venerdì 10 dicembre 2010

Orgoglio eterosessuale dall' America.


Veniamo spesso attaccati dagli omofili e dagli omosessuali con la solita tiritera:"poveri omosessuali, svillaneggiati, offesi e martizzati; sempre e comunque ghettizzati e discriminati". Balle, colossali balle, lo sanno tutti. Ed a dimostrazione di quanto in realtà valga il contrario, arriva dagli USA l' outing eterosessuale della più famosa anchor-woman del paese, Oprah Winfrey che, tra le lacrime, ha voluto gridare a tutto il mondo di NON essere lesbica.


Coraggiosa, perchè adesso molte porte le si chiuderanno in faccia...


Nel link, l' articolo di Cristiano Gatti:


http://www.ilgiornale.it/interni/se_provocazione_nellera_gay_e_dichiararsi_etero/10-12-2010/articolo-id=492560-page=0-comments=1




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giovedì 9 dicembre 2010

Letargo invernale

Non so se avete notato, ma con l'arrivo dei primi freddi, sono miracolosamente cessate le denunce di “aggressione” agli omosessuali che, con ridondanti comunicati, trovavano tanto spazio sulla stampa nei mesi estivi. Il freddo ha domato la presunta “omofobia” tanto denunciata, ma mai definita, riconosciuta o individuata con precisione oggettiva ma solo per deduzioni soggettive, a senso unico e di parte ? O sotto Natale anche i presunti “omofobi” diventano più buoni ? E se invece sempre i primi freddi avessero indotto gli omosessuali ad ostentare meno, con abiti e comportamenti, la loro tendenza, tanto da ridurre praticamente a zero quelle che sono vere e proprie provocazioni verso chi prova disgusto dalle loro manifestazioni ? Io punterei su questa ultima versione, a conferma di quel che andiamo da tempo sostenendo. Nessun limite alla libertà individuale purchè non porti a condizionare le persone con attività di propaganda e purchè non comporti costi per il pubblico (cioè per tutti noi) con, ad esempio, il riconoscimento di una improbabile “reversibilità” per il convivente dello stesso sesso (nulla quaestio, invece, se uno volesse sottoscrivere a favore del proprio convivente del medesimo sesso una polizza assicurativa privata, totalmente a sue spese, però !). Ma, soprattutto, purchè ognuno manifesti le sue pulsioni in privato, senza manifestazioni o atteggiamenti pubblici che stimolano reazioni a catena a cominciare da qualche legittima battuta a voce alta.

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venerdì 26 novembre 2010

Contestano la Gelmini, e passano il tempo a parlar di lesbiche libanesi...

E' interessante sapere che in questi giorni di aperte e spesso violente contestazioni studentesche in tutta Italia contro la Riforma Gelmini, nelle Università pubbliche, in questo caso a Milano, i ragazzi/e abbiano la possibilità di partecipare ad interessantissimi dibattiti sulla condizione delle lesbiche libanesi, come quello svoltosi il 23 novembre scorso: Martedì 23 novembre 2010, ore 10.30 Edificio U6, aula 11 - Piazza dell'Ateneo Nuovo 1, Milano L'altra sponda del Mediterraneo: presentazione e dibattito su uno dei primi libri a tematica lesbica pubblicato in Libano Com’è la vita delle lesbiche, delle bisessuali e delle persone transgender sull’altra sponda del Mediterraneo? Quali sfide si trovano ad affrontare in tema di identità, relazione con sé stesse e con la famiglia? Quali diritti vengono riconosciuti e quali negati? Beirut è così “altra” rispetto a Milano? Il KOB, in collaborazione con Arcilesbica Zami, presenterà il volume Bareed Mista3jil – True Stories, raccolta di storie di coming out ed esperienze di vita LGBT in Libano. Saranno presenti due rappresentanti di Meem, associazione di lesbiche libanesi. L'incontro sarà tenuto in italiano e in inglese (con traduzione consecutiva). Programma: 10.30 Saluto di apertura da parte del Kollettivo Omosessuale Bicocca 10.45 Luisa Bordiga (ArciLesbica Zami) – Alla scoperta dell’altra sponda del Mediterraneo 11.15 Proiezione di video sulla realtà LGBT in Libano 11.30 Presentazione del Gruppo Meem e del volume Bareed Mista3jil – True Stories 12.00 Lettura di alcuni brani del libro Bareed Mista3jil e dibattito con l'autrice. Insomma, un incontro assolutamente da non perdere...prossimamente, probabilmente, i vari collettivi studenteschi disquisiranno delle problematiche dei manovratori dei tram in Belucistàn e della condizione sociale degli allevatori di grillotalpa in Namibia...


C'è da sperare che a finanziare certi dibattiti non siano state sovvenzioni pubbliche...






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martedì 9 novembre 2010

Prima del bavaglio

Capezzone, ex segretario radicale passato nel 2008 con Berlusconi, evidentemente non ci sta a prendersi altri ceffoni e rispolvera le sue idee radicali, incompatibili con il sentimento del Popolo di Centro Destra.
Eccolo quindi sbraitare, dopo l'espressione del Premier per il quale è “meglio guardare le ragazze che essere gay”, per ottenere una legge liberticida che “punisca” l'omofobia.
Così, con la brillante alzata di ingegno dell'ex pupillo di Pannella, i voti che Berlusconi ha guadagnato con la sua esternazione se ne tornano verso la Lega e Forza Nuova.
Non credo che la legge che vorrebbe punire l'omofobia (e chi decide, poi, che si tratta di omofobia ? E chi l'ha detto, comunque, che essere contrari all'omosessualità sia negativo ? ) come quella che vorrebbe impedire di pensare ed esprimere idee, sulle vicende che hanno coinvolto gli ebrei durante la seconda guerra mondiale, difformi dalla vulgata vidimata dalle fonti ufficiali, si limiti a perseguitare chi agisse violentemente e non solo chi pensasse o parlasse.
Se così fosse, se fosse solo una punizione per chi facesse mulinare i pugni, allora non ci sarebbe bisogno di alcuna legge ad hoc, ma sarebbe sufficiente applicare le norme contro la violenza privata che già esistono nel nostro codice penale.
No, la volontà è quella di conculcare (anche se parlando di omosessualità sarebbe più appropriato un altro termine similare e assonante) la libertà individuale e il sacrosanto diritto di pensarla e raccontarla come si vuole purchè non si passi alla violenza fisica.
Così, visto che la legge ancora non c'è e una norma penale non può avere valore retroattivo, mi avvalgo della mia facoltà, peraltro inalienabile, di esprimere le mie idee.
Il motivo posto a base di una simile aberrazione liberticida è la presunta discriminazione che i presunti “omofobi” opererebbero verso gli omosessuali.
Ma a voi sembra che gli omosessuali siano discriminati ?
E dove ?
In televisione ?
Al cinema ?
Nell'ambito culturale ?
Nel lavoro ?
In politica ?

Solo con grande fantasia si può pensare che gli omosessuali subiscano discriminazioni in Italia.
Piuttosto non penseranno mica che si debba essere obbligati a votare un omosessuale o annoverarne uno o più tra i propri amici o invitarlo a casa propria o andarci a cena magari con obbligo di “timbrare il cartellino” almeno una volta al mese !
Se ad uno ripugna l'omosessualità deve essere liberissimo di rifiutarsi di farsi carico della presenza di chi la pratica.
E questo vale per la vita privata come per quella pubblica, nel senso che sarebbe opportuno che i “tanti” omo presenti in parlamento si dichiarassero, così vediamo se poi il Popolo, nella sua infinita saggezza, li voterebbe ancora.
Non esiste quindi alcuna discriminazione e, al contrario, vi è un eccesso nell'assecondarne i capricci, visto che si parla di una legge per mettere il bavaglio ai cosiddetti “omofobi” come di legiferare sulle loro pretese.
Non esiste discriminazione, ma si assecondano troppo e come sempre più si asseconda qualcuno, più questo alza le sue pretese.
Siamo arrivati al punto che si pensa di porre delle tasse aggiuntive per gli obesi, si impone di non fumare persino all'aperto, ma nulla si fa contro l'omosessualità, anzi si asseconda chi la pratica.
Allora si capisce perchè vogliono imporre il bavaglio: perchè queste banali verità siano taciute e non si possa far riflettere e porgere messaggi in contrasto con quelli dei talebani del politicamente corretto.
Fanno tanto le vittime ma si allenano a fare gli aguzzini.
Non so se passerà quella legge.
Qualora ciò accadesse saremo tutti meno liberi, ma le nostre idee non potranno essere cancellate perchè appartengono al patrimonio civile dell'Umanità.

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mercoledì 3 novembre 2010

(non) "Speriamo che sia gay.".

Mario Monicelli è sempre stato una vecchia volpe, ed a seconda dei tempi fiutava dove tirava il vento, ed a volte gli usciva un film segno dei tempi. Così, nel 1986, sugli ultimi fuochi del femminsmo, per far cassetta, girò un film furbetto, dal titolo altrettanto furbetto: "Speriamo che sia femmina". Fece centro, nel senso che vinse nastri d'argento e david di donatello; sappiamo come certi festival siano sempre sotto la cappa dei critici progressisti. Infatti il film faceva fare la figura da imbecilli ai pochi protagonisti uomini, celebrando la superiorità (ariana ?) della Razza Donna.

Esaurita la vena femminista, nuovi orizzonti si aprono per futuri furbetti. Sono maturi i tempi per girare "Speriamo che sia gay", al giorno d' oggi farebbe incetta di premi e premietti. E sarebbe campione d' incassi.

Eppoi ci si lamenta se il Premier esterni pubblicamente la sua preferenza verso le donne piuttosto che per i sodomiti. Alzi la mano infatti il genitore che vorrebbe un figlio pederasta !

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domenica 29 agosto 2010

Una chiesa per gli omosessuali

La chiesa valdese ha deciso di riconoscere gli accoppiamenti omosessuali.
Bene, così forse quei preti omosessuali condannati dal Vaticano e quelli che cercano di tenere i piedi in due staffe sanno dove andare.
Facendo chiarezza.

Il ministro Carfagna era diventata una icona degli omosessuali quando si prestò a riceverli al Quirinale chiedendo persino scusa per le quelli che lei aveva definito i suoi pregiudizi.
E’ bastato un intervento al meeting di comunione e liberazione, con la dichiarazione che non c’è alcun progetto per legiferare sulle pretese omosessuali, per riportarla nel girone degli “omofobi”.

Le vacanze sono finite e riaprono gli uffici, anche quelli propaganda.
Trafiletto sul giornale: aggressione a due omosessuali a Padova.
Gli aggressori sono rimasti sconosciuti.

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mercoledì 25 agosto 2010

Il fossato del Piave

Continuando idealmente a segnalare il risveglio della coscienza sociale e civile di cittadini e amministratori, non possiamo rinunciare a riprendere la notizia per cui il comune di Spreasiano (TV) ha deciso di scavare un fossato che impedisca l’accesso ai litorali del Sacro Fiume di auto e motorini con a bordo prevalentemente prostitute, omosessuali e nudisti.
Mi sembra che l’iniziativa sia meritoria perchè nulla vieta a costoro di espletare i loro bisogni, ma nei luoghi a ciò deputati (esistono le spiagge per nudisti, magari non sul Piave, ma chi è alla ricerca di comportamenti snob ed elitari deve anche scontare l’obbligo di rispettare la grande maggioranza di chi non la pensa come lui) oppure nel privato delle proprie abitazioni, per la medesima ragione di cui alla seconda parte dell’inciso dedicato ai nudisti.
Il fatto che queste iniziative partano dai comuni più piccoli è, tra l’altro, la prova provata della bontà di una concezione federalista e “presidenzialista” dello stato, perchè più gli amministratori sono vicini agli amministrati e più questi possono direttamente eleggere quelli, tanto più chi ricopre incarichi pubblici agisce nel solco e nel rispetto dei sentimenti e della volontà della maggioranza del Popolo che è e resta Sovrano, tanto a livello nazionale quanto a livello locale.

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mercoledì 18 agosto 2010

Colpo su colpo

Nello stato americano della California era stata approvata una legge che avrebbe permesso il “matrimonio” (sic!) tra persone dello stesso sesso.
Un referendum popolare, che dovrebbe rappresentare la massima espressione di sovranità, abrogò tale legge.
Un singolo magistrato (di cui sarebbe interessante conoscere le reali tendenze sessuali) ha deciso che il referendum fosse incostituzionale e, quindi, sovvertendo completamente la volontà popolare, ha cercato di ripristinare l’efficacia della legge.
Le organizzazioni omosessuali pensavano di aver vinto e di poter dar corso, almeno in una fase iniziale, a qualche provocatoria iniziativa nel più popoloso stato dell’Unione.
Ma hanno fatto i conti senza un crescente sentimento di insofferenza verso di loro e le loro pretese e se una volta si sarebbe liquidata la questione con una scrollata di spalle, l’insistenza con la quale hanno pervicacemente voluto porre al centro dell’interesse pubblico i loro insignificanti capricci, comunque costosi per i cittadini, ha provocato la nascita spontanea di un contrasto organizzato che ha ottenuto una sospensiva in attesa della pronuncia della Corte Federale di California, prevista per dicembre.
Ma presumibilmente non finirà lì.
Si prevede già che la parte soccombente ricorrerà alla Corte Suprema, al momento con una composizione di quattro Conservatori e quattro Liberalradicali e un ago della bilancia, prevalentemente orientato nei voti a favore dei Conservatori.

In Germania, invece, la corte costituzionale ha sancito la parità delle imposte di successione da applicare agli eredi e ai conviventi delle cosiddette “unioni civili”.
In tale modo il convivente omosessuale registrato in tali singolari elenchi, avrà il beneficio di ereditare il patrimonio del convivente deceduto senza alcuna sovrattassa, penalizzando i veri Eredi e anche il fisco statale, con oggettivo costo per l’intera comunità.


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giovedì 5 agosto 2010

La linea del Piave

Dove eravamo rimasti ?
Dopo tre settimane di vacanze credo opportuno evidenziare, a futura memoria, un paio di eventi di cui si è letto sulla stampa nazionale per evitare che si perdano nel tempo.
Il Vaticano, stimolato da una inchiesta del settimanale Panorama, ha confermato la sua condanna dell'omosessualità, invitando esplicitamente i preti che la praticano a dismettere l'abito talare.
Mi sembra un atteggiamento coerente e positivo.
Una libera associazione, come noi agnostici dobbiamo considerare la Chiesa (diverso, ovviamente, l'approccio degli amici Cattolici Praticanti) deve avere la possibilità di scegliere i propri “dirigenti” chiedendo loro comportamenti e costumi conformi ai principi della associazione.
Non si può restare in Paradiso a dispetto dei Santi, dice un proverbio popolare e la permanenza di preti omosessuali nella Chiesa o in qualsivoglia altra associazione che richieda comportamenti coerenti, non può essere tollerata.
Mi auguro che il Vaticano sia conseguente nella pratica alla sua corretta impostazione teorica e mi auguro altresì che anche per gli incarichi pagati con i soldi pubblici si imponga il buon costume di dichiararsi per dare modo ai cittadini di scegliere con cognizione di causa.
L'altra vicenda che ha avuto l'onore delle cronache è andata su alcuni giornali sotto il titolo “La linea del Piave”.
Si tratta della decisione del sindaco di un paese nella Marca Trevigiana di raccogliere il bipartisan “grido di disgusto proveniente da vari cittadini, stanchi di vedere la presenza in una spiaggetta sugli argini del Nobile Fiume caro alla Patria, di individui dello stesso sesso che si strofinano l'un l'altro.
Il sindaco non è un leghista, ma uno del pci/pds/ds/pd e mi riconcilia, in parte, con gli storici nemici comunisti.
In proposito avrei una vecchia barzelletta che gira a Bologna … ma la conservo per tempi in cui latitassero notizie da commentare.
Chissà che la giusta reazione agli eccessi di questi ultimi anni non cominci a soffiare sempre più forte, anche se, ad altre latitudini, leggiamo di un magistrato locale (che sicuramente sarà sbugiardato dalla Corte Suprema) ha avuto l'ardire di considerare nullo il divieto alle unioni (?) omosessuali sancito dal Popolo della California con un referendum.
Al solito c'è qualcuno che si ritiene superiore al prossimo e, non sapendo cosa significhi democrazia, pretende di imporre la sua personale visione.
Un simile comportamento oltre ad irritare la maggioranza che aveva democraticamente votato in un modo, non farà che rendere più forte la reazione che, a quel punto, sarà, se possibile, ancor più legittima.


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martedì 6 luglio 2010

Eppoi dicono d'essere discriminati...

Google aumenta gli stipendi dei dipendenti gay e lesbiche, perche' non possono godere degli stessi sgravi fiscali dei colleghi etero sposati.L'azienda ha deciso l'aumento medio di 1.000 euro mensili ma solo per il personale Usa dopo le lamentele di alcuni suoi dipendenti omosessuali: secondo la legge Usa, quando un'azienda offre come bonus l'assicurazione sanitaria anche ai partner dei propri dipendenti, questa e' esente da tasse solo per le coppie sposate regolarmente ma non per gay e lesbiche. Questa è la notizia che è circolata qualche giorno senza peraltro incontrare reazioni o commenti particolari. E questo silenzio mi sembra ancora più meritevole di essere segnalato. Pensate alla fatica che si fa per aiutare economicamente le famiglie con figli (che costano) o con anziani a carico (che costano) o con persone handicappate da seguire (che costano). Invece ai gay (che non costano) si va addirittura incontro con un aumento di stipendio importante.

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mercoledì 30 giugno 2010

C'è ancora un Giudice a Berlino

A sorpresa (piacevole e positiva, questa volta ) la corte di giustizia europea ha respinto il ricorso di due omosessuali austriaci che reclamavano per una presunta violazione dei loro “diritti” perché l’Austria non riconosceva la loro “unione”.
Questo significa che la mancanza di una legge che sancisca l’estensione del matrimonio alle presunte “coppie” omosessuali non è una violazione di alcun diritto di chicchessia.
Se tale mancanza non è violazione di un diritto se ne deduce inevitabilmente che la pretesa di una legge che metta il timbro sulle pulsioni omosessuali non è, tout court, un “diritto” come viene propagandato dalle lobbies omosessuali.
Se non c’è diritto non vi è neppure discriminazione per chi si oppone a simili pretese.
C’è ancora un Giudice a Berlino.
C’è ancora speranza per il futuro della nostra Civiltà.

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giovedì 24 giugno 2010

Bugie dalle gambe corte

Uno degli “argomenti”, se così si possono definire, che le associazioni omosessuali utilizzano a sostegno delle loro pretese è: non costa niente al prossimo.
Sappiamo che non è vero.
Riconoscere un’assistenza sanitaria o una reversibilità costa, eccome !
Ma ci giunge oggi la notizia che la provincia di Roma, l’ultima ridotta di sinistra del Lazio, avrebbe intenzione di aprire una “casa” per accogliere omosessuali fuggiti/cacciati da casa.
Vediamo in questi giorni le piazzate degli enti locali contro i tagli ai trasferimenti a loro favore, ma se la provincia di Roma si permette di avviare simili iniziative prive di qualsiasi rilevanza sociale, allora vuol dire che c’è ancora spazio per ulteriori tagli.
Ma quello che qui interessa non sono i tagli ai bilanci degli enti locali e neppure il tentativo di espropriare le famiglie del loro ruolo educativo che si manifesta, da sempre, con legittimi provvedimenti, anche coercitivi, verso i loro membri indisciplinati; qui interessa evidenziare come un ente pubblico, usi soldi pubblici per favorire presunte esigenze private e di una esigua minoranza.
La gestione di una casa di accoglienza costa, eccome (personale, concorsi, burocrazia, utenze, manutenzione ....) e non vedo perchè il capriccio di pochi debba essere pagato dalle tasse di tutti.

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mercoledì 16 giugno 2010

Tempo e soldi (di tutti) buttati al vento




da Il Resto del Carlino, pagina 21, del 16 giugno 2010



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venerdì 28 maggio 2010

A volte ritornano...

Dopo un certo periodo, con una specie di "dipendenza", i trollettini riappaiono con i loro simpatici commenti. Ed ecco il presunto Carlo Asili che si ripresenta con tre commenti, tutte chicche:

1) NEL POST SUL CARDINAL BERTONE...

Carlo Asili ha detto...
NO, il commento superfluo è sulla idiozia e la vergognosa bassezza morale nell'accostamento tra il lavorare con omosessuali e la pedofilia.

27 maggio 2010 13.54

2)IN QUELLO SU PANNELLA...

Carlo Asili ha detto...
"Eppoi si lamentano se chiediamo che il Matrimonio sia considerato una cosa seria...":

infatti da che mondo è mondo sono i buoni cattolici eterosessuali sposati a fare scuola di corna.

27 maggio 2010 13.51

3)ED INFINE IN QUELLO "NOTIZIE DA RECUPERARE"...

Carlo Asili ha detto...
"Una Nazione sana, un Popolo forte esprimerebbe una corte che non avrebbe bisogno di un solo minuto per respingere le pretese degli omosessuali.":

certo, come nella Germania di Hitler.

27 maggio 2010 13.49

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In effetti mi aspettavo che i simpatici pederasti ed omofili che in passato hanno frequentato questo blog, in particolare quelli che noiosamente postavano a sproposito sui tollerantissimi gruppi cattoprogressisti confusi ed in opposizione alla Santa Chiesa ed aperti alle cause dei sodomiti, rispondessero su Don Pezzini, vedendo complotti vari. Oppure,manifestando il loro disappunto per il grave episodio di intolleranza contro il Prof. Nicolosi, da bravi libertari. Ecco invece riapparire dalle nebbie del passato un vecchio estimatore. Al quale avrei risposto (se Massimo vorrà farlo per il punto 3, che lo riguarda...,ma non credo,conoscendolo...), se non avessi trovato una vecchia sua chicca del 2007...

DAL POST SU DON BENZI,DECEDUTO NEL NOVEMBRE 2007:


"Anonimo ha detto...
Uno come Don Benzi che, con tutti i suoi pregi, tuttavia diceva quelle cose per niente cristiane e per niente scientifiche sugli omosessuali non mancherà certo ne a me nè all'umanità, amen

Carlo Asili

25 novembre 2007 06.55"

eppoi:

"Io che infatti non sono nessuno, ma non faccio il prete, almeno mi sforzo di essere coerente col messaggio cristiano di amore verso tutti, senza dire bestialità vergognose e non certo cristiane tipo: "Gli omosessuali acquisiti sono gli effeminati di cui parla la Scrittura e ai quali non è dato di entrare nel regno dei cieli". Dopo morto mi basta mancare a chi mi vuol bene, sapendo di aver cristianamente difeso anche solo a parole esseri umani evidentemente migliori di voi, come gli omosessuali che discriminate su questo blog voltando le spalle a Gesù e al Vangelo

Carlo Asili

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Certo che dopo queste chicche, aggiunte al fatto che il simpaticone mi diede dell' imbecille, anche qui, ogni commento è superfluo...

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mercoledì 26 maggio 2010

Cosa aveva detto Bertone ?



Superfluo ogni commento.





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martedì 11 maggio 2010

Pannella rivela: "Ho amato tre o quattro uomini"...

Innumerevoli sono state in passato le mie polemiche con alcuni pederasti ed omofili sulla presunta scarsezza di fedeltà tra le coppie di sodomiti e lesbiche. In un intervista a Marco Pannella di Clemente Mimum che uscirà domani su "Chi", il leader radicale racconta i suoi ottant' anni di vita: "Sono legato da 40 anni a Mirella Paracchini, ma ho avuto tre, quattro uomini che ho amato molto. Non c’è mai stata alcuna gelosia con lei. Potevamo avere, e avevamo, anche altre storie".

Eppoi si lamentano se chiediamo che il Matrimonio sia considerato una cosa seria...

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mercoledì 14 aprile 2010

Inammissibili e infondate: alleluja, brava gente !

Dopo le chiare parole del Cardinal Bertone che hanno provocato la fibrillazione di tutti gli ambienti “politicamenti corretti”, ecco che persino la corte costituzionale rigetta, senza appello, le pretese degli omosessuali, dichiarando inammissibili e infondate le eccezioni sollevate da un paio tra tribunali e corti.
Anche se questo “uno-due” non sarà quello del k.o. per le pretese delle lobbies omofile, restano comunque due giornate positive per chi auspica di spostare i temi di discussione su argomenti seri e non frivoli.
Le motivazioni della corte costituzionale le conosceremo tra qualche tempo (e le commenteremo puntualmente), i primi “lanci” di stampa, però, lasciano pochi dubbi, visti i termini utilizzati: inammissibili e infondate le eccezioni di costituzionalità.
Resta lo sconcerto per aver visto sprecare del tempo su un tema abbondantemente privo di pregio e rilevanza.

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martedì 13 aprile 2010

A volte i cardinali non porgono l'altra guancia

Dopo una serie di attacchi alla Chiesa e al Papa, arriva anche la reazione del Cardinal Bertone:
"Numerosi psichiatri e psicologi hanno dimostrato che non esiste relazione tra celibato e pedofilia, ma molti altri - e mi è stato confermato anche recentemente - hanno dimostrato che esiste un legame tra omosessualità e pedofilia. Questa è la verità e là sta il problema", ha dichiarato il Segretario di Stato Vaticano rispondendo a un’intervista a una radio cilena.
Siamo alla vigilia della presentazione delle dichiarazioni dei redditi.
Il Cardinal Bertone ha conquistato il mio 8 per mille a favore della sua Chiesa.

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sabato 27 marzo 2010

Notizie da recuperare

Ho letto un commento che lamentava la mancanza di aggiornamento di questo blog.
E' vero.
Ma questo è un blog che “va avanti da solo”, negli accessi e persino con quello strumento messo a disposizione da blogspot che è “l'iscrizione” come lettore fisso.
Ci sono oltre 150 post da quel 9 giugno 2007 (quasi tre anni) in cui aprimmo questo spazio di libertà.
In quei post ci sono commenti su fatti di cronaca, ma anche riflessioni che possono offrire utili spunti anche oggi.
Ne scriveremo altri, compatibilmente con i nostri impegni professionali, giacchè, a differenza di chi bighellona nei centri sociali o nelle associazioni lobbistiche, noi una professione l'abbiamo e, potrà sorprendere, certi progetti ci coinvolgono non solo nel tempo, ma anche per il piacere di realizzarli.
Quel che possiamo però fare, con una relativa costanza, è riprendere notizie sul tema del blog e chiosarle sinteticamente o, a volte, lasciarle senza commento, tanto sono chiare.

1) Il Generale
Un generale americano, durante una audizione al Congresso, avrebbe imputato alla presenza di omosessuali dichiarati nell'esercito olandese la responsabilità del mancato intervento che avrebbe evitato il massacro di Srebrenica.
Naturalmente ha subito le offese delle lobbies omosessuali e degli olandesi.
Naturalmente se il generale avesse affermato il contrario sarebbe stato elogiato e portato ad esempio di apertura mentale e “politicamente corretto”.
Limitiamoci a registrare la sua opinione, augurandoci che non si debba arrivare alla controprova.

2) Saggezza da genitore
Il Consiglio di un Istituto di non mi ricordo più quale località, ha bocciato il tentativo di indire una assemblea scolastica nella quale rappresentanti di una associazione omosessuale avrebbero dovuto spiegare ai ragazzi le loro pulsioni.
I genitori si sono opposti a tale propaganda, mettendo all'angolo i rappresentanti degli studenti e degli insegnanti .
Sono convinto che tra quei genitori ci siano anche quelli che votano “aperto” e “politicamente corretto” … quando si tratta di far ricadere le conseguenze sugli altri.
Ma quando il danno potenziale arriva in casa, allora tornano ad essere i genitori che tutti abbiamo conosciuto: protettivi e saggi.

3) Corte costituzionale
La corte costituzionale è stata chiamata a decidere se gli articoli del codice civile che consentono il matrimonio solo tra persone di sesso differente siano costituzionali.
La decisione è stata rinviata a dopo le elezioni regionali.
Una Nazione sana, un Popolo forte esprimerebbe una corte che non avrebbe bisogno di un solo minuto per respingere le pretese degli omosessuali.
Se a due persone dello stesso sesso viene il capriccio di giocare a “marito e moglie” lo facciano nel privato, senza pretendere un riconoscimento giuridico, un timbro statale e, magari, anche contributi a carico di tutti quali la “reversibilità” delle eventuali rispettive pensioni.

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domenica 14 marzo 2010

Arridatece Tonino Carino !

Non mi sono mai piaciuti anticipi, posticipi ed orari strampalati voluti ultimamente per esigenze televisive. Per me le partite dovrebbero iniziare tutte insieme, alle 14,30 d' inverno, ed un po' più tardi man mano che arriva la bella stagione. Mantenendo così il ritmo della festa domenicale di una volta: sveglia tardi, S. Messa con Papà, passaggio obbligato in pasticceria per le paste e rientro a casa. Poi, Tutto il calcio minuto per minuto alla radio, da seguire a casa oppure allo stadio, quando c' erano solo i popolari a £. 2.200, i distinti a 3.500, le tribune a 10.000 ed il cambio del dollaro fermo a 625 lire. Ed infine la rassegna dei goals con molti punti fermi tra i mezzobusti della RAI; uno di essi, sicuramente, era Tonino Carino, mitico telecronista da Ashcoli (pronunciato così, naturalmente...), morto pochi giorni fa. Insieme a Bubba da Genova, Gard da Verona e Necco da Napoli ed Avellino era la rappresentazione del giornalismo di provincia parziale, ruspante ma non fazioso, assai lontano dalle troppe trasmissioni urlate, sportive e non, del giorno d' oggi. Nonostante la sua idiosincrasia per i nomi dei calciatori stranieri, era uno dei volti più noti di allora. Oggi, purtroppo, la Domenica non è più così, ed a volte, quando non gioca la propria squadra, i pomeriggi sono lenti e noiosi.

Capita così che uno, sul divano, si metta a fare zapping come ho fatto oggi io, preso dalla pigrizia dal non voler puntare sui vari canali satellitari oltre il 400 (Discovery, History e similari) che normalmente guardo la sera per evitare gli scadenti programmi sempre più presenti sui 7 canali nazionali. Quanto mai !

Come si fa, dunque, a non rimpiangere Toninocarinodaashcoli quando RAI1 mi propina un Cristiano Malgioglio in bella vista, RAI2 mi impone un Aldo Busi sempre più destinato ad un meritatissimo inferno (in cui non crede...) per quei discorsi di alcuni anni fa sulla prostituzione minorile maschile e Canale5 incentra il primo pomeriggio della suffraggetta omofila Barbara D' Urso che ci offre (per la visione da parte dei bambini troppo spesso lasciati con il telecomando in mano, in fascia domenicale protettissima), un digestivo a base di Maicol, Cecchi Paone ed una tenera coppietta di omosessuali con il loro filmato, con tanto di bacetti, sulla loro cerimonia di coppia celebrata in nave fuori dalle acque territoriali di Savona pochi giorni fa, sulla validità della quale spero sarà presto una magistratura coraggiosa (come quella che ha deliberato sull' illeggittimità per i clandestini ad essere legalizzati grazie a cavilli giuridici) a pronunciarsi ?????

Arridatece Tonino Carino !



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lunedì 22 febbraio 2010

Matrimonio e unioni omosessuali. Nota dottrinale di S. Em. Card. Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna.



Roma, 14 febbraio 2010. Un importante documento di S.Em. Card. Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna:



Matrimonio e unioni omosessuali
Nota dottrinale

La presente Nota si rivolge in primo luogo ai fedeli perché non siano turbati dai rumori mass-mediatici. Ma oso sperare che sia presa in considerazione anche da chi non-credente intenda fare uso, senza nessun pregiudizio, della propria ragione.

1. Il matrimonio è uno dei beni più preziosi di cui dispone l’umanità. In esso la persona umana trova una delle forme fondamentali della propria realizzazione; ed ogni ordinamento giuridico ha avuto nei suoi confronti un trattamento di favore, ritenendolo di eminente interesse pubblico.
In Occidente l’istituzione matrimoniale sta attraversando forse la sua più grave crisi. Non lo dico in ragione e a causa del numero sempre più elevato dei divorzi e separazioni; non lo dico a causa della fragilità che sembra sempre più minare dall’interno il vincolo coniugale: non lo dico a causa del numero crescente delle libere convivenze. Non lo dico cioè osservando i comportamenti.
La crisi riguarda il giudizio circa il bene del matrimonio. È davanti alla ragione che il matrimonio è entrato in crisi, nel senso che di esso non si ha più la stima adeguata alla misura della sua preziosità. Si è oscurata la visione della sua incomparabile unicità etica.
Il segno più manifesto, anche se non unico, di questa “disistima intellettuale” è il fatto che in alcuni Stati è concesso, o si intende concedere, riconoscimento legale alle unioni omosessuali equiparandole all’unione legittima fra uomo e donna, includendo anche l’abilitazione all’adozione dei figli.
A prescindere dal numero di coppie che volessero usufruire di questo riconoscimento – fosse anche una sola! – una tale equiparazione costituirebbe una grave ferita al bene comune.
La presente Nota intende aiutare a vedere questo danno. Ed anche intende illuminare quei credenti cattolici che hanno responsabilità pubbliche di ogni genere, perché non compiano scelte che pubblicamente smentirebbero la loro appartenenza alla Chiesa.

2. L’equiparazione in qualsiasi forma o grado della unione omosessuale al matrimonio avrebbe obiettivamente il significato di dichiarare la neutralità dello Stato di fronte a due modi di vivere la sessualità, che non sono in realtà ugualmente rilevanti per il bene comune.
Mentre l’unione legittima fra un uomo e una donna assicura il bene – non solo biologico! – della procreazione e della sopravvivenza della specie umana, l’unione omosessuale è privata in se stessa della capacità di generare nuove vite. Le possibilità offerte oggi dalla procreatica artificiale, oltre a non essere immuni da gravi violazioni della dignità delle persone, non mutano sostanzialmente l’inadeguatezza della coppia omosessuale in ordine alla vita.
Inoltre, è dimostrato che l’assenza della bipolarità sessuale può creare seri ostacoli allo sviluppo del bambino eventualmente adottato da queste coppie. Il fatto avrebbe il profilo della violenza commessa ai danni del più piccolo e debole, inserito come sarebbe in un contesto non adatto al suo armonico sviluppo.
Queste semplici considerazioni dimostrano come lo Stato nel suo ordinamento giuridico non deve essere neutrale di fronte al matrimonio e all’unione omosessuale, poiché non può esserlo di fronte al bene comune: la società deve la sua sopravvivenza non alle unioni omosessuali, ma alla famiglia fondata sul matrimonio.

3. Un’altra considerazione sottopongo a chi desideri serenamente ragionare su questo problema.
L’equiparazione avrebbe, dapprima nell’ordinamento giuridico e poi nell’ethos del nostro popolo, una conseguenza che non esito definire devastante. Se l’unione omosessuale fosse equiparata al matrimonio, questo sarebbe degradato ad essere uno dei modi possibili di sposarsi, indicando che per lo Stato è indifferente che l’uno faccia una scelta piuttosto che l’altra.
Detto in altri termini, l’equiparazione obiettivamente significherebbe che il legame della sessualità al compito procreativo ed educativo, è un fatto che non interessa lo Stato, poiché esso non ha rilevanza per il bene comune. E con ciò crollerebbe uno dei pilastri dei nostri ordinamenti giuridici: il matrimonio come bene pubblico. Un pilastro già riconosciuto non solo dalla nostra Costituzione, ma anche dagli ordinamenti giuridici precedenti, ivi compresi quelli così fieramente anticlericali dello Stato sabaudo.

4. Vorrei prendere in considerazione ora alcune ragioni portate a supporto della suddetta equiparazione.
La prima e più comune è che compito primario dello Stato è di togliere nella società ogni discriminazione, e positivamente di estendere il più possibile la sfera dei diritti soggettivi.
Ma la discriminazione consiste nel trattare in modo diseguale coloro che si trovano nella stessa condizione, come dice limpidamente Tommaso d’Aquino riprendendo la grande tradizione etica greca e giuridica romana: «L’uguaglianza che caratterizza la giustizia distributiva consiste nel conferire a persone diverse dei beni differenti in rapporto ai meriti delle persone: di conseguenza se un individuo segue come criterio una qualità della persona per la quale ciò che le viene conferito le è dovuto non si verifica una considerazione della persona ma del titolo» [2,2, q.63, a. 1c].
Non attribuire lo statuto giuridico di matrimonio a forme di vita che non sono né possono essere matrimoniali, non è discriminazione ma semplicemente riconoscere le cose come stanno. La giustizia è la signoria della verità nei rapporti fra le persone.
Si obietta che non equiparando le due forme lo Stato impone una visione etica a preferenza di un’altra visione etica.
L’obbligo dello Stato di non equiparare non trova il suo fondamento nel giudizio eticamente negativo circa il comportamento omosessuale: lo Stato è incompetente al riguardo. Nasce dalla considerazione del fatto che in ordine al bene comune, la cui promozione è compito primario dello Stato, il matrimonio ha una rilevanza diversa dall’unione omosessuale. Le coppie matrimoniali svolgono il ruolo di garantire l’ordine delle generazioni e sono quindi di eminente interesse pubblico, e pertanto il diritto civile deve conferire loro un riconoscimento istituzionale adeguato al loro compito. Non svolgendo un tale ruolo per il bene comune, le coppie omosessuali non esigono un uguale riconoscimento.
Ovviamente – la cosa non è in questione – i conviventi omosessuali possono sempre ricorrere, come ogni cittadino, al diritto comune per tutelare diritti o interessi nati dalla loro convivenza.
Non prendo in considerazione altre difficoltà, perché non lo meritano: sono luoghi comuni, più che argomenti razionali. Per es. l’accusa di omofobia a chi sostiene l’ingiustizia dell’equiparazione; l’obsoleto richiamo in questo contesto alla laicità dello Stato; l’elevazione di qualsiasi rapporto affettivo a titolo sufficiente per ottenere riconoscimento civile.

5. Mi rivolgo ora al credente che ha responsabilità pubbliche, di qualsiasi genere.
Oltre al dovere con tutti condiviso di promuovere e difendere il bene comune, il credente ha anche il grave dovere di una piena coerenza fra ciò che crede e ciò che pensa e propone a riguardo del bene comune. È impossibile fare coabitare nella propria coscienza e la fede cattolica e il sostegno alla equiparazione fra unioni omosessuali e matrimonio: i due si contraddicono.
Ovviamente la responsabilità più grave è di chi propone l’introduzione nel nostro ordinamento giuridico della suddetta equiparazione, o vota a favore in Parlamento di una tale legge. È questo un atto pubblicamente e gravemente immorale.
Ma esiste anche la responsabilità di chi dà attuazione, nella varie forme, ad una tale legge. Se ci fosse bisogno, quod Deus avertat, al momento opportuno daremo le indicazioni necessarie.
È impossibile ritenersi cattolici se in un modo o nell’altro si riconosce il diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso.

Mi piace concludere rivolgendomi soprattutto ai giovani. Abbiate stima dell’amore coniugale; lasciate che il suo puro splendore appaia alla vostra coscienza. Siate liberi nei vostri pensieri e non lasciatevi imporre il giogo delle pseudo-verità create dalla confusione mass-mediatica. La verità e la preziosità della vostra mascolinità e femminilità non è definita e misurata dalle procedure consensuali e dalle lotte politiche.




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domenica 21 febbraio 2010

Nel futuro della scuola un docente di omosessualità ?

Chi mi conosce sa che la televisione per me è solo film e telefilm (per lo più registrati o in dvd), telegiornali e le partite del Bologna e della Nazionale.
Per quelle chiacchiere, a volte noiose, altre interessanti, sempre comunque indicative della temperatura della nostra società, preferisco la radio che mi consente di ascoltare, riflettere, soffermarmi se l’argomento è interessante, continuare a fare altro se il tema non mi stuzzica, oltre ad essere sempre una compagnia, quando si guida, come quando si legge.
Così tra le tante trasmissioni che mi è capitato di ascoltare cito, a riguardo del tema di questo blog, quella su radio uno, alle 12.30 di giovedì 18 (o mercoledì 17) febbraio.
Sono rimasto sorpreso (e disgustato, anzi: proprio schifato, ancora è lecito esternare questo sentimento !) da quanto ho ascoltato.
E’ stato affrontato il tema della omosessualità nei ragazzi, prendendo spunto da quel ridicolo manuale sul “come insegnare” ai figli degli omosessuali (espressione comunque errata, perché non possono esistere in natura figli di coppie omosessuali, mentre è sbagliato citare quei ragazzi come “figli di omosessuali” se un genitore diventa tale).
Parentesi.
Se si mettono a scrivere un “manuale” per insegnare ai “figli degli omosessuali”, mi sembra una esplicita ammissione che si considerano gli omosessuali diversi anche per l’apprendimento del leggere, scrivere, far di conto (perché a scuola solo questo importa, non altro) dei “loro” figli.
Nella trasmissione erano ospiti (neanche a dirlo) tre persone “allineate e coperte” sulla stessa linea della “normalità” della omosessualità, ammantata dalla nuova espressione “riconoscimento della propria identità sessuale”.
C’erano un tizio dell’Arcigay, una della Agedo (che ho scoperto essere Associazione Genitori di omosessuali) e una psicologa.
La trasmissione si è sviluppata (senza contraddittorio) sul solito, trito e ritrito, binario della lotta alla presunta “omofobia” e che dovrebbe essere condotta con l’applicazione della legge Mancino (sic !) e con una istruzione scolastica che insegni a non considerare “diversi” gli omosessuali.
A parte il fatto che sarei molto irritato se a scuola affrontassero temi morali in modo contrario ai miei insegnamenti (è alla Famiglia che spetta educare su questi argomenti i figli, la scuola deve servire, ripeto, per insegnare a leggere, scrivere e far di conto) la proposta del tizio dell’arcigay (oltre alla repressiva volontà di impedire, con l’uso della “Mancino” – e magari anche con leggi liberticide ad hoc - la libera espressione di idee, pensieri e la loro diffusione, dimostrazione che credono così poco nella loro tesi da aver bisogno della repressione poliziesca per far tacere chi non la pensa come loro) ha un che di kafkiano: introdurre, sostanzialmente, un apposito corso per far capire ai ragazzi la loro “vera” identità sessuale.
Mi è venuta in mente la denuncia che più volte (credo anche su questo blog) ha fatto la nostra amica Lontana circa la propaganda che in Canada hanno messo in atto le organizzazioni omosessuali penetrando nelle scuole con la scusa di portare allo scoperto “la identità sessuale”.
Un modo che, indubbiamente, può influenzare i più deboli (e sappiamo tutti quanto influenzabili siano gli adolescenti) facendo emergere una “identità sessuale” fittizia che in realtà rappresenta solo l’immaginario indotto da simili conferenze.
Spero che in Italia ci si riesca ad opporre, con ogni forza, a questo ulteriore passo verso il degrado, impedendo che si crei una inutile "cattedra di omosessualità" perchè su tali tematiche di carattere etico e morale solo la Famiglia ha il compito di educare, curare e crescere i propri ragazzi .


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lunedì 8 febbraio 2010

Il Prof. Francesco Bruno non molla....

Dopo essere stato denunciato all' Ordine dei Medici dalle varie associazioni omosessuali, il Professor Francesco Bruno non barcolla ma rincara la dose:"Gli omosessuali sono dei disturbati e come tali patologicamente rilevanti. Quando mi dimostreranno il contrario, ci crederò. Insomma, mi condannino anche al rogo, non mi muovo dalle mie posizioni". Fa un esempio: " io ho il diabete. Non mi offendo se qualcuno mi dice che sono malato, é la realtà. Bene, per quale motivo gli omosessuali si offendono se qualcuno, correttamente, parla di patologia. Peggio ancora di scelte deviate. I gay sono soggetti patologicamente diversi e basta."
(Intervista del 29 Gennaio su "Pontifex").

"Tempo addietro, Papa Benedetto XVI elecando i mali del mondo, parlò di una lebbra etica e non solo di quella fisica come patologia dell'organismo. Di queste lebbre abbiamo discusso con il professor Francesco Bruno, noto psichiatra e criminologo. Professor Bruno, oggi più che mai, in tempi di relativismo etico, quelle parole del Papa tornano in mente. Che cosa pensa sia oggi una lebbra etica?: " francamente ci sta l'imbarazzo della scelta, dica lei". Il libertinaggio sessuale, per esempio: " credo che la catalogazione sia giusta. Ogni forma di libertinaggio appartiene al campo della mancanza di responsabilità, il non saper scegliere bene dal male. Una condotta irresponsabile ed infantile, oltre che nociva". Che cosa intende per libertinaggio?: " il vivere la sessualità disordinatamente, senza alcun codice etico o morale. Facendo come pare. La sessualità invece va gestista con misura e buon gusto, come ogni cosa della vita. ... Inoltre, deve essere esercitata SECONDO NATURA e mai contro le leggi della stessa".Che cosa intende per contro natura?: " tutto quello che contrasta con la fisiologia e le leggi del corpo. Per esempio ritengo ingiusto ed eticamente riprovevole la promisquità sessuale che poi spesso causa malattie tragiche e dalle conseguenze mortali. Insomma, esiste una lebbra fisica che corrode il corpo, ma anche una etica che uccide l'anima". Come va considerata l'omosessualità,sia al maschile che al femminile?: " partendo dalla idea che la omosessualità é una patologia che deriva da un grave disordine e da una mentalità deviata e talvolta viziosa,ecco credo che si possa parlare, senza offesa, di omosessualità come lebbra etica. Intendo dire come una malattia che corrode la integrità dell'anima umana. Poi le associazioni dei gay strepitino. Ma io non sto discriminando nessuno, tanto meno dando dei lebbrosi. Accosto sul piano degli effetti nocivi per la salute dell'anima, come una lebbra o un cancro, la devianza sessuale e quindi la omosessualità". (Intervista odierna sempre su Pontifex....).

http://www.pontifex.roma.it/

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sabato 6 febbraio 2010

Omosessuali nelle Forze Armate

Spiace che sia proprio un governo di Centro Destra, con un ministro che una volta era missino, ad incamminarsi sulla strada dell'apertura delle Forze Armate agli omosessuali.
Spiace anche che questa iniziativa non sia stata assunta ai tempi della leva obbligatoria.
Quando il "nonnismo", che tanto ha insegnato a chi, come me, lo ha subito e lo ha imposto in un ciclo continuo in cui "la stecca" era passata da contingente in contingente, avrebbe potuto contribuire ad aiutare quella particolare "tipologia" di soldati a superare il loro problema ... ;-)

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sabato 16 gennaio 2010

Una condanna irragionevole

La condanna di quel personaggio il cui soprannome "Svastichella" è tutto un programma, appare con ogni evidenza frutto dei "mala tempora" che "currunt".
Non sfugge a nessuno come una persona sana di mente non aggredirebbe, da solo, altre due persone.
Allora delle due, una:
- o "Svastichella" è sano di mente e allora non è lui l'aggressore, se non a parole;
- oppure "Svastichella" non ha tutte le rotelle a posto e allora ci sta che, da solo, abbia aggredito due persone, ma non andava condannato, bensì curato.
Questa condanna nulla toglie e nulla aggiunge alla questione, se non un motivo in più per contrastare le pretese legislative degli omosessuali.

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