sabato 14 febbraio 2009

Promiscuità, droghe e violenza nel mondo omosessuale.

Un nostro visitatore, nel suo ultimo commento del post precedente mette in dubbio la promiscuità degli omosessuali, forse cercando di riproporci l' allegra favoletta della coppia de "La cage aux folles" del Vizietto. Favoletta smentita dai fatti:gli studi indicano che l’omosessuale maschio medio ha centinaia di partner sessuali nel corso della vita, uno stile di vita condiviso anche dai cosiddetti omosessuali impegnati e che non porta ad un'atmosfera sana per la crescita dei bambini che molti di loro vorrebbero adottare. A. P. Bell e M. S. Weinberg, nel loro studio sull’omosessualità maschile e femminile (Bell, A.P., Weinberg, M.S., (1978). Homosexuality: A study of diversity among men and women. New York: Simon & Schuster), hanno scoperto che il 43% dei maschi omosessuali bianchi aveva fatto sesso con almeno 500 partner, il 28% con almeno 1000.Nel suo studio sul profilo sessuale di 2.583 anziani omosessuali pubblicato sul Journal of Sex Research, Paul Van de Ven ha rilevato che la maggioranza di essi aveva avuto un numero di partner sessuali compreso tra 101 e 500. Inoltre, dal 10,2% al 15,7% di essi aveva avuto un numero di partner compreso tra 501 e 1000. Un ulteriore gruppo che andava sempre dal 10,2% al 15,7% aveva dichiarato di averne avuti più di mille.Un’indagine condotta dalla rivista omosessuale Genre ha rilevato che il 24% degli intervistati aveva avuto nella vita più di 100 partner sessuali. La rivista notava che diversi intervistati ne avevano avuti più di mille. Nel suo studio sull’omosessualità maschile in Western Sexuality: Practice and Precept in Past and Present Times, M. Pollak ha scoperto che “sono poche le relazioni omosessuali che durano più di 2 anni, inoltre numerosi uomini dichiarano di aver avuto centinaia di partner nel corso della vita”.Per sgombrare il campo dall’illusione che esista qualche equivalenza fra le pratiche sessuali delle relazioni omosessuali e il matrimonio tradizionale, le statistiche riguardanti la fedeltà sessuale all’interno del matrimonio sono rivelatrici: in “Sex in America”, definito dal New York Times “Lo studio più importante del comportamento sessuale americano dopo il rapporto Kinsey”, Robert T. Michael riporta che il 90% delle mogli e il 75% dei mariti dichiara di non aver mai fatto sesso all’infuori del matrimonio . Un’indagine su 884 uomini e 1.288 donne pubblicata su Journal of Sex Research ha rilevato che il 77% degli uomini sposati e l’88% delle donne sposate era rimasta fedele alle promesse matrimoniali . Un'indagine telefonica condotta per Parade magazine su 1.049 adulti selezionati per rappresentare le caratteristiche demografiche degli Stati Uniti ha scoperto che l’81% degli uomini sposati e l’85% delle donne sposate riferiva di non aver mai infranto le promesse matrimoniali . Se anche il tasso di fedeltà citato da questi studi è lontano dall’ideale, tuttavia c’è un’enorme differenza fra l’insignificante tasso di fedeltà rilevato tra gli omosessuali e il 75/90% indicato per le coppie sposate. Questo indica che perfino le relazioni omosessuali “impegnate” rivelano una fondamentale incapacità alla fedeltà e all’impegno che è assiomatica nell’istituzione del matrimonio.


Sempre nello stesso commento, egli conclude: "Finché non riuscirete a dimostrare che l'omosessualità faccia male alla persona omosessuale - non avrete dimostrato che sia una malattia.". Bene, non mi dilungo troppo nelle patologie che sono tipiche dell' omosessualità, come il prolasso rettale o l' incontinenza fecale, per non parlare di quelle veneree, non solo l' AIDS, ma il recentissimo LGV, Linfogranuloma Venereo; ma vorrei invece ricordare che la rassegna della letteratura scientifica internazionale descrive i gay e le lesbiche come una popolazione a rischio circa l’abuso di alcool e di altre droghe, con un’incidenza che va dal 20% al 35%, circa tre volte superiore alla popolazione generale (Bradford e Ryan, 1987; Fifield et al.,
1975; Morales e Graves, 1983; Saghir et al., 1970).
Stall e Wiley (1988) sostengono inoltre che i gay maschi non solo consumano più droghe ma
anche una varietà maggiore. Sono molti gli studi che si soffermano sull’uso di popper da parte dei gay maschi, così come quelli che focalizzano il proprio intervento sull’uso di alcool da parte delle lesbiche. Il NIDA (National Institute on Drug Abuse) denuncia l’uso crescente di speed o meth da parte dei gay che lo scelgono, solitamente iniettandoselo, per il suo potere afrodisiaco, in modo dasostenere vere e proprie maratone sessuali. Uno studio recente su 908 maschi, gay e bisessuali consumatori di droghe, riporta che il 37% ha fatto uso di metanfetamine nel precedente mese(Reback e Grella, 1999).McKirnan e Peterson nel 1989, su 3400 questionari restituiti, a fronte di 21000 distribuiti,classificarono il 9% delle lesbiche come gran bevitrici e il 23% come aventi problemi d’alcool,denunziando altresì che dopo i 30 anni l’incidenza dei problemi d’alcool declinava meno che nella popolazione generale.


Le droghe più usate dai gay e dalle lesbiche, secondo un’indagine su 455 soggetti, sono la
marijuana e l’alcool; tra quelle illecite primeggiano gli inalanti e la marijuana (Skinner,
1994). In questa ricerca le lesbiche risultano avere livelli più alti rispetto ai gay. L’uso di inalanti risulta prevalente nei gay, l’uso combinato di droghe nelcorso della vita infatti riguarda l’86,8% delle lesbiche e il 79,2 % dei maschi gay di questo
campione.


Dopo questo excursus sugli abusi di droghe ed alcool, non certo dovuti a presunti stati depressivi a causa delle discriminazioni, poichè essendo studi provenienti dagli USA, dove l' omosessualità dispone di una lobby potente, non sussiste nessuna di queste eventuali scusanti, potremmo passare all' alto rischio di suicidio: uno studio sui gemelli che ha esaminato la relazione fra omosessualità e suicidio, pubblicato su "Archives of General Psychiatry", ha scoperto che gli omosessuali con partner erano complessivamente a maggior rischio di problemi di salute mentale ed erano 6,5 volte più soggetti dei loro gemelli a tentativi di suicidio Un altro studio pubblicato simultaneamente su Archives of General Psychiatry ha seguito 1.007 individui dalla nascita. Quelli classificati come gay, lesbiche o bisessuali erano significativamente più soggetti a problemi di salute mentale. D. Bailey, nei suoi commenti pubblicati sullo stesso numero della rivista, prendeva le distanze da varie spiegazioni dei risultati, come quella secondo la quale “il diffuso pregiudizio contro le persone omosessuali è causa della loro infelicità o peggio della loro malattia mentale” . In Olanda, dove il clima culturale è molto tollerante, uno studio su 7.076 soggetti ha mostrato che i disturbi psicologici degli omosessuali sono molto frequenti.

Ed infine, a conclusione di queste problematiche enunciate, veniamo ad un argomento ancora poco conosciuto e studiato: la violenza domestica nelle coppie gay e lesbiche. A differenza di quanto accade per le relazioni eterosessuali, il problema della violenza domestica è ancora ampiamente sottovalutato nella comunità omosessuale. Le statistiche relative al problema della violenza domestica nelle coppie formate da partner dello stesso sesso sono ovviamente difficili da reperire, Relf (2002), che ha condotto la più sistematica indagine sull’argomento, afferma che, tra gli uomini coinvolti in una relazione omosessuale, uno su cinque subisce violenza dal partner. Come vedremo, l’HIV può essere un elemento importante da considerare quando si tratti una vittima di violenza domestica. Un elemento centrale di ogni definizione di violenza domestica è il potere: come rileva la maggior parte degli studi sull’argomento, la violenza domestica è un modo di mantenere potere e controllo da parte di un elemento della coppia sull’altro elemento, e l’HIV può essere usato dal partner violento a questo fine.Ad esempio, uno degli aspetti più nascosti e meno conosciuti di una dinamica di coppia violenta è l’abuso sessuale del partner: la paura della trasmissione dell'HIV può essere usata dal/dalla partner con maggior potere come mezzo di controllo, 'un'arma potente' per assoggettare la vittima (Island e Letellier, 1991). La condizione psicologica di una vittima di violenza domestica, infatti, è caratterizzata da paura, comportamenti autodistruttivi e dalla percezione di sé come persona di poco valore: le persone coinvolte in una relazione con un partner violento non ritengono possibile richiedere di praticare sesso sicuro, perché ‘il proteggersi dall’HIV richiede le stesse capacità di autoprotezione che richiede il proteggersi dalla violenza domestica. Se ti permetti di essere una vittima in una situazione, probabilmente anche in altre situazioni correrai il rischio di essere vittimizzato’ (Barnett, 2001). Inoltre, anche la minaccia di rivelare lo stato di sieropositività della vittima (ad esempio sul lavoro o in famiglia) può essere utilizzata da uno dei partner per mantenere il controllo sull’altro. Non bisogna dimenticare inoltre che il fatto stesso di essere sieropositivo, afferma Relf, aumenta la probabilità di divenire vittima di violenza: molti soggetti affermano di aver subito violenza fisica e psicologica da parte dei loro partner dopo aver comunicato loro la diagnosi di HIV.
Conclusioni Dinamiche di coppia violente possono costituire un fattore di rischio per la diffusione HIV nella popolazione omosessuale, e la condizione di sieropositività può essere uno strumento per il perpetuarsi di tali dinamiche. La totale invisibilità del problema della violenza domestica tra partner dello stesso sesso può portare i professionisti che operino nel campo della salute a ignorare i rischi correlati a tali situazioni. E’ necessaria quindi la creazione di un network di formazione e informazione che aumenti la consapevolezza sul fenomeno.



Bibliografia:
Berger, R.M. (1990) Passing: Impact of the quality of same sex relationships. Social Work, 35, pp. 328-332
Bell, A. & Weinberg, M. (1978) Homosexualities: a study of diversity among men and women. Bloomington: Indiana University Press
Barnett, M. (2001)Abusive behavior and HIV, in Test Positively Aware Network, reperibile in
http://www.tpan.org/
Island,D & Letellier, P. (1991) Men Who Beat the Men Who Love Them: Battered Gay Man and Domestic Violence, Binghampton, NY. The
Niolon, R. Domestic violence in gay and lesbian couples (www.psychpage.com/learning/ library/gay/gayvio.html)
Relf, M. (2002), HIV diagnosis often triggers violence, reperibile in http://snhs.georgetown.edu.
Smith, D. & Mancoske, R. (1999) Contributing Issues to Violence Among Gay male couples. In J.C. McClennen and J. Gunther (Eds.), Same gender partner abuse: a professional guide to practice intervention (pp. 63-75) Lewinston, NY: Edwin Mellen



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14 commenti:

Rieccomi ha detto...

promiscuità, droghe e violenza ci sono in tutti i mondi, etero, omo o quant'altro. mi dispiace che tu abbia una visione così chiusa e intollerante

Augusto ha detto...

Bella statistica, tutta USA, evidentemente.
Il problema é che la mentalitá protestante USA tende a fondamentalizzare, da un lato come dall'altro.
Ed allora, ecco fiorire studi e statistiche (445 soggetti?) che dicono tutto ed il contrario di tutto.

In ogni caso, si é scoperta l'acqua calda.

É semplicemente evidente che l'omosessuale medio é molto piú attivo dell'eterosessuale.
E questo per una semplice ragione biologica.
La biologia maschile, omesessuale o meno, mira alla inseminazione: quantitá.
Quindi, favorisce enormemente l'incontro casuale ed estemporaneo tra due omosessuali.
La biologia femminile tende a ricevere la inseminazione solo dal "migliore" del branco, alla successiva gestazione e procreazione.
Quindi, un single eterosessuale, per ottenere una nuova compagna, dovrá "provare" varie caratteristiche personali e questo richiede tempo; impedendo cosí il rapporto strettamente occasiolale e diminuendo, conseguentemente, il numero di compagne, occasionali o meno.

Ovviamente, visto che non siamo, solo, animali questi comportamenti biologici sono mediati da fattori culturali e sociali; rendendone l'analisi piú complessa e difficile.

Per quanto riguarda l'uso di droghe varie, alcool compreso, non saprei... é un campo che mi é sconosciuto (uso l'alcool solo a pasto, vino, o sporadicamente e socialmente).
Credo che l'uso smodato di qualunque droga sia negativo; e non solo per i danni fisici, molto di piú per quelli intellettivi ed alla personalitá.

Detto questo, in quanto liberale e ateo, credo che ognuno abbia il diritto di gestire il proprio corpo come meglio crede; sempre che questo non crei problemi o danni a terzi.
In caso di danni a terzi, l'attore, deve essere represso.

Proprio per questa ragione, libera gestione di sé stessi ma senza danni a terzi, sono decisamente contrario alla adozione omosessuale; essendo, invece, favorevole al riconoscimento giuridico della convivenza tra due omosessuali.
Cordiali saluti

Massimo ha detto...

Le opinioni sono opinioni, Stars ha proposto dei dati.

Vorrei solo rimarcare la contraddizione della chiusa nel commento di Augusto.
Contrario all'adozione omosessuale, favorevole al riconoscimento giuridico della convivenza omosessuale.
E perchè ?
Se il rapporto omosessuale è "normale" non si dovrebbe avere alcuna riserva sulle adozioni omosessuali.
La riserva la si ha se si ritiene, anche inconsciamente, che il rapporto omosessuale tanto normale non sia ...

Augusto ha detto...

No, Massimo, nessuna contraddizione, anzi, una perfetta coerenza che, penso, avresti dovuto cogliere.
Si scriveva di LIBERTÁ.

Due adulti consenzienti e omosessuali sono liberi di decidere di convivere e, per ragioni che ho giá scritto tempo addietro, anche allo stato conviene registrare questa convivenza.
L'orfano NON é libero di scegliere la nuova famiglia, ma viene asseganto.

Per finire, ammetto, senza difficoltá alcuna: la biologia ha deciso che per fare un cucciolo di mammifero ci vuole un maschio ed una femmina.
Peró, come scritto nel precedente commento, gli umani non sono guidati dalla sola biologia, ma anche dal loro raziocinio, dal quale puó nascere il concetto di libertá con tutte le conseguenze derivanti.

Certo, questo ragionamento é valido solo nel contesto di QUESTA societá in QUESTO tempo.
Se ci spostassimo nell'islam, ad sempio, avremmo risolto ogni dubbio e discussione (con la mia eliminazione fisica, in molti casi).

Massimo ha detto...

Se fosse normale un rapporto tra due persone dello stesso sesso non ci dovrebbe essere alcun limite alla loro capacità di adottare, perchè i minori, comunque, sono obbligati alle scelte che fanno per loro gli adulti. Ma quanti affermano che sono per le unioni omo, ma non per la loro possibilità di adottare, mi fa pensare che, almeno il dubbio che il rapporto tra due persone dello stesso sesso sia normale, l'abbiano.

Augusto ha detto...

Posso solo quotare il mio commento precedente.

Poi, posso anche aggiungere che, piuttosto del (miglior) orfanotrofio, ritengo sicuramente meglio una buona famiglia omosessuale.

Se vogliamo parlare di adozione, cosí come é oggi... possiamo farlo; ne ho una certa esperienza diretta.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Il rapporto è una serie di numeri che stigmatizza quanto l' infedeltà sia una costante nella coppia omosessuale. E poichè la Famiglia ed il Matrimonio si basano sulla Fedeltà,ecco una ragione in più per riaffermare che l' unica Famiglia possibile è quella basata tra un Uomo ed una Donna.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Va bene:guarda il prossimo post...

tycooko ha detto...

Affinché non si dica che tycooko fugge.
Il seguente post verrà pubblicato per intero sul mio blog, per gli argomenti e le tesi interessanti e una confutazione delle stesse che non avevo mai affrontato sulle mie pagine.

Innanzitutto mi scuso per il tempo impiegato a rispondere. Non solo ho avuto cose più importanti a cui pensare, ma in più cliccare contemporaneamente i tasti ctrl e C sulla propria tastiera, per poi cliccare ctrl e V in un’altra pagina come ha fatto Starsandbars, è ben più comodo che scrivere un testo di proprio pugno e facendo un serio lavoro di ricerca, facendo funzionare le rotelle, come ho dovuto fare io per replicare.
Pare inoltre che il testo da lui scopiazzato sia particolarmente gettonato tra i fondamentalisti religiosi e gli attivisti di destra: potete ritrovarlo qui, qui o qui, ad esempio.
Dunque, inizio col dire che non bisogna certo tirare fuori la fiction per parlare di coppie omosessuali felici.
La coppia che diede vita alla battaglia per il riconoscimento e la regolamentazione delle unioni omosessuali, quella cioè formata dai danesi Axel ed Eigil Axgil (furono i primi al mondo ad unirsi civilmente nel 1989), sopravvisse per ben quarantasei anni, fino alla morte di Eigil.
Il militante gay e gestore della libreria Babele di Milano (prima libreria orientata verso un pubblico gay in Italia), Gianni Delle Foglie, e il compagno Ivan Dragoni restarono insieme convivendo per ventisei anni, fin quando Gianni non ci lasciò.
Anche gli stilisti Gianni Versace e Antonio D’Amico rimasero insieme fino al terribile omicidio di Versace, dopo quindici anni di amore.
Negli Stati Uniti, la coppia gay formata da John Cook e Waverly Cole e la coppia lesbica formata da Phyllis Lyon e Del Martin sono state insieme per cinquant’anni.
Il mio amico Giovanni Armeno conobbe il proprio compagno ai tempi del liceo, si fidanzarono in casa forti dell’amore incondizionato dei genitori e rimasero insieme per vent’anni, fino al tragico incidente che disgraziatamente si portò via il compagno di Giovanni.
Questo ovviamente nulla prova della fedeltà di queste persone, ma certamente prova che esistono coppie omosessuali felici, sicure, serene, stabili e durature nella realtà, senza dover pescare, come ho scritto all’inizio, storie inventate.

“gli studi indicano che l’omosessuale maschio medio ha centinaia di partner sessuali nel corso della vita, uno stile di vita condiviso anche dai cosiddetti omosessuali impegnati e che non porta ad un'atmosfera sana per la crescita dei bambini che molti di loro vorrebbero adottare.”
L’unica affermazione che argomenti nel resto del post è la prima: citi studi che effettivamente sostengono che molti uomini omosessuali siano sessualmente promiscui. Ma dove starebbe scritto che così agiscono anche quelli sposati o comunque in coppia e (concetto separato tutto da dimostrare che non puoi dare per scontato, pena un calo di “scientificità” e oggettività) che la promiscuità di un genitore (presumibilmente sconosciuta o vissuta con discrezione nell’ambiente domestico, di cui dunque un figlio sarebbe all’oscuro) danneggi la salute psicofisica dei bambini?

A. P. Bell e M. S. Weinberg nel loro studio sull’omosessualità maschile e femminile lasciano intendere che negli anni ’70, nella San Francisco della rivoluzione sessuale in cui tutti copulavano come ricci, uno straordinario CINQUANTASETTE PERCENTO di uomini gay, benché totalmente ghettizzati e discriminati dalla società del tempo, avevano un numero di partner sessuali sufficientemente “nella media” da non necessitare nemmeno di venire menzionato. Grazie del supporto, Bell e Weinberg!

“Nel suo studio sul profilo sessuale di 2.583 anziani omosessuali pubblicato sul Journal of Sex Research…”
Lo studio è A comparative demographic and sexual profile of older homosexually active men.
Nelle prime pagine, si descrive ricerca e partecipanti: “L’analisi è stata basata su interviste telefoniche con 2.583 uomini omosessuali sessualmente attivi, di cui 2.580 hanno fornito i dati relativi all’età e perciò hanno potuto essere inclusi nell’analisi.
(…)
I partecipanti erano necessariamenti dei volontari. Le risorse di reclutamento includevano sezioni della comunità gay organizzata (radio, vie, palestre, aziende, pubblicazioni), luoghi di contatti sessuali all’interno, all’esterno e vicino le comunità gay organizzate (cruising bar, sex shop, battuage, saune), centri di benessere frequentati da uomini gay e i luoghi di vendita di pornografia.”
Cioè non solo il campione ipotizzato e desiderato dai ricercatori non è in sé rappresentativo della più vasta comunità di ragazzi e uomini omo e bisessuali, soprattutto coloro che non hanno rapporti sessuali al di fuori di casa propria, ma a questo c’è da aggiungere che il campione alla fine ottenuto è composto da uomini che VOLEVANO PARLARE APPOSITAMENTE CON DEGLI SCONOSCIUTI DELLA PROPRIA VITA SESSUALE.
“Paul Van de Ven ha rilevato che la maggioranza di essi aveva avuto un numero di partner sessuali compreso tra 101 e 500.”
La maggioranza (più del 50%) dei 2583 uomini? Ma questo è completamente falso! Nella ricerca si parla del VENTUNO VIRGOLA SEI PERCENTO DEI 256 UOMINI MATURI DEL CAMPIONE!
Pagina 6: “C’erano 256 uomini maturi (oltre i 49 anni) nel campione della telefonata agli uomini, rappresentando poco meno del 10% del campione di 2,583 uomini.”
Pagina 8: “Per gli uomini maturi, la gamma tipica per il numero dei partner sessuali maschili di sempre era 101-500 (21.6%)”
“Inoltre, dal 10,2% al 15,7% di essi aveva avuto un numero di partner compreso tra 501 e 1000. Un ulteriore gruppo che andava sempre dal 10,2% al 15,7% aveva dichiarato di averne avuti più di mille.”
Leggendo questa versione “leggermente distorta”, si arriva a capire che circa il 26% degli uomini maturi (che, ricordo, erano stati dichiarati migliaia e invece non sono nemmeno 300) è stato con centinaia di partner, fino ad arrivare, per alcuni, a “collezionarne” più di 1000.
Continuando a leggere sempre a pagina 8: “…e tra il 10.2% ed il 15.7% riportarono di aver avuto sesso con un numero di partner indicato da una delle seguenti gamme: 2-10, 11-20, 21-50, 51-100, 501-1000, oppure [più di] 1000.”
Cioè che cosa ha fatto l’autore del testo a cui sto rispondendo? Ha ignorato le gamme nel numero di partner più piccole, considerando solo le due più grandi e addirittura inventandosi che appartenessero a due percentuali ben distinte del gruppo dei gay maturi, di modo da poter dire che lo studio ha trovato centinaia di arzilli vecchietti gay dediti al sesso tutto il giorno.
In realtà, la ricerca non dice affatto quale percentuale esatta di partecipanti abbia dichiarato di aver avuto dai 2 ai 10 partner in tutta la vita, quale abbia risposto invece “11-20” o quale ancora abbia parlato di 21-50 partner. E ricordiamoci che stiamo parlando di una percentuale al di sotto del 10% del totale dei maschi gay.

“Un’indagine condotta dalla rivista omosessuale Genre ha rilevato che il 24% degli intervistati aveva avuto nella vita più di 100 partner sessuali. La rivista notava che diversi intervistati ne avevano avuti più di mille.”
Citare informazioni e pareri provenienti da riviste gay solo quando fa comodo, ma censurarli, stigmatizzarli e/o delegittimarli quando non confermano i propri pregiudizi, quanto è coerente e trasparente da 1 a 10?
A me fa piacere (per loro) che il 24% dei lettori di Genre abbia fatto tanto sesso, peccato che questo non abbia alcuna rilevanza sociale, statistica o scientifica.

“Nel suo studio sull’omosessualità maschile in Western Sexuality: Practice and Precept in Past and Present Times…”
Ah beh. Fonti fresche fresche: vecchie di appena 24 anni.
“M. Pollak ha scoperto che ‘sono poche le relazioni omosessuali che durano più di 2 anni, inoltre numerosi uomini dichiarano di aver avuto centinaia di partner nel corso della vita’.”
Mh. E dove l’ha scoperto? Numero del campione? Età? Nazione/i di provenienza? Ceto sociale? Ma soprattutto: percentuali??? No, ma fidiamoci di Pollack: mi dà ragione contro i gay, che mi frega se è roba di decenni fa e sembra più un delirio che uno studio scientifico?

“c’è un’enorme differenza fra l’insignificante tasso di fedeltà rilevato tra gli omosessuali e il 75/90% indicato per le coppie sposate.”
1) Quale insignificante tasso di fedeltà rilevato tra gli omosessuali? Non ci hai fornito alcun tasso di fedeltà, insignificante o meno che fosse.
2) Riporto il sintetico ma divertentissimo commento di Lucia nel “Forum al Femminile” linkato in cima a questo mio post: “SE CI CREDI TE!!! quindi se uno dice che non tradisce è sicuro che non tradisce!! te l'ha detto di persona, vuoi non crederci?? con le putt@ne a pagamento ci vanno gli alieni non gli uomini, le famiglie allargate esistono perchè le relazioni etero sono più stabili, l'aids più diffuso tra etero è un'invenzione...”

Concludendo sulla presunta “promiscuità” dei gay: è semmai la potenziale promiscuità DEI MASCHI, che nelle relazioni etero vengono inevitabilmente “frenati” dalle donne.
Hai voglia a dire che si tirerebbero indietro se tutte le donne incontrate per strada volessero farlo con la frequenza di un uomo! Se se!
C’è poi da riferire quanto chiarito nel recente libro-indagine “Omosessuali moderni” dei sociologi dell’Università di Bologna Marzio Barbagli e Asher Colombo, generalmente considerato il più esaustivo studio su lesbiche e gay in Italia, che ha avuto a disposizione un campione di 3502 donne e uomini di ogni età e da tutta la nazione.
Nel libro, si spiega che si è passati dai 35 e più partner avuti nell'ultimo anno dalla maggior parte dei maschi gay nati prima del '56, ai 20 di quelli nati dopo il '72. Questo perché all'interno dei movimenti di liberazione omosessuale maschile degli anni '60 e '70 le relazioni sessualmente non esclusive erano giudicate come forme di espressione di una sessualità emancipata. Era un'epoca caratterizzata da una cultura sessuale fortemente anticonformista, non solo per gli omosessuali. Ma alla fine degli anni '80 la cornice storica cambiò nuovamente, anche per la crisi sanitaria innescata dall'HIV / AIDS.
Nonostante la cultura da cui provengono, il 48% degli uomini gay ha avuto meno di 20 partner in tutta la vita, esattamente come gli etero.
Ora: questi 1.500.000 individui (in Italia) hanno valore oppure no?

“non mi dilungo troppo nelle patologie che sono tipiche dell' omosessualità, come il prolasso rettale o l'incontinenza fecale, per non parlare di quelle veneree, non solo l' AIDS, ma il recentissimo LGV, Linfogranuloma Venereo”
Prolasso rettale? Incontinenza fecale? Ma questo dove l’hanno letto, su Avvenire? Nei libruncoli di Nicolosi?
Le “categorie a rischio” del prolasso rettale sono bambini e anziani, non “i gay”. Le cause possono essere debolezza del pavimento pelvico, malposizione anatomica del retto, sforzi addominali durante la minzione associati a ipertrofia prostatica, ipotonia sfinterica associata o meno a incontinenza anale, stipsi o diarrea, non sesso anale.
Per quanto riguarda l’incontinenza fecale, il discorso sulle categorie a rischio e sulle cause è simile.
Mi sembra strano che gli uomini gay abbiano in media qualunque tipo di problema fisico col proprio retto in numero maggiore o con più probabilità rispetto agli etero, dal momento che il già citato “Omosessuali moderni” ha scoperto che solo una minoranza - il 36,5% - degli uomini gay in una relazione stabile pratica sempre o spesso rapporti anali. Molto più frequente la masturbazione tra partner (l’84% la fa) o il rapporto orale (compiuto dal 67,5%).
Se per queste due ultime pratiche citate le percentuali non cambiano di molto considerando gli uomini alle prese con una serie di incontri occasionali, l’anale interessa molto solo al 24,5% di essi.
Le leggende sui gay dediti a rapporti anali per tutto il giorno e ogni giorno lasciamole alle barzellette di serie Z (parla un ragazzo gay a cui l’anale non piace quasi per niente).
Sull’AIDS non serve che commenti: ci pensa già ogni anno l’Istituto Superiore di Sanità: i contatti eterosessuali sono la principale via di trasmissione (costituiscono il 44,4% delle infezioni totali).
Gli omo e i bisessuali sono passati dall’essere la maggior parte dei casi negli anni ’80 a il 23,7% alla fine del 2008.
Il linfogranuloma venereo è invece una malattia rarissima in Europa. Negli ultimi anni, sono stati rilevati solo due casi a Torino e a Milano.
Leggo da un sito: “Il contagio avviene attraverso piccole abrasioni o taglietti della pelle e delle mucose durante i rapporti anali, vaginali ed orali.”
È vero, durante il sesso anale è più facile provocarsi piccole ferite interne rispetto ai rapporti vaginali. Se siete dementi e non volete usare il preservativo perché siete stanchi di vivere, abbiate almeno l’accortezza di non fare sesso con gente dei Caraibi.

Delle ricerche fornite per dimostrare un collegamento tra orientamento omo e bisessuale e consumo di droghe, la maggior parte (6 su 9) non sono più recenti di venti anni. Ovviamente chiunque non abbia un paraocchi si rende conto di come fosse difficile la vita della comunità GLBT venti, trenta o addirittura quarant’anni fa (si cita uno studio del 1970: un reperto storico, proprio.).
Giustificazioni a parte, nessun discorso serio, ben argomentato, obiettivo e proficuo sul consumo di droghe nelle persone di OGGI può essere compiuto fornendo dati di decenni or sono!
Vediamo dunque le ricerche che trattano di gente almeno ancora viva.
“Il NIDA (National Institute on Drug Abuse) denuncia l’uso crescente di speed o meth da parte dei gay che lo scelgono, solitamente iniettandoselo, per il suo potere afrodisiaco, in modo dasostenere vere e proprie maratone sessuali.”
Il NIDA parla di una crescente abitudine TRA I GAY DROGATI, non nella popolazione omosessuale in genere, come riportato qui:
“Nel suo articolo del 1995 per l’Istituto Nazionale sull’Abuso di Droghe (NIDA), Michael Gorman, Professore dell’Istituto sull’Abuso di Alcool e Droghe all’Università di Washington, citò un risultato dal San Francisco's Operation Concern circa cui la 'speed' ha rimpiazzato l’alcool come la droga più comune menzionata da uomini gay/bisessuali in recupero. E lo Studio delle Tre Comunità sull’Uso di Metamfetamina del NIDA (Morgan 1993,1994) scoprì che l’iniezione è la modalità primaria per più della metà dei partecipanti gay/bisessuali” Cioè dei gay e dei bisessuali drogati contattati per lo studio.
“Uno studio recente su 908 maschi, gay e bisessuali consumatori di droghe, riporta che il 37% ha fatto uso di metanfetamine nel precedente mese (Reback e Grella, 1999).”
“Le droghe più usate dai gay e dalle lesbiche, secondo un’indagine su 455 soggetti, sono la
marijuana e l’alcool; tra quelle illecite primeggiano gli inalanti e la marijuana (Skinner,
1994). “
Eh sì, marijuana e alcool sono proprio tipiche di gay e lesbiche. Ma i tizi che hanno scritto ‘sto articolo dove vivono? Su Urano?
Questi i dati dagli USA (dove avvengono 11.000 omicidi a causa di armi da fuoco, perché la licenza è concessa a cani e porci e le pallottole si comprano anche dal barbiere. Magari potremmo vedere se ad usare pistole sono più etero che gay, per concludere che i primi sono geneticamente più sanguinari dei secondi).
In Italia, la ricerca Modi di pubblicata nel Dicembre del 2005 e svolta da Arcigay, Arcilesbica, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità (dai, mo ditemi che all’ISS sono tutti omofili) su un immenso campione di 6774 lesbiche, gay e bisessuali ha scoperto che il 45,7% delle donne e il 51,6% degli uomini non ha fatto uso di sostanze nell’ultimo anno.
Il 45,7% delle donne e il 25% degli uomini hanno fatto uso di cannabis/marijuana, l’11,8% delle donne e il 12% degli uomini hanno fatto uso di psicofarmaci, il 10,6% delle donne e il 10% degli uomini hanno fatto uso di cocaina, il 5,2% delle donne e il 17% degli uomini hanno fatto uso di popper.
L’uso di cannabis/marijuana cala drasticamente con l’età, arrivando ad essere il 25,2% nelle donne e il 17,7% negli uomini over40.
Deprime ammetterlo, ma questo scenario non può sorprendere nel Paese in cui, in un anno, sono avvenuti 9 omicidi e 45 aggressioni ai danni di lesbiche, gay, bisessuali e transgender e in cui non si è affatto protetti dagli attacchi verbali volgari, denigratori e umilianti che arrivano ogni giorno da chiunque. La conseguenza di questo la si può vedere nel caso del piccolo Matteo di Torino, suicidatosi perché preso in giro a scuola. Un giudice affermò poi che non fosse un caso di omofobia perché il ragazzo aveva “foto di ragazze sul cellulare”, il che: 1) non prova l’eterosessualità di una persona; 2) fosse stato anche etero, sarebbe stato comunque un caso di bullismo omofobico, anche se ai danni di un eterosessuale, come nel recente caso dei due fratelli sudamericani picchiati a sangue per strada a New York perché scambiati per gay e uno dei due è deceduto dopo giorni di agonia in ospedale.
“uno studio sui gemelli che ha esaminato la relazione fra omosessualità e suicidio, pubblicato su "Archives of General Psychiatry", ha scoperto che gli omosessuali con partner erano complessivamente a maggior rischio di problemi di salute mentale ed erano 6,5 volte più soggetti dei loro gemelli a tentativi di suicidio”
Un collegamento tra omosessualità e tendenza al suicidio? E come può mai sorreggersi? Dio, possibile che il problema dei peli dietro alla schiena del partner sia affrontato così seriamente dai gay?
Daniela Danna scrisse qualche tempo fa: “Oltre al danno, ci tocca la beffa: prima il rifiuto sociale spinge a voler togliersi la vita molti più omosessuali che eterosessuali (in questo le ricerche sono concordi). Poi, invece di chiederci scusa, si rivendica questo dato come una sorta di ‘innata differenza’ allo scopo di discriminarci ancora di più!”

“D. Bailey, nei suoi commenti pubblicati sullo stesso numero della rivista, prendeva le distanze da varie spiegazioni dei risultati, come quella secondo la quale “il diffuso pregiudizio contro le persone omosessuali è causa della loro infelicità o peggio della loro malattia mentale” .
Devo dire che questo passaggio mi ha messo abbastanza in difficoltà, perché non capivo proprio chi fosse questo “D. Bailey”. Guardando le altre copie del testo, questo risulta ovviamente identico.
Persino nella versione originale da cui il testo è stato tratto, si parla di questo misterioso figuro: “Another study published simultaneously in Archives of General Psychiatry followed 1007 individuals from birth. Those classified as gay, lesbian, or bisexual were significantly more likely to have had mental health problems. Significantly, in his comments in the same issue of the journal, D. Bailey cautioned against various speculative explanations of the results, such as the view that ‘widespread prejudice against homosexual people causes them to be unhappy or worse, mentally ill.’ “
Poi ho cercato su Google “Bailey” e “homosexual” e ho scoperto che l’unico “Bailey” americano ad essersi occupato degli omosessuali è J. Bailey, cioè John Michael Bailey.
Mi sono detto: “Vuoi vedere che un tonto omofobo statunitense si è sbagliato chissà quanto tempo fa e da allora migliaia di tonti su tutta Internet gli sono venuti appresso senza neanche verificare prima cosa stessero pubblicando?”
E’ accaduto proprio questo! Infatti, facendo finalmente la ricerca col nome completo (e corretto), ho scoperto questa pagina del sito della NARTH, in cui si dice: “…many people will conclude that widespread prejudice against homosexual people causes them to be unhappy, or worse, mentally ill.” Eh sì, sono proprio le parole di J. M. Bailey, non l’inesistente D. Bailey.
Ma come mai Bailey si rifiuta di credere che la più alta tendenza al suicidio negli omosessuali sia correlata all’omofobia sociale?
Perché Bailey è un pagliaccio omofobo le cui manomissioni e forzature nelle ricerche hanno fatto partire delle indagini contro di lui, oltre a costringerlo a dare le dimissioni come Rappresentante del Dipartimento di Psicologia alla Northwestern University.
E’ anche colui che afferma che, semmai si scoprisse il “gene gay”, ai genitori dovrebbe essere lasciata la libertà di scelta di uccidere (letteralmente) il problema sul nascere…anche per non far vivere una vita difficile al nascituro! Sì, Bailey crede nell’eugenetica simil-nazista.

“In Olanda, dove il clima culturale è molto tollerante, uno studio su 7.076 soggetti ha mostrato che i disturbi psicologici degli omosessuali sono molto frequenti.”
Niente, non ne andasse bene una al povero Starsandbars! Gli uomini “presunti” gay della ricerca erano solo 80 e le donne “presunte” lesbiche erano solo 43.
In nessun modo si è analizzato il loro orientamento sessuale, ma solo uno dei tanti comportamenti: cioè si è detto che questi 80 uomini e queste 43 donne avevano avuto, e solo nell’ultimo anno, rapporti con persone dello stesso sesso. Punto. Non sappiamo se ne avessero avuti anche con persone del sesso opposto, questo la ricerca non ce lo dice.
Di questi, una percentuale totalmente sconosciuta di soli maschi soffriva di problemi DI AUTOSTIMA, non di “disturbi psicologici” generalmente detti; anche perché, descritti così, pare si stia parlando di schizzofrenici o di autistici.
“Relf (2002), che ha condotto la più sistematica indagine sull’argomento, afferma che, tra gli uomini coinvolti in una relazione omosessuale, uno su cinque subisce violenza dal partner.”
Da svariate fonti sul web:
“Uccide più donne la violenza subita dal partner che non il cancro, gli incidenti stradali o le guerre": è l'allarmante quadro che emerge da un rapporto presentato dal Consiglio d'Europa in occasione della "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne". La violenza familiare è, infatti, la prima causa di morte per le donne tra i 16 e i 44 anni “
“in Russia, in un anno, sono morte 13 mila donne, il 75% delle quali uccise dal marito, mentre il conflitto Urss-Afghanistan nell' arco di dieci anni ha mietuto 14 mila vittime”
Da un’indagine Istat del 2007 su un campione di 25.000 donne Italiane: “Il 14,3% delle donne con un rapporto di coppia attuale o precedente, inoltre, è stata vittima di almeno una violenza fisica o sessuale da parte del proprio partner; se poi si considerano solo le donne con un ex partner, la percentuale arriva a toccare il 17,3%.”
“Gli stessi partner, mariti o compagni, sono anche i maggiori responsabili degli stupri (il 69, 7%). “

“la paura della trasmissione dell'HIV può essere usata dal/dalla partner con maggior potere come mezzo di controllo”
Mi auguro che Starsandbars si renda conto della disgustosa illazione che ha scritto (o meglio: incollato), che è profondamente offensiva e discriminatoria per l'integrità, la dignità e gli affetti delle persone omo e bisessuali.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Veniamo dunque alla mia controreplica, nella speranza che venga pubblicato anche nel blog di Tycooko.
Qui non si tratta di fuggire o meno, si tratta di parlare seriamente dell’ argomento, non postando parziali frasi del Santo Padre come hai fatto nell’ altro post, dove ti ho smentito e replicato con dovizia di particolari, ai quali non hai risposto.
E’ logico e naturale che dovendo trattare di cifre le abbia riprese da chi le forniva. Questo capita quando si forniscomo dati, sia di analisi scentifica che di storia. Ho visto in giro, per esempio, che miei post che parlano di Storia,scritti di mio pugno in “Morti Dimenticati”, per esempio uno titolato “Sergio Ramelli spiegato a Mia Figlia”, sono stati ripresi e pubblicati in tantissimi siti, talvolta senza citarne la fonte originale. addirittura con le mie fotografie eseguite personalmente.
Sicuramente trattasi per Tycooko fonti esecrabili e non valide, essendo i Fondamentalisti Religiosi e gli Attivisti di Destra noti mentecatti come il sottoscritto, incapaci di far funzionare le rotelle...
Tycooko non mi conosce, e quindi mi tocca ancora una volta ritornare su note cose, a costo di sfinire il lettore di questo blog. Dunque, il sottoscritto conosce discretamente il Mondo, essendo stato in passato un peccatore come Fra’ Cristoforo di manzoniana memoria. Ho frequentato luoghi come discoteche famose, sfilate di moda, posti di villeggiatura frequentati anche da omosessuali. Solo che io avevo il pallino delle modelle(con le quali, contrariamente di quello che raccontano i film dell’ epoca, non è detto che si finisse a letto; molte erano normali studentesse. Meno magre di quelle odierne; già in un altro post ho dedicato ampio spazio al perchè certi stilisti le vogliono magre. Chissà perchè...). Dunque, spesso non parlo per sentito dire, ma per aver visto. Non fanno testo le coppie citate da te, praticamente contenute sulle dita di una mano. Ed in altri esempi parli di cose che non conosci. Come ho detto, quand’ ero peccatore e studente, per cercare di raggranellare qualche soldino e per cercare di conoscere qualche modella (naturalmente non di primo piano, e soprattutto non quelle magre...), aiutavo un mio amico nei rinfreschi dietro le quinte delle sfilate di “Milano vende moda” (ai tempi erano accorpate moda maschile e femminile) per i marchi Callaghan e Versace. Non mi sembra giusto citare lo stilista come esempio di fedeltà non solo per la tragica morte, ma per averlo visto spesso corteggiare svariati modelli prima e dopo le sfilate...
Coppia peraltro contraria ai matrimoni omosessuali, come ha rivelato proprio Antonio D’ Amico ad una vostra rivista: “Ma il matrimonio gay no. Quello esulava dai nostri pensieri. Ritenevamo che due uomini che si amano restano due uomini.”.
A fronte dei pochissimi esempi citati, ho spesso ricordato tantissimi esempi di persone omosessuali dai comportamenti non certo irreprensibili. Ne riparlo.
Non vorrei citare proprio Pier Paolo Pasolini, ma è noto che il poeta oltre a cambiare in continuazione il partner, praticando il pugilato, si dilettava a picchiarli.
Con tutto il rispetto per i Queen e le splendide canzoni, sappiamo benissimo di che genere di perversione fosse esperto Freddy Mercury (e non scriviamolo, grazie). George Michael frequenta i bagni pubblici, dov’ è stato pizzicato. Il film “Cruising” non è un’ invenzione.
Se vuoi vado avanti all’ infinito.

Che la fedeltà non sia una costante del mondo sodomita, lo racconta un ex-omosessuale, William Aaron, nel suo libro Straight (New York: Bantam Books, 1972.), sostiene: “in the gay life, fidelity is almost impossible. Since part of the compulsion of homosexuality seems to be a need on the part of the homophile to 'absorb' masculinity from his sexual partners, he must be constantly on the lookout for [new partners]. Consequently the most successful homophile 'marriages' are those where there is an arrangement between the two to have affairs on the side while maintaining the semblance of permanence in their living arrangement.”

Ritornando alla premessa, ho passato molte estati a Capri in gioventù, e posso testimoniare di aver assistito a scene penose, sempre da parte di omosessuali anziani verso giovani. Pur magari essendo l’anziano prsente sull’ isola con il proprio compagno.
Quanto alla fedeltà delle coppie sposate, ho scritto che:” Per sgombrare il campo dall’illusione che esista qualche equivalenza fra le pratiche sessuali delle relazioni omosessuali e il matrimonio tradizionale, le statistiche riguardanti la fedeltà sessuale all’interno del matrimonio sono rivelatrici: in “Sex in America”, definito dal New York Times “Lo studio più importante del comportamento sessuale americano dopo il rapporto Kinsey”, Robert T. Michael riporta che il 90% delle mogli e il 75% dei mariti dichiara di non aver mai fatto sesso all’infuori del matrimonio. Confermati in studi più recenti, come quelli di Michael W. Widerman che nel 1997 nel “Journal of sex recherche” stima fedeli l’ 85/88 % delle mogli ed il 75/81 % dei mariti. Come si vede, la promiscuità e l’ infedeltà in un paese evoluto come gli USA sono veramente basse. Con probabilità nulle di danneggiare la salute dei figli.
Gli studi di Bell e Weinberg del 1978 parlano di 43 % più 28 % a casa mia farebbe 71 % di omosessuali con una stima tra i 500 ed i 1000 partner. (43% of white male homosexuals estimated that they had sex with 500 or more partners and 28% reported having more than 1000 partners) . Dunque solo un 29 % sotto i 500 (e non 57 %) in una San Francisco da sempre in prima linea a NON discriminare e ghettizzare i gay fin dagli anni sessanta.
Gli stessi autori, in uno studio successivo (1981) rivelano che solo il 2 % degli omosessuali da loro rilevati risultano monogami o semi-monogami (A 1981 study found that only 2% of homosexuals could be classified as monogamous or semi-monogamous (10 or fewer partners); (A.P. Bell, M.S. Weinberg, and S.K. Hammersmith, Sexual Preferences, Indiana University Press, Bloomington, Indiana 1981, pp. 308-309.) .

Passiamo ora alla ricerca di Van Der Ven: già vediamo che la traduzione di Tycooko in alcuni punti non è esatta. Non vediamo citati i “gay brothel”, veri bordelli, diversi dai cruising bar. Ma quello che mi fa sorridere è che viene contestato il modo con cui è stata fatta l’ inchiesta. Più completo di così ? O forse avrebbero dovuto bussare porta a porta, chiedendo :”Lei è gay ? Posso intervistarla ?” Oppure mettere un annuncio : “Cerchiamo gay per inchiesta...”. Dunque assolutamente esatto il metodo di ricerca, anche perchè è assolutamente inesistente da parecchi anni il numero di omosessuali che non sia in contatto con il proprio ambiente tramite un’ organizzazione.
Veniamo ora alla frase incriminata: “Nel suo studio sul profilo sessuale di 2.583 anziani omosessuali pubblicato sul Journal of Sex Research, Paul Van de Ven ha rilevato”, trattasi di un refuso del traduttore, confusosi tra il titolo dell’ inchiesta ed il campione degli intervistati, dove è stato inserito un “anziani” in più. Dunque sono 2.583 omosessuali intervistati (ma 3 non hanno risposto, dunque non è accertata l’ asserzione che volevano parlare della propria vita privata con sconosciuti...). Ma il resto è esatto. Non ho parlato di 50 % ma di maggioranza, termine che in questi momenti ,evidentemente, risulta oscuro non solo alla sinistra... Parlo di MAGGIORANZA, ripeto, ed in questo caso il 21,6 % rappresenta la cifra più alta, con 101-500 partners. Poi abbiamo un gruppo minimo di 2,7 % monogami. Mentre per il resto, essendo esposta in crescendo, la ricerca fa capire in modo chiaro che le cifre alte si riferiscono ai livelli alti, partendo dal 2-10 con un 10,2 % fino al 15,7 % degli oltre 1000 partners. Cifre assolutamente considerevoli tese a dimostrare l’assoluta promiscuità non solo dei 256 arzilli vecchietti, ma anche dei 2580 campioni dell’ intervista; cosa ribadita dalla tabella 3: (As shown in Table 3, about half of the older men had casual sex only.), che si riferisce ai vari tipi di rapporti sessuali avuti al tempo dell’ intervista, dove la maggior parte, in ogni tipo di età, è casuale.

Sexual Relations at Time of Interview by Age (Percentages)

Partnership Under 25 25-29 30-39
n = 527 n = 512 n = 765
None 11.4 9.0 10.1
Monogamous 24.3 17.6 17.4
Regular plus casual 15.0 20.1 20.7
Several regular 2.5 3.5 3.5
Casual only 46.9 49.8 48.4

Partnership 40-49 50 or over
n = 516 n = 255
None 4.3 7.1
Monogamous 14.7 21.6
Regular plus casual 24.0 16.5
Several regular 4.8 6.3
Casual only 52.1 48.6



Certo, il traduttore, che non sono io, ha fatto qualche errore, ma la sostanza non cambia granchè, come si vede dalle cifre. Avrei forse dovuto sobbarcarmi 19 pagine in Inglese dell’ intervista, ma ho altre cose da fare; cosa che invece Tycooko, che dimostra invece di aver tempo, contrariamente a quanto affermato, ha fatto. Cosa che non gli ha impedito di affermare che io abbia parlato di 50 % invece che di Maggioranza...

No, non mi tocca citare solamente riviste come Genre, ma mi tocca pure visitare certi vostri siti, cosa che mi convince ogni giorno che passa ad essere sicuro delle mie convinzioni. Ometti poi di dire che Genre sottolineava il fatto che diversi intervistati ne avevano avuti più di mille. A supporto di quanto ho scritto.

Ma se non ti fidi di Pollack, quello affermato da Genre ne è la conferma.
Il Dott. Pollack, il cui nome completo risulta essere M.Lance Pollack (vedremo più avanti come,nella marea di iniziali usate in America, capiti di perdersene qualcuna. Stiamo attenti alle “D”, in particolare.), è un esperto, è dell’ APA, ha fatto molte ricerche sull’ AIDS e non ha cambiato idea sulla ricerca.

Anzi, più recentemente (2004) ha pubblicato questo:

Distress and Depression in Men Who Have Sex With Men: The Urban Men’s Health Study
Thomas C. Mills, M.D., M.P.H., Jay Paul, Ph.D., Ron Stall, Ph.D., M.P.H., Lance Pollack, Ph.D., Jesse Canchola, M.S., Y. Jason Chang, M.S., Judith T. Moskowitz, Ph.D., M.P.H., and Joseph A. Catania, Ph.D.


OBJECTIVE: This study estimates the prevalence of depression and describes the correlates and independent associations of distress and depression among U.S. men who have sex with men. METHOD: A household-based probability sample of men who have sex with men (N=2,881) was interviewed between 1996 and 1998 in four large American cities. With cutoff points of 15 and 22 for the Center for Epidemiological Studies Depression Scale, individual correlates and predictors of distress and depression were examined, and multinomial logistic regression was performed. RESULTS: The 7-day prevalence of depression in men who have sex with men was 17.2%, higher than in adult U.S. men in general. Both distress and depression were associated with lack of a domestic partner; not identifying as gay, queer, or homosexual; experiencing multiple episodes of antigay violence in the previous 5 years; and very high levels of community alienation. Distress was also associated with being of other than Asian/Pacific Islander ethnicity and experiencing early antigay harassment. Depression was also associated with histories of attempted suicide, child abuse, and recent sexual dysfunction. Being HIV positive was correlated with distress and depression but not significantly when demographic characteristics, developmental history, substance use, sexual behavior, and current social context were controlled by logistic regression. CONCLUSIONS: Rates of distress and depression are high in men who have sex with men. These high rates have important public health ramifications. The predictors of distress and depression suggest prevention efforts that might be effective when aimed at men who have sex with men.





Tasso di fedeltà coppie gay.L’ ho appena scritto: nell’ inchiesta per gli arzilli vecchietti risulta il 2,7. Peccato che non fornisca le cifre sulle altre categorie d’età. Credo che crollerebbe. Ripeto, non solo a Capri, ma a New York ho visto al Village cose allucinanti.
Famiglie allargate ? Stessa valenza.
Veniamo al tradimento: a Maggio fanno 18 anni di Matrimonio. Sai cosa significa essere fedeli ? Essere innamorati veramente ? Credere che non siamo solo carne da soddisfare ? Eppoi , non hai visto le percentuali fi fedeltà in USA che ho postato ?


Il Prof. Barbagli non è quello vicino all’ Arcigay ? Che concede interviste al “Manifesto” dove per esempio dichiara: ”Il tabù del cattolicesimo nei confronti degli omosessuali è la pratica sessuale a fini non riproduttivi. Una morale sessuale che si è creata duemila anni fa, in una società in cui i tassi di mortalità erano molto alti e la fecondità un valore. Oggi, chiaramente non è più così: tant’è che la sessualità non riproduttiva è diffusa e accettata anche tra gli eterosessuali. Ciò non toglie che nella coppia sessuale la separazione tra sessualità e riproduttività è netta, e questo contrasta con con l’etica sessuale della chiesa. Un’etica certamente statica.” ? Non è quello che insieme alla Saraceno non ha voluto partecipare neanche all’ incontro sulla Famiglia a Firenze organizzato da Rosy Bindi, dichiarando: “Per un sociologo le famiglie non sono quelle definite dalla legge. Non esistono divisioni nette tra ciò che è famiglia e ciò che non lo è. È famiglia ogni qual volta esistono legami di solidarietà tra le persone, che siano o no dello stesso sesso e indipendentemente dal numero dei componenti». Poi, Barbagli ricorda: «Fui cacciato da direttore dell'Osservatorio sulla famiglia dal ministro del Welfare del governo di centrodestra, Maroni. E con me fu esclusa Chiara Saraceno. Motivazione: ci occupavamo di "famiglie irregolari"»: ?
Non è per caso che l’ ottimo professore ha qualche rancore per essere stato rimosso dal Ministro Maroni dall’ “Osservatorio Nazionale sulla Famiglia”, con questa frase: “Certo non chiamiamo a occuparsi della famiglia chi in questi anni ha dimostrato di non credere nella famiglia.” ?
Insomma, non è che è leggermente di parte ? No, vero ? Restano comunque il 52 % dei quali non sappiamo quanti partner hanno avuto. Centinaia ? Migliaia ? Mica mi toccherà comprare il libro ?
Ed Asher Colombo ? Non è affatto di sinistra, lui...

Insomma, non è che si tende a delegittimare la Famiglia Tradizionale da una parte, e dall’ altra si fanno inchieste mirate a dimostrare che le coppie gay sono diventate fedeli ?


A proposito, ho trovato questa frase: “ Barbagli e Colombo approfondiscono le differenze fra gay e lesbiche. Fra il 58 e il 70 per cento delle lesbiche hanno una relazione fissa, contro il 40-49 per cento dei gay. «Il primo rapporto dei gay ha carattere prevalentemente fisico, quello delle lesbiche è di solito romantico e sentimentale». Le lesbiche frequentano meno dei gay i locali «di genere» e non esistono per le lesbiche le «dark room» dove fare l'amore con sconosciuti.” Interessante, no ?

Passiamo alle patologie.
Senza scomodare il mio ex-Professore di Fisiologia, vorrei ricordare che:
“Il prolasso del retto è caratterizzato dalla fuoriuscita della parete del retto attraverso il canale anale, fino all’esterno. Distinguiamo due tipi di prolasso del retto: il prolasso mucoso, nel quale è la sola mucosa ad essere coinvolta e che fuoriesce dall’ano; il prolasso completo o totale nel quale a fuoriuscire dal canale anale è una parte più o meno estesa del retto, con tutte le strutture che ne formano la parete.
Il prolasso mucoso può essere presente anche in età pediatrica e di solito si associa ad una debolezza delle strutture di sostegno del retto, agli sforzi addominali legati al pianto, alla stipsi ed alla diarrea. Nell'adulto frequentemente il prolasso mucoso è correlato alla emorroidaria.
Il prolasso totale del retto riconosce tra le sue cause fattori predisponenti e fattori scatenanti . Tra i fattori predisponesti ricordiamo, l' eccessiva mobilità e rilassatezza delle strutture di sostegno del retto a cui spesso si associa una eccessiva profondità della cavità addominale. La causa scatenante principale è lo sviluppo di una eccessiva pressione all’interno della cavità addominale come succede nella tosse, nella stipsi espulsiva, negli sforzi lavorativi e durante certi tipi di sport.”

Il retto è un muscolo, e come in molti muscoli ogni “ eccessiva mobilità e rilassatezza delle strutture di sostegno” ne può provocare il prolasso.
Stesso discorso per lo sfintere. Che è un altro muscolo.

“The clinical diagnoses in decreasing order of frequency include condyloma acuminata, hemorrhoids, nonspecific proctitis, anal fistula, perirectal abscess, anal fissure, amebiasis, benign polyps, viral hepatitis, gonorrhea, syphilis, anorectal trauma and foreign bodies, shigellosis, rectal ulcers and lymphogranuloma venereum”.
Come si vede chiaramente, avevo tralasciato le patologie veneree, ed ho messo solo quelle causate da un uso scorretto del proprio corpo. Se poi ignoranti crassi vi infinocchiano (non è voluto, il termine...) raccontandovi fole, non è colpa mia. Ma sembrate un po’ Don Ferrante che,concluso che la Peste non esisteva, andò a letto e morì...

Evitando poi di scendere in particolari pruriginosi sui vari tipi di rapporti sessuali gay, citerei Luchino Visconti, il quale reputava che un maschio che possedeva un’ altro maschio fosse il massimo della virilità. Bontà sua !
Ma evidentemente non è stato mai interpellato per “Omosessuali moderni”. Probabilmente gli intervistati avranno la sghirba proprio per la “gay bowel syndrome”.
Quanto all’ AIDS io ho scritto: “ per non parlare di quelle veneree, non solo l' AIDS”, proprio perchè , come ho scritto sopra, non ho voluto addentrarmi troppo, rimanendo nell’ ambito dell’ uso non fisiologico. Proprio per non apparire come discriminante. Passiamo ora direttamente al LGV che è il nuovo allarme mondiale. E per Milano siamo già a 15 casi,mica uno. Più 1 a Firenze ed 1 a Torino.: “È solo l’inizio - spiega il dottor Marco Cusini, responsabile del Centro malattie a trasmissione sessuale (Mts) - gli esperti prevedono una grande epidemia”. (dal Giornale del Settembre 2008). Anche perchè moltissimi malati non sanno di esserlo. Continuiamo ad essere Don Ferrante...Ed è sempre lo stesso medico che avverte che sono in aumento sifilide e gonorrea, problema che riguarda omosessuali e Hiv positivi.
Quanto al profilattico, mai saputo che si rompe ?

Droghe ed Alcool.

Veramente queste ricerche le riconosce la Psicologa Margherita Graglia, che è dalla vostra parte. E che è quella dell’ inchiesta del 2005 dell’ Arcigay che citi. Io le ho viste in un suo scritto del 2000. Ed inoltre io ho scritto esattamente, nel post: “Uno studio recente su 908 maschi, gay e bisessuali CONSUMATORI di droghe”
E sempre la Graglia scrive: “Se gli esiti di alcune indagini, in specie degli anni ‘70-’80 devono essere guardati con cautela, le ricerche più recenti segnalano aspetti da non negligere, la più parte delle ricerche infatti sottolinea l’orientamento omosessuale come un fattore di rischio. Rosario, Hunter e Rotheram-Borus (1992) riferiscono i dati di un’indagine sugli adolescenti
omosessuali, i risultati sono allarmanti: il 68% dei maschi gay e il l’83% di lesbiche ha abusato di alcool, mentre il 44% dei gay e il 56% di lesbiche ha assunto altre droghe.”.
Ed ancora: “Tuttavia una ricerca sul suicidio adolescenziale negli omosessuali, sebbene il campione non sia rappresentativo, mette in luce dati degni d’attenzione. Su 64 maschi gay, in un’età compresa tra i 14 e i 22 anni, avvicinati in luoghi di aggregazione gay, il 26% riporta almeno un tentativo di suicidio contro l’ 8-10% degli adolescenti che hanno tentato il suicidio in Emilia-Romagna. Il 64% dei soggetti con tentato suicidio ha usato droghe illecite, così il 26% dei soggetti senza tentato suicidio(Pietrantoni, 1999).” .La quale, essendo dalla vostra parte, dà la colpa di questi abusi, in sintesi, all’ omofobia. Altri, potrebbero trovarne l’ origine nel senso di colpa.
La Graglia,dunque, vive su Urano ?

http://www.transisters.net/pazientiimprevisti/html/dati_e_ricerche/ricerche/stupefacenti_graglia.pdf

E dire che negli USA i gay , anche 20/25 anni fa erano vessati e discriminati sono cose che non stanno nè in cielo nè in terra. Non solo erano tollerati, ma di moda. Come ho appurato di persona.

Non mi parlare di armi da fuoco. Trovo la legislazione USA magnifica. Io detengo legalmente una pistola, ma se mi entra in casa un delinquente, che faccio ? Nonostante sia cambiata la legge, rischio ancora di finire in galera, per difendere Mia Figlia e Mia Moglie. O le faccio violentare ed ammazzare, per non essere un “sanguinario” ?

La ricerca di Modi-Di: dunque il 54, 3 % delle donne omo ed il 48,4 % degli uomini omo hanno fatto uso di droghe ? Che conforto ! E nell’ inchiesta leggo pure: “i dati emersi sull’uso di sostanze mostrano un consumo più frequente rispetto alla popolazione generale”: APPUNTO ! E tutti i dati che pubblichi confermano quello che ho scritto. Poi, la Graglia, sulle cause, la penserà in un modo; io , in un altro. Dovremmo ancora essere in regime di libertà,in Italia, prima che passino certe leggi liberticide che ci impedirebbero di parlare liberamente sull’ omosessualità come in Canadà e Svezia.
9 omicidi ? Ma se l’ Istat per il 2008 ha dichiarato 10,3 omicidi per milione d’ abitanti, dunque oltre 650 delitti. Se, ma dico se, perchè la cifra l’ ho già contestata in altro post, il numero di omosessuali risalisse a 1.500.000 su 60.000.000, pari al 2,5 %; a parità di numeri, siamo ben lontani dalla cifra di gay uccisi che dovrebbe essere di poco oltre 16, secondo la stessa percentuale. Non esiste dunque l’ allarme per uccisioni gay, in Italia.
Quanto alle aggressioni, solleviamo un velo pietoso su quello che accade in Italia ai danni di tutti. Con incertezza della pena.
Spesso, purtroppo, omicidi ed aggressioni verso i gay sono imputabili al variegato mondo che aleggia intorno al vostro. Di questo avevo già scritto, per esempio, il 19/01/08 in “Grossi guai a Gaystreet... ”. Quanto al povero Matteo, Monsoreau ha già scritto il 29/09/07: “L'ennesima bufala della lobby omofila” . E, tratto da Repubblica: “D’ altronde Matteo Maritano, a detta non solo del fratello ma anche dei compagni di scuola, non era omosessuale.”. Quindi, lasciate in pace i Morti, e non strumentalizzateli. Perchè sulle bufale, potete farle coi vivi, tipo i 2 che si baciavano al Colosseo, salvo poi vederli rinviati a giudizio per atti osceni. Ma io sono garantista, e mi auguro che saranno assolti... O no ?
Quanto al suicidio, è ancora la Graglia a scrivere: “Su 64 maschi gay, in un’età compresa tra i 14 e i 22 anni, avvicinati in luoghi di aggregazione gay, il 26% riporta almeno un tentativo di suicidio contro l’ 8-10% degli adolescenti che hanno tentato il suicidio in Emilia-Romagna. Il 64% dei soggetti con tentato suicidio ha usato droghe illecite, così il 26% dei soggetti senza tentato suicidio(Pietrantoni, 1999).”. Ma vi rendete conto se questi ragazzi fossero aiutati da chi vorrebbe portarli a rivedere una sessualità imposta nel nome di “liberi tutti “ e del materialismo senz’ affetti ?. Ma no, volete imporre loro che “gay è bello, gay è libero !”.
Ma chi crea loro dei sensi di colpa ? SVEGLIA !!!!

Quanto a D. Bailey, ritorniamo a quanto detto in precedenza: in America le sigle dei titoli si confondono spessissimo con le sigle dei nomi. Dunque la “D” stava per Doctor. Il quale è stato in pratica scagionato dalla propria Università: “Northwestern University has concluded its investigation into complaints against J. Michael Bailey, a psychology professor who has been accused of failing to inform transsexual women that they were research subjects before he wrote about them in a 2003 book. However, the school will not reveal its findings or say whether it punished Bailey, The Chronicle of Higher Education reported.
Bailey resigned as chairman of the university's psychology department in October, Alan K. Cubbage, a Northwestern spokesman, told the Chronicle. Cubbage added that the change had nothing to do with the investigation. Bailey remains a full professor at the university.”. Le dimissioni non hanno nulla a chevedere con l’ inchiesta. Infatti attualmente il Dottor Bayley è reperibile sempre alla Northwestern come Professore:
E-mail: jm-bailey@northwestern.edu . A lui potrai scrivere per informazioni, magari con le tue stesse gentili parole, tipo “pagliaccio omofobo”.

Olanda: “Conclusion: The findings support the assumption that
people with same-sex sexual behavior are at greater risk
for psychiatric disorders. Arch Gen Psychiatry. 2001;58:85-91” Ed ancora: “In conclusion, this study offers evidence that homosexuality is associated with a higher prevalence of psychiatric
disorders. The outcomes are in line with findings from earlier studies in which less rigorous designs have been employed.”

http://www.lesben-gegen-gewalt.de/material/studie_sandfort.pdf



Veniamo infine alla parte conclusiva. Che risulta assolutamente fuori tema ed inconcludente. Parlare di donne uccise in Russia, dove l’alcoolismo ha tassi altissimi, in una nazione in cui oltre ottant’ anni di comunismo hanno contribuito ad abbattere la Famiglia come perno sociale, e dove il neo-capitalismo d’ assalto ha semplicemente sostituito il dio Denaro al dio Proletariato è assolutamente fuorviante.
Quanto all’ Italia, non è chiaro quante di queste donne citate abbiano avuto un rapportto di coppia. Quante siano state Sposate in Chiesa. Quante abbiano sposato un Cattolico Praticante. Quante non venissero da situazioni di degrado. Quante di queste fossero femministe. O neghiamo che anche in Italia da anni è in atto un duro attacco verso i Valori Familiari ?



Ed infine, ancora Don Ferrante conclude: “ Mi auguro che Starsandbars si renda conto della disgustosa illazione che ha scritto (o meglio: incollato), che è profondamente offensiva e discriminatoria per l'integrità, la dignità e gli affetti delle persone omo e bisessuali. “.

Già, peccato che tu non conosca questa frase: “Un elemento centrale di ogni definizione di violenza domestica è il potere: come rileva la maggior parte degli studi sull’argomento, la violenza domestica è un modo di mantenere potere e controllo da parte di un elemento della coppia sull’altro elemento, e l’HIV può essere usato dal partner violento a questo fine.” .

Scritta da nientepopodimeno che da una psicologa supportante l’ Arcigay:




Un’arma potente: HIV e dinamiche violente nelle coppie gay e lesbiche.
di Paola Paletti, psicologa, responsabile del servizio di Counseling dell’Arcigay di Pisa


La violenza domestica nelle coppie gay e lesbiche è un argomento ancora poco conosciuto e studiato. L'obiettivo di questo contributo è far nascere una prima consapevolezza della sua importanza, e sottolineare come da un lato alcuni comportamenti che derivano da peculiari dinamiche di potere nella relazione possano costituire un rischio di diffusione del virus dell' HIV, e dall'altro l'uso strumentale del virus possa divenire un mezzo potente per il perpetuarsi di tali dinamiche.
A differenza di quanto accade per le relazioni eterosessuali, il problema della violenza domestica è ancora ampiamente sottovalutato nella comunità omosessuale. Le statistiche relative al problema della violenza domestica nelle coppie formate da partner dello stesso sesso sono ovviamente difficili da reperire, sebbene alcuni autori (Berger, 1990; Bell & Weinberg, 1978) ipotizzino che l’incidenza di episodi di violenza domestica possa essere maggiore in queste che nelle coppie eterosessuali, a causa di ‘stressors’ peculiari, come la mancanza di supporto da parte delle famiglie di origine o lo stress dovuto al ‘nascondersi’. Relf (2002), che ha condotto la più sistematica indagine sull’argomento, afferma che, tra gli uomini coinvolti in una relazione omosessuale, uno su cinque subisce violenza dal partner. Come vedremo, l’HIV può essere un elemento importante da considerare quando si tratti una vittima di violenza domestica.
Un elemento centrale di ogni definizione di violenza domestica è il potere: come rileva la maggior parte degli studi sull’argomento, la violenza domestica è un modo di mantenere potere e controllo da parte di un elemento della coppia sull’altro elemento, e l’HIV può essere usato dal partner violento a questo fine.
Ad esempio, uno degli aspetti più nascosti e meno conosciuti di una dinamica di coppia violenta è l’abuso sessuale del partner: la paura della trasmissione dell'HIV può essere usata dal/dalla partner con maggior potere come mezzo di controllo, 'un'arma potente' per assoggettare la vittima (Island e Letellier, 1991).
La condizione psicologica di una vittima di violenza domestica, infatti, è caratterizzata da paura, comportamenti autodistruttivi e dalla percezione di sé come persona di poco valore: le persone coinvolte in una relazione con un partner violento non ritengono possibile richiedere di praticare sesso sicuro, perché ‘il proteggersi dall’HIV richiede le stesse capacità di autoprotezione che richiede il proteggersi dalla violenza domestica. Se ti permetti di essere una vittima in una situazione, probabilmente anche in altre situazioni correrai il rischio di essere vittimizzato’ (Barnett, 2001).
Inoltre, anche la minaccia di rivelare lo stato di sieropositività della vittima (ad esempio sul lavoro o in famiglia) può essere utilizzata da uno dei partner per mantenere il controllo sull’altro. Non bisogna dimenticare inoltre che il fatto stesso di essere sieropositivo, afferma Relf, aumenta la probabilità di divenire vittima di violenza: molti soggetti affermano di aver subito violenza fisica e psicologica da parte dei loro partner dopo aver comunicato loro la diagnosi di HIV.
Conclusioni
Dinamiche di coppia violente possono costituire un fattore di rischio per la diffusione HIV nella popolazione omosessuale, e la condizione di sieropositività può essere uno strumento per il perpetuarsi di tali dinamiche. La totale invisibilità del problema della violenza domestica tra partner dello stesso sesso può portare i professionisti che operino nel campo della salute a ignorare i rischi correlati a tali situazioni. E’ necessaria quindi la creazione di un network di formazione e informazione che aumenti la consapevolezza sul fenomeno.”


Caro Don Ferrante, come vedi, tutto va bene, nel vostro mondo.
Citando sempre per l’ ennesima volta Zeffirelli in vernacolo: “ gai ? Ma che cosa abbiam da essere gai !”.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Nell' altro post,poi, ho visto che non hai risposto...

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Sono andato da Tycooko, dove ho lasciato i miei commenti.
Più questo:


Ho fatto bene a postare qui, oltre che su Seconda Natura. Per rendermi conto di quanto tempo ho perso a cercare il dialogo.

Per vedere qui falsità come:

"Postato da tycooko
il 03/03/2009. Il blog Secondo Natura: i gay sono più promiscui, infedeli, pazzi, malati, drogati e violenti degli etero."


MAI SCRITTO che siete pazzi.Sul resto, ho ampiamente risposto.

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Oppure insulti come:

"alle vaccate scritte in quel post".

"minchiate."

Questo il vostro dialogo. Come chi dichiara che dovrebbero oscurare il nostro blo. Un esempio della vostra civiltà e libertà di pensiero.

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Normalmente non vado mai a visitare i blog avversari. Questa volta ho fatto bene.



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Come si dice:fine delle trasmissioni.

tycooko ha detto...

Vorrei dedicare questo video a Starsandbars/Vandeaitaliana:

http://www.youtube.com/watch?v=fbygmyZHfHI

Scusate per il tempo che vi ho fatto perdere e vi auguro di riuscire nella vostra missione di spargere quanto più odio possibile nel mondo; ne abbiamo davvero bisogno.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Ed io ho risposto con 2 post.

Chi è che sparge odio ? Io oppure i tuoi gentili commentatori ?