mercoledì 18 agosto 2010

Colpo su colpo

Nello stato americano della California era stata approvata una legge che avrebbe permesso il “matrimonio” (sic!) tra persone dello stesso sesso.
Un referendum popolare, che dovrebbe rappresentare la massima espressione di sovranità, abrogò tale legge.
Un singolo magistrato (di cui sarebbe interessante conoscere le reali tendenze sessuali) ha deciso che il referendum fosse incostituzionale e, quindi, sovvertendo completamente la volontà popolare, ha cercato di ripristinare l’efficacia della legge.
Le organizzazioni omosessuali pensavano di aver vinto e di poter dar corso, almeno in una fase iniziale, a qualche provocatoria iniziativa nel più popoloso stato dell’Unione.
Ma hanno fatto i conti senza un crescente sentimento di insofferenza verso di loro e le loro pretese e se una volta si sarebbe liquidata la questione con una scrollata di spalle, l’insistenza con la quale hanno pervicacemente voluto porre al centro dell’interesse pubblico i loro insignificanti capricci, comunque costosi per i cittadini, ha provocato la nascita spontanea di un contrasto organizzato che ha ottenuto una sospensiva in attesa della pronuncia della Corte Federale di California, prevista per dicembre.
Ma presumibilmente non finirà lì.
Si prevede già che la parte soccombente ricorrerà alla Corte Suprema, al momento con una composizione di quattro Conservatori e quattro Liberalradicali e un ago della bilancia, prevalentemente orientato nei voti a favore dei Conservatori.

In Germania, invece, la corte costituzionale ha sancito la parità delle imposte di successione da applicare agli eredi e ai conviventi delle cosiddette “unioni civili”.
In tale modo il convivente omosessuale registrato in tali singolari elenchi, avrà il beneficio di ereditare il patrimonio del convivente deceduto senza alcuna sovrattassa, penalizzando i veri Eredi e anche il fisco statale, con oggettivo costo per l’intera comunità.


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3 commenti:

Glicerio ha detto...

Salve sono lisa e sono lesbica.
So che quello che dico non vi farà cambiare idea ma non posso non parlare.
Sono stata etero per venticinque anni e conosco quel mondo, conosco i sogni in abito bianco. MA non ho mai amato un uomo. Ma amo uan donna e la differenza si sente, si sente perché la trovo meravigliosa perché la rispetto, la stimo, perché facciamo tante cose insieme e coltiviamo tanti interessi, la amo, amo sentirla ridere, amo litigarci, amo cucinare per lei, lavorare per prepararci un futuro. Non faccio male a nessuno.
I gay non sono solo sesso e trasgressione e condanna per la società. MA ogni vostra parola, fa male alle persone.
IO credo che non si nasca gay, credo che ci si diventi, ed effettivamente ho potuto constatare che spesso i gay uomini hanno una madre troppo invadente e dominante. MA non è a regola, conosco tante altre situazioni diverse e alla fine sempre il figlio gay c'è stato. La società non è ferma a freud.
Però io non ho avuto nulla di tutto questo.
I meii genitori sono tranquillamente cattolicamente sposati. Non sono mascolina, non odio gli uomini, non odio le coppie etero, ma amo e desidero una donna, con tutta la passione e la dedizione che una persona innamorata può avere, vorrei un figlio che avesse il suo sguardo. Ed è un desiderio irrealizzabile, ma anche no...essere secondo natura vuol dire anche lasciar morire i deboli, far prevaelre la legge della jungla. Passare la vita inun ufficio a lavorare è naturale? E' naturale fare figli a trentanni quando la donna è fertile da 13? Cosa è naturale?
Io non ho la presunzione di dire che un bambino soffrirebbe o meno con uan coppia omosessuale, non posso saperlo, ma so che l'unico male che ne verrebbe loro è vivere in una società che li considera diversi. Ma questo è una questione tutta umana e ben poco naturale.
Sembra quasi ( e me la ricordo, l'avevo anche io) che esista una paura nei cofnronti dei gay, come si trattasse di uan malattia contagiosa.
Ogni persona ha diritto di esser felice, solo che ora l'accento si è spostato (altrimenti non era più sostenibile) sula fatto che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli. E i figli sono innocenti, e non si meritano questo essere cavie di esperimenti contro l'omofobia, l'arretratezza e l'ingoranza italiana.

Massimo ha detto...

Buongiorno Signorina Lisa. Ho visto solo questa mattina il Suo commento e, pur nella ovvia scarsità di tempo per commentarlo a mia volta, ho voluto pubblicarlo per offrirlo anche alla riflessione degli altri lettori.
Per ora mi limito ad evidenziare come la Sua affermazione di base sia più che condividsibile: "IO credo che non si nasca gay, credo che ci si diventi ...".
Per l'appunto è il titolo di un blog simile al nostro "Non si nasce gay". Quindi, se omosessuali non si nasce ma si diventa, non è uno stato di natura. Ovvie le conseguenze. In altro momento ulteriori commenti.

Massimo ha detto...

Completo la mia risposta.
Assodato che non si nasce omosessuali, allora lo si diventa. Lei cita situazioni in cui rapporti con i genitori hanno prodotto effetti negativi. Per l'appunto quelli sono "disturbi" e si curano, si possono curare, basta volerlo e basta riconoscere che è un problema, quindi dare denaro alla ricerca perchè approfondisca la questione. Se lo si nega si resterà sempre al punto dipartenza.
La società considera "diversi" quelli che tali sono, non per un ghiribizzo del momento. Nell'argomento che ci interessa, proprio per la ragione che citava Lei: non si nasce omosessuali.
Non si ha paura degli omosessuali in quanto tali, infatti noi non proponiamo leggi punitive contro gli omosessuali o sanzioni per chi manifesta tali tendenze o per chi esprima tesi a loro favore a differenza di certe proposte indecenti delle lobbies omosessuali che, facendo passare tutto sotto il nome di "omofobia" vorrebbero persino punire l'espressione e la manifestazione di una idea. Ma è indubbio che l'esempio è contagioso e che, come Lei stessa ammette, si diventa omosessuali anche per l'influsso esterno. Così impedire il degrado ulteriore delle nostre leggi con norme che accolgano le pretese omosessuali è anche un modo per impedire il diffondere di costumi particolari, perchè "non si nasce omosessuali" come ha affermato Lei.
Il diritto alla felicità mi trova consenziente. Abbiamo però due concetti differenti del modo migliore per raggiungerla e per diffonderla.