giovedì 5 agosto 2010

La linea del Piave

Dove eravamo rimasti ?
Dopo tre settimane di vacanze credo opportuno evidenziare, a futura memoria, un paio di eventi di cui si è letto sulla stampa nazionale per evitare che si perdano nel tempo.
Il Vaticano, stimolato da una inchiesta del settimanale Panorama, ha confermato la sua condanna dell'omosessualità, invitando esplicitamente i preti che la praticano a dismettere l'abito talare.
Mi sembra un atteggiamento coerente e positivo.
Una libera associazione, come noi agnostici dobbiamo considerare la Chiesa (diverso, ovviamente, l'approccio degli amici Cattolici Praticanti) deve avere la possibilità di scegliere i propri “dirigenti” chiedendo loro comportamenti e costumi conformi ai principi della associazione.
Non si può restare in Paradiso a dispetto dei Santi, dice un proverbio popolare e la permanenza di preti omosessuali nella Chiesa o in qualsivoglia altra associazione che richieda comportamenti coerenti, non può essere tollerata.
Mi auguro che il Vaticano sia conseguente nella pratica alla sua corretta impostazione teorica e mi auguro altresì che anche per gli incarichi pagati con i soldi pubblici si imponga il buon costume di dichiararsi per dare modo ai cittadini di scegliere con cognizione di causa.
L'altra vicenda che ha avuto l'onore delle cronache è andata su alcuni giornali sotto il titolo “La linea del Piave”.
Si tratta della decisione del sindaco di un paese nella Marca Trevigiana di raccogliere il bipartisan “grido di disgusto proveniente da vari cittadini, stanchi di vedere la presenza in una spiaggetta sugli argini del Nobile Fiume caro alla Patria, di individui dello stesso sesso che si strofinano l'un l'altro.
Il sindaco non è un leghista, ma uno del pci/pds/ds/pd e mi riconcilia, in parte, con gli storici nemici comunisti.
In proposito avrei una vecchia barzelletta che gira a Bologna … ma la conservo per tempi in cui latitassero notizie da commentare.
Chissà che la giusta reazione agli eccessi di questi ultimi anni non cominci a soffiare sempre più forte, anche se, ad altre latitudini, leggiamo di un magistrato locale (che sicuramente sarà sbugiardato dalla Corte Suprema) ha avuto l'ardire di considerare nullo il divieto alle unioni (?) omosessuali sancito dal Popolo della California con un referendum.
Al solito c'è qualcuno che si ritiene superiore al prossimo e, non sapendo cosa significhi democrazia, pretende di imporre la sua personale visione.
Un simile comportamento oltre ad irritare la maggioranza che aveva democraticamente votato in un modo, non farà che rendere più forte la reazione che, a quel punto, sarà, se possibile, ancor più legittima.


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6 commenti:

Reineke ha detto...

Oh Massimo, ma quando sei solo, la sera, nel tuo lettuccio, e pensi con schifo e disgusto a tutti quei bei maschi che si accarezzano e si baciano sotto la doccia, con la schiuma che scorre sui loro corpi guizzanti di nervi e muscoli, quando pensi a quella sauna, vicino casa tua, che tanto di disgusta e ti attrae, dimmi, Massimo, ti tocchi?

Un bacio dove sei più maschio

Massimo ha detto...

Normalmente Reineke viene cancellato senza speranza perchè il livello delle sue argomentazioni non è migliore di questo esempio.
Credo, peraltro, che non sia possibile negare sempre di estendere il divertimento ai lettori, anche perchè così diventano tutti più consapevole degli “argomenti” di controparte e si viene sempre più motivati a contrastarla.

Intanto anche oggi abbiamo notizia di una reazione di cittadini indignati per la provocazione di alcuni omosessuali: http://qn.quotidiano.net/cronaca/2010/08/05/366659-cagliari_coppia.shtml
Poi non ci si lamenti se dal chiamare il 112 si passa ad una reazione meno urbana da parte di una folla provocata e legittimamente disgustata.

cornacchia ha detto...

Naturalmente non condivido affatto le "volgari insinuazioni" di Reinecke.
Detto questo, ritengo che la lotta alla prostituzioni e alle oscenità in luoghi pubblici sia doverosa, purchè avvenga senza discriminazioni fra omosessualità, eterosessualità o altro.
Altrimenti si finisce per tutelare la prepotenza di una fazione sull'altra, anzichè i diritti di tutti.
Nè si può aggirare subdolamente il principio della pari dignità dei cittadini (indipendente dall'orientamento sessuale) considerando "provocazioni" dei comportamenti che se fossero compiuti da eterosessuali sarebbero tranquillamente tollerati (magari criticati, ma non certo impediti con la forza)...

Massimo ha detto...

Nel diritto un principio importante sancisce che non si possono dare soluzioni uguali a situazioni differenti. E tra eterosessualità e omosessualità la differenza c'è, eccome. Respingo, quindi, totalmente l'idea che abbiano "pari dignità", perchè il rapporto eterosessuale è, giustamente, considerato e tutelato dalla legge perchè ha un pregio sociale e civile che manca a quello omosessuale. E se, soprattutto per la presenza dei bambini, essenzialmente per la curiosità che scatena, sono d'accordo sul fatto che anche lo scambio di affetto tra un uomo e una donna sia opportuno non metterlo in piazza, quando si tratta di uno strofinamento tra due persone dello stesso sesso si aggiunge la percezione che è la stessa di uno che si infila le dita nel naso e poi si offre di stringerti la mano ...

cornacchia ha detto...

Infatti "uno che si infila le dita nel naso e poi si offre di stringerti la mano" è un maleducato, non un criminale.
Dovrebbe valere anche per gli "strofinamenti" che, se volti al solo piacere personale, possono dare fastidio sia se omo che eterosssuali...

Massimo ha detto...

Mai parlato di criminalità, ma sempre di buon costume che è il passo successivo alla buona o cattiva educazione. Vedo, poi, che insisti nel rapportare due situazioni differenti, una, il rapporto tra Uomo e Donna, qualificata e di pregio, l'altra che non ha tali qualità e pregi. Ti rimando a quanto scritto nel commento di questa mattina sulla impossibilità di dare soluzioni uguali a situazioni diverse, sperando di non dover nuovamente tornare in argomento.