domenica 22 febbraio 2009

Tycooko fugge e va a piangere da Fabristol...

Prevedibile, a volte mi fate sorridere, con certa ingenuità. Sollecitato da Tycooko con questa sua frase del 20 gennaio: "Solo una teoria, eh? Progetto Galileo ne ha parlato proprio pochi giorni fa", sicuro che sarebbe andato a piangere dal gruppo di giovanitristi. Puntualmente si è verificato: "Su http://secondonatura.blogspot.com si parla (male) di voi", ha infatti scritto a chi dimentica che Galileo era Credente e Cattolico, come tantissimi scienziati; naturalmente non postando per intero la mia frase, che è così:

"Progetto Galileo chi ? Se sono quelli che mi segnali, non vedo le Università dove insegnano, in Italia ed/od all’ estero. Anzi, tra i “simpatici” curatori trovo jinzo e fabristol, che conosco bene...Se li senti,digli di aggiungere ai loro link anche lo UAAR e la Società dello Sbattezzo, che gli mancano.Quando i signori avranno i titoli accademici di uno Zichichi oppure di un Sermonti, solo per restare in Italia, ripassino pure. Teoria, come il Progetto Intelligente e come il Creazionismo. Tutte e tre da comparare nelle scuole, e non come fanno con Mia Figlia, dove si limitano solo alle scimmiette. Simpatiche, ma scimmiette."

Come si vede, un bel falso del disorientato Tycooko. Ho semplicemente chiesto i loro titoli accademici ed eventuali Università dove insegnano per affermare con certezza che il darwinismo non sia solo una teoria. Ed il simpatico Fabristol che gli risponde ? Semplicemente che in altri paesi sarei stato denunciato per odio contro gli omosessuali. Altro falso: trovi Fabristol una sola frase di odio scritta da me contro gli omosessuali, e ritiro la mia partecipazione da questo blog. Certo, ai militanti gay che offendono la Mia Religione, non porgo l'altra guancia; ma se uno non riesce a capire la differenza tra omosessuale e militante gay dopo che ho cercato di spiegarglielo tantissime volte, beh, non è colpa mia.

Tycooko, disorientato e spaesato dal mio ultimo post, al quale non ha risposto, evidentemente in difficoltà, fugge piangendo come un bimbetto: "maestra, la gatta la me guarda...".

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35 commenti:

Massimo ha detto...

Comportamento penoso. Poi anche il termine usato "parlano male". Non "offendono", "ingiuriano", "calunniano", ma solo "parlano male". Cioè si esercita un legittimo diritto di critica. Evidentemente atei e omosessuali non si possono criticare. Eppure non sono gli stessi che storpiano e rappresentano i riti religiosi solo al fine di ridicolizzarli ? E quello non sarebbe un istigare all'odio verso i cattolici ?
Beh, una simile uscita ci motiva ancora di più nella nostra azione di controinformazione ;-)

Augusto ha detto...

Buon giorno,
intanto, non generalizzerei.
Quando diciamo: gli atei, gli omosessuali, i cattolici ecc "hanno i capelli lunghi" (tanto per fare un esempio ben evidente) commettiamo un errore. In ogni gruppo umano troviamo persone non del tutto razionali ed obiettive, con i risultati conosciuti.

Tornando al post, vorrei sottolineare solo due e parziali punti:

1 - in effetti credo che la teoria evolutiva abbia ancora varie lacune, come datazioni non coincidenti etc.
Ma, a quanto pare, é quella che riesce a spiegare il maggior numero di fatti senza obbligare ad un "atto di fede".
Senza dubio arroccasrsi alla difesa di questa teoria con articoli di legge é un atteggiamento tanto fondamentalista quanto quello di rifiutarsi di discutere l'una o l'altra teoria.

2 La differenza tra omosessuale e "militante gay".
Non lo scriverei esattamente cosí, piuttosto direi: la differenza tra omsessuale e omosessuale fondamentalista.
In questo modo mi pare piú chiaro.

Per omosessuale intendo un tizio che accetta la sua sessualitá, la commenta e eventualmente, la difende, ma, sempre lasciando aperta la porta al dialogo ed al confronto.
Il fondamentalista omosessuale, invece, é sempre sulle barricate, pronto a sparare contro chiunque possa, eventualmente, contestarlo.
Ovviamente parlo per il mondo occidentale; nel mondo islamico il discorso cambia notevolmente.
In quel caso si tratta di una battaglia per la propria libertá personale e (IRAN) incolumitá.
Battaglia che, credo, ogni occidentale dovrebbe fare sua.

I due punti precedenti ci mostrano due atteggiamenti che definirei: fondamentalista oppure dialogante.

Mi sembra del tutto superfluo notare come l'atteggiamento fondamentalista, applicato a qualunque gruppo sociale, non serve assolutamente a nulla se non a portare allo scontro; che spesso diventa fisico, con grave lesione delle libertá reciproche.

L'atteggiamento dialogante per pricipio, fa salve le libertá reciproche (e questo é giá un gran risultato) e, forse, potrebbe permettere di trovare un minimo comun denominatore.

Cordiali saluti

Massimo ha detto...

1) Il "buco" più grande della teoria evoluzionista è l'inizio ... ;-)

2) Credo che sia corretto distinguere tra omosessuale e gay. Essendo gay una categoria delpolitico, tale può essere anche chi non è omosessuale, ma ne asseconda (per fini vari) i capricci.

3) Per dialogare ci deve essere un punto di incontro sul quale basare il dialogo, ameno che tu non voglia rifarti alle "convergenze parallele" di morotea memoria ... :-)

Augusto ha detto...

Si potrebbe iniziare dal rispetto reciproco.
E giá sarebbe un buon punto.

Massimo ha detto...

Per parte nostra c'è rispetto. NOn siamo certo noi ad agghindarci in modo offensivo o a mettere in piazza le parodie delle processioni religiose ...

Augusto ha detto...

Quelli delle manifestazioni "eccessive" sono, in gran parte, "fondamentalisti" ed io (e molti altri) ho sempre detto e scritto che non li approvo.

Domando:
ricevono lo stesso trattamento i "fondamentalisti"di altro tipo?
Ad esempio, si raccomanda di evitare la definizione "malato" o, peggio, "deviato" parlando di un omosessuale?

Augusto ha detto...

Ripensandoci, la mia reazione al commento di Massimo é SBAGLIATA.
Ad una frase leggibile come attacco ho risposto attaccando io stesso. Male, molto male.
E, forse, un filosofo che voi dite di seguire totalmente... potrebbe essere d'accordo.
Nel definire sbagliata la mia risposta; ma forse, anche quella di Massimo

tycooko ha detto...

Ma quanti avete qua dentro? 5? 6?
"Gnè gne, avemo vinto noi! S'è cagato sotto!"
"E' vero è vero! Gnè gnè! Specchio riflesso per tutti i gay!"

La mia prozia stava morendo a seguito di un'ischemia cerebrale ed io ero a casa di mia nonna (senza internet) per accudire quest'ultima. Sai quanto me ne fregasse del tuo post?
Sono tornato a casa mia solo oggi.
In queste settimane ho solo potuto fare piccoli aggiornamenti sul mio blog grazie agli internet point.
Dove avrei "pianto", su Progetto Galileo? Mica gli ho detto che offendevate me né gli ho chiesto di proteggermi; era solo per non parlare e far parlare di persone non presenti alle loro spalle.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Tycooko.

Il mio post è corretto; tu aggiungi falsità alle falsità.

Io non ho parlato male di loro, ma ho chiesto semplicemente quali sono i loro titoli per i quali parlano. Per tutta risposta ,oltre a dire che in altri paesi mi avrebbero chiuso il blog, hanno denigrato Zichichi e Sermonti.
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Vero è che sei andato a piangere, altrimenti avresti omesso il (male) nel comunicare con loro.

Vero è che sei caduto nella trappolina.

Vero è che, siccome non ti piace che si parli male degli altri, avresti dovuto riferirmi i loro commenti.

Che mi lasciano indifferente.


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Naturalmente, questo post l'ho pure riscritto subito da loro, aggiungendo questo:

"Quello che scrivo invece su Santosepolcro è spesso ripreso e pubblicato da un blog di Guardie Carcerarie. Oh come sono illegale, oh come sono illegale !
Siete messi maluccio…"


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Ultimissimo avviso: basta parolacce.

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Auguri alla prozia.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Augusto.

1)Io mi lamento che oggi come oggi in Italia al Darwinismo sia data la valenza di Legge e non Teoria. Mi lamento che sia alle Medie Inferiori che alle Superiori a Mia Figlia venga imposta come una verità, senza neanche un minimo accenno alle altre Teorie. Che negli USA stanno rivedendo.

Non vedo differenze con quello che raccontano da anni sulla resistenza e sull' antifascismo.

Tutto qui.

2)Massimo ha ben risposto. Così come avevo fatto io in precedenza con Tycooko, affermando che i pride sono pieni di etero comunisti.

3)Io cerco sempre il dialogo. Poi se qualcuno va a piangere altrove, sperando di attirare qui i "giovanitristi" non è colpa mia.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Infine sul "Fondamentalismo".

L' uso di tale termine si è ormai talmente dilatato da essere,spesso,scarsamente scientifico.
Come ricorda Massimo Introvigne nel libro. "I Protestanti" Elledici,nasce nell' Ottocento come reazione al Modernismo.

Successivamente esteso ad altre Religioni, Ateismo compreso, perchè similmente al Buddismo,trattasi di Religione senza Dio.

Ogni estensione ad altre categorie è errato.

Dunque è corretto parlare di Militanti gay.

I quali per primi offendono il Cattolicesimo,invece che cercare il dialogo.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Non trovo sbagliato che chi tratti di Medicina possa usare termini come "malato".

La Chiesa parla di "comportamento disturbato". Senza andare a fondo, certe pratiche sono condannate anche tra eterosessuali.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

A proposito di come si possa fare propaganda militante ( e buonista)da parte di un eterosessuale, prendendo una colossale cantonata, posto il mio post di qualche giorno fa uscito in "Santosepolcro":

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domenica, 22 febbraio 2009
Benigni celebra a Sanremo l'antisemita Douglas !

Mezza Italia si è commossa per la lettera di Oscar Wilde al suo amante letta da Benigni a Sanremo. Meglio avrebbe fatto il comico toscano, che si diletta a leggere Dante (ed i capitoli XV e XVI della Commedia, dedicati ai Sodomiti ?), a sapere qualcosa di più su Lord Alfred Douglas, destinatario della tenera letterina.Infatti non solo Douglas aveva la passione per la calunnia, tant' è che venne condannato per aver sparlato di Churchill.Che Douglas faceva abuso di hashish. Che Douglas era uno dei Poeti Uraniani,i quali prediligevano l' amore omosessuale verso gli adolescenti, autori di libri dal titolo esemplare: "Men and boys: an anthology". Ma soprattutto Douglas fu un noto antisemita dell' epoca, famoso per aver tradotto in inglese quel vergognoso libello d'origine russa noto come i Protocolli dei Savi Anziani di Sion.

Dunque il comico che ci ha fatto piangere con il film sui Lager ha celebrato in diretta un poeta notoriamente antisemita.

Insomma, si decidesse !!!

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Augusto ha detto...

Sono confuso.
Si potrebbe cercare di confrontare ragionamenti logici senza coinvolgere (ecessivamente) la proprie convinzioni filosofico/religiose?

tycooko ha detto...

Mamma mia, 34 commenti per dire due robe. Ma quanto ti prendi sul serio?
Ma te la fai una passeggiata, di tanto in tanto?
Dicendo, in pratica, che volevi vedere che lauree avessero, li stavi implicitamente delegittimando, o tu quando parli in giro con le persone gli dici in faccia: "Ah sì? La pensi così? Mostrami la tua laurea."
Io, se dicessi così, mi vedrei arrivare un cazzotto sul naso.
Cioè, è come se stessi dicendo ad una persona che è un/a incompetente.
Io non conosco personalmente tutte le persone dietro Progetto Galileo; ti posso dire che Chiara Lalli è docente di Logica e Filosofia della Scienza presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università "La Sapienza" di Roma, ha vari libri all'attivo ed è un'esperta di bioetica.
Con rispetto e delicatezza, rifiuto nettamente gli auguri e li rispedisco al mittente: non sono graditi.

tycooko ha detto...

La Chiesa parla di "comportamento disturbato". Senza andare a fondo, certe pratiche sono condannate anche tra eterosessuali.
No, la Chiesa afferma che le stesse persone sono da curare, non meritano di essere protette contro la discriminazione, sono incapaci di amare e via offendendo.

Varie offese recenti:
1 Dicembre 2008: Il Vaticano non firma la richiesta ONU contro il carcere, le torture e la pena di morte per le persone GLBT perché si discriminerebbero i paesi che discriminano gli omosessuali.
Corriere.it: Il Papa respinge il rappresentante della Francia per il Vaticano perché è omosessuale.
L'11 Maggio 2008, dd un generico insieme in cui il Papa affiancò la diminuzione dei matrimoni, l'aumento dei divorzi, l'aumento degli aborti ed il riconoscimento delle coppie gay, egli imputava un drastico calo delle nascite.
"Negare la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna minaccia la pace mondiale."
Il Papa ha invitato "ad evitare la confusione tra il matrimonio e altre unioni basate su un amore debole."
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica, alla voce "Quali sono i principali peccati contro la castità?", Ratzinger mette sullo stesso piano "l'adulterio, la masturbazione, la fornicazione, la pornografia, la prostituzione, lo stupro, gli atti omosessuali".

Pareri a favore della repressione del "male" omosessuale da Considerazioni circa i progetti
di riconoscimento legale
delle unioni tra persone omosessuali
:
"[E' utile] richiamare lo Stato alla necessità di contenere il fenomeno entro limiti che non mettano in pericolo il tessuto della moralità pubblica e, soprattutto, che non espongano le giovani generazioni ad una concezione erronea della sessualità e del matrimonio, che le priverebbe delle necessarie difese e contribuirebbe, inoltre, al dilagare del fenomeno stesso."
"La tolleranza del male è qualcosa di molto diverso dall'approvazione o dalla legalizzazione del male."

Pareri a favore della "non ingiusta discriminazione" delle persone omosessuali da Alcune considerazioni concernenti la risposta a
proposte di legge sulla non discriminazione delle persone omosessuali
:
"La "tendenza sessuale" non costituisce una qualità paragonabile alla razza, all’origine etnica, ecc. rispetto alla non-discriminazione. Diversamente da queste, la tendenza omosessuale è un disordine oggettivo e richiama una preoccupazione morale."
"Vi sono ambiti nei quali non è ingiusta discriminazione tener conto della tendenza sessuale."
"Le persone omosessuali, in quanto persone umane, hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone(...). Nondimeno questi diritti non sono assoluti. Essi possono essere legittimamente limitati a motivo di un comportamento esterno obiettivamente disordinato."
"Includere la "tendenza omosessuale" fra le considerazioni sulla base delle quali è illegale discriminare può facilmente portare a ritenere l’omosessualità quale fonte positiva di diritti umani(...). Ciò è tanto più deleterio dal momento che non vi è un diritto all’omosessualità."
"Vi è il pericolo che una legislazione che faccia dell’omosessualità una base per avere dei diritti possa di fatto incoraggiare una persona con tendenza omosessuale a dichiarare la sua omosessualità o addirittura a cercare un partner."

Pareri a favore della cura dell'omosessualità, anche psicologicamente, dalla Lettera ai vescovi della Chiesa Cattolica sulla cura pastorale delle persone omosessuali:
"La particolare inclinazione della persona omosessuale, benché non sia in sé peccato, costituisce tuttavia una tendenza, più o meno forte, verso un comportamento intrinsecamente cattivo dal punto di vista morale. Per questo motivo l'inclinazione stessa dev'essere considerata come oggettivamente disordinata."
"Quando si impegnano in un'attività omosessuale esse [le persone gay, n.d.tycooko] rafforzano al loro interno una inclinazione sessuale disordinata, per se stessa caratterizzata dall'autocompiacimento."
"L'attività omosessuale impedisce la propria realizzazione e felicità."
"Benché la pratica dell'omosessualità stia minacciando seriamente la vita e il benessere di un gran numero di persone, i fautori di questa tendenza non desistono dalla loro azione."
"Quando tale affermazione [che la condizione omosessuale non sia disordinata, n.d.tycooko] viene accolta e di conseguenza l'attività omosessuale è accettata come buona, oppure quando viene introdotta una legislazione civile per proteggere un comportamento al quale nessuno può rivendicare un qualsiasi diritto, né la Chiesa né la società nel suo complesso dovrebbero poi sorprendersi se anche altre opinioni e pratiche distorte guadagnano terreno e se i comportamenti irrazionali e violenti aumentano."
"Nessun programma pastorale autentico potrà includere organizzazioni, nelle quali persone omosessuali si associno tra loro, senza che sia chiaramente stabilito che l'attività omosessuale è immorale."
"Lo sviluppo di forme specializzate di cura pastorale per persone omosessuali (...) potrebbe includere la collaborazione delle scienze psicologiche, sociologiche e mediche, sempre mantenendosi in piena fedeltà alla dottrina della Chiesa."

Se vuoi, ti riporto anche tutte le volte che ha detto cose tipo: "Questa legge dovete farla così", "Questo non lo dovete dire", "Al Vaticano non va bene che si faccia questa cosa qua", "I politici cattolici devono opporsi, pena la scomunica".

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Augusto.

Mi sembra ultimamente di postare fatti. Come la cantonata di Benigni. Nessun commento ?


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Certo, con il Mio Cane, con Mia Figlia e Mia Moglie. Vivo in un posto da sogno,grazie a Dio.

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Non si tratta di Lauree, ma di Titoli per parlare.

Per esempio, se parlo di condotte idriche, un Idraulico la saprà più lunga di me.

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"Docente di Logica e Filosofia della Scienza presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università "La Sapienza" di Roma."

In primis:la Sapienza è quella simpatica università che non ha fatto parlare il Santo Padre...

Logica e Filosofia della Scienza ?
Poi uno si lamenta se le Università sfornano disoccupati: ai miei tempi a Medicina si studiava:Istologia, Biologia, Anatomia, Anatomia Patologica, Farmacologia, Biochimica, Fisiologia,Cliniche varie...

Non la vedo,però,per esempio, tra i relatori di "L'evoluzione biologica: fatti e teorie" che apre proprio oggi i lavori a Roma.Dove la Pontificia Università Gregoriana concede spazio sia all' evoluzionismo che a Creazionismo ed al Progetto Intelligente.

Con tutto il rispetto, neh !

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Alla conferenza interverranno, come relatori, esponenti di spicco del mondo scientifico, provenienti dalle più prestigiose istituzioni europee ed americane, i quali garantiranno una elevata qualità scientifica all’evento, assicurando un dibattito serio e rigoroso.
I relatori saranno:


- Werner Arber, Università di Basilea, Svizzera (Premio Nobel in Medicina nel 1978)

- Jacques Arnould, Centro Nazionale di Studi Spaziali (CNES), Francia

- Francisco J. Ayala, Università della California, Irvine, USA

- Gianfranco Biondi, Università degli Studi dell'Aquila, Italia

- Georges Chantraine, Facoltà di Teologia di Lugano, Svizzera

- Simon Conway Morris, Università di Cambridge, Regno Unito

- Yves Coppens, Collége de France, Francia

- Card. Georges Cottier, Pontificia Accademia delle Scienze, Città del Vaticano

- Anne Dambricourt-Malassé, Museo Nazionale di Storia Naturale, Francia

- David J. Depew, Università dell'Iowa, USA

- Robin Dunbar, Università di Oxford, Regno Unito

- Fiorenzo Facchini, Università di Bologna, Italia

- Jeffrey L. Feder, Università di Notre Dame, Indiana, USA

- Douglas J. Futuyma, Università di Stato di New York (Stony Brook), USA

- Ludovico Galleni, Università di Pisa, Italia
- Jean Gayon, Università di Parigi 1, Francia

- Scott F. Gilbert, Swarthmore College, Pennsylvania, USA

- Vittorio Hösle, Università di Notre Dame, Indiana, USA

- Stuart Kauffman, Università di Calgary, Canada

- Dominique Lambert, Università Notre-Dame de la Paix, Namur, Belgio

- Jean-Michel Maldamé, Istituto Cattolico di Tolosa, Francia

- Giorgio Manzi, Sapienza - Università di Roma, Italia

- Lynn Margulis, University of Massachusetts-Amherst, USA

- Rafael Martinez, Pontificia Università della Santa Croce, Roma, Italia

- Juergen Mittelstrass, Università di Costanza, Germania

- Stuart A. Newman, New York Medical College in Valhalla, USA

- Ronald Numbers, Università del Wisconsin-Madison, USA

- Colin Renfrew, Università di Cambridge, Regno Unito

- Olga Rickards, Università degli Studi di Roma Tor Vergata, Italia,

- Robert Russell, Center for Theology and the Natural Sciences (CTNS), Berkeley, USA

- Elliott Sober, Università del Wisconsin-Madison, USA

- Massimo Stanzione, Università di Cassino, Italia

- William R. Stoeger, Università dell'Arizona, Tucson, USA

- Robert E. Ulanowicz, Università del Maryland, USA

- André Wénin, Università Cattolica di Louvain-la-Neuve, Belgio

- David S. Wilson, Binghamton University State, Università di New York, USA

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Questo significa sentire le 3 campane.

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Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Ho poi parlato di Zichichi e Sermonti. Conosci il loro curriculum ? E' paragonabile ?

tycooko ha detto...

Da bravo cattolico, delegittimi l'avversario.
A me basta averti risposto (sto provvedendo per il post a me dedicato).

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Si, credo che si incominci a capire la differenza tra un omosessuale,come Augusto,che cerca il dialogo,ed un militante gay,come si sta rivelando Tycooko.

Basta vedere le accuse di offese:

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1)Non è corretto:

Mons. Migliore, osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite

Vaticano: «No alla depenalizzazione dell'omosessualità da parte dell'Onu»

Bocciato il progetto avanzato dalla Francia a nome della Ue: «Si creeranno nuove e implacabili discriminazioni»




CITTA' DEL VATICANO - L’osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, monsignor Celestino Migliore, boccia il progetto di dichiarazione che la Francia intende presentare a nome dell’Unione europea all’Onu per la depenalizzazione universale dell’omosessualità. «Tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale», afferma il vescovo in un’intervista all’agenzia stampa francese "I.Media". «Il catechismo della Chiesa cattolica, dice, e non da oggi, che nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Ma qui, la questione è un`altra». «Con una dichiarazione di valore politico, sottoscritta da un gruppo di paesi - afferma mons. Migliore - si chiede agli Stati e ai meccanismi internazionali di attuazione e controllo dei diritti umani di aggiungere nuove categorie protette dalla discriminazione, senza tener conto che, se adottate, esse creeranno nuove e implacabili discriminazioni. Per esempio, gli Stati che non riconoscono l’unione tra persone dello stesso sesso come "matrimonio" verranno messi alla gogna e fatti oggetto di pressioni».

ABORTO DIRITTO UNIVERSALE? BARBARIE - Mons Migliore si è anche detto «indignato e rattristato» dal progetto di introdurre l’aborto tra i diritti umani promosso da alcune associazioni sempre all’Assemblea generale dell’Onu. L’iniziativa "rappresenta l’introduzione del principio homo homini lupus, l’uomo diventa un lupo per i suoi simili», afferma il presule. «Questa è la barbarie moderna che, dal di dentro, ci porta a smantellare le nostre società».
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In soldoni, si vuole impedire al proliferarsi di casi come in Canadà e Svezia dove alcuni Religiosi sono stati perseguiti per essersi posizionati contro l' omosessualità NELLE LORO PREDICHE IN CHIESA !

Si vuole impedire che si impedisca di condannare tali pariche anche durante le lezioni di Catechismo e l' Ora di Religione a scuola...

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Niente da dire su quello che vorrebbe l' ONU sull' Aborto ?

Eppoi, l' ONU, per me (ma è un mio parere opinabile) ha la stessa valenza della Società delle Nazioni,che grazie alle sanzioni,spinse Mussolini nelle braccia di Hitler...

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

2)Non è corretto. In precedenza era stato respinto un divorziato, in quanto tale, ed un protestante. Il terzo è stato respinto non per essere omosessuale, ma perchè unito con un ometto tramite i PACS.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

3)Falso nella data (10 Maggio e non 11) e nei contenuti:

Venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,

cari fratelli e sorelle,

è con particolare piacere che vi accolgo al termine del lavoro, che vi ha impegnati a riflettere su un problema antico e sempre nuovo quale la responsabilità e il rispetto per il sorgere della vita umana. Saluto in modo particolare Mons. Rino Fisichella, Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateransense, che ha promosso questo Congresso internazionale e lo ringrazio per le espressioni di saluto che ha voluto rivolgermi. Il mio saluto si estende poi agli illustri Relatori, Docenti e partecipanti tutti, che con il loro contributo hanno arricchito queste giornate di intenso lavoro. Il vostro contributo si inserisce efficacemente all’interno di quella più vasta produzione che, nel corso dei decenni, è venuta crescendo su questo tema così controverso e, tuttavia, così decisivo per il futuro dell’umanità.

Già il Concilio Vaticano II, nella Costituzione Gaudium et spes, si rivolgeva agli uomini di scienza sollecitandoli ad unire gli sforzi per raggiungere un’unità del sapere e una certezza consolidata circa le condizioni che possono favorire una "onesta regolazione della procreazione umana" (GS, 52). Il mio Predecessore di venerata memoria, il Servo di Dio Paolo VI, il 25 luglio del 1968, pubblicava la Lettera enciclica Humanae vitae. Quel documento divenne ben presto segno di contraddizione. Elaborato alla luce di una decisione sofferta, esso costituisce un significativo gesto di coraggio nel ribadire la continuità della dottrina e della tradizione della Chiesa. Quel testo, spesso frainteso ed equivocato, fece molto discutere anche perché si poneva agli albori di una profonda contestazione che segnò la vita di intere generazioni. A quarant’anni dalla sua pubblicazione quell’insegnamento non solo manifesta immutata la sua verità, ma rivela anche la lungimiranza con la quale il problema venne affrontato. Di fatto, l’amore coniugale viene descritto all’interno di un processo globale che non si arresta alla divisione tra anima e corpo né soggiace al solo sentimento, spesso fugace e precario, ma si fa carico dell’unità della persona e della totale condivisione degli sposi che nell’accoglienza reciproca offrono se stessi in una promessa di amore fedele ed esclusivo che scaturisce da una genuina scelta di libertà. Come potrebbe un simile amore rimanere chiuso al dono della vita? La vita è sempre un dono inestimabile; ogni volta che si assiste al suo sorgere percepiamo la potenza dell’azione creatrice di Dio che si fida dell’uomo e in questo modo lo chiama a costruire il futuro con la forza della speranza.

Il Magistero della Chiesa non può esonerarsi dal riflettere in maniera sempre nuova e approfondita sui principi fondamentali che riguardano il matrimonio e la procreazione. Quanto era vero ieri, rimane vero anche oggi. La verità espressa nell’Humanae vitae non muta; anzi, proprio alla luce delle nuove scoperte scientifiche, il suo insegnamento si fa più attuale e provoca a riflettere sul valore intrinseco che possiede. La parola chiave per entrare con coerenza nei suoi contenuti rimane quella dell’amore. Come ho scritto nella mia prima Enciclica Deus caritas est: "L’uomo diventa realmente se stesso quando corpo e anima si ritrovano in intima unità… Non sono né lo spirito né il corpo da soli ad amare: è l’uomo, la persona, che ama come creatura unitaria, di cui fanno parte corpo e anima" (n. 5). Tolta questa unità si perde il valore della persona e si cade nel grave pericolo di considerare il corpo come un oggetto che si può comperare o vendere (cfr ibid.). In una cultura sottoposta alla prevalenza dell’avere sull’essere, la vita umana rischia di perdere il suo valore. Se l’esercizio della sessualità si trasforma in una droga che vuole assoggettare il partner ai propri desideri e interessi, senza rispettare i tempi della persona amata, allora ciò che si deve difendere non è più solo il vero concetto dell’amore, ma in primo luogo la dignità della persona stessa. Come credenti non potremmo mai permettere che il dominio della tecnica abbia ad inficiare la qualità dell’amore e la sacralità della vita.

Non a caso Gesù, parlando dell’amore umano, si richiama a quanto operato da Dio all’inizio della creazione (cfr Mt 19,4-6). Il suo insegnamento rimanda a un atto gratuito con il quale il Creatore ha inteso non solo esprimere la ricchezza del suo amore, che si apre donandosi a tutti, ma ha voluto anche imprimere un paradigma sul quale l’agire dell’umanità deve declinarsi. Nella fecondità dell’amore coniugale l’uomo e la donna partecipano all’atto creativo del Padre e rendono evidente che all’origine della loro vita sponsale vi è un "sì" genuino che viene pronunciato e realmente vissuto nella reciprocità, rimanendo sempre aperto alla vita. Questa parola del Signore permane immutata con la sua profonda verità e non può essere cancellata dalle diverse teorie che nel corso degli anni si sono succedute e a volte perfino contraddette tra loro. La legge naturale, che è alla base del riconoscimento della vera uguaglianza tra le persone e i popoli, merita di essere riconosciuta come la fonte a cui ispirare anche il rapporto tra gli sposi nella loro responsabilità nel generare nuovi figli. La trasmissione della vita è iscritta nella natura e le sue leggi permangono come norma non scritta a cui tutti devono richiamarsi. Ogni tentativo di distogliere lo sguardo da questo principio rimane esso stesso sterile e non produce futuro.

E’ urgente che riscopriamo di nuovo un’alleanza che è sempre stata feconda, quando è stata rispettata; essa vede in primo piano la ragione e l’amore. Un acuto maestro come Guglielmo di Saint Thierry poteva scrivere parole che sentiamo profondamente valide anche per il nostro tempo: "Se la ragione istruisce l’amore e l’amore illumina la ragione, se la ragione si converte in amore e l’amore acconsente a lasciarsi trattenere entro i confini della ragione, allora essi possono fare qualcosa di grande" (Natura e grandezza dell’amore, 21,8). Cos’è questo "qualcosa di grande" a cui possiamo assistere? E’ il sorgere della responsabilità per la vita, che rende fecondo il dono che ognuno fa di sé all’altro. E’ frutto di un amore che sa pensare e scegliere in piena libertà, senza lasciarsi condizionare oltre misura dall’eventuale sacrificio richiesto. Da qui scaturisce il miracolo della vita che i genitori sperimentano in se stessi, verificando come qualcosa di straordinario quanto si compie in loro e tramite loro. Nessuna tecnica meccanica può sostituire l’atto d’amore che due sposi si scambiano come segno di un mistero più grande che li vede protagonisti e compartecipi della creazione.

Si assiste sempre più spesso, purtroppo, a vicende tristi che coinvolgono gli adolescenti, le cui reazioni manifestano una non corretta conoscenza del mistero della vita e delle rischiose implicanze dei loro gesti. L’urgenza formativa, a cui spesso faccio riferimento, vede nel tema della vita un suo contenuto privilegiato. Auspico veramente che soprattutto ai giovani sia riservata un’attenzione del tutto peculiare, perché possano apprendere il vero senso dell’amore e si preparino per questo con un’adeguata educazione alla sessualità, senza lasciarsi distogliere da messaggi effimeri che impediscono di raggiungere l’essenza della verità in gioco. Fornire false illusioni nell’ambito dell’amore o ingannare sulle genuine responsabilità che si è chiamati ad assumere con l’esercizio della propria sessualità non fa onore a una società che si richiama ai principi di libertà e di democrazia. La libertà deve coniugarsi con la verità e la responsabilità con la forza della dedizione all’altro anche con il sacrificio; senza queste componenti non cresce la comunità degli uomini e il rischio di rinchiudersi in un cerchio di egoismo asfissiante rimane sempre in agguato.

L’insegnamento espresso dall’Enciclica Humanae vitae non è facile. Esso, tuttavia, è conforme alla struttura fondamentale mediante la quale la vita è sempre stata trasmessa fin dalla creazione del mondo, nel rispetto della natura e in conformità con le sue esigenze. Il riguardo per la vita umana e la salvaguardia della dignità della persona ci impongono di non lasciare nulla di intentato perché a tutti possa essere partecipata la genuina verità dell’amore coniugale responsabile nella piena adesione alla legge inscritta nel cuore di ogni persona. Con questi sentimenti imparto a tutti voi l’Apostolica Benedizione.

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Offese, dunque ?

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

4)La frase incriminata è volutamente distorta. e si rifersce al 1 Gennaio 2008.

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1° GENNAIO 2008



FAMIGLIA UMANA, COMUNITÀ DI PACE

1. All'inizio di un nuovo anno desidero far pervenire il mio fervido augurio di pace, insieme con un caloroso messaggio di speranza agli uomini e alle donne di tutto il mondo. Lo faccio proponendo alla riflessione comune il tema con cui ho aperto questo messaggio, e che mi sta particolarmente a cuore: Famiglia umana, comunità di pace. Di fatto, la prima forma di comunione tra persone è quella che l'amore suscita tra un uomo e una donna decisi ad unirsi stabilmente per costruire insieme una nuova famiglia. Ma anche i popoli della terra sono chiamati ad instaurare tra loro rapporti di solidarietà e di collaborazione, quali s'addicono a membri dell'unica famiglia umana: « Tutti i popoli — ha sentenziato il Concilio Vaticano II — formano una sola comunità, hanno un'unica origine, perché Dio ha fatto abitare l'intero genere umano su tutta la faccia della terra (cfr At 17,26), ed hanno anche un solo fine ultimo, Dio »(1).

Famiglia, società e pace

2. La famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d'amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna(2), costituisce « il luogo primario dell'“umanizzazione” della persona e della società »(3), la « culla della vita e dell'amore »(4). A ragione, pertanto, la famiglia è qualificata come la prima società naturale, « un'istituzione divina che sta a fondamento della vita delle persone, come prototipo di ogni ordinamento sociale »(5).

3. In effetti, in una sana vita familiare si fa esperienza di alcune componenti fondamentali della pace: la giustizia e l'amore tra fratelli e sorelle, la funzione dell'autorità espressa dai genitori, il servizio amorevole ai membri più deboli perché piccoli o malati o anziani, l'aiuto vicendevole nelle necessità della vita, la disponibilità ad accogliere l'altro e, se necessario, a perdonarlo. Per questo la famiglia è la prima e insostituibile educatrice alla pace. Non meraviglia quindi che la violenza, se perpetrata in famiglia, sia percepita come particolarmente intollerabile. Pertanto, quando si afferma che la famiglia è « la prima e vitale cellula della società »(6), si dice qualcosa di essenziale. La famiglia è fondamento della società anche per questo: perché permette di fare determinanti esperienze di pace. Ne consegue che la comunità umana non può fare a meno del servizio che la famiglia svolge. Dove mai l'essere umano in formazione potrebbe imparare a gustare il « sapore » genuino della pace meglio che nel « nido » originario che la natura gli prepara? Il lessico familiare è un lessico di pace; lì è necessario attingere sempre per non perdere l'uso del vocabolario della pace. Nell'inflazione dei linguaggi, la società non può perdere il riferimento a quella « grammatica » che ogni bimbo apprende dai gesti e dagli sguardi della mamma e del papà, prima ancora che dalle loro parole.

4. La famiglia, poiché ha il dovere di educare i suoi membri, è titolare di specifici diritti. La stessa Dichiarazione universale dei diritti umani, che costituisce un'acquisizione di civiltà giuridica di valore veramente universale, afferma che « la famiglia è il nucleo naturale e fondamentale della società e ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato »(7). Da parte sua, la Santa Sede ha voluto riconoscere una speciale dignità giuridica alla famiglia pubblicando la Carta dei diritti della famiglia. Nel Preambolo si legge: « I diritti della persona, anche se espressi come diritti dell'individuo, hanno una fondamentale dimensione sociale, che trova nella famiglia la sua nativa e vitale espressione »(8). I diritti enunciati nella Carta sono espressione ed esplicitazione della legge naturale, iscritta nel cuore dell'essere umano e a lui manifestata dalla ragione. La negazione o anche la restrizione dei diritti della famiglia, oscurando la verità sull'uomo, minaccia gli stessi fondamenti della pace.

5. Pertanto, chi anche inconsapevolmente osteggia l'istituto familiare rende fragile la pace nell'intera comunità, nazionale e internazionale, perché indebolisce quella che, di fatto, è la principale « agenzia » di pace. È questo un punto meritevole di speciale riflessione: tutto ciò che contribuisce a indebolire la famiglia fondata sul matrimonio di un uomo e una donna, ciò che direttamente o indirettamente ne frena la disponibilità all'accoglienza responsabile di una nuova vita, ciò che ne ostacola il diritto ad essere la prima responsabile dell'educazione dei figli, costituisce un oggettivo impedimento sulla via della pace. La famiglia ha bisogno della casa, del lavoro o del giusto riconoscimento dell'attività domestica dei genitori, della scuola per i figli, dell'assistenza sanitaria di base per tutti. Quando la società e la politica non si impegnano ad aiutare la famiglia in questi campi, si privano di un'essenziale risorsa a servizio della pace. In particolare, i mezzi della comunicazione sociale, per le potenzialità educative di cui dispongono, hanno una speciale responsabilità nel promuovere il rispetto per la famiglia, nell'illustrarne le attese e i diritti, nel metterne in evidenza la bellezza.

L'umanità è una grande famiglia

6. Anche la comunità sociale, per vivere in pace, è chiamata a ispirarsi ai valori su cui si regge la comunità familiare. Questo vale per le comunità locali come per quelle nazionali; vale anzi per la stessa comunità dei popoli, per la famiglia umana che vive in quella casa comune che è la terra. In questa prospettiva, però, non si può dimenticare che la famiglia nasce dal « sì » responsabile e definitivo di un uomo e di una donna e vive del « sì » consapevole dei figli che vengono via via a farne parte. La comunità familiare per prosperare ha bisogno del consenso generoso di tutti i suoi membri. È necessario che questa consapevolezza diventi convinzione condivisa anche di quanti sono chiamati a formare la comune famiglia umana. Occorre saper dire il proprio « sì » a questa vocazione che Dio ha inscritto nella stessa nostra natura. Non viviamo gli uni accanto agli altri per caso; stiamo tutti percorrendo uno stesso cammino come uomini e quindi come fratelli e sorelle. È perciò essenziale che ciascuno si impegni a vivere la propria vita in atteggiamento di responsabilità davanti a Dio, riconoscendo in Lui la sorgente originaria della propria, come dell'altrui, esistenza. È risalendo a questo supremo Principio che può essere percepito il valore incondizionato di ogni essere umano, e possono essere poste così le premesse per l'edificazione di un'umanità pacificata. Senza questo Fondamento trascendente, la società è solo un'aggregazione di vicini, non una comunità di fratelli e sorelle, chiamati a formare una grande famiglia.

Famiglia, comunità umana e ambiente

7. La famiglia ha bisogno di una casa, di un ambiente a sua misura in cui intessere le proprie relazioni. Per la famiglia umana questa casa è la terra, l'ambiente che Dio Creatore ci ha dato perché lo abitassimo con creatività e responsabilità. Dobbiamo avere cura dell'ambiente: esso è stato affidato all'uomo, perché lo custodisca e lo coltivi con libertà responsabile, avendo sempre come criterio orientatore il bene di tutti. L'essere umano, ovviamente, ha un primato di valore su tutto il creato. Rispettare l'ambiente non vuol dire considerare la natura materiale o animale più importante dell'uomo. Vuol dire piuttosto non considerarla egoisticamente a completa disposizione dei propri interessi, perché anche le future generazioni hanno il diritto di trarre beneficio dalla creazione, esprimendo in essa la stessa libertà responsabile che rivendichiamo per noi. Né vanno dimenticati i poveri, esclusi in molti casi dalla destinazione universale dei beni del creato. Oggi l'umanità teme per il futuro equilibrio ecologico. È bene che le valutazioni a questo riguardo si facciano con prudenza, nel dialogo tra esperti e saggi, senza accelerazioni ideologiche verso conclusioni affrettate e soprattutto concertando insieme un modello di sviluppo sostenibile, che garantisca il benessere di tutti nel rispetto degli equilibri ecologici. Se la tutela dell'ambiente comporta dei costi, questi devono essere distribuiti con giustizia, tenendo conto delle diversità di sviluppo dei vari Paesi e della solidarietà con le future generazioni. Prudenza non significa non assumersi le proprie responsabilità e rimandare le decisioni; significa piuttosto assumere l'impegno di decidere assieme e dopo aver ponderato responsabilmente la strada da percorrere, con l'obiettivo di rafforzare quell'alleanza tra essere umano e ambiente, che deve essere specchio dell'amore creatore di Dio, dal quale proveniamo e verso il quale siamo in cammino.

8. Fondamentale, a questo riguardo, è « sentire » la terra come « nostra casa comune » e scegliere, per una sua gestione a servizio di tutti, la strada del dialogo piuttosto che delle decisioni unilaterali. Si possono aumentare, se necessario, i luoghi istituzionali a livello internazionale, per affrontare insieme il governo di questa nostra « casa »; ciò che più conta, tuttavia, è far maturare nelle coscienze la convinzione della necessità di collaborare responsabilmente. I problemi che si presentano all'orizzonte sono complessi e i tempi stringono. Per far fronte in modo efficace alla situazione, bisogna agire concordi. Un ambito nel quale sarebbe, in particolare, necessario intensificare il dialogo tra le Nazioni è quello della gestione delle risorse energetiche del pianeta. Una duplice urgenza, a questo riguardo, si pone ai Paesi tecnologicamente avanzati: occorre rivedere, da una parte, gli elevati standard di consumo dovuti all'attuale modello di sviluppo, e provvedere, dall'altra, ad adeguati investimenti per la differenziazione delle fonti di energia e per il miglioramento del suo utilizzo. I Paesi emergenti hanno fame di energia, ma talvolta questa fame viene saziata ai danni dei Paesi poveri i quali, per l'insufficienza delle loro infrastrutture, anche tecnologiche, sono costretti a svendere le risorse energetiche in loro possesso. A volte, la loro stessa libertà politica viene messa in discussione con forme di protettorato o comunque di condizionamento, che appaiono chiaramente umilianti.

Famiglia, comunità umana ed economia

9. Condizione essenziale per la pace nelle singole famiglie è che esse poggino sul solido fondamento di valori spirituali ed etici condivisi. Occorre però aggiungere che la famiglia fa un'autentica esperienza di pace quando a nessuno manca il necessario, e il patrimonio familiare — frutto del lavoro di alcuni, del risparmio di altri e della attiva collaborazione di tutti — è bene gestito nella solidarietà, senza eccessi e senza sprechi. Per la pace familiare è dunque necessaria, da una parte, l'apertura ad un patrimonio trascendente di valori, ma al tempo stesso non è priva di importanza, dall'altra, la saggia gestione sia dei beni materiali che delle relazioni tra le persone. Il venir meno di questa componente ha come conseguenza l'incrinarsi della fiducia reciproca a motivo delle incerte prospettive che minacciano il futuro del nucleo familiare.

10. Un discorso simile va fatto per quell'altra grande famiglia che è l'umanità nel suo insieme. Anche la famiglia umana, oggi ulteriormente unificata dal fenomeno della globalizzazione, ha bisogno, oltre che di un fondamento di valori condivisi, di un'economia che risponda veramente alle esigenze di un bene comune a dimensioni planetarie. Il riferimento alla famiglia naturale si rivela, anche da questo punto di vista, singolarmente suggestivo. Occorre promuovere corrette e sincere relazioni tra i singoli esseri umani e tra i popoli, che permettano a tutti di collaborare su un piano di parità e di giustizia. Al tempo stesso, ci si deve adoperare per una saggia utilizzazione delle risorse e per un'equa distribuzione della ricchezza. In particolare, gli aiuti dati ai Paesi poveri devono rispondere a criteri di sana logica economica, evitando sprechi che risultino in definitiva funzionali soprattutto al mantenimento di costosi apparati burocratici. Occorre anche tenere in debito conto l'esigenza morale di far sì che l'organizzazione economica non risponda solo alle crude leggi del guadagno immediato, che possono risultare disumane.

Famiglia, comunità umana e legge morale

11. Una famiglia vive in pace se tutti i suoi componenti si assoggettano ad una norma comune: è questa ad impedire l'individualismo egoistico e a legare insieme i singoli, favorendone la coesistenza armoniosa e l'operosità finalizzata. Il criterio, in sé ovvio, vale anche per le comunità più ampie: da quelle locali, a quelle nazionali, fino alla stessa comunità internazionale. Per avere la pace c'è bisogno di una legge comune, che aiuti la libertà ad essere veramente se stessa, anziché cieco arbitrio, e che protegga il debole dal sopruso del più forte. Nella famiglia dei popoli si verificano molti comportamenti arbitrari, sia all'interno dei singoli Stati sia nelle relazioni degli Stati tra loro. Non mancano poi tante situazioni in cui il debole deve piegare la testa davanti non alle esigenze della giustizia, ma alla nuda forza di chi ha più mezzi di lui. Occorre ribadirlo: la forza va sempre disciplinata dalla legge e ciò deve avvenire anche nei rapporti tra Stati sovrani.

12. Sulla natura e la funzione della legge la Chiesa si è pronunciata molte volte: la norma giuridica che regola i rapporti delle persone tra loro, disciplinando i comportamenti esterni e prevedendo anche sanzioni per i trasgressori, ha come criterio la norma morale basata sulla natura delle cose. La ragione umana, peraltro, è capace di discernerla, almeno nelle sue esigenze fondamentali, risalendo così alla Ragione creatrice di Dio che sta all'origine di tutte le cose. Questa norma morale deve regolare le scelte delle coscienze e guidare tutti i comportamenti degli esseri umani. Esistono norme giuridiche per i rapporti tra le Nazioni che formano la famiglia umana? E se esistono, sono esse operanti? La risposta è: sì, le norme esistono, ma per far sì che siano davvero operanti bisogna risalire alla norma morale naturale come base della norma giuridica, altrimenti questa resta in balia di fragili e provvisori consensi.

13. La conoscenza della norma morale naturale non è preclusa all'uomo che rientra in se stesso e, ponendosi di fronte al proprio destino, si interroga circa la logica interna delle più profonde inclinazioni presenti nel suo essere. Pur con perplessità e incertezze, egli può giungere a scoprire, almeno nelle sue linee essenziali, questa legge morale comune che, al di là delle differenze culturali, permette agli esseri umani di capirsi tra loro circa gli aspetti più importanti del bene e del male, del giusto e dell'ingiusto. È indispensabile risalire a questa legge fondamentale impegnando in questa ricerca le nostre migliori energie intellettuali, senza lasciarci scoraggiare da equivoci e fraintendimenti. Di fatto, valori radicati nella legge naturale sono presenti, anche se in forma frammentata e non sempre coerente, negli accordi internazionali, nelle forme di autorità universalmente riconosciute, nei principi del diritto umanitario recepito nelle legislazioni dei singoli Stati o negli statuti degli Organismi internazionali. L'umanità non è « senza legge ». È tuttavia urgente proseguire nel dialogo su questi temi, favorendo il convergere anche delle legislazioni dei singoli Stati verso il riconoscimento dei diritti umani fondamentali. La crescita della cultura giuridica nel mondo dipende, tra l'altro, dall'impegno di sostanziare sempre le norme internazionali di contenuto profondamente umano, così da evitare il loro ridursi a procedure facilmente aggirabili per motivi egoistici o ideologici.

Superamento dei conflitti e disarmo

14. L'umanità vive oggi, purtroppo, grandi divisioni e forti conflitti che gettano ombre cupe sul suo futuro. Vaste aree del pianeta sono coinvolte in tensioni crescenti, mentre il pericolo che si moltiplichino i Paesi detentori dell'arma nucleare suscita motivate apprensioni in ogni persona responsabile. Sono ancora in atto molte guerre civili nel Continente africano, sebbene in esso non pochi Paesi abbiano fatto progressi nella libertà e nella democrazia. Il Medio Oriente è tuttora teatro di conflitti e di attentati, che influenzano anche Nazioni e regioni limitrofe, rischiando di coinvolgerle nella spirale della violenza. Su un piano più generale, si deve registrare con rammarico l'aumento del numero di Stati coinvolti nella corsa agli armamenti: persino Nazioni in via di sviluppo destinano una quota importante del loro magro prodotto interno all'acquisto di armi. In questo funesto commercio le responsabilità sono molte: vi sono i Paesi del mondo industrialmente sviluppato che traggono lauti guadagni dalla vendita di armi e vi sono le oligarchie dominanti in tanti Paesi poveri che vogliono rafforzare la loro situazione mediante l'acquisto di armi sempre più sofisticate. È veramente necessaria in tempi tanto difficili la mobilitazione di tutte le persone di buona volontà per trovare concreti accordi in vista di un'efficace smilitarizzazione, soprattutto nel campo delle armi nucleari. In questa fase in cui il processo di non proliferazione nucleare sta segnando il passo, sento il dovere di esortare le Autorità a riprendere con più ferma determinazione le trattative in vista dello smantellamento progressivo e concordato delle armi nucleari esistenti. Nel rinnovare questo appello, so di farmi eco dell'auspicio condiviso da quanti hanno a cuore il futuro dell'umanità.

15. Sessant'anni or sono l'Organizzazione delle Nazioni Unite rendeva pubblica in modo solenne la Dichiarazione universale dei diritti umani (1948–2008). Con quel documento la famiglia umana reagiva agli orrori della Seconda Guerra Mondiale, riconoscendo la propria unità basata sulla pari dignità di tutti gli uomini e ponendo al centro della convivenza umana il rispetto dei diritti fondamentali dei singoli e dei popoli: fu quello un passo decisivo nel difficile e impegnativo cammino verso la concordia e la pace. Uno speciale pensiero merita anche la ricorrenza del 25o anniversario dell'adozione da parte della Santa Sede della Carta dei diritti della famiglia (1983–2008), come pure il 40o anniversario della celebrazione della prima Giornata Mondiale della Pace (1968–2008). Frutto di una provvidenziale intuizione di Papa Paolo VI, ripresa con grande convinzione dal mio amato e venerato predecessore, Papa Giovanni Paolo II, la celebrazione di questa Giornata ha offerto nel corso degli anni la possibilità di sviluppare, attraverso i Messaggi pubblicati per la circostanza, un'illuminante dottrina da parte della Chiesa a favore di questo fondamentale bene umano. È proprio alla luce di queste significative ricorrenze che invito ogni uomo e ogni donna a prendere più lucida consapevolezza della comune appartenenza all'unica famiglia umana e ad impegnarsi perché la convivenza sulla terra rispecchi sempre di più questa convinzione da cui dipende l'instaurazione di una pace vera e duratura. Invito poi i credenti ad implorare da Dio senza stancarsi il grande dono della pace. I cristiani, per parte loro, sanno di potersi affidare all'intercessione di Colei che, essendo Madre del Figlio di Dio fattosi carne per la salvezza dell'intera umanità, è Madre comune.

A tutti l'augurio di un lieto Anno nuovo!

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Ripeto:

"Pertanto, chi anche inconsapevolmente osteggia l'istituto familiare rende fragile la pace nell'intera comunità, nazionale e internazionale, perché indebolisce quella che, di fatto, è la principale « agenzia » di pace"

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Quali offese, dunque ?

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Catechismo.

Ebbene, dov' è l' offesa ?
Ce l' ho qui in mano il mio Catechismo ?

Sono tutti peccati contro il Sesto Comandamento.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Infine, basta cliccare e LEGGERSI COMPLETAMENTE le frasi di Ratzinger, come questa:
" Che cosa deve fare dunque una persona omosessuale, che cerca di seguire il Signore? Sostanzialmente, queste persone sono chiamate a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, unendo ogni sofferenza e difficoltà che possano sperimentare a motivo della loro condizione, al sacrificio della croce del Signore. Per il credente, la croce è un sacrificio fruttuoso, poiché da quella morte provengono la vita e la redenzione. Anche se ogni invito a portare la croce o intendere in tal modo la sofferenza dei cristiano sarà prevedibilmente deriso da qualcuno, si dovrebbe ricordare che questa è la via della salvezza per tutti coloro che sono seguaci di Cristo."

per capire come i messaggi di Benedetto XVI siano sempre rivolti alla comprensione ed al perdono.

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Quella comprensione che non sembra patrimonio del militante gay che invece di ringraziarmi per gli auguri per la Prozia malata, me li rispedisce indietro.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Ben altre sono le offese.

Quelle per esempio che da tempo ho denunciato in questo Blog, anche verso la persona del Papa.
Verso la Persona del Segretario del Santo Padre.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Nessuna delegittimizzazione. Solo fatti,come sempre. Non frasi estrapolate. Fatti.

Su Zichichi,poi, è interessante quello che scrivono i "giovanitristi".

Invidia ? Astio ? Frustrazione ?

Chi lo sa ?

tycooko ha detto...

Senti tesoro, te hai tanto tempo da perdere vedo, ma a me di leggere 354 righe proprio non va, scusa... Guarda, dato che stiamo anche uscendo dal discorso principale, ti do ragione hai priori, così sei contento.
Ora fa' un altro post in cui gongoli per questa "vittoria", dai.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Per niente: il fatto che tu non legga è una sconfitta mia. Proprio non vuoi capire. Mi spiace.


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tycooko ha detto...

Bene, se vuoi installare un dialogo, il peggior modo è rimbambire e tramortire il tuo interlocutore: questo evidenzia una capacità comunicativa prossima allo zero.

tycooko ha detto...

Ecco! Ho risposto al tuo mega-post precedente. C'è voluto un po', ma sono soddisfazioni. :)

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Ora ho contro risposto. Le mie non sono soddisfazioni, ma fatti.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

E vedo che qui non hai risposto...