Nell' ultimo post, per l' ennesima volta, sono stato accusato di odiare gli omosessuali, peggio di un talebano, e di essere così vile di non volerlo ammettere.
Niente di più falso; nulla contro gli omosessuali. Ma è noto che invece ho moltissimo contro i militanti gay, in particolare contro quelli che insultano la Mia Religione. Come non avercela, infatti, con gente che compie certe azioni come al recente orgogliopederasta di Genova ? Prendo a prestito l' articolo di qualche giorno fa di un componente del Castello, Il Neoaristocratico:
"Sabato scorso si è svolto a Genova il Gay Pride fortemente voluto dalla sindaco rossofumé Marta Vincenzi. Circa 40.000 persone hanno sfilato lungo le vie del centro in malmostoso corteo. Dietro ai balli sfrenati, ai sorrisi, ai carri stracolmi di omosessuali baffuti seminudi, di lesbiche mascoline slinguanti, di drag queen e travestiti multicolori con le chiappe al vento, faceva capolino una violenta iconoclastia dell'altrui pensiero, materializzantesi nelle immagini di papa Ratzinger nudo rattrapito, nella pantomima di Gesù e della Madonna gay o all'inferno. Gli slogan erano ancora più debordanti e diretti contro il Vaticano e gli eterosessuali o inneggianti al dominio della società da parte dei gay. Lungo lo snodarsi dei gruppi che percorrevano Genova alcune coppie di trans o di semplici omosessuali mimavano la sodomia di fronte a bambini di 3 o 4 anni, di proposito coinvolti dai genitori rossi nella manifestazione. A parte qualche liberal radicale, i manifestanti appartenevano tutti alla sinistra: CGIL, Verdi, Rifondazione, Arci, Centri sociali e associazioni omo varie. Quel personaggio da fumetti con i capelli verdognoli e a fusilli che è la sindacosa-nonsisacosa Marta Vincenzi, ululava dal palco, come un condottiero e con piglio velenoso, che finalmente Genova era nel giusto, che sarà sempre di più la città dei diritti, sognando forse una nuova San Francisco o il luglio del 1969, mese della rivolta omosessuale a New York. Vorremmo ricordare alla fusillanime e a tutti i gay che hanno sfilato solo alcune piccole cosine insignificanti: A) La maggioranza dei genovesi è cattolica e si è sentita profondamete ferita dagli insulti dei manifestanti (Pochissimi giorni prima, tra l'altro, si era tenuta la dignitosa e partecipatissima processione dei Cristi a San Giovanni, patrono della città). B) L'universo gay rappresentato dal pride è quello più becero e arrogante, irrispettoso degli altri e figlio della politicizzaione ideologica di sinistra dal quale molti omosessuali si dissociano. C) Mostrare ai bambini in tenerissima età che la lascivia sessuale è normale significa arrecare un danno irreparabile alla società del domani. D) La libertà finisce laddove giunge la prepotenza del prossimo; dunque chi ha visto il Pride e non condivideva, da oggi è un uomo meno libero: grazie Marta. Dopo quelllo che ho visto La Vincenzi non è più il mio sindaco e attuerò la disobbedienza civile contro questa ridicola post-comunista ballanzona che ha deciso di modellare l'esistenza dei genovesi in funzione della sua spocchia ideologica. Lei, quella donna che ha insignito Vasco Rossi della cittadinanza onoraria e pochi giorni dopo si è pubblicamente dissociata dalla visita del papa in città. Io non sono cattolico, tantomeno omofobo, ma il sindaco di una grande città dovrebbe orchestrare la propria comunità e lasciarla crescere liberamente, invece di imporle un triste, arrogante progetto personale. Mi ribello a questa piccola inetta dittatrice con tutte le mie forze."
Nell' articolo, come si vede, tutte cose che ho sempre affermato qui dentro, compreso il fatto che tali cortei hanno la nutritissima presenza dei centri asociali (servizio d' ordine ? katanga ? autodifesa ? ronde o brigate Lamda ?).
Poichè sono così vile, mi piacerebbe un giorno incontrare per strada uno di questi militanti con immagini insultanti il Santo Padre, Gesù o Maria Vergine. Da solo, io e lui: io non porgo l'altra guancia. Come qualche comunista di mia conoscenza ha provato in passato.
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