sabato 1 novembre 2008

La Chiesa rafforza il "no" ai preti omosessuali

Tra crisi finanziaria, elezioni americane, Alitalia e Riforma Gelmini, poco spazio resta per occuparsi di quegli argomenti secondari come l’omosessualità, tema conduttore di questo blog.
Non voglio però che vada perduta nel mare magnum dell’informazione, una significativa presa di posizione del Vaticano che rafforza gli sbarramenti posti in atto per impedire l’accesso in seminario di omosessuali.
Con un chiaro articolo pubblicato ieri ne Il Resto del Carlino a pagina 14 del fascicolo nazionale, si informa che “coloro che manifestano tendenze omosessuali fortemente radicate o un’identità sessuale incerta non possono entrare in seminario e diventare preti”.
L’articolo è pubblicato sotto il significativo titoloNo del Vaticano ai preti gay - L’omosessuale è un deviato”.
E’ un documento che ha risvolti unicamente all’interno dell’organizzazione cattolica che, come tutte le associazioni, ha il diritto di definire chi può accedere ai ruoli “direttivi” e, quindi, ha pieno diritto ad escludere singoli o categorie di persone in base a criteri predefiniti.
Ma ciò non toglie rilevanza alla sintesi concettuale del documento, evidentemente assunto dopo studi e approfondimenti non solo di carattere teologico, ma anche sulla natura umana e sulle conseguenze di affidare “anime” alla cura pastorale di un soggetto dalla "incerta identità sessuale".
Brutalmente il deputato del pci/pds/ds/pd, Paola Binetti, ha collegato questo provvedimento con la guerra che, regnante Benedetto XVI, è stata scatenata dalla Chiesa Cattolica contro i preti pedofili che tanto danno hanno creato all’immagine della Chiesa stessa.
Naturalmente l’uscita dell’on. Binetti è stata duramente stigmatizzata da altri esponenti del suo partito più sensibili alla propaganda omosessuale, forse anche per motivi elettorali (come in America gli omosessuali si sono schierati con il candidato democratico, ritengo che in Italia il voto omosessuale sia essenzialmente di sinistra, non potendo trovare le loro pretese alcun ascolto a Destra).
A parte le schermaglie all’interno del pci/pds/ds/pd, la domanda che ci si pone è: se la Chiesa Cattolica, solitamente prudente, assume una posizione così netta per evitare di ritrovarsi con preti omosessuali, non è ragionevole pensare che abbia constatato un pericolo per la stabilità della istituzione nella loro presenza in ruoli direttivi ?
Troppi sono abituati a liquidare le comunicazioni, le prese di posizione della Chiesa con una scrollata laicista di spalle, eppure tutti noi, anche gli agnostici – non dico gli atei che hanno fatto una scelta dogmatica e di fede, sia pure a modo loro – dovremmo riconoscere alla Chiesa un grande sagacia e capacità di navigare nel procelloso mare della Storia, avendo come obiettivo il rimanere punto di riferimento per diffondere il messaggio Divino.
Duemila anni di presenza nella nostra Storia attestano quanto debbano essere prese sul serio le decisioni della Chiesa e la sua abilità nell'adattarsi al mutare dei tempi.
Non chiedo di “sposare” le tesi del Vaticano (questo è un obbligo solo per i cattolici), ma di riflettere se, i suoi insegnamenti, i suoi pronunciamenti, sono proprio così inutili anche per una nazione laica ed i suoi cittadini.

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12 commenti:

AreadiWernicke ha detto...

Si, per uno stato laico in cui la popolazione è fatta anche da pluralità di vedute non cristiane e non cattoliche, si. POi lei è libero di vedere ciò che vuole.

2000 anni di "follia legalizzata" quale è la religione(visto che mi sembra di cogliere una punta di agnosticismo) non fanno di essa un assioma morale. Allora I Musulmani cosa dovrebbero dire? Ritorniamo al geocentrismo?

Massimo ha detto...

Mi sembra che il post non sia stato compreso, perchè non c'entrano i musulmani, non c'entra lo stato laico e neppure la religione che, comunque, non è "follia legalizzata" (ed esiste dagli albori dell'Umanità e non "solo" da duemila anni) ma una intima necessità degli Uomini.
Tanto che noi agnostici aspiriamo a conoscere, mentre gli atei sisono costruiti la loro religione alternativa e negazionista, con gli eccessi difondamentilismo propri di tutte le religioni.

Qui ho preso spunto da un provvedimento di una organizzazione (volutamente ho usato ed uso questo termine) che, avendo resistito per duemila anni, ha forse dimostrato di vederci bene su cosa è utile e cosa è dannoso.

AreadiWernicke ha detto...

Non chiedo di “sposare” le tesi del Vaticano (questo è un obbligo solo per i cattolici), ma di riflettere se, i suoi insegnamenti, i suoi pronunciamenti, sono proprio così inutili anche per una nazione laica ed i suoi cittadini.

se queste sono sue parole, il commento sopra è pertinente.

Quello che reputa la chiesa giusto o sbagliato, lo lascio agli uomini di fede non certo ad agnostici, che non seguono i loro precetti con la stessa fede religiosa, o sbaglio?

La religione come "legalizzazione della follia" è una citazione di Emil Cioran famoso filosofo rumeno.

E in ultimo , se i musulmani da 1500 anni praticano la poligamia o la lapidazione per adulterio in fondo faranno anche bene secondo quanto afferma la frase che ho citato in corsivo(che è la sua).

Ci vogliono processi di analisi e di contestualizzazione del pensiero per fare una critica morale a qualcosa che invece ha la sua genesi solo sulla fede.

POi potrò sbagliarmi, ma un sesto senso mi dice di no.

Massimo ha detto...

Fossi in Lei non userei il Suo sesto senso per giocare al superenalotto :-).
Quello che pensa una organizzazione con 2000 anni di vita è rilevante anche per chi non ne fa parte, proprio per l'esperienza e la conoscenza che tale organizzazione esprime.
I filosofi non sono la voce della verità, soprattutto se insultano con le loro espressioni l'intera Umanità e non hanno l'umiltà di chiedersi perchè, dalla preistoria, l'Uomo ha sempre cercato (e spesso trovato) nella religione un appagamento di tante domande e tante esigenze.

E, ripeto, qui non si parla di religione, ma dello stato di una persona che la Chiesa, organizzazione esperta e di lungo corso, ha ritenuto non compatibile con incarichi dirigenziali al suo interno.

Ai tempi della Grande Guerra si diceva che chi non era buono per il Re, non era buono neppure per la Regina ... :-)

Veritas79 ha detto...

Ricordo a tutti i visitatori di questo blog che il signor "Areadiwernicke" sul mio blog si è reso protagonista di cloning, scrivendo dallo stesso IP prima con il suo nick e poi con quello di una sua fantomatica amica per dare man forte a quello che aveva precedentemente scritto.

Veritas79

Gwath ha detto...

Buono a sapersi Veritas....

Grazie.

Paolo Bologna ha detto...

Trovo questo blog rivoltante, senza nessuna base scientifica, storica e sociale.
Inoltre dovreste informarvi bene sulla "guerra" del "santo padre" alla pedofilia...
In sostanza: Vergogna!

Massimo ha detto...

Il mondo è bello perchè vario. Io, pensa un po', trovo rivoltante e vergognoso che due persone dello stesso sesso, si struscino l'un con l'altro pretendendo persino il "bollo di garanzia" di una legge dello stato ... :-D

Augusto ha detto...

Ho letto solo adesso questa tua affermazione, Massimo:
"trovo rivoltante e vergognoso che due persone dello stesso sesso, si struscino l'un con l'altro".
Affermazione che non ti fa merito; hai dimostrato di poter argomentare molto meglio.
Chiedo scusa per il commento duro e molto in ritardo.
Cordiali saluti
Augusto

Massimo ha detto...

Augusto, forse non hai letto il commento precedente ed io rispondo sempre a ... tono ...

gianni ha detto...

Cosa intende dire con questo post? Dobbiamo chiederci se gli omosessuali siano compatibili con incarichi direttivi nella società civile? L'esclusione dal sacerdozio delle persone con radicate tendenze omosessuali non ha una finalità punitiva e non esprime diffidenza sulle qualità e sulla rettitudine civile degli omosessuali, ma è volta a garantire scopi intrinseci all'ordinamento canonico ed a tutelare la dignità degli stessi omosessuali. Nè per un non credente, nè per un cattolico è ragionevole desumere da tale scelta la contrarietà della Chiesa a che gli omosessuali accedano a incarichi direttivi nello Stato. Per gli incarichi religiosi è necessaria una sostanziale affinità dello stile di vita del sacerdote con la dottrina morale insegnata; è del tutto arbitrario estendere tale criterio all'ambito civile, in cui dovrebe valere il principio del merito e l'indifferenza rispetto alle condizioni personali dei cittadini(principi che non nega nessuno, Chiesa compresa).
Distinti saluti

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Anche qui, pur non essendo mio il post, rispondo per Massimo.

Che era stato chiarissmo, sia nel post che nelle risposte.

Post vecchio, come da regolamento, chiuso.