mercoledì 14 aprile 2010

Inammissibili e infondate: alleluja, brava gente !

Dopo le chiare parole del Cardinal Bertone che hanno provocato la fibrillazione di tutti gli ambienti “politicamenti corretti”, ecco che persino la corte costituzionale rigetta, senza appello, le pretese degli omosessuali, dichiarando inammissibili e infondate le eccezioni sollevate da un paio tra tribunali e corti.
Anche se questo “uno-due” non sarà quello del k.o. per le pretese delle lobbies omofile, restano comunque due giornate positive per chi auspica di spostare i temi di discussione su argomenti seri e non frivoli.
Le motivazioni della corte costituzionale le conosceremo tra qualche tempo (e le commenteremo puntualmente), i primi “lanci” di stampa, però, lasciano pochi dubbi, visti i termini utilizzati: inammissibili e infondate le eccezioni di costituzionalità.
Resta lo sconcerto per aver visto sprecare del tempo su un tema abbondantemente privo di pregio e rilevanza.

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7 commenti:

crnacchia ha detto...

L'inammissibilità e l'infondatezza sono le uniche categorie per le quali una questione di costituzionalità può essere rigettata.
Dal dispostivo non si può inoltre diagnosticare il contenuto della motivazione: molto spesso sentenze di rigetto sono sostenute da iter logici favorevoli al ricorrente e costituenti un monito inequivocabile per il legislatore.
Detto questo, sono contrario al riconoscimento delle COPPIE omosessuali, ma non capisco questo accanimento contro le PERSONE omosessuali che, come tutte le altre, sono libere di dissociarsi dai consueti modelli di vita sessuale, senza per questo costituire una minaccia o un motivo per imprimere loro un marchio infamante o di ingiusta discriminazione...

Massimo ha detto...

L'una rafforza l'altra e, per l'appunto, ho scritto che attendo le motivazioni per commentare meglio.
Quale sarebbe "l'accanimento" contro le persone ?
Qui si afferma che il matrimonio è un istituto civile che prevede la partecipazione di un uomo e una donna, non di due persone dello stesso sesso. Se questo è "accanimanto" altrettanto potrebbero dire tutti coloro che si vedono negare il soddisfacimento di una pulsione che non è ritenuta di pregio per la società.

crnacchia ha detto...

No, messa così non è "accanimento".
Ritenere che una pulsione sia qualcosa di cui la persona che la viva (come fatto individuale, ma non necessariamente clandestino) debba vergognarsi per rispetto della maggioranza eterosessuale è un accanimento oppressivo...

Massimo ha detto...

Se se ne vergogna, vuol dire che ne ha un motivo. Seguendo il tuo ragionamento dovremmo consentire qualsiasi attività legata alle pulsioni personali, sennò sarebbe un "accanimento oppressivo" anche verso pedofili, assassini seriali, esibizionisti ...

crnacchia ha detto...

Se se ne vergogna per indole o scelta personale è un conto, se è la società a costringerlo è un accanimento oppressivo.
Se seguissimo il tuo ragionamento dovremmo vietare l'omosessualità come l'assassinio.
Io non ho posto un principio assoluto, ma un orientamento relativo: quando siamo nella sfera personale della persona, si rispetta il bene e l'interesse individuale fino a quando non lede la comunità o terzi.
E la diversità in se non è un'offesa, perchè lo diventi ci vuole qualcosa di più.
L'omosessualità non attenta ai beni di alcuno quindi è una libertà; l'assassinio calpesta la vita umana, la pedolifia colpisce la libertà sessuale e sono giustamente dei reati.
Ma sono dei reati perchè offensivi non perchè esprimono tendenze minoritarie...

crnacchia ha detto...

P.S.: sia ben chiaro che io non sostengo le rivendicazioni omofile; penso però che le scelte di vita sessuali della persona (se legittime) vadano rispettate e non siano motivo di esclusione o di odio...anzi se si ritiene l'omosessualità un disordine sussiste innanzitutto il dovere morale di aiutare le persone, CHE SINCERAMENTE LO VOGLIONO, a cambiare e aiutare le altre, a vivere serenamente la propria condizione con la stessa dignità e pienezza di qualunque altro cittadino...
Del resto, gli scritti del dott. Nicolosi, di AGAPO o di altre analoghe associazioni (che voi linkate) si esprimono allo stesso modo...

Massimo ha detto...

E' la loro più o meno inconscia consapevolezza di sbagliare che li fa vergognare. La società, oggi, non interviene.
Il rispetto, cioè l'accettazione che vi siano quelle situazioni finchè non danneggiano il prossimo, non implica l'obbligo di legiferare per ogni personale esigenza, le leggi hanno un carattere generale.
Perfettamente d'accordo sull'aiutare chi vuole uscire dall'omosessualità.
Anche sul fatto che esiste e, finchè non lede il prossimo, se ne prenda atto.
Nessuno però può impormi di farmela piacere ... :-)