mercoledì 16 settembre 2009

Ritorniamo su "outing" e dintorni...

Dopo l' articolo di ieri di Camillo Langone, voglio ritornare sull' uso del linguaggio, dato che certe teste dure continuano a vedere il mondo a senso unico.

Oltre ad imbattermi nelle anime pie omofile che s' incàspitano se uso parole italianissime come pederasta ed invertito, ecco che recentemente sono stato accusato di sbagliare ad usare il termine "outing" e bla bla. Volendomi imporre l' uso anglosassone, che privileggerebbe "coming out". Invano ho cercato di spiegare agli allegri invertiti di turno ed agli omofili libertari che dell' uso anglosassone me ne faccio un baffo. Un baffo a doppio tortiglione, essendo in Italia; dove il termine outing, nella vulgata ha assunto il significato che ho più volte cercato di spiegare, cioè che un tizio decide di dichiarare la propria pederastìa al mondo (contento lui !!!). A ulteriore riconferma, ieri a Mia Moglie, abbonata, è arrivato l' ultimo numero di ANNA, dove il ballerino Roberto Bolle, ancora una volta ritorna sul suo "presunto" outing, non smentendo nè confermando di averlo fatto, dichiarando l' importanza della sfera privata. Ora, francamente, concordando con l' etoile su questo, non me ne frega un piffero che lo sia o meno,sodomita. A me importa che sia la/il giornalista (forse la Direttrice stessa, Maria Latella, ma è senza firma)che l' intervistato usino "outing" e non "coming out".

Capito,teste fini ?

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