mercoledì 4 novembre 2009

Il Maine dice no alle nozze omosex !

Le vittorie repubblicane nelle elezioni per la carica di governatore in Virginia e New Jersey – un chiaro segnale che gli americani sono già stufi di Obama – rischiano di far passare in secondo piano un altro risultato molto atteso. Nel Maine, uno degli Stati americani più progressisti, gli elettori hanno cancellato con un referendum la legge che avrebbe permesso agli omosessuali dello Stato di sposarsi tra loro. Si tratta di una grande delusione per gli attivisti del matrimonio gay e di una vittoria della Chiesa Cattolica e delle altre organizzazioni religiose che sono scese apertamente in campo in questo referendum. Con il Maine, gli Stati USA che hanno sottoposto a referendum il matrimonio tra omosessuali sono trentuno. Il risultato di questi referendum è clamoroso: trentuno a zero per gli oppositori delle nozze gay. Anche se i giudici, ogni tanto, cercano di ribaltare la volontà popolare. Anche lì !

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sabato 31 ottobre 2009

Il gaio si diverte, e la Regione Lazio,paga.

Nel 2008 l’amministrazione guidata da Marrazzo ha destinato una somma complessiva notevole al mondo omosessuale, 176mila euro totali, divisi in varie determine dirigenziali a seconda dell’occasione e dell’urgenza. Anche nel 2007 Marrazzo aveva messo mano al portafogli regionale per finanziare con 20mila euro il Gay Pride, la sfilata dell’orgoglio omosessuale e transessuale che a Roma ha ottenuto il patrocinio del governatore. Il versamento del contributo regionale, si legge nell’atto dispositivo, era andato al Circolo di cultura omosessuale "Mario Mieli, dal 1994 organizzatore del Pride di Roma e organizzatore ufficiale del prossimo EuroPride che si svolgerà a Roma nel 2011. Un bonifico allo stesso beneficiario compare nel giugno 2008, importo di 16mila euro, oggetto: "Partecipazione della Regione Lazio al Gay Pride". Nel corso dello stesso anno l’ente di Piero Marrazzo ha dato il via libera a un finanziamento ancora più consistente, 110mila euro, sempre indirizzato al Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, stavolta finfinalizzata a "Progetti prevenzione Hiv".Ma questo Circolo non è l’unico soggetto che beneficia dell’apertura mentale della Regione Lazio in fatto di gusti sessuali e inclinazioni di genere. C’è, naturalmente, anche l’Arcigay. All’associazione, Marrazzo non ha fatto mancare il sostegno civile e finanziario della Regione Lazio, partecipando generosamente nel 2008 alla campagna istituzionale per l’istituzione del numero verde Gay Help Line 2008, con 50mila euro di fondi regionali. In quella delibera che assegna il contributo si motivò la spesa con il fatto che l’associazione Arcigay "eroga gratuitamente servizi alla comunità Glbt (gay, lesbiche e trans) di Roma e del Lazio attraverso azioni di counseling, sostegno psicologico, formazione nonché attraverso la co-organizzazione di seminari, tavole rotonde, convegni in materia di discriminazione di genere". L’impegno regionale ha come controparte l’assicurazione, da parte dell’Arcigay, di inserire il logo della Regione Lazio "su media gay e sul materiale a stampa pubblicato".
Lo stesso impegno è stato rinnovato a febbraio di quest’anno, con un altro impegno di spesa da parte del Lazio in favore della Gay Help Line, il numero verde anti omofobia, per la cifra di 60mila euro Iva inclusa.

Che sommati a quelli degli anni precedenti fanno 256mila euro versati per omosessuali e trans.


Ed io pago !!!



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domenica 18 ottobre 2009

L'omofobia non è reato

La bocciatura della proposta di legge di una parlamentare del pci/pds/ds/pd che mirava ad introdurre l’aggravante penale (sic !) dell’omofobia, ha dato la stura ad una serie di reazioni a volte rabbiose, altre isteriche, altre ancore insulse o farneticanti delle lobbies omosessuali.
Tra queste merita di essere evidenziata quella riportata dai quotidiani e attribuita alla stessa proponente della proposta bocciata, che avrebbe imputato al suo partito d’essersi “accontentato” della sola aggravante, invece di puntare all’introduzione della omofobia come reato vero e proprio.
Non so se sia vero che sia stato affermato ciò, ma se così fosse dovremmo veramente porci la domanda circa la competenza e la saggezza di alcuni di coloro che dovrebbero predisporre le leggi.
Ma come si può pensare che l’omofobia sia reato se non con una visione unilateralmente assolutista della questione ?
Un omofobo (o presunto tale: un’altra volta affronteremo il tema del “chi decide che uno è omofobo”) non commette nessun reato, si limita, dizionario alla mano, a “provare avversione per l’omosessualità e gli omosessuali”: dov’è il reato ?
Perché se dovessimo applicare lo stesso criterio nei confronti di tutto ciò per cui si può provare avversione, allora saremmo tutti in galera, a cominciare da quel terzo abbondante di italiani preda della berlusconifobia che si estrinseca, addirittura, con commenti che auspicano la sua morte.
Per non parlare di quel che accade nel mondo del lavoro, con l’avversione verso i superiori gerarchici e il disprezzo di questi (o di alcuni di loro) verso i subordinati e nel mondo dello sport con il tifo “pro” che ormai è diventato un tifo “contro” : io nutro una profonda avversione per Juventus, Inter e Milan, commetto un reato ?
Ma l’aspetto più grave di una simile proposta (semprechè sia vera e stento a crederlo) è la gravissima limitazione della libertà individuale, perché se dovesse essere introdotto, direttamente o surrettiziamente, il “reato” di omofobia, nessuno sarebbe più libero di frequentare amici che condividano le sue idee e il suo modo di concepire la società, essendo obbligato (non potendo chiamarsi fuori pena la persecuzione giudiziaria) ad "accogliere" anche gli omosessuali.
Io non ho amici omosessuali o, almeno, nessuno dei miei amici ha mai dichiarato o dato l’impressione di esserlo.
Se ciò accadesse, non condividendo la sua visione morale della società, smetterei di frequentarlo.
Sarei passibile di processo penale ?
Ma così si farebbe strame della mia libertà.
Io ho il diritto di “provare avversione per l’omosessualità e gli omosessuali”, esattamente come ho il diritto a provare avversione verso qualsiasi aspetto della società e della vita confliggente con la mia visione ideale, politica, morale, economica, perché appartiene alla mia sfera di libertà di pensiero ed ho quindi il diritto a scegliere gli amici e chi frequentare.
Il reato si consumerebbe se la mia avversione la trasformassi in azione violenta e allora non ci sarebbe alcun bisogno di appesantire il nostro sistema legislativo con un reato ad hoc, visto che il codice penale già prevede la figura della violenza privata, delle lesioni, dell’omicidio con le relative sanzioni.
Ma finchè io mi limito ad esprimere una idea e una visione morale della società in cui mi piacerebbe vivere, non potrò mai essere perseguito, se non per scelta totalitaria di chi vorrebbe imporre una aberrante massificazione del pensiero (che vorrebbe "unico"), vorrebbe persino controllare le idee, impedire la diffusione di quelle a lui non gradite perché, in ultima istanza, ha paura della libertà di pensiero, unica a liberare le persone dalle convenzioni che, oggi, appartengono tutte ai “politicamente corretti”.
Perché sono solo loro che vorrebbero imporre vocaboli, leggi e limitazioni alle idee e alla loro diffusione, nel nome dei loro pregiudizi e dei loro tabù.

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giovedì 15 ottobre 2009

Reato di omofobia. Aspetti etico-religiosi. Parla Marco Invernizzi.

Come avrete saputo la Camera dei deputati ha affossato il 13 ottobre il progetto di legge sull’omofobia. Se fosse passato, come in quasi tutti i Paesi europei, avrebbe introdotto un’aggravante relativa all’orientamento sessuale per tutti i reati contro la persona, in pratica violando l’uguaglianza giuridica dei cittadini. Picchiare un omosessuale dichiarato, un gay, sarebbe stato sanzionabile in modo più grave che picchiare un eterosessuale. Si sarebbe poi potuto configurare l’ipotesi del reato di opinione per tutti coloro che avessero affermato l’esistenza di una identità sessuale e di un progetto divino in seguito a tale identità: in pratica, leggere in pubblico la Bibbia o il Catechismo della Chiesa Cattolica avrebbe potuto portare in galera. Potrà sembrare assurdo, ma in Svezia è già accaduto.Quanto avvenuto è una sconfitta per il processo di scristianizzazione dell’Italia. La legge proposta dall’on. Paola Concia, l’unica parlamentare dichiaratamente omosessuale, è stata dichiarata incostituzionale su proposta dell’Udc ed è stata votata dalla “maggioranza della maggioranza”, con la significativa eccezione di nove deputati “finiani” che hanno votato contro il Pdl e di altri della maggioranza, fra cui l’on. Bongiorno, che si sono astenuti. Ha votato con la maggioranza anche l’on Binetti, ed il fatto merita di essere sottolineato, anche perché il segretario del suo partito, Franceschini, ha detto che la sua permanenza nel Pd costituisce un problema. L’evento conferma che quando alcuni deputati si danno da fare per i principi non negoziabili (vedi l’appello contro l’approvazione della legge pubblicato dai giornali del giorno precedente la votazione, primo firmatario Mantovano) possono accadere ottimi risultati, anche oltre le aspettative. Non basta infatti la mobilitazione di movimenti e associazioni, soprattutto cattolici e soprattutto tramite internet, se qualche parlamentare non riesce poi a trasformarla in concretezza legislativa (in questo caso di affossamento di una proposta di legge).Tuttavia è stata vinta una battaglia, ma la guerra continua. E per raggiungere altri successi bisogna stare all’erta, essere pronti e preparati. In gioco non c’è la supremazia di un partito o di uno schieramento, ma l’identità di un popolo, la permanenza nelle sue radici. Stupisce, a questo proposito, la scarsa attenzione di parte del mondo cattolico, se si eccettuano le sue sentinelle, che si sono efficacemente mobilitate soprattutto su internet. Infatti il Magistero ha attirato l’attenzione sul tema, anche dopo la pubblicazione dell’importante documento della Congregazione per la dottrina della fede il 31 maggio 2004. Certamente il tema è delicato e apre o riapre antiche ferite, anche all’interno del corpo ecclesiale. Ma i problemi si affrontano e non si può sempre e soltanto rimandarli, pena incontrare poi problemi irrisolvibili.L’evento ha anche un significativo aspetto politico. I deputati “finiani” sono stati costretti dal voto pubblico a venire allo scoperto e a farsi contare: sono stati nove a votare a favore della legge Concia più altri che si sono astenuti. I loro nomi li potete trovare sui vari giornali che li hanno pubblicati, attraverso internet. Bisogna ricordarli, perché in questo caso non si è trattato di opinioni diverse sulla conduzione del Pdl, ma di un tema di principio, assolutamente non negoziabile. In pratica, la loro posizione diversa ha assunto un connotato ideologico preciso e questo va fatto notare. Così come va fatta notare positivamente la posizione dell’on. Binetti, che ha votato con la maggioranza: che si stia incamminando verso l’uscita dal Pd è possibile, forse anche probabile dopo le dichiarazioni del segretario on. Franceschini. Quest’ultimo è un caso: per uno che ama (ancora?) definirsi cattolico, appare stupefacente l’ardore con cui sposa sempre le posizioni più laiciste, sempre inconfondibilmente opposte alle indicazioni del Magistero. Quest’ultimo, per un cattolico adulto, probabilmente è ininfluente, ma il caso rimane singolare.C’è anche un caso giornalistico. Riguarda il quotidiano che preferisco e leggo sempre per primo, il Foglio. Mi chiedo: possibile che un direttore così sensibile sui temi della vita, capace di ingaggiare battaglie memorabili come quella su Eluana, non veda almeno la parentela nel caso dell’ideologia di genere? Un uomo come Giuliano Ferrara, così attento all’insegnamento della Chiesa e di Benedetto XVI in particolare, non si renda conto della posta in gioco e creda (come il sindaco di Roma) nella minaccia rappresentata da picchiatori di omosessuali che girano liberamente per le strade d’Italia a caccia di “sessualmente diversi”? E non si renda conto di come sia in gioco l’ultima differenza, quella sessuale, le cui conseguenze sociali si vogliono negare per mettere in discussione la complementarietà dei sessi, e dunque il significato del matrimonio? Non vorrei farla troppo difficile, ma Ferrara capirà perfettamente che siamo di fronte al delirio gnostico che afferma che Dio ha sbagliato a creare l’uomo maschio e femmina, e dunque bisogna correggerlo in corso d’opera.Da alcuni anni un gruppo di professionisti (www.obiettivo-chaire.it) accoglie a Milano persone che hanno problemi di identità sessuale, spesso un’omosessualità indesiderata frutto di una adolescenza trascorsa in una famiglia problematica. Questa esperienza lascia trasparire in modo evidente come esista una natura, un progetto divino originario su ogni persona, che a volte per diverse ragioni può incontrare difficoltà ad esplicitarsi. Il rimedio non sta mai nell’accusare l’Autore della natura o nell’assecondare qualunque “desiderio” del soggetto problematico, ma nell’accompagnare quest’ultimo verso il ritrovamento dell’equilibrio perduto. I movimenti gay disprezzano tutto questo accusando la “terapia riparativa”, ma la realtà, e le richieste di molti fra queste persone, affermano il contrario.

Marco Invernizzi

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Reato di omofobia. Aspetti Legislativi:parla il Professor Mauro Ronco.

Prima della relazione dell' Onorevole Mantovano, già nel Gennaio di quest' anno c' era già stato l'intervento sul tema di fronte alla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, che lo aveva sentito come esperto, del Professor Mauro Ronco, Professore ordinario di Diritto Penale a Padova, ex componente del Consiglio Superiore della Magistratura e Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Torino, che ripropongo:

Illustre Presidente, esaminato il testo dei progetti di legge C. 1658 Concia e C. 1882 Di Pietro, nonché della proposta di Testo Unificato del Relatore (Introduzione nel Codice Penale dell’aggravante inerente all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato ed all’identità di genere), osservo:1. L’introduzione nell’ordinamento di nuove fattispecie che sanzionino penalmente le discriminazioni o l’istigazione a discriminazioni per motivi inerenti all’orientamento sessuale va contro il principio, condiviso dalla quasi totalità della dottrina, del «diritto penale minimo» e del diritto penale come «extrema ratio». Un razionale dispiegamento della sanzione penale, onerosa per la società, per il sistema giudiziario e per i cittadini, nonché scarsamente efficace sul piano pratico a cagione della notevole complessità del procedimento postulato per la comminazione e l’esecuzione della pena, importa che il legislatore si attenga a un costante self-restrainement, che lo trattenga dal minacciare la sanzione quando essa non sia assolutamente indispensabile per la tutela di beni giuridici di importanza essenziale per la pacifica convivenza sociale.2. La discriminazione è un concetto di assai vasta latitudine, che consiste, a tenore della normativa internazionale (cfr. per esempio Direttiva 2000/78/CE dell’Unione Europea del 27 novembre 2000) in un qualsiasi comportamento che sfocia in un trattamento di una persona in guisa meno favorevole di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un’altra persona in una situazione analoga. A questo concetto di discriminazione, detto «diretta», va giustapposta una nozione di discriminazione «indiretta», che si verifica allorché una disposizione, un criterio o una prassi apparentemente neutri possono mettere in una situazione di svantaggio determinate persone rispetto ad altre [art. 2.2. lettere a) e b)]. Alla stregua di questo latissimo concetto di discriminazione è chiaro quanto immenso spazio sia guadagnato a favore dell’intervento della sanzione penale, se dovesse integrare reato qualsiasi discriminazione o istigazione alla discriminazione per motivo di orientamento sessuale. Solo per esemplificare, la madre che cercasse di persuadere la figlia di non sposare una persona che manifesti un orientamento «bisessuale», rappresentandole i rischi per la formazione di un nucleo familiare stabile, potrebbe essere responsabile del reato di istigazione alla discriminazione per motivo di orientamento sessuale. Allo stesso modo il padre che rifiutasse di affittare al figlio un appartamento di sua proprietà per la ragione che quest’ultimo intenderebbe utilizzarlo per la convivenza con una persona dello stesso sesso – ove fosse provato che il medesimo genitore sarebbe disponibile ad affittarlo se il figlio fosse intenzionato a convivere con una donna –, potrebbe essere responsabile del reato di discriminazione per motivo di orientamento sessuale. 3. Tali aberranti conseguenze, come tante altre dello stesso genere, limiterebbero in modo inaccettabile sia la libertà di espressione del pensiero sia la libertà e l’autonomia delle persone nell’esercizio dei propri diritti e nella regolazione dei propri interessi, con violazione dei diritti fondamentali di libertà statuiti soprattutto dagli artt. 21 e 30 della Costituzione. Né può trascurarsi la possibile violazione degli artt. 18 e 19 della Costituzione, con riferimento alla libertà di associarsi e alla libertà di professare la propria fede religiosa, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto, con il solo limite del buon costume. Invero, (1) se qualsiasi indicazione espressiva di un giudizio critico, sul piano scientifico, etico ed educativo, di determinati orientamenti sessuali; (2) se qualsiasi dottrina religiosa, che sostenesse la contrarietà al diritto naturale degli orientamenti sessuali, diversi da quello eterosessuale; (3) se qualsiasi espressione educativa, che si ponesse sullo stesso solco concettuale; se tutte queste forme espressive e i comportamenti pratici conseguenti fossero sottoposti a rischio di sanzione penale, grandemente offese sarebbero la libertà di manifestazione del pensiero, la libertà di educazione, la libertà religiosa, la libertà di associazione. 4. Se poi si giustapponesse, come fanno i testi dei progetti di legge oggetto di esame, al motivo dell’orientamento sessuale il motivo dell’ «identità di genere», con tutte le manifestazioni contestative dell’identità sessuale dell’uomo e della donna, come maschio e femmina, che sono conosciute nella letteratura dei gender studies, soprattutto nel movimento queer, e che sono praticate in alcuni gruppi umani, si giungerebbe al paradosso che sarebbe impossibile la critica nei confronti del discorso negazionista della alterità sessuale, nonché nei confronti di alcuni comportamenti sessuali, ancora oggi annoverati tra le parafilie, come, per esempio, il sadismo e il masochismo. 5. Le discriminazioni ingiuste per ragioni di orientamento sessuale trovano la loro sanzione nel ripristino della situazione della giusta uguaglianza, attraverso una tutela giurisdizionale che assicuri la parità di trattamento, senza alcuna necessità di minacciare la sanzione penale. 6. La previsione dei reati di discriminazione per motivi di orientamento sessuale violerebbe anche, per la sua assoluta genericità e indeterminatezza, il principio di legalità e di tassatività del precetto penale, statuito all’art. 25 comma 2 della Costituzione. Il precetto penale è determinato quando sia caratterizzato dalla pregnanza rispetto a un fenomeno sociale determinato e circoscritto, del cui disvalore la grandissima parte dei cittadini sia consapevole. Il precetto non è dotato di questo carattere quando l’oggetto evocato dalla norma non abbia contorni precisi, tanto che la stessa possa trovare applicazione in situazioni tra loro molto diverse. Prevedere delitti di discriminazione significa assumere come oggetto di norme penali situazioni diversissime tra loro. Tutta la vita dell’uomo, tutte le sue scelte sono scelte di qualcosa piuttosto che di qualcosa d’altro; scelte di qualcuno al posto di qualcun altro; scelte di un fine piuttosto che di un altro. In queste scelte, spesso consce, ma talora anche inconsce, agiscono pulsioni che sono radicate nella profondità dell’anima. Prevedere la sanzione penale per ogni caso di discriminazione significherebbe proiettare la minaccia dell’intervento coattivo dello Stato su ogni scelta dell’uomo che dia corso a tendenze o a pulsioni corrispondenti all’autonomia personale.7. La previsione come delitto della discriminazione per motivi di orientamento sessuale viene fatta comunemente rientrare tra i delitti definiti di «odio» e, per questa via, viene vista come il complemento dei delitti di «odio» per motivi etnici, razziali o religiosi. Dalla assimilazione sorge il rilievo critico secondo cui chi contrasterebbe concettualmente la riforma sarebbe necessariamente in contrasto con il diritto vigente, che prevede, appunto, delitti di «odio» per motivi etnici, razziali o religiosi. Osservo in via generale che la previsione dei delitti di «odio» rischia di sovvertire il principio del «diritto penale del fatto», che contraddistingue la nostra civiltà giuridica ed è imposto dagli artt. 25 comma 2 e 27 comma 3 della Costituzione, poiché centrerebbe il diritto penale sul dato etico e intimo concernente la motivazione «riprovevole» della persona. L’odio, peraltro, è una tra le passioni che compongono naturalmente la psicologia umana, che fanno da tramite e assicurano il legame tra la vita sensibile e la vita morale della persona. Il timore del male causa l’odio, l’avversione e lo spavento del male futuro. L’odio, pertanto, come ogni emozione o sentimento, in sé stesso non è né buono né cattivo, ma riceve la sua qualificazione morale dall’oggetto cui si riferisce. E’ moralmente malvagio quel sentimento di odio, che, una volta volontariamente accettato dal soggetto, conduca a una azione moralmente cattiva. Intanto, dunque, è punibile una espressione di «odio», in quanto conduca a una azione moralmente cattiva. Alla luce di queste essenziali precisazioni, ci si rende conto di quanto rischiosa, per la garanzia della libertà dei cittadini, sia la previsione dei delitti di «odio», che implicano necessariamente uno scandaglio approfondito in ordine ai moventi intimi, talora inconsci, che stanno alla base delle azioni umane. L’accoglimento da parte dell’ordinamento di tipologie delittuose così intensamente centrate sui moventi intimi dell’azione implicherebbe una eticizzazione incongrua ed eccessiva del diritto penale. Al riguardo si noti che molti delitti sono espressione di «odio» contro la persona. Si pensi tra tutti all’omicidio, che spesso trova la sua origine in tale movente. Eppure tale movente non è previsto in alcun ordinamento come elemento aggravatore del fatto.I delitti previsti dalla cosiddetta legge Mancino, che sanzionano la «Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi» costituiscono, pertanto, una eccezione nel corpo del «diritto penale del fatto», che trovano giustificazione, per un verso, nella pregnanza concettuale, legata a ragioni storiche ben precise, delle discriminazioni di tipo etnico o razziale o religioso e, per un altro verso, nella connotazione violenta che tendono ad assumere, nella esperienza concreta, le azioni discriminatorie compiute per tali motivi. Invero, per quanto la violenza non sia ripetuta nella descrizione analitica delle fattispecie, tale concetto costituisce il criterio interpretativo essenziale della punibilità di tali condotte, come risulta dalla stessa rubrica della norma, che menziona la violenza in modo espresso. L’estensione delle norme «Mancino» alle discriminazioni per motivi di orientamento sessuale o, addirittura, a non bene definiti motivi di «identità di genere» costituirebbe segnale inequivoco della tracimazione inaccettabile dal solco del «diritto penale del fatto» a un «diritto penale dell’atteggiamento interiore».8. Oltre alla violazione del principio di tassatività per incertezza sull’oggetto effettivamente tutelato (principio di tassatività come pregnanza della norma rispetto all’esperienza dell’uomo comune), le disposizioni progettate rischiano di violare il principio di tassatività anche sotto il profilo della idoneità descrittiva della proposizione normativa. I concetti di «orientamento sessuale» e di «identità di genere» non hanno precisione descrittiva tale da delimitare chiaramente l’ambito dell’intervento punitivo.9. Il relatore ha proposto un testo unificato che introdurrebbe una aggravante consistente nell’ “aver commesso il fatto per finalità di discriminazione per motivi inerenti all’orientamento sessuale o all’identità di genere della persona offesa dal reato”. 10. Si impongono anzitutto due rilievi di carattere tecnico. La collocazione dell’aggravante all’art. 61 comma 1, 11 ter definirebbe l’aggravante come «comune». A questa stregua non si giustifica la limitazione del giudizio di bilanciamento ai sensi dell’art. 69, prevista espressamente al comma 2 dell’art. 1 della proposta di testo unificato di legge. Il secondo rilievo è più grave. Il contenuto della circostanza è ripreso dalla legge Mancino (art. 3). Ne differisce però in modo significativo. Mentre la legge Mancino individua l’aggravante alternativamente nella «finalità di discriminazione» o di «odio», l’aggravante proposta recita «per finalità di discriminazione per motivi inerenti...». In questo modo si è voluto togliere il riferimento al movente e incentrare l’aggravante sul finalismo di dolo specifico. Con ciò si è costruita una norma senza oggetto, giacché la ragione ragionevole di una aggravante potrebbe stare soltanto nella riprovevolezza del movente e non nel finalismo specifico. Già l’esperienza giudiziaria della legge Mancino rivela che i casi venuti all’attenzione riguardano proprio la qualificazione del movente e non del finalismo specifico della condotta. Incentrare l’aggravante su quest’ultimo aspetto significa compiere cosa contraddittoria. Invero, un reato, per esempio di minaccia, di ingiuria, di lesione, di percossa, concretizza una offesa al bene giuridico personale ben più grave di una semplice «discriminazione», nel senso di «differenza di trattamento». Una offesa integrante un delitto realizza già una discriminazione gravemente ingiusta e, pertanto, non può essere aggravata da una finalità di discriminazione, perché l’offesa alla persona, in quanto distruttiva di un bene personale, assorbe il finalismo discriminatorio, essendo essa stessa una discriminazione. 11. In realtà si è descritto con finalismo di dolo specifico il movente per cui sarebbe commesso il reato. Circa la previsione di una aggravante incentrata sull’ «odio» valgono gli stessi rilievi svolti in precedenza al punto 7. Ma v’è di più. L’odio come passione che costituisce movente del delitto non è mai stato preso in considerazione come circostanza aggravante sia perché il diritto rifiuta di valutare elementi che, in quanto tali, rilevano soltanto sul piano etico interiore, sia perché è processualmente impossibile stabilire con una prova certa il movente dell’odio. Procedere nel senso proposto implica il rischio che ogni reato commesso nei riguardi di una persona orientata sessualmente sulla linea dell’orientamento sessuale che si vuole specificamente proteggere o con una identità di genere diversa dalla identità del sesso morfologico (non si dimentichi che le previsioni in oggetto nascono espressamente per dare attuazione alla Risoluzione 2006/18 volta a colpire, anche penalmente, la cosiddetta «omofobia» (Risoluzione del Parlamento europeo sull’omofobia in Europa) sia punito con un aggravamento di pena che, addirittura, impedirebbe di dare rilevanza in termini di prevalenza od equivalenza ad eventuali circostanze attenuanti. Il che si riverbererebbe in una giustificata protezione più intensa, con evidente violazione del principio di uguaglianza, di determinati fatti rispetto ad altri, pure originati da moventi di odio. 12. Peraltro, il nostro ordinamento conosce già una circostanza aggravante, comune e ad effetto comune, consistente nei «motivi abietti». Tale aggravante, che può ricomprendere agevolmente quelle situazioni in cui la condotta sia stata realizzata allo scopo di offendere, per via dell’orientamento sessuale, la dignità ineliminabile di ogni persona umana, è ben più specificamente connotata che non il generico movente di «odio», come insegna la giurisprudenza in una esperienza ormai quasi secolare. La proposta dell’aggravante in esame porrebbe inoltre problemi difficilmente risolubili di concorso apparente o effettivo con la circostanza dei «motivi abietti».13. La previsione dell’aggravante rivela allora tutta il suo contenuto simbolico, ispirato a prospettive di promozionalità di «valori» che si radicherebbero, fondamentalmente, nel negazionismo di ogni differenza morfologica di tipo sessuale.14. Che una fattispecie, sia pure di tipo soltanto aggravatore, imperniata sulla nozione di «odio», sia assolutamente indeterminata, è confermato dalla maggiore prudenza con cui si è mosso il legislatore francese, il quale, alla luce dell’evidente carenza di tassatività di un delitto legato a ragioni di orientamento sessuale, ha imperniato (legge n. 2004/204 del 9 marzo 2004) la circostanza aggravante per i delitti commessi “... à raison de l’orientation sexuelle de la victime” su elementi di fatto ben precisi, alla stregua della seguente enunciazione: “La circostance aggravante définie au premier alinéa est constituée lorsque l’infraction est précédée, accompagnée ou suivie de propos, écrits, utilisation d’images ou d’objets ou actes de toute nature portant atteinte à l’honneur ou à la considération de la victime ou d’un groupe de personnes dont fait partie la victime à raison de leur orientation sexuelle vraie ou supposée”.
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Reato di omofobia. Aspetti Legislativi:parla Alfredo Mantovano.

È all’esame della Camera la proposta di legge dell’on. Concia, cui è stata unificata analoga dell’on. Di Pietro, che punta a introdurre nel codice penale l’aggravante di “avere, nei delitti non colposi contro la vita e l’incolumità individuale, contro la personalità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato». Con questa norma delitti come percosse, violenze private, lesioni – ma anche condotte non riconducibili ad aggressioni fisiche, come minacce e ingiurie –, potrebbero essere puniti fino a un terzo di pena in più. L’iniziativa viene presentata, anche attraverso manifestazioni pubbliche e pressioni mediatiche, come un passo in avanti sulla strada della civiltà e come uno strumento di lotta contro la discriminazione.Lo scopo di questa nostra dichiarazione di intenti, aperta all’adesione di chiunque la condivida, è di esporre le ragioni per le quali riteniamo invece che l’approvazione della legge sia pericolosa, in sé e per gli effetti che può determinare; e quindi per manifestare la nostra opposizione a essa, dentro e fuori il Parlamento. 1.E’ noto che il nostro ordinamento punisce senza distinzioni ogni aggressione alla integrità della persona e alla sua sfera morale, e in più contiene un’aggravante consistente nei «motivi abietti». Tale circostanza comprende agevolmente le situazioni in cui la condotta è realizzata allo scopo di offendere, a causa dell’orientamento sessuale, la dignità di ogni persona, come insegna una giurisprudenza ormai quasi secolare. Peraltro indirizzare una nuova aggravante su “finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale”, cioè sul finalismo specifico della condotta, significa contraddirsi. L’offesa alla persona, in quanto distruttiva di un bene personale, è essa stessa una discriminazione, al di là dell’orientamento sessuale della vittima.Con l’aggravante che viene proposta la risposta sanzionatoria viene allargata nei confronti di medesimi reati, sulla base dei moventi più intimi. Estendere l’ambito della punibilità a elementi di natura interiore quali sono le finalità perseguite espone a una eccessiva discrezionalità: il giudice potrà “presumere” i motivi dell’agire – con inversione dell’onere della prova – rispetto a tutte le condotte illecite che interessino soggetti di cui siano noti specifici stili di vita in materia sessuale. Dunque, la previsione di aggravanti di questo tipo è rischiosa per la libertà dei cittadini, poiché impone uno scandaglio approfondito dei moventi intimi, talora inconsci, che stanno alla base delle azioni umane. Molti delitti sono espressione di «odio» contro la persona – si pensi tra tutti all’omicidio, che spesso trova la sua origine in tale movente –, ma tale movente non è previsto in alcun ordinamento come elemento aggravatore del fatto. L’estensione delle norme della «legge Mancino» alle discriminazioni per motivi di orientamento sessuale segnerebbe la tracimazione dal «diritto penale del fatto» a un inaccettabile «diritto penale dell’atteggiamento interiore»: da una sanzione che segue un comportamento concreto a un di più di sanzione che segue un dato intimistico.2. La discriminazione è un concetto ampio. Consiste, in base alla normativa internazionale (cfr. per es. la Direttiva 2000/78/CE dell’UE del 27.11.2000), nel trattare una persona in modo meno favorevole di quanto sia, sia stata o sarebbe trattata un’altra persona in una situazione analoga. A questa discriminazione, detta «diretta», va aggiunta una nozione di discriminazione «indiretta», che si verifica allorché una disposizione, un criterio o una prassi apparentemente neutri possono mettere in una situazione di svantaggio determinate persone rispetto ad altre. Da un concetto così esteso deriva uno spazio enorme di intervento penale. Se costituisse aggravante qualsiasi discriminazione – o istigazione alla discriminazione – per motivo di orientamento sessuale, la madre che cercasse di persuadere la figlia di non sposare una persona che manifesti un orientamento «bisessuale», rappresentandole i rischi per la formazione di un nucleo familiare stabile, rischierebbe l’imputazione di violenza privata, aggravata da discriminazione per motivo di orientamento sessuale. Conseguenze come questa, e altre ancora più aberranti, limiterebbero in modo inaccettabile sia la libertà di espressione del pensiero sia la libertà e l’autonomia delle persone nell’esercizio dei propri diritti e nella regolazione dei propri interessi, violando i diritti fondamentali di libertà statuiti dagli artt. 21 e 30 della Costituzione. E’ pure ipotizzabile la violazione degli artt. 18 e 19 della Costituzione, con riferimento alla libertà di associarsi e alla libertà di professare la propria fede religiosa, di farne propaganda e di esercitarne in privato o in pubblico il culto. Il rischio di procedimenti penali sorge a fronte di qualsiasi giudizio critico, sul piano scientifico, etico ed educativo, di determinati orientamenti sessuali; o di qualsiasi dottrina religiosa o espressione educativa, che sostenga la contrarietà al diritto naturale degli orientamenti sessuali diversi da quello eterosessuale. Quest’aggravante violerebbe anche, per la sua assoluta genericità e indeterminatezza, il principio di legalità e di tassatività del precetto penale, di cui all’art. 25 co. 2 Cost.: l’oggetto evocato dalla norma non ha una precisione descrittiva tale da delimitare con chiarezza l’ambito dell’intervento punitivo; ha contorni imprecisi, tali da far applicare la norma in situazioni tra loro molto diverse.3. È evidente che la nostra posizione non si basa soltanto su ragioni di ordine giuridico. Attribuire una specifica e più energica tutela penale “all’orientamento sessuale della persona offesa dal reato” significa attribuire all’orientamento omosessuale (l’unico orientamento sessuale che lamenta “discriminazioni”) non un valore in sé positivo, ma un valore maggiormente positivo rispetto ad altri motivi discriminatori, non previsti dall’ordinamento: provocare una lesione a una persona perché donna verrebbe sanzionato meno gravemente del provocarla a chi manifesta un orientamento omosessuale. L’aggravante rivela allora tutta il suo contenuto simbolico; la riforma, oggi inutile sotto l’immediato profilo pratico per quanto prima enunciato, appare una implicita “premessa” di altri e ben più importanti passaggi: il riconoscimento giuridico delle coppie omosessuali attraverso un matrimonio o un simil-matrimonio, fondata sul carattere “discriminatorio” della limitazione del vincolo a persone di sesso diverso; l’adozione di bambini da parte di coppie del medesimo sesso; il ricorso per le stesse coppie alle tecniche di fecondazione artificiale, oggi vietato dalla legge; la penalizzazione di quegli educatori per i quali essere sessuati non è una questione di scelta. Far coincidere la prevenzione con il profilo esclusivamente penalistico è peraltro un alibi rispetto al mancato impegno preventivo su altri fronti, compreso quello, spesso disatteso, di una sana educazione al rispetto di ogni essere umano, a prescindere dalle sue condizioni di vita, di salute e, ovviamente, dalle sue stesse scelte. Di più con l’espressione “orientamento sessuale” non si farebbe riferimento al fatto che l’esercizio in concreto della sessualità è lasciato alla libertà individuale, quali ne siano le modalità, purché non coercitive: si affermerebbe per legge che la sessualità in sé costituisce un orientamento soggettivo. E dare queste definizioni non corrisponde certamente ai compiti di uno Stato laico, oltre a tradursi in intolleranza verso chi ritiene doveroso difendere il rilievo della differenza sessuale uomo-donna e della complementarietà eterosessuale.Siamo convinti che ci sia tanto lavoro da compiere per superare e rimuovere le discriminazioni. A condizione che le si individui nella loro esatta realtà e consistenza, contrastando norme, come quella della proposta Concia-Di Pietro, che, pur con l’intenzione di combatterle, rischiano di introdurne altre, e più pesanti. Una discussione all’interno del gruppo del Popolo della libertà sarà l’occasione per approfondire gli aspetti problematici che essa pone.

F.to : Alfredo Mantovano, Maurizio Lupi, Isabella Bertolini, Maurizio Bianconi, Barbara Saltamartini, Alessandro Pagano, Raffaello Vignali, Renato Farina

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mercoledì 7 ottobre 2009

La riprovazione sociale non è omofobia

Il fatto.
In Francia una squadra di calcio composta da immigrati musulmani si è rifiutata di giocare con un’altra squadra nel cui organico sono compresi degli omosessuali e che ostenta tale caratteristica anche nel nome.
Naturalmente tutto ciò ha fatto gridare alla “omofobia”, in modo un po’ meno gridato, ma solo perché i protagonisti della storia sono due “categorie protette” dal “politicamente corretto”: omosessuali e musulmani.
Il commento.
Personalmente non trovo nulla da obiettare al coerente comportamento di chi, nel rispetto delle proprie convinzioni, non ritiene di poter condividere un momento di gioco con persone che hanno uno stile di vita contrario alle loro convinzioni.
E’ un esempio di quella che, in un commento precedente, ho definito “riprovazione sociale” e vorrei anche vedere che uno stato obbligasse i suoi cittadini (che diventerebbero in questo caso solo sudditi) a giocare con persone che non vanno loro a genio.
E’ evidente che come scelgo gli amici con cui andare a cena, allo stadio, passare una serata, giocare a tennis, così una squadra di calcio costituita sulla base di determinati valori ha il diritto di rifiutare di giocare (dedicarsi ad una attività piacevole per divertimento, dice lo Zingarelli) con una squadra che ha valori configgenti con i suoi.
Mi auguro che non si voglia, nel nome di non necessari provvedimenti “contro l’omofobia”, limitare la libertà dei cittadini di giocare e di scegliersi i compagni di gioco, imponendo non solo un linguaggio, non solo draconiane limitazioni alle espressioni ed alle opinioni, ma addirittura la scelta dei propri amici e colleghi.

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mercoledì 16 settembre 2009

Ritorniamo su "outing" e dintorni...

Dopo l' articolo di ieri di Camillo Langone, voglio ritornare sull' uso del linguaggio, dato che certe teste dure continuano a vedere il mondo a senso unico.

Oltre ad imbattermi nelle anime pie omofile che s' incàspitano se uso parole italianissime come pederasta ed invertito, ecco che recentemente sono stato accusato di sbagliare ad usare il termine "outing" e bla bla. Volendomi imporre l' uso anglosassone, che privileggerebbe "coming out". Invano ho cercato di spiegare agli allegri invertiti di turno ed agli omofili libertari che dell' uso anglosassone me ne faccio un baffo. Un baffo a doppio tortiglione, essendo in Italia; dove il termine outing, nella vulgata ha assunto il significato che ho più volte cercato di spiegare, cioè che un tizio decide di dichiarare la propria pederastìa al mondo (contento lui !!!). A ulteriore riconferma, ieri a Mia Moglie, abbonata, è arrivato l' ultimo numero di ANNA, dove il ballerino Roberto Bolle, ancora una volta ritorna sul suo "presunto" outing, non smentendo nè confermando di averlo fatto, dichiarando l' importanza della sfera privata. Ora, francamente, concordando con l' etoile su questo, non me ne frega un piffero che lo sia o meno,sodomita. A me importa che sia la/il giornalista (forse la Direttrice stessa, Maria Latella, ma è senza firma)che l' intervistato usino "outing" e non "coming out".

Capito,teste fini ?

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martedì 15 settembre 2009

Il giornalista Camillo Langone e la parola "gay".

Ecco un articolo di Camillo Langone tratto dal Foglio:

"Ci sono parole che una persona elegante non pronuncia mai. Gay, per esempio
I neoturpiloqui involgariscono la lingua italiana".

http://www.ilfoglio.it/soloqui/3270

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lunedì 14 settembre 2009

Il grande bluff

Il Resto del Carlino di domenica 13 settembre, strilla:
ragazzo gay di 19 anni assalito da quattro ubriachi ai Giardini Margherita”.
E mentre i politici del Centro Destra negano si tratti di omofobia, a sinistra e negli attigui circoli omosessuali strillano ancora di più:
Delbono (il sindaco di Bologna): “atto vile che nulla ha a che vedere con la storia della nostra città”.
Lo Giudice, presidente Arci gay e capogruppo in comune del pci/pds/ds/pd: “E’ un evidente episodio di stampo omofobico ed è bene che questo aspetto non venga minimizzato”.
Grillini, altro presidente di altra associazione omosessuale (che spuntano come i funghi …): “siamo di fronte a un vero e proprio allarme sociale”.

Il Resto del Carlino di lunedì 14 settembre:
Il caso a Bologna. Una lite tra ragazzi, l’omofobia non c’entra niente”.
Silenzio stampa da parte dei professionisti dell’indignazione.

Questa volta il grande bluff dell’omofobia è stato smascherato rapidamente, ma come possiamo credere che gli episodi narrati dagli indignati e ridondanti comunicati stampa dei giorni scorsi da quelle stesse associazioni omosessuali, siano atti di “omofobia” ?

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lunedì 7 settembre 2009

Fermiamo l'uso del termine "gay"

Nei giorni scorsi in cui presunte aggressioni contro omosessuali hanno acceso la miccia di una alluvione di articoli, in massima parte finalizzati a sostenere l’approvazione di una legge liberticida che, riconoscendo agli omosessuali uno status di categoria protetta e privilegiata, impedisca di commentare, criticare, denunciare anche solo le loro pubbliche effusioni, c'è anche l’accreditamento che ha ottenuto, persino tra la stampa e i commentatori ancora immuni dal “politicamente corretto”, la parola “gay”.
Credo sia opportuno riprendere una campagna per il non uso, per l’abolizione dal linguaggio corrente di tale termine che non significa “omosessuale” come lo intendiamo noi, bensì tende ad accreditare l’esistenza di una “comunità” con sue caratteristiche, quasi fossero una razza (infatti chi vi si oppone viene definito “razzista”) o addirittura un sesso, introducendo surrettiziamente un terzo sesso (?!?!?) quando sappiamo che per natura i sessi sono solo due: maschio e femmina e che si traducono in uomo e donna, tertium non datur.
“Gay” è pertanto una parola che proviene dalla militanza politica degli omosessuali e il suo uso non fa che accreditarne la presenza in quanto tali, per essere considerati e trattati come una minoranza tutelata.
Esattamente il contrario di tutto ciò che ritengo debba avvenire per impedire che l’Italia imbocchi la stessa deriva morale sulla quale si è incamminata la Spagna di Zapatero.
“Gay” è anche un termine straniero, e per indicare gli omosessuali abbiamo, in Italia, una lunghissima lista di sinonimi, praticamente uno per ogni regione e forse uno per ogni provincia, per cui non ci mancano certo le alternative, storicamente accettate e perfettamente comprensibili al Popolo.
L’invito, rappresentato dall’immagine da sempre su questo blog, rivolto a tutti coloro che pensano (e questo lo si potrà sempre fare), parlano e scrivono (finchè non verranno approvate leggi liberticide che ce lo impediranno) sul tema dell’omosessualità, condividendo la nostra impostazione culturale, è di non usare mai più il termine “gay”, ma, anzi, di farsi portavoce dell’esigenza di adottare, nel linguaggio scritto e parlato, una qualsiasi delle parole del nostro bellissimo idioma.



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giovedì 3 settembre 2009

Non esiste il "reato" di omofobia

Al seguito delle presunte aggressioni dei giorni scorsi è tornata prepotente la spinta per una nuova legge liberticida che consideri una aggravante la cosiddetta “omofobia.
E’ un capriccio degli omosessuali, cui, purtroppo, anche settori del pdl sembrano inchinarsi.
Deve essere chiaro che se il pdl o qualsiasi altro partito di Centro Destra dovesse votare a favore dell’introduzione del reato di “omofobia”, non avranno mai più il mio voto.
L’omofobia – se e quando esiste – non è comunque un reato.
Perché non può essere un reato l’opinione, espressa per iscritto o a voce o con immagini.
Il reato è aggredire, ferire, uccidere, lanciare bombe, non dire che l’omosessualità è peccato o è malattia o altro.
Il reato è organizzare e dare attuazione a “ronde” con la finalità di “dare la caccia all’omosessuale”, non esprimere il proprio disgusto per le effusioni di due omosessuali.
Il reato è una sproporzionata difesa da due omosessuali che aggrediscono uno che critica le loro pubbliche effusioni, non difendersi in modo proporzionato alla minaccia.
Quindi il reato è la lesione, la violenza privata, l’eccesso di legittima difesa, l’associazione a delinquere, non il fatto che sia attuato nei confronti degli omosessuali.
Perché in tal caso dovremmo riempire il codice penale di una serie di aggravanti specifiche per chi aggredisce uno influenzato, con il morbillo, chi è biondo e chi è castano, chi è calvo e chi ha troppi capelli, chi è juventino o è interista e via con un elenco infinito ed impossibile.
E se i nostri parlamentari leggessero il codice penale, imparerebbero che le lesioni, la violenza privata, l’omicidio e il tentato omicidio, sono già puniti ed è sufficiente applicare, per tutti, senza leggi di privilegio per qualcuno, le norme che già esistono e fanno parte del patrimonio giuridico ma anche di quello culturale della nostra Nazione.
E non si perderebbe tempo con quella emerita sciocchezza che sarebbe il “reato” di omofobia, una aggravante che rappresenterebbe solo un nuovo passo liberticida contro la libertà di pensiero, di stampa e di parola.

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sabato 29 agosto 2009

Gli utili idioti e le campagne delle logge omosessuali.

Eccoci qui: con una tecnica sinistra che ben conosco risalente agli anni di piombo, dài e dài, a furia di tirare la corda, ecco i soliti "utili idioti" che hanno abboccato. Come negli anni '70, mentre Almirante ci ammoniva di non reagire alle provocazioni ed agli insulti dei compagni, c' era sempre qualche imbecille che si faceva comandare dai piedi invece che dal cervello e commetteva qualche stupidaggine, ecco adesso, con le dovute proporzioni, un noto pregiudicato che, per qualche birra di troppo e forse per qualche insulto reciproco, si lascia andare ad una violenza inconsulta. Oggi come allora, qualche borgataro (Roma) o brufoloso incoscente (come sembrerebbe nel caso di Napoli), colpito dalle innumerevoli provocazioni offensive e violente (esiste anche la violenza morale, egregi invertiti...)verso Chiesa e gli Eterosessuali, si lascia prendere da un' assurda ed ingiustificabile voglia di farsi giustizia. E voilà, il gioco è fatto. Tutta la stampa ed i benpesanti pronti a gridare "dagli all' untore", chiedendo a gran voce leggi contro la Libertà di Pensiero. Che potrebbero persino portare a proibire ad un parroco di condannare l' omosessualità come peccato nell' Omelia.

Poi, bisogna inoltre aspettare sempre, prima di urlare. Vedasi il caso di Napoli, dove sembra tutto rientrare in una semplice aggressione, probabilmente a scopo di rapina verso turisti, come ce ne sono tante d' estate nel capoluogo partenopeo: infatti le 2 vittime hanno poi smentito di essere omosessuali, come riferisce il quotidiano "Il Mattino"; e tutto è nato perchè la banda di teppistelli (o rapinatori) li hanno sentiti parlare in un idioma straniero: "Ci hanno sentiti parlare in inglese e ci hanno detto che qui si parla solo la loro lingua". Solo dopo le prime botte, non vedendo reazione, ma anzi vedendo uno dei picchiati piangere (capita anche agli eterosessuali...) uno dei teppisti e criminale ha pensato bene di dargli del "Frocio!".

Come si vede, calma e gesso, prima di gridare allo scandalo:vi ricordate il caso del "povero Professor Marsiglia" , picchiato dai naziskin, che si era poi inventato tutto ?

Stesso discorso vale per la Discoteca "Cube", CHE NON E' UNA DISCOTECA PER OMOSESSUALI, come erroneamente riportato dai Media, ma TEMATICA: una sera serata per eterosessuali, una sera per omosessuali, una sera musica etiopica, una sera funky e così via. Come avverte una guida alle discoteche romane: "La frequentazione del locale è varia ed eterogenea.". Un altro sito così la descrive:"La più grande discoteca underground di Roma, più livelli, serate dedicate all'eterosessualità e omosessualità, alla musica etiopica soul e funky. Il giovedì concerti di musica rock, underground e di tendenza, sabato discoteca.Accesso disabili.". Mai sentito parlare di racket nel mondo delle discoteche ? No, eh ?

Eccoci infine dunque che ritorniamo al primo caso, quello di Roma: perchè non si dice che l' aggressore ha serie turbe mentali, è conosciuto nel quartiere come un vandalo senza motivo, spesso ubriaco, che sfasciava tavolini ai bar e cassonetti per strada, che spesso litigava con i commercianti del quartiere e che d'improvviso andava in escandescenze ? Che si fa bello della propria impunità (spesso arrestato, ma subito scarcerato...), dichiarando a destra e manca di avere il Certificato di Semiinfermità Mentale ? Questo o è un poveretto che va curato oppure un pericoloso delinquente che deve restare in carcere, non un omofobo.

E di Dino Boffo, invece, con una sentenza passata in giudicato (questa SI !) per molestie, che diciamo ? Protetto dalla Loggia Cattolica oppure, più verosimilmente, da quella POTENTISSIMA dei Giornalisti ?

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sabato 15 agosto 2009

I am not gay

Ieri sera, collegandomi al sito de Il Resto del Carlino, ho trovato questo articolo.
Non ne sapevo niente e ne sono rimasto favorevolmente impressionato.
Non, ovviamente, per le pretese di quella associazione che dice di essere nell’ambito del Centro Destra ma sostiene tesi incompatibili con il sentimento del Popolo di Centro Destra, quanto per l’iniziativa di produrre un adesivo – per nulla offensivo – che diventa una autodichiarazione “politicamente scorretta.
Può anche essere che tale iniziativa sia una provocazione di qualche ambiente omosessuale o più genericamente omofilo per procurarsi l’opportunità delle solite strillatine “all’omofobia razzista” dei soliti "Fascisti", ma se anche così fosse si rivelerebbe un clamoroso autogol, viste le reazioni suscitate.
I commenti all’articolo sono, infatti, uniformi nel “mandare a quel paese” le proteste delle associazioni omosessuali che dimostrano solo di essere intolleranti e assolutiste, visto che nelle loro manifestazioni tra slogan, cartelli, “abbigliamenti” e pretese, tutto è strillato in modo ben più offensivo di un adesivo che dichiara soltanto che chi lo esibisce “non è gay”.
E qui c’è l’unica critica che mi sento di muovere al suo autore.
Il termine “gay” dovrebbe essere bandito perché significa accreditare un concetto politico, quando per indicare quegli individui attratti da persone dello stesso sesso possiamo utilizzare una miriade di parole italiane e di origine dialettali.
Naturalmente ho chiesto ad un amico che lavora vicino a Rimini se riesce a spedirmene tre di quegli adesivi: uno per l’auto, uno per la moto e uno per la bicicletta.
Buone "Feriae Augusti".


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venerdì 24 luglio 2009

Qualche esempio di tolleranza omofila...

Uno scandaloso gruppo su Facebook con 26 iscritti:

"Facciamo fare OUTING al Papa"


"Poichè non è giusto che il povero Benedetto Mazingar resti così prigioniero dei suoi segreti, che non possa dire a tutti la sua personale verità, gridare A BONOOOOOOOO per strada quando passa un bel pretino giovane........ che non possa toccare il c****to dei suoi seminaristi senza temere per il suo posto di lavoro...... o titillare le parti vergognose delle guardie svizzere senza sentirsi in colpa.....Il PAPA è come tutti noi un essere umano, la sua omosessualità non deve più essere nascosta, vissuta male, come una maledizione.Povero Benedetto, i suoi gemiti ed i suoi momenti di paicere intimo sono i suoi più grandi rimorsi.Dite anche voi BASTA a questa ingiustiziaanche il papa deve poterlo prenderlo in c**o senza più bisogno di nascondersi"

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Luca,Mima, Renata,Michela, Marco, Fabio,Alessandro, Sara, Simona,Ivan, Danilo,Javier, Angela, Fabio, Eddy,Yuri, Sabrina,Gudo, Federico, Jake Andrew,Giovanni, Gian Maria ed il fondatore Maurizio: che voi possiate bruciare all' Inferno in eterno. Ma tanto voi a certe cose, non ci credete, no ?

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lunedì 13 luglio 2009

Mourinho non è omosessuale.

Nella conferenza inaugurale della nuova stagione,incalzato dai giornalisti se gli fosse piaciuto (in senso calcistico, naturalmente...) un biondo (Pavel Nedved), all' ennesima richiesta, ci ha fatto sapere che, oltre a non essere un Pi***, di non essere gay. Naturalmente era una battuta, ma la comunità omosessuale milanese sembra se la sia presa. Alcuni pederasti che tifavano per il biscione hanno promesso di passare al milan o alla juve. Altri al palermo, per poter sfoggiare deliziose sciarpe rosa ( e nere...).
La mancanza di ironia degli invertiti, che però a Genova hanno insultato pesantemente il Santo Padre e la Chiesa Cattolica, diventa preoccupante, se rapportata a quella di Oscar Wilde, a cui non mancava certamente. Ma Wilde mai avrebbe sfilato ad un Pride, l' ho detto e ridetto all' infinito.
Naturalmente, da Interista, non posso che sorridere:
"omosessuali: sero tituli !"





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sabato 4 luglio 2009

Quei poveri miltanti gay, svillaneggiati dal sottoscritto...

Nell' ultimo post, per l' ennesima volta, sono stato accusato di odiare gli omosessuali, peggio di un talebano, e di essere così vile di non volerlo ammettere.
Niente di più falso; nulla contro gli omosessuali. Ma è noto che invece ho moltissimo contro i militanti gay, in particolare contro quelli che insultano la Mia Religione. Come non avercela, infatti, con gente che compie certe azioni come al recente orgogliopederasta di Genova ? Prendo a prestito l' articolo di qualche giorno fa di un componente del Castello, Il Neoaristocratico:

"Sabato scorso si è svolto a Genova il Gay Pride fortemente voluto dalla sindaco rossofumé Marta Vincenzi. Circa 40.000 persone hanno sfilato lungo le vie del centro in malmostoso corteo. Dietro ai balli sfrenati, ai sorrisi, ai carri stracolmi di omosessuali baffuti seminudi, di lesbiche mascoline slinguanti, di drag queen e travestiti multicolori con le chiappe al vento, faceva capolino una violenta iconoclastia dell'altrui pensiero, materializzantesi nelle immagini di papa Ratzinger nudo rattrapito, nella pantomima di Gesù e della Madonna gay o all'inferno. Gli slogan erano ancora più debordanti e diretti contro il Vaticano e gli eterosessuali o inneggianti al dominio della società da parte dei gay. Lungo lo snodarsi dei gruppi che percorrevano Genova alcune coppie di trans o di semplici omosessuali mimavano la sodomia di fronte a bambini di 3 o 4 anni, di proposito coinvolti dai genitori rossi nella manifestazione. A parte qualche liberal radicale, i manifestanti appartenevano tutti alla sinistra: CGIL, Verdi, Rifondazione, Arci, Centri sociali e associazioni omo varie. Quel personaggio da fumetti con i capelli verdognoli e a fusilli che è la sindacosa-nonsisacosa Marta Vincenzi, ululava dal palco, come un condottiero e con piglio velenoso, che finalmente Genova era nel giusto, che sarà sempre di più la città dei diritti, sognando forse una nuova San Francisco o il luglio del 1969, mese della rivolta omosessuale a New York. Vorremmo ricordare alla fusillanime e a tutti i gay che hanno sfilato solo alcune piccole cosine insignificanti: A) La maggioranza dei genovesi è cattolica e si è sentita profondamete ferita dagli insulti dei manifestanti (Pochissimi giorni prima, tra l'altro, si era tenuta la dignitosa e partecipatissima processione dei Cristi a San Giovanni, patrono della città). B) L'universo gay rappresentato dal pride è quello più becero e arrogante, irrispettoso degli altri e figlio della politicizzaione ideologica di sinistra dal quale molti omosessuali si dissociano. C) Mostrare ai bambini in tenerissima età che la lascivia sessuale è normale significa arrecare un danno irreparabile alla società del domani. D) La libertà finisce laddove giunge la prepotenza del prossimo; dunque chi ha visto il Pride e non condivideva, da oggi è un uomo meno libero: grazie Marta. Dopo quelllo che ho visto La Vincenzi non è più il mio sindaco e attuerò la disobbedienza civile contro questa ridicola post-comunista ballanzona che ha deciso di modellare l'esistenza dei genovesi in funzione della sua spocchia ideologica. Lei, quella donna che ha insignito Vasco Rossi della cittadinanza onoraria e pochi giorni dopo si è pubblicamente dissociata dalla visita del papa in città. Io non sono cattolico, tantomeno omofobo, ma il sindaco di una grande città dovrebbe orchestrare la propria comunità e lasciarla crescere liberamente, invece di imporle un triste, arrogante progetto personale. Mi ribello a questa piccola inetta dittatrice con tutte le mie forze."

Nell' articolo, come si vede, tutte cose che ho sempre affermato qui dentro, compreso il fatto che tali cortei hanno la nutritissima presenza dei centri asociali (servizio d' ordine ? katanga ? autodifesa ? ronde o brigate Lamda ?).

Poichè sono così vile, mi piacerebbe un giorno incontrare per strada uno di questi militanti con immagini insultanti il Santo Padre, Gesù o Maria Vergine. Da solo, io e lui: io non porgo l'altra guancia. Come qualche comunista di mia conoscenza ha provato in passato.


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martedì 30 giugno 2009

Sono garantista, ma a volte, certe combinazioni...

Sicuramente apprezzavo maggiormente Michael Jackson prima di certe accuse piombate su di lui in passato. Poi venne assolto, e come garantista, mi accodo alle sentenze. Però certe combinazioni e certe coincidenze fanno pensare:il cantante è morto due giorni dopo che nel mondo si è celebrata, con ostentazione, la Giornata dell' Orgoglio Pedofilo.

Ubi Maior, minor cessat...

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mercoledì 17 giugno 2009

"Manca solo che dicano che sono omosessuale"

Il nostro Premier ne ha combinata un’altra delle sue in stile gradevolissimamentepoliticamente scorretto”.
Incurante delle reazioni dei sacerdoti del “politicamente corretto” ha pronunciato la frase che fornisce il titolo al presente post e che si ricollega idealmente ai due precedenti di Starsandbars e mio .
Starsandbars, nel pieno della campagna elettorale giocata, more solito, sull’aggressione personale a Berlusconi, lo invitava a fare “outing” per mettersi al riparo dagli attacchi dietro la trincea del “politicamente corretto”.
Sì, perché in Italia si può insultare Berlusconi, il Papa, la Chiesa Cattolica, Bush, ma le vestali del “politicamente corretto” insorgono come feroci arpie se si toccano gli omosessuali, l’islam, Obama.
In Italia si può sostenere qualsiasi idea che devasti le tradizionali usanze, costumi e opinioni, ma non si possono sostenere queste usanze, costumi ed opinioni senza essere minacciati da invocate direttive di legge che dovrebbero impedirci di dire ciò che pensiamo.
Bene, nonostante questo clima da caccia alle streghe, Berlusconi non ha esitato a rinverdire una sua vecchia battuta (di un paio di anni fa) lasciando chiaramente intendere quale sia il suo orientamento.
E quasi rispondendo al mio post, con la frase di cui al titolo del post ha chiaramente lasciato intendere come anche la sua percezione corrisponda a quella della maggioranza degli italiani.
Una posizione che lo fa risalire di qualche punto nella mia considerazione, soprattutto se guardiamo a come cerchino di barcamenarsi coloro che, pur di acquisire un voto in più, rinuncerebbero a qualsiasi dignità per inseguire improbabili vie di mezzo, come coloro i quali distinguono tra unione omosessuale – alla quale si dichiarano favorevole – e adozione da parte di queste stesse coppie, alla quale si dichiarano contrari.
Conducendo così una politica “dei due forni” che dovrebbe essere rifiutata sia da chi è contrario a qualsiasi riconoscimento giuridico delle pratiche sessuali tra persone dello stesso sesso, sia da chi è favorevole.
Quanto meno per una questione di serietà e coerenza.

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martedì 2 giugno 2009

Berlusconi faccia outing:piacerà ai sinistri !

Qualche giorno fa nel mio blog principale ho parlato dell' Invidia, uno dei Peccati. Invidia che sta colpendo Berlusconi, toccando anche l' ambito personale.


Ebbene, un consiglio per il Premier ce l' avrei: faccia outing, ammetta di essere attratto da un muscoloso marinaio alla Village People, di frequentare orge borchiate al ritmo di "Macho Macho Men", di avere poster di Freddy Mercury e Mario Mieli nel proprio studio, di possedere una collezione di parrucche platinate di ogni tipo. Così, finalmente, avrà la solidarietà e l' appoggio della sinistra intera.

Sinistra che per anni,però, discriminò Pier Paolo Pasolini...




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lunedì 1 giugno 2009

Offesa al buon costume.


Se si appliccasse il codice penale, costituirebbero reato; invece, oggi, certe manifestazioni di oltraggio alla pubblica decenza vengono addirittura definite gay pride - e il ricorso al sostantivo orgoglio è ancor più stridente - e si svolgono ovunque, anche a Napoli (ed è successo ieri!). E, intanto, mentre in nome dello stato laico si insultano le stimabili donne musulmane che, per condivisione di sentimento religioso, si coprono con il velo e, quindi, non rendendosi identificabili, consumerebbero altra fattispecie di reato, si autorizzano i travestiti a cambiarsi i connotati in pubblico. Godono, forse, di immunità particolari? Il lodo Alfano riguarda, forse, anche tutti i travestiti e ce lo siamo persi? Siccome pare di no, si dia applicazione al codice penale: l'esercizio dell'azione penale è obbligatorio.

giovedì 21 maggio 2009

Insulti, specchio del sentimento popolare

Una recente indagine (tra le tante) tesa a creare una graduatoria degli insulti più utilizzati, ci fornisce l’occasione per tranquillizzare i nostri lettori “bombardati” dalla propaganda delle lobbies omofile e dei sacerdoti del “politicamente corretto”.
Nelle prime posizioni tra gli insulti considerati maggiormente offensivi è l’epiteto di “gay”.
Ora è noto che il termine “gay” è inesistente nella lingua italiana, sia perché è un anglicismo, ma soprattutto perché ha un mero significato politico.
Da noi si dice “omosessuale”, per individuare un soggetto affetto da tendenze che lo portano a voler rapporti sessuali con soggetti del suo stesso sesso.
Proprio per questo gli omosessuali italiani preferiscono il “politicamente corretto” termine “gay” per definirsi e, quindi, non lo considerano certo un insulto.
Dobbiamo quindi dedurre che il grande successo conseguito dal vocabolo “gay” come insulto, derivi dalla scelta consapevole di quella maggioranza di italiani che non è omosessuale (anche se alcuni omosessuali nel commentare questo blog attribuiscono a noi Autori “represse tendenze omosessuali” con evidente intento offensivo).
Ed è qui che traiamo conforto per la nostra battaglia e per il futuro della nostra società: l’omosessualità, nonostante il “bombardamento” già detto delle lobbies omofile e dei sacerdoti del “politicamente corretto” continua ad essere percepita come un male.
Si annoti anche che tale insulto supera quello di “nazista” nella apposita classifica.
Con buona pace del presidente della camera Fini che, in un suo ennesimo voltafaccia, ha ricevuto le associazioni omosessuali, cambiando opinione (per fortuna lui, non gli italiani) rispetto a quando affermava che non avrebbe gradito un maestro omosessuale per sua figlia.

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mercoledì 22 aprile 2009

Uccide il marito omosessuale, ed altre amenità.

Vi ricordate qualche mio post addietro, in cui scrissi a proposito della violenza tra coppie omosessuali, e che provocò l' indignazione dei vari invertiti che mi tacciano di omofobia, nonostante il materiale che produssi ?

Ebbene, è notizia di qualche giorno fa che nella Spagna di Zapatero un marito dell' altra sponda ha ucciso a coltellate quello che in Spagna viene considerato marito.

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=344107

Stamattina presto, per quelli che a volte si alzano all' alba come me, Canale 5 ha trasmesso un episodio del telefilm "Squadra Emergenza". Dove una lesbica finiva all' ospedale massacrata di botte dalla propria convivente.

A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca.

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giovedì 9 aprile 2009

Violenza: con il compagno gay uomo abusava dei suoi 4 figli

Rgazzi narcotizzati e molestati per 10 anni
La moglie del convivente suicida per la vergogna


TARANTO - Una storia terribile che somiglia al finale inquietante di un libro di Stieg Larsson. Un «plot» che stavolta era tutto vero, tutto tremendamente reale. Un vero orrore. Due uomini, legati da una relazione omosessuale, avrebbero narcotizzato e costretto per oltre dieci anni quattro minorenni a subire abusi sessuali. Per questo i due conviventi, di 39 e 58 anni, entrambi di Taranto (il primo dei quali è il padre delle vittime), sono stati arrestati (ma uno era già dietro le sbarre) dai carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip del tribunale jonico Patrizia Todisco su richiesta del pm Filomena Di Tursi.

Solo il trentanovenne padre è stato arrestato questa mattina. All’altro indagato, infatti, il provvedimento restrittivo è stato notificato in carcere dove già sconta una condanna alla pena di due anni e sei mesi per abusi sessuali sul figlio. Le vittime sono un ragazzo di 21 anni, una ragazza di 19 anni, e due gemelli (maschio e femmina) di 16 anni. L’inchiesta è stata avviata nel novembre del 2008 dopo la denuncia da parte della madre delle vittime. Quest'ultima poi hanno confermato le accuse nel corso di un incidente probatorio. Le violenze - secondo l’accusa - si sarebbero protratte da quando i due gemelli avevano cinque anni e fino al 2007. I ragazzi vivono ora in una casa famiglia, ma per più di dieci anni hanno trascorso i fine settimana con il padre ed il suo convivente. Le violenze si sarebbero consumate in una casa di campagna e nell’abitazione del trentanovenne. Uno vero inferno, nel silenzio generale.

La moglie dell’uomo di 58 anni, a cui è stata notificata in carcere l’ordinanza di custodia si suicidò nel 1991 dopo aver scoperto che il marito aveva violentato il loro figlio. Un'altra vittima della terribile storia. Il cinquantottenne è tornato in carcere nel febbraio scorso dopo che la sentenza di condanna alla pena di due anni e sei mesi di reclusione per la violenza sessuale è passata in giudicato.

Un vero campionario degli orrori nel racconto dei ragazzi. «Mettevano qualcosa nel latte o nel succo di frutta e poi ci costringevano a bere. Dopo qualche minuto non capivamo più niente». È una delle dichiarazioni rilasciate nel corso dell'incidente probatorio. I ragazzini - a quanto è dato sapere - venivano presi dal loro papà due per volta dalla casa famiglia in cui vivevano. I primi, i più grandi, venivano accompagnati a casa e violentati. Poi toccava ai due gemelli.

http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/lecce/notizie/cronaca/2009/9-aprile-2009/violenza-compagno-gay-abusava-suoi-quattro-figli-1501169601020.shtml

sabato 21 marzo 2009

Con quali epiteti dovremmo qualificare costui ?

Ne Il Resto del Carlino di oggi sabato 21 marzo 2009, a pagina 15, c’è un servizio su un negozio di Cattolica dove il proprietario, alla ricerca di un commesso, ha esposto un cartello di questo tenore:
cercasi commesso/a preferibilmente gay”.
L’intervista, poi, prosegue con questo soggetto che taccia di “moralisti” quelli che lo criticano e con l’annuncio che ha filmato tutti i colloqui, scene che faranno da sfondo all’inaugurazione del negozio.
Proviamo ad immaginare una situazione inversa.
Un commerciante che espone un cartello:
cercasi commesso/a preferibilmente eterosessuale”.
Sarebbe stato sepolto da "contumelie" tipo: Razzista, Omofobo, Fascista
E noi, cosa dovremmo dire al commerciante di Cattolica che cercava disperatamente un commesso/a omosessuale ?

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domenica 15 marzo 2009

Perchè siamo antipatici. I gay ed il complesso dei migliori.

Oltre tre anni fa usciva un libro di Luca Ricolfi: "Perché siamo antipatici? La sinistra e il complesso dei migliori", di cui pubblico un estratto di una sua lettura: "... i comunisti non fanno più paura a nessuno, ma in compenso la sinistra nel suo insieme suscita un sentimento meno forte della paura, e proprio per questo più insidioso: l'antipatia. In questo libro Luca Ricolfi, uno studioso da sempre collocato a sinistra, analizza a fondo questo sentimento, mettendo a nudo quelle che considera le grandi malattie della sinistra. Malattie del discorso, innanzitutto, come le ipocrisie del politicamente corretto, l'astrattezza delle formule, l'uso della dialettica contro le evidenze dissonanti. Ma anche una grande e tragica malattia dell'anima: la credenza in una superiorità etica delle idee e delle persone di sinistra. Il complesso dei migliori - una sindrome che affligge innanzitutto i dirigenti e i militanti - li porta inesorabilmente a non capire né la storia né la realtà dell'Italia, a disprezzare l'elettorato di centrodestra, a credere di rappresentare 'la parte migliore del paese', la sua 'ala sana'. E infine li conduce ad autoattribuirsi una missione salvifica, come se l'Italia fosse improvvisamente passata dall'età dell'oro - gli anni dell'Ulivo - all'età del piombo - gli anni della Casa delle Libertà. Ne deriva una lontananza quasi stellare dalla gente da quel che pensa, da quel che vuole, da come vive e parla, in una parola da ciò che si definisce il senso comune.".


Ebbene, nel leggere i commenti scritti nel Blog di Tycooko contro di me, non posso che parafrasare il titolo di questo libro, dove è facilmente sostituibile il sostantivo "sinistra" con "gay". E potremmo aggiungervi anche "libertario", "laicista", "ateista" ed altri generi di saputelli vari. I quali, invece che di rispondere in modo esaustivo a quanto ho postato nel loro felice mondo pieno di certezze laiche, si nascondono dietro diversi ditini piccini picciò.

Il primo, Anelli di Fumo, dopo un piccolo prologo teso a dimostrare che fare tanto sesso porta alla felicità (cosa peraltro discutibile, se pensiamo ad una figura come "Don Giovanni", perennemente infelice. Senza la pretesa che questi simpatici libertari conoscano appieno la figura di Faust, illuso e poi pentito dal mito dell' eterna giovinezza),ci porta una statistica che affermerebbe che 9.000.000 di italiani andrebbero a prostitute. Statistica che risulta facilmente attaccabile in quanto quei presunti 9.000.000 in realtà stiano ai passeggeri che prendono un aereo oppure un treno; cioè, per fare un esempio (non numerico), ad un numero comprensivo dei vari pendolari che prendono e riprendono quel mezzo. I 9.000.000 di italiani che andrebbero con le prostitute sono comprensivi degli "abbonati", e quindi non si tratta di 9.000.000 di unici, tutti allegramente in fila. Ma quello che lo scrivente non si domanda è il perchè di tale fenomeno. Spiegabile sia con il femminismo che ha criminalizzato il Maschio in questi anni, sia con la crisi del Matrimonio causata da una molteplicità di cause: il materialismo, l' edonismo, l' individualismo, la scarsissima volontà di sacrificio, l'anteposizione dei propri diritti ai propri doveri. Dimenticando poi che tantissime Organizzazioni Religiose di Noi Cattivissimi Cattolici sono in prima linea per aiutare tante povere ragazze. Termina poi con la ramanzina del "vivi e lascia vivere", così buonista. Negandomi la possibilità del giudizio. O bella, ma se sei così libero, cosa te ne importa del giudizio di "un povero bigotto omofobo Fascista e Cattolico ?". Se non credi all' Inferno, fai quello che vuoi. Ma padrone io di lottare per le Mie Idee. No ? Ma, evidentemente, vorrebbero impedirci di parlare. Come facevano i comunisti con chi non la pensava come loro.

Veniamo poi al Rino del commento 15 e 16. Che da bravo stalinista modifica le mie affermazioni, banalizzandole. A partire dei miei passati "bagordi", bontà sua. Volutamente ignorando quello da me scritto sulle modelle ("con le quali, contrariamente di quello che raccontano i film dell’ epoca, non è detto che si finisse a letto; molte erano normali studentesse") oppure che il fatto di frequentare discoteche e mondo della moda fosse un bagordo per forza. Arrivando a sostenere che io abbia detto che "tutti i gay sono sozzi", cosa falsa. Poi passa a citare uno studio sull' infedeltà del Prof. Giommi. Che sarebbe ? Sarò un bigotto clericofascista, ma non lo conosco. Portate pazienza. Dandosi però già le risposte (inconsciamente...) sulle cause di questa "eventuale infedeltà" di due italiani su tre: secolarismo, '68, femminismo, fino a satanasso. Ma quest' ultimo, lasciatelo a noi esperti: per voi, pieni di certezze, non esiste. Quando saremo di là, ci sarà da ridere,poi...

Passa poi a parlare delle violenze sessuali, affermando che la maggior parte delle violenze sulle donne avviene, udite udite, sotto l' egida della Famiglia Tradizionale. Ebbene, o non si è letta bene l' indagine 'ISTAT , oppure trattasi della solita leggenda metropolitana. Secondo l' indagine del 2004 il 23, 5 % di violenze sono da parte di amici, ed il 15,3 da parte di colleghi e datori di lavoro. Il 18,3 da parte di estranei ed il 14,2 da parte di conoscenti occasionali fa così restringere al 5,3 del totale al gruppo di "coniugi ed ex-coniugi, lasciando il restante a fidanzati, conviventi ed ex, senza peraltro specificare quanti tra i coniugi siano relativi ad una Famiglia Tradizionale e, permettetemi, Cattolica. Ed i successivi dati del 2007 e 2008 concordano.Tra l'altro mi sembra che propprio Barbagli abbia ricordato in tempi recenti la pesante percentuale di stupri nelle famiglie di immigrati. Ma si sa, io sono, oltre che omofobo, razzista e Fascista. Se poi, invece, per tirare acqua al proprio mulino, si confondono "mariti" con "partner, mariti, fidanzati,conviventi, parenti e fidanzati", non dovete offendervi se si finisce per esser tacciati di stalinismo...

Il nostro Rino, che con l' accusa di essere io un maestro del copia-incolla dimostra o di non aver letto o di non aver capito la mia risposta ("E’ logico e naturale che dovendo trattare di cifre le abbia riprese da chi le forniva. Questo capita quando si forniscomo dati, sia di analisi scentifica che di storia. Ho visto in giro, per esempio, che miei post che parlano di Storia,scritti di mio pugno in “Morti Dimenticati”, per esempio uno titolato “Sergio Ramelli spiegato a Mia Figlia”, sono stati ripresi e pubblicati in tantissimi siti, talvolta senza citarne la fonte originale. addirittura con le mie fotografie eseguite personalmente"), meglio avrebbe fatto ad essere a conoscenza dei miei blog per vedere infatti quanto sia ridotta al minimo tale azione, specialmente in quelli in cui fornisco dati storici; semmai tali blog sono frutto della ricerca tra i miei libri. Avrebbe così evitato facili battutine da internauta. Anche perchè poi nel commento scrive: "Nelle scienze psicosociali, il fattore desiderabilità sociale viene definito come quell’effetto di disturbo che entra in gioco in una ricerca/studio quando il soggetto, che risponde a un'intervista o a un questionario, ha la possibilità di dare risposte che possono essere considerate socialmente più accettabili rispetto ad altre: questo fa sì che le persone cerchino di comportarsi in modo idealistico, ossia tendano a sembrare più "normali" possibile, nel senso di maggiormente "adeguate alla norma".". Esattamente incollato da Wikypedia !!!!!!!!!!!!!! Ma poffarre e poffarbacco, qui non si tratta di portare dei numeri come ho fatto io, ma di scrivere con paroline proprie. Cade ogni eventuale discorso tendente a contestare la validità dei sondaggi sugli omosessuali da me ricordati, per evidente parzialità dimostrata dal Rino scrivente. Che ringrazio di cuore per il il termine di "arcaico" con cui mi bolla perchè li chiamo sodomiti: se la modernità siete voi, ve la lascio. Dopo di chè, quel simpaticone, non trovando altro di divertente, accusa di usura San Paolo, dopo aver sputato sul "borghesismo", evidentemente non conoscendo bene la storia di tantissimi omosessuali celebranti la vituperata "borghesia". Cascando ancora, ignorando questa frase di San Paolo ai Corinti: "La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia", dove l' Apostolo fa coincidere Amore con Carità. Ignorando che proprio San Paolo ha più volte ricordato l' elemosina verso i poveri. E via,offendendo poi altri Padri della Chiesa. Poi Rino si domandi il perchè del titolo di questo Post...Il quale nel commento successivo (16), ridimostra di non aver o letto o capita la mia risposta. Io non millanto la conoscenza del mondo omosessuale solo per studi, ma per aver frequentato la moda a Milano, le discoteche a Milano e New York e posti come Capri. Ed inoltre per il mestiere che esercito: Arredatore. Poi da bravo similcomunista, passa agli attacchi personali: "non mi soffermo sulla quantità di panzane che scrivi sui tuoi blog" (bravo, fai bene, in campo storico sfidami quando vuoi. Ad occhi chiusi, ti rispondo. Non qui, ma quando vuoi.). E prosegue: "inneggiare alla Pena di Morte". Presente nel Catechismo, anche se in casi estremi. Prova ad avere come il sottoscritto una Figlia di 17 anni in questa bella repubblica laica, e ne riparliamo. Oppure citare le "violenze contro le donne" va bene solo per i propri fini ? E pure a sproposito, come si è visto. E conclude: "(inneggiare) allo squadrismo ed al Revisionismo Storico". Sullo squadrismo ? E quando mai ? Mentre che peccato c' è nel Revisionismo Storico, o mio antipaticissimo antagonista ? Mica è Negazionismo !

Infine, ormai tronfio di quella superiorità etica ricordata dal Ricolfi, si lascia andare ad un lungo discorso che altri non è che una conferma alle mie tesi: "...nessuno può dire che la monogamia è preferibile alla promiscuità". Vabene, Rino, se lo dici tu, OBBEDISCO ! Ma poi non fate gli offesi...

Sembrerebbe più conciliante "Noirpink", il quale inizia:"prima di tutto devo riconoscere i tuoi pregi. A differenza di molte persone che professano idee come le tue hai un'ottima conoscenza della lingua italiana e hai anche il coraggio di accettare commenti sfavorevoli sul tuo blog (cosa rarissima a casa degli omofobi)". Anche se dimostra di non leggere bene: SecondoNatura non è il "mio" blog, ma è a più mani. Non sono omofobo, e mi offendo se me lo dicono. E non conoscendo insiste, anche lui sul copiaincolla, sul quale mi sono soffermato ampiamente, difendendone l' uso nei casi di dati, e non saccheggiando incautamente per esprimere concetti, invece che usare parole proprie, come ho scritto. Per cascare infine su "Ti stanno sul c*** i gay?" (ma non scrivere parolacce, no , eh ?). Certo che come è nel titolo, non fanno nulla , i militanti cattofobi ed ateisti gay, per rendersi simpatici. Non è colpa mia. Contro gli omosessuali, invece, non ho nulla. Continuate a non comprendere la differenza tra gay ed omosessuale. Non è colpa mia, ma vostra. Ed anche colui che si firma Marco Volante dimostra di non capire tale differenza, parlando di "mio disprezzo" verso gli omosessuali.E dandomi anche lui dell' omofobo.

Passiamo a Postmoderno, il quale, da quel simpaticone che è, scrive: "Riguardo poi lo sdegno per l'auspicio a che siti e blog come Secondo Natura vengano considerati illegali, beh, immagino sia lo stesso disappunto che coglie gli ideatori dei siti inneggianti alla supremazia della razza ariana o allo sterminio degli ebrei", IGNORA che ho anche un Blog (trascuratissimo, anche grazie al fatto che devo passar tempo a dare risposte a chi non le meriterebbe) intitolato "La Destra e gli Ebrei." Ed IGNORA che l' Evoluzionismo è SOLO una Teoria.

Veniamo a quello che si dichiara come Giovanni Armeno. Col quale, se si trattasse del Giovanni Armeno che ho trovato,peraltro, ho qualcosa in comune: il collezionismo, e l' amore per la Casa Museo, dato il mestiere che faccio.

Con la mia ricerca non sono andato sul personale, come invece state facendo voi con le vostre parole. Se Lei afferma di conoscere la fedeltà (e ripeto, mi piacerebbe sentire spesso il parere di un vero non conforme omosessuale come Paolo Poli, la cui ironia dovrebbe insegnarvi molte cose), sono affari suoi. Ma non può imporre, se non per legge, che ad un Cattolico possa essere imposto di pensare che Lei conosca il Vero Amore. Padrone Lei di pensarlo, ma padrone io di negarlo;almeno fino a quando i libertari,d' accordo coi sinistri, non comincino a costruire Lager e Gulag per i Cattolici. Padronissimo Lei di dar credito ad altre Religioni, magari più buoniste. Si tenga poi i sottili eufemismi che non apprezzo, sulle "esperienze non conclusive" ma è proprio per l' essere ancora oggi a contatto per lavoro con alcuni omosessuali, trattando Arredamento, Tessuti ed Antiquariato, che mi porta pienamente ad affermare che chi si dichiara gay (e dunque militante) è una esigua minoranza, ben lontano dalla discrezione, dall' umiltà e dalla signorilità degli omosessuali che conosco. Purtroppo, il mondo è notevolmente peggiorato in tutto, e si dà spazio e credito a chi vuole apparire e non essere. Vedo poi che Lei continua a non voler capire:"mi sembra che lei, Vandeaitaliana, sia interessato più che altro ad affermare che persone gay non sono uguali a tutte le altre, in quanto incapaci di provare sentimenti profondi, in testa l’amore". Assolutamente falso: io penso che un Uomo che si ostini a voler peccare (mi spiace dover usare termini arcaici, ma mi piacciono: fucilatemi, per questo !) scambiando per amore cose che non reputo tali, sia capacissimo di poter innamorarsi di una Donna e pure di sposarsi, creando una Famiglia, offrendo a Dio questa prova di Vero Amore, incredibile a laicisti e militanti ostinati di ogni tendenza. Ma continuate a non capire. Mi spiace per Voi. Vorrei che Dio parlasse ai Vostri Cuori, ma bisognerebbe che Voi li apriste.

Sul Revisionismo,mi spiace, non La seguo, e come sopra sono disposto, non qui, dove sono ospite, ma nei miei blog a qualsiasi tipo di sfida. Se Lei è veramente il Sig. Armeno, dovrebbe sapere, da collezionista, che un piatto conosce il davanti, ma anche il dietro. Che una statuetta d' avorio può essere stata incisa, pur se piccola, da diverse mani, e non sempre possiamo entrare nella testa dell' incisore. Non confonda anche Lei Revisionismo con Negazionismo, non Le farebbe merito. Quanto ai ghetti, li conosco bene, avendo fatto moltissima politica negli anni '70, dove molti Miei Camerati (mi perdona il termine ?)caddero, nel nome de: "I Fascisti non devono parlare" oppure "Fascisti, carogne, tornate nelle fogne". Dunque, se permette, così come non voglio ghetti e fogne per nessuno, non voglio, come Cattolico ed Afascista (ma MAI antifascista,mi conceda pure questo) che mi ci ributtino in nome del buonismo,del politicamente corretto e del relativismo. Ma,poi, quali ghetti, via: quanti omosessuali hanno tranquillamente lavorato senza voler imporre cambiamenti radicali alla società ? Luchino Visconti, non lo vedo in un ghetto. Raymond Burr ? Altri tempi, altro stile. Altra classe. Ed insieme ad uno Zeffirelli, diventato omosessuale per un dramma vissuto in prima persona, per un figlio non nato, non li vedo marciare "per la nostra lotta contro l’intolleranza e per il riconoscimento dei nostri diritti". Anche perchè le intolleranze maggiori sono quelle contro il Cattolicesimo, più volte offeso profondamente da pseudoartisti ed attivisti. L' "interessante" per il dato delle Lesbiche, è quello che ho scritto, mal interpretato da Lei, forse con malizia. Se Lei non lo coglie, non posso farci niente. E nessuna morbosità per i vostri prolassi. Semplicemente prima di abbandonare ho studiato Medicina, internato di Fisiologia.

Poi, dopo aver incominciato abbastanza bene, scivola nel sinistrismo più trito e ritrito:"Il fatto è che in uno Stato civile, laico e non confessionale, il legislatore ha il diritto ed il dovere di accogliere le legittime istanze provenienti dalla società reale". Mamma mia, mi sembra un succo tra Nanni Moretti e Pancho Pardi ! Ma mi scusi, noi non abbiamo lo stesso diritto di lottare perchè non avvenga, in uno Stato laico e non confessionale venuto su grazie ad una guerra di conquista di uno Stato anticlericale come quello Sabaudo, appoggiato dai protestanti inglesi contro Regni Legittimi ? Stato che confiscò illegalmente beni alla Chiesa per tutto l' Ottocento ? Mai sentito parlare di una Storica come Angela Pellicciari ? Veniamo all' esempio della Casa. Uno Stato è una Casa Comune: se il mio vicino volesse costruire un secondo piano usando un muro comune di confino, magari ignorando di crepe e cedimenti, ma fidandosi di Architetti con pochi scrupoli, beh, mi permetta ancora una volta il diritto di battermi contro tale costruzione.

Democristiani ? Ma io ero al di fuori dell' Arco Costituzionale " ! Politiche a tutela delle Famiglie Numerose ? Mai sentito parlare di un certo Benito Mussolini ? Ma mi fermo qui, sa, con Scelba e Mancino in giro, non posso scrivere granchè...

Ed ecco, per dirla con Staffelli, "Sior Armeno, Sior Armeno !", che mi scivola fuori con una clamorosa contraddizione:"Diciamo piuttosto che c’è chi ammette e valorizza le diversità". Ma insomma si decida: prima mi contesta il fatto che io sia teso ad affermare che voi siate non uguali a noi. Ma poi parteggia per chi valorizza la diversità. Mi sembra o indeciso o poco informato come Benigni, il quale, dopo aver commosso il mondo intero con un film sulla Shoah, a Sanremo per combattere quel cattivone di Povia, ha letto una delicata lettera ad un noto ANTISEMITA. Perchè, come scrissi in Santosepolcro, Lord Alfred Douglas, oltre a vari difetti, tradusse in inglese quel vergognoso falso de "I Protocolli dei Savi anziani di Sion" ! Si decida, Sior Armeno ! Diversi oppure Uguali ?

Quanto al Vaticano, non parli di cose che non conosce, e si legga quello che ho scritto in risposta alle notizie riportate in modo parziale e distorto da Tycooko su S.E. Monsignor Migliore nel Post del 22 Febbraio. Grazie. Chi vuol discriminare, allora ? Ma per piacere !

Infine, nessun disprezzo. Soprattutto per gli omosessuali. Antipatia, come nel titolo, per i militanti gay, sì. Sempre più crescente, leggendo le vostre risposte. Per gli omosessuali, la massima Comprensione Cristiana.

Veniamo poi a chi si firma Giovanni Dall' Orto. Prudenza è necessaria, poichè come per il precedente, non posso appurare la veridicità dell' identità. Ma se è lo stesso che è ho visto citato in un sito che è un tutto un programma, "Socialismo Libertario", mi piacerebbe che mi spiegasse perchè , parlando della Seconda Guerra Civile Europea, si ostini a scrivere "nazismo", omettendo il nome completo: NazionalSOCIALISMO. E che magari, a me che sono mezzo rumeno, spiegasse come venivano trattati gli omosessuali sotto Ceausescu...

A lui riservo proprio poco:sia per le parolacce che mi danno fastidio (min***ate, gli altri sc****, sf***, non c' entra una m**** ed altre amenità. Probabilmente questo è il romanticismo gay,che ne so...),sia per le frasi da anni '70 (dalle quali mi piacerebbe che Tycooko, Noir Pink ma anche il Sig. Armeno prendessero le distanze)come:"Con costoro NON "si vuol esser cortese". Si evita di perdere tempo. Il buonismo non ha pagato, non paga e non pagherà. Occorre sapere chiamare FANATICO un fanatico, e FASCISTA un fascista" . Sia infine proprio per il tipo d' intervento tipico legato a quella sinistra che si crede depositaria della Verità Assoluta. Continuate così, e tornerete al potere tra 30 anni...Peccato che nel suo intervento, teso a far apparire il sottoscritto come un vecchio bacucco antiscientista non scriva che la Psichiatria, insieme alla Psicologia ed alla Sociologia, non sia a tutt'oggi considerata una scienza esatta, ma in continua evoluzione. Purtroppo a volte influenzata dalle Ideologie. E così quello che un tempo era valido ed oggi non lo è più, non è detto che un domani non lo sarà di nuovo. Dunque, smettete di tirargli la giacchetta verso la vostra parte su considerazioni che non hanno l' unanimità degli studiosi. Ricordo che Popper addirittura condanna la Psicanalisi tra le Pseudoscienze. Ora ditemi voi se Popper sia un fanatico Fascista liberticida.

Ho scitto qualcosa, in passato, a riguardo:

http://secondonatura.blogspot.com/2007/08/freud-ma-pseudoscienza-di-un.html

Veniamo infine a Fra:il quale, da buon veterostalinista estrapola una mia frase dal contesto:"Insomma, non è che si tende a delegittimare la Famiglia Tradizionale da una parte, e dall’ altra si fanno inchieste mirate a dimostrare che le coppie gay sono diventate fedeli ?", per poi asserire che la Famiglia Tradizionale si è delegittimizzata da se'; producedonsi poi in un intero campionario che renderebbe felice Ricolfi. No, la Famiglia Tradizionale è viva e vegeta, nonostante oltre sessantanni di attacchi comunisti, femministi, laicisti ed ateisti. Quanto a considerarmi un Peccatore, beh, al di là delle tue interpretazioni semplicistiche, c'è il fatto che un Cattolico deve avere l'umiltà di considerarsi sempre tale, destinando al Paradiso solo i Santi. Se tu avessi la pazienza di visitare il mio Blog Santosepolcro, cliccando sul TAG "papà", vedresti che, a differenza di tanti farisei di oggi che vedono in Paradiso immediato ogni morto, prego per Mio Padre in Purgatorio.Tutti siamo stati o siamo peccatori; l' importante è ammettere la colpa, nella speranza del Perdono. Affermare invece la giustezza del Peccato in sè, porta alla condanna. Ma tanto voi, con quei simpaticoni dell' UAAR, non credete a queste "leggende". Giusto ?

Bravi antipatici che non si accorgono che il Muro di Berlino è caduto, che esistono altre idee oltre le loro certezze, e che non è più possibile, se non con future censure, impedire agli altri di esprimerle. Senza insultare nessuno, come ho sempre fatto.
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