umani, propongono uno sciopero che, se non ho capito male, viene definito “sui generis”.
Tutti gli omosessuali dovrebbero, cioè, astenersi dal lavoro, spiegando che lo fanno per protesta.
Pare che questo “sciopero” sia stato già tentato, senza successo, un anno fa.
Credo che sia da sottolineare l’arroganza con la quale gli omosessuali americani si propongono sulla scena.
Uno sciopero contro una decisione assunta da un referendum è uno sciopero contro la Sovranità Popolare che è alla base di ogni concetto di democrazia.
E’ una minoranza, manifestamente tale visto che le sue tesi sono state respinte dallo strumento più popolare che esista (il referendum) che, non paga, stizzosamente batte i piedi per terra e si propone di ottenere quel che vuole cercando di provocare un danno economico all’intera comunità, non riconoscendo la volontà popolare già espressa, un po’ come se i sindacati confederali italiani facessero sciopero generale solo quando al governo c’è Berlusconi …
Mi sembra opportuno sottolineare questo comportamento, anche per evidenziare come siano illusorie le posizioni di chi sostiene che gli omosessuali non vogliano prevaricare nessuno, perché questo esempio è esattamente una manifestazione di una volontà prevaricatrice che vuole trasformare i capricci di una minoranza in una norma generale cercando di mettere le mani su di un istituto destinato ad unire non due persone dello stesso sesso, ma un Uomo e una Donna.

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sabato 1 novembre 2008

La Chiesa rafforza il "no" ai preti omosessuali

Tra crisi finanziaria, elezioni americane, Alitalia e Riforma Gelmini, poco spazio resta per occuparsi di quegli argomenti secondari come l’omosessualità, tema conduttore di questo blog.
Non voglio però che vada perduta nel mare magnum dell’informazione, una significativa presa di posizione del Vaticano che rafforza gli sbarramenti posti in atto per impedire l’accesso in seminario di omosessuali.
Con un chiaro articolo pubblicato ieri ne Il Resto del Carlino a pagina 14 del fascicolo nazionale, si informa che “coloro che manifestano tendenze omosessuali fortemente radicate o un’identità sessuale incerta non possono entrare in seminario e diventare preti”.
L’articolo è pubblicato sotto il significativo titoloNo del Vaticano ai preti gay - L’omosessuale è un deviato”.
E’ un documento che ha risvolti unicamente all’interno dell’organizzazione cattolica che, come tutte le associazioni, ha il diritto di definire chi può accedere ai ruoli “direttivi” e, quindi, ha pieno diritto ad escludere singoli o categorie di persone in base a criteri predefiniti.
Ma ciò non toglie rilevanza alla sintesi concettuale del documento, evidentemente assunto dopo studi e approfondimenti non solo di carattere teologico, ma anche sulla natura umana e sulle conseguenze di affidare “anime” alla cura pastorale di un soggetto dalla "incerta identità sessuale".
Brutalmente il deputato del pci/pds/ds/pd, Paola Binetti, ha collegato questo provvedimento con la guerra che, regnante Benedetto XVI, è stata scatenata dalla Chiesa Cattolica contro i preti pedofili che tanto danno hanno creato all’immagine della Chiesa stessa.
Naturalmente l’uscita dell’on. Binetti è stata duramente stigmatizzata da altri esponenti del suo partito più sensibili alla propaganda omosessuale, forse anche per motivi elettorali (come in America gli omosessuali si sono schierati con il candidato democratico, ritengo che in Italia il voto omosessuale sia essenzialmente di sinistra, non potendo trovare le loro pretese alcun ascolto a Destra).
A parte le schermaglie all’interno del pci/pds/ds/pd, la domanda che ci si pone è: se la Chiesa Cattolica, solitamente prudente, assume una posizione così netta per evitare di ritrovarsi con preti omosessuali, non è ragionevole pensare che abbia constatato un pericolo per la stabilità della istituzione nella loro presenza in ruoli direttivi ?
Troppi sono abituati a liquidare le comunicazioni, le prese di posizione della Chiesa con una scrollata laicista di spalle, eppure tutti noi, anche gli agnostici – non dico gli atei che hanno fatto una scelta dogmatica e di fede, sia pure a modo loro – dovremmo riconoscere alla Chiesa un grande sagacia e capacità di navigare nel procelloso mare della Storia, avendo come obiettivo il rimanere punto di riferimento per diffondere il messaggio Divino.
Duemila anni di presenza nella nostra Storia attestano quanto debbano essere prese sul serio le decisioni della Chiesa e la sua abilità nell'adattarsi al mutare dei tempi.
Non chiedo di “sposare” le tesi del Vaticano (questo è un obbligo solo per i cattolici), ma di riflettere se, i suoi insegnamenti, i suoi pronunciamenti, sono proprio così inutili anche per una nazione laica ed i suoi cittadini.

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