domenica 29 agosto 2010

Una chiesa per gli omosessuali

La chiesa valdese ha deciso di riconoscere gli accoppiamenti omosessuali.
Bene, così forse quei preti omosessuali condannati dal Vaticano e quelli che cercano di tenere i piedi in due staffe sanno dove andare.
Facendo chiarezza.

Il ministro Carfagna era diventata una icona degli omosessuali quando si prestò a riceverli al Quirinale chiedendo persino scusa per le quelli che lei aveva definito i suoi pregiudizi.
E’ bastato un intervento al meeting di comunione e liberazione, con la dichiarazione che non c’è alcun progetto per legiferare sulle pretese omosessuali, per riportarla nel girone degli “omofobi”.

Le vacanze sono finite e riaprono gli uffici, anche quelli propaganda.
Trafiletto sul giornale: aggressione a due omosessuali a Padova.
Gli aggressori sono rimasti sconosciuti.

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mercoledì 25 agosto 2010

Il fossato del Piave

Continuando idealmente a segnalare il risveglio della coscienza sociale e civile di cittadini e amministratori, non possiamo rinunciare a riprendere la notizia per cui il comune di Spreasiano (TV) ha deciso di scavare un fossato che impedisca l’accesso ai litorali del Sacro Fiume di auto e motorini con a bordo prevalentemente prostitute, omosessuali e nudisti.
Mi sembra che l’iniziativa sia meritoria perchè nulla vieta a costoro di espletare i loro bisogni, ma nei luoghi a ciò deputati (esistono le spiagge per nudisti, magari non sul Piave, ma chi è alla ricerca di comportamenti snob ed elitari deve anche scontare l’obbligo di rispettare la grande maggioranza di chi non la pensa come lui) oppure nel privato delle proprie abitazioni, per la medesima ragione di cui alla seconda parte dell’inciso dedicato ai nudisti.
Il fatto che queste iniziative partano dai comuni più piccoli è, tra l’altro, la prova provata della bontà di una concezione federalista e “presidenzialista” dello stato, perchè più gli amministratori sono vicini agli amministrati e più questi possono direttamente eleggere quelli, tanto più chi ricopre incarichi pubblici agisce nel solco e nel rispetto dei sentimenti e della volontà della maggioranza del Popolo che è e resta Sovrano, tanto a livello nazionale quanto a livello locale.

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mercoledì 18 agosto 2010

Colpo su colpo

Nello stato americano della California era stata approvata una legge che avrebbe permesso il “matrimonio” (sic!) tra persone dello stesso sesso.
Un referendum popolare, che dovrebbe rappresentare la massima espressione di sovranità, abrogò tale legge.
Un singolo magistrato (di cui sarebbe interessante conoscere le reali tendenze sessuali) ha deciso che il referendum fosse incostituzionale e, quindi, sovvertendo completamente la volontà popolare, ha cercato di ripristinare l’efficacia della legge.
Le organizzazioni omosessuali pensavano di aver vinto e di poter dar corso, almeno in una fase iniziale, a qualche provocatoria iniziativa nel più popoloso stato dell’Unione.
Ma hanno fatto i conti senza un crescente sentimento di insofferenza verso di loro e le loro pretese e se una volta si sarebbe liquidata la questione con una scrollata di spalle, l’insistenza con la quale hanno pervicacemente voluto porre al centro dell’interesse pubblico i loro insignificanti capricci, comunque costosi per i cittadini, ha provocato la nascita spontanea di un contrasto organizzato che ha ottenuto una sospensiva in attesa della pronuncia della Corte Federale di California, prevista per dicembre.
Ma presumibilmente non finirà lì.
Si prevede già che la parte soccombente ricorrerà alla Corte Suprema, al momento con una composizione di quattro Conservatori e quattro Liberalradicali e un ago della bilancia, prevalentemente orientato nei voti a favore dei Conservatori.

In Germania, invece, la corte costituzionale ha sancito la parità delle imposte di successione da applicare agli eredi e ai conviventi delle cosiddette “unioni civili”.
In tale modo il convivente omosessuale registrato in tali singolari elenchi, avrà il beneficio di ereditare il patrimonio del convivente deceduto senza alcuna sovrattassa, penalizzando i veri Eredi e anche il fisco statale, con oggettivo costo per l’intera comunità.


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giovedì 5 agosto 2010

La linea del Piave

Dove eravamo rimasti ?
Dopo tre settimane di vacanze credo opportuno evidenziare, a futura memoria, un paio di eventi di cui si è letto sulla stampa nazionale per evitare che si perdano nel tempo.
Il Vaticano, stimolato da una inchiesta del settimanale Panorama, ha confermato la sua condanna dell'omosessualità, invitando esplicitamente i preti che la praticano a dismettere l'abito talare.
Mi sembra un atteggiamento coerente e positivo.
Una libera associazione, come noi agnostici dobbiamo considerare la Chiesa (diverso, ovviamente, l'approccio degli amici Cattolici Praticanti) deve avere la possibilità di scegliere i propri “dirigenti” chiedendo loro comportamenti e costumi conformi ai principi della associazione.
Non si può restare in Paradiso a dispetto dei Santi, dice un proverbio popolare e la permanenza di preti omosessuali nella Chiesa o in qualsivoglia altra associazione che richieda comportamenti coerenti, non può essere tollerata.
Mi auguro che il Vaticano sia conseguente nella pratica alla sua corretta impostazione teorica e mi auguro altresì che anche per gli incarichi pagati con i soldi pubblici si imponga il buon costume di dichiararsi per dare modo ai cittadini di scegliere con cognizione di causa.
L'altra vicenda che ha avuto l'onore delle cronache è andata su alcuni giornali sotto il titolo “La linea del Piave”.
Si tratta della decisione del sindaco di un paese nella Marca Trevigiana di raccogliere il bipartisan “grido di disgusto proveniente da vari cittadini, stanchi di vedere la presenza in una spiaggetta sugli argini del Nobile Fiume caro alla Patria, di individui dello stesso sesso che si strofinano l'un l'altro.
Il sindaco non è un leghista, ma uno del pci/pds/ds/pd e mi riconcilia, in parte, con gli storici nemici comunisti.
In proposito avrei una vecchia barzelletta che gira a Bologna … ma la conservo per tempi in cui latitassero notizie da commentare.
Chissà che la giusta reazione agli eccessi di questi ultimi anni non cominci a soffiare sempre più forte, anche se, ad altre latitudini, leggiamo di un magistrato locale (che sicuramente sarà sbugiardato dalla Corte Suprema) ha avuto l'ardire di considerare nullo il divieto alle unioni (?) omosessuali sancito dal Popolo della California con un referendum.
Al solito c'è qualcuno che si ritiene superiore al prossimo e, non sapendo cosa significhi democrazia, pretende di imporre la sua personale visione.
Un simile comportamento oltre ad irritare la maggioranza che aveva democraticamente votato in un modo, non farà che rendere più forte la reazione che, a quel punto, sarà, se possibile, ancor più legittima.


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