lunedì 13 luglio 2009

Mourinho non è omosessuale.

Nella conferenza inaugurale della nuova stagione,incalzato dai giornalisti se gli fosse piaciuto (in senso calcistico, naturalmente...) un biondo (Pavel Nedved), all' ennesima richiesta, ci ha fatto sapere che, oltre a non essere un Pi***, di non essere gay. Naturalmente era una battuta, ma la comunità omosessuale milanese sembra se la sia presa. Alcuni pederasti che tifavano per il biscione hanno promesso di passare al milan o alla juve. Altri al palermo, per poter sfoggiare deliziose sciarpe rosa ( e nere...).
La mancanza di ironia degli invertiti, che però a Genova hanno insultato pesantemente il Santo Padre e la Chiesa Cattolica, diventa preoccupante, se rapportata a quella di Oscar Wilde, a cui non mancava certamente. Ma Wilde mai avrebbe sfilato ad un Pride, l' ho detto e ridetto all' infinito.
Naturalmente, da Interista, non posso che sorridere:
"omosessuali: sero tituli !"





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7 commenti:

Gwath ha detto...

A proposito su Oscar Wilde, è curioso cosa si può vedere da questo scritto che egli, appunto, scrisse al «Daily Chronicle» tre settimane prima di morire:

«Buona parte della mia perversione morale è dovuta al fatto che mio padre non mi permise di diventare cattolico. L'aspetto artistico della Chiesa e la fragranza dei suoi insegnamenti mi avrebbero guarito dalle mie degenerazioni. Ho intenzione di esservi accolto al piú presto».

Non si direbbero proprio le parole di un gay militante anticlericale come siamo abituati a vedere oggi come ad esempio a Genova...

gabbianourlante ha detto...

davvero questo l'ha scritto Oscar Wilde???? parlava della sua inclinazione come "perversione"?? è fonte appurata?? ciao

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Si.

candido ha detto...

E' decisamente arduo definire Oscar Wilde (morto nel 1900) un "militante gay". Vuoi perchè il termine gay non esisteva (non almeno utilizzato nell'accezione moderna), vuoi perchè per un movimento gay come lo conosciamo oggi bisognerà aspettare gli anni '70 del novecento.

Inoltre il peso nella fede nella vita di ogni uomo (e il rapporto con essa) era probabilmente inverso a quello odierno e le parole per (auto) definirsi erano inevitabilmente negative.

Nell'intento di fare della propria vita un'opera d'arte, Wilde poteva permettersi anche certe eccentricità, ma tutto ciò era ben lontano da una battaglia di liberazione (un po' come le tante star contemporanee che della loro omosessualità - vera o presunta - fanno uno specchietto senza per questo essere "bandiere" - tutt'al più "icone").

Ma anche l'eccentrico Wilde non avrebbe potuto permettersi il lusso di vivere come un gay dichiarato di oggi (senza, come minimo, rischiare l'arresto ad ogni passo)

Wilde non era militante come non lo è stato (nonostante le dovute differenze) Pasolini e come oggi non lo è Zeffirelli...

Per capire meglio il pensiero di Wilde (il rapporto con la fede e l'omosessualità) oltre a quanto riportato andrebbe letto tanta della sa opera a cominciare dal "De Profundis" dal qual si deduce molto della sua complessità (che è la stessa di ogni essere umano)

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Ho spessissimo portato gli esempi di Wilde, Pasolini e Zeffirelli come esempi di omosessuali che mai avrebbero partecipato ai pride.

In particolare Wilde e Zeffirelli, grandi esteti e lontani dalle volgarità che caratterizzano ultimamente certe parate.

In questi giorni è in uscita il libro di Paolo Gulisano (Cattolico esperto di autori inglesi, Tolkien e Chesterton in primis)"Il ritratto di Oscar Wilde", Ed. Ancora, per meglio comprendere il rapporto tra lo scrittore e la Cattolicità.

gianni ha detto...

Esprimo piena solidarietà a coloro a cui viene negata la libertà di pensiero e a chi subisce intimidazioni o insulti per la propria posizione etica. Concordo sul fatto che la parola "gay" abbia una connotazione politica e non sia obiettiva; tuttavia anche i termini che voi privilegiate(pederasti, invertiti)sono di provenienza dialettale e nascondono un recondito disprezzo. Se si vuole esprimersi in un linguaggio serio e pacato non sarebbe meglio usare l'espressione "omosessuale"? (anche il dott.Nicolosi utilizza esclusivamente questo termine).

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

No, si sbaglia. Frocio e Checca sono dialettali. Pederasta ed Invertito è Italiano. Come Omosessuale. Come Uraniano. Dunque lecito l' uso. Non voglio più dilungarmi. Io, ambliopico, non mi offendo se mi chiamano "orbo".

Dunque, padrone io di usare termini come bidello,mongoloide,negro,spazzino, zoppo, cieco ed altri per definire quello che la Lingua Italiana ha sempre definito. Senza voler offendere.

Frocio, Checca e Finocchio possono essere offensivi.E non uso questi termini. Ma è razzismo al contrario il fatto che i pederasti tra di loro li usino e gridino allo scandalo se qualche eterosessuale vorrebbe usarli...