mercoledì 30 giugno 2010

C'è ancora un Giudice a Berlino

A sorpresa (piacevole e positiva, questa volta ) la corte di giustizia europea ha respinto il ricorso di due omosessuali austriaci che reclamavano per una presunta violazione dei loro “diritti” perché l’Austria non riconosceva la loro “unione”.
Questo significa che la mancanza di una legge che sancisca l’estensione del matrimonio alle presunte “coppie” omosessuali non è una violazione di alcun diritto di chicchessia.
Se tale mancanza non è violazione di un diritto se ne deduce inevitabilmente che la pretesa di una legge che metta il timbro sulle pulsioni omosessuali non è, tout court, un “diritto” come viene propagandato dalle lobbies omosessuali.
Se non c’è diritto non vi è neppure discriminazione per chi si oppone a simili pretese.
C’è ancora un Giudice a Berlino.
C’è ancora speranza per il futuro della nostra Civiltà.

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