venerdì 26 novembre 2010

Contestano la Gelmini, e passano il tempo a parlar di lesbiche libanesi...

E' interessante sapere che in questi giorni di aperte e spesso violente contestazioni studentesche in tutta Italia contro la Riforma Gelmini, nelle Università pubbliche, in questo caso a Milano, i ragazzi/e abbiano la possibilità di partecipare ad interessantissimi dibattiti sulla condizione delle lesbiche libanesi, come quello svoltosi il 23 novembre scorso: Martedì 23 novembre 2010, ore 10.30 Edificio U6, aula 11 - Piazza dell'Ateneo Nuovo 1, Milano L'altra sponda del Mediterraneo: presentazione e dibattito su uno dei primi libri a tematica lesbica pubblicato in Libano Com’è la vita delle lesbiche, delle bisessuali e delle persone transgender sull’altra sponda del Mediterraneo? Quali sfide si trovano ad affrontare in tema di identità, relazione con sé stesse e con la famiglia? Quali diritti vengono riconosciuti e quali negati? Beirut è così “altra” rispetto a Milano? Il KOB, in collaborazione con Arcilesbica Zami, presenterà il volume Bareed Mista3jil – True Stories, raccolta di storie di coming out ed esperienze di vita LGBT in Libano. Saranno presenti due rappresentanti di Meem, associazione di lesbiche libanesi. L'incontro sarà tenuto in italiano e in inglese (con traduzione consecutiva). Programma: 10.30 Saluto di apertura da parte del Kollettivo Omosessuale Bicocca 10.45 Luisa Bordiga (ArciLesbica Zami) – Alla scoperta dell’altra sponda del Mediterraneo 11.15 Proiezione di video sulla realtà LGBT in Libano 11.30 Presentazione del Gruppo Meem e del volume Bareed Mista3jil – True Stories 12.00 Lettura di alcuni brani del libro Bareed Mista3jil e dibattito con l'autrice. Insomma, un incontro assolutamente da non perdere...prossimamente, probabilmente, i vari collettivi studenteschi disquisiranno delle problematiche dei manovratori dei tram in Belucistàn e della condizione sociale degli allevatori di grillotalpa in Namibia...


C'è da sperare che a finanziare certi dibattiti non siano state sovvenzioni pubbliche...






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martedì 9 novembre 2010

Prima del bavaglio

Capezzone, ex segretario radicale passato nel 2008 con Berlusconi, evidentemente non ci sta a prendersi altri ceffoni e rispolvera le sue idee radicali, incompatibili con il sentimento del Popolo di Centro Destra.
Eccolo quindi sbraitare, dopo l'espressione del Premier per il quale è “meglio guardare le ragazze che essere gay”, per ottenere una legge liberticida che “punisca” l'omofobia.
Così, con la brillante alzata di ingegno dell'ex pupillo di Pannella, i voti che Berlusconi ha guadagnato con la sua esternazione se ne tornano verso la Lega e Forza Nuova.
Non credo che la legge che vorrebbe punire l'omofobia (e chi decide, poi, che si tratta di omofobia ? E chi l'ha detto, comunque, che essere contrari all'omosessualità sia negativo ? ) come quella che vorrebbe impedire di pensare ed esprimere idee, sulle vicende che hanno coinvolto gli ebrei durante la seconda guerra mondiale, difformi dalla vulgata vidimata dalle fonti ufficiali, si limiti a perseguitare chi agisse violentemente e non solo chi pensasse o parlasse.
Se così fosse, se fosse solo una punizione per chi facesse mulinare i pugni, allora non ci sarebbe bisogno di alcuna legge ad hoc, ma sarebbe sufficiente applicare le norme contro la violenza privata che già esistono nel nostro codice penale.
No, la volontà è quella di conculcare (anche se parlando di omosessualità sarebbe più appropriato un altro termine similare e assonante) la libertà individuale e il sacrosanto diritto di pensarla e raccontarla come si vuole purchè non si passi alla violenza fisica.
Così, visto che la legge ancora non c'è e una norma penale non può avere valore retroattivo, mi avvalgo della mia facoltà, peraltro inalienabile, di esprimere le mie idee.
Il motivo posto a base di una simile aberrazione liberticida è la presunta discriminazione che i presunti “omofobi” opererebbero verso gli omosessuali.
Ma a voi sembra che gli omosessuali siano discriminati ?
E dove ?
In televisione ?
Al cinema ?
Nell'ambito culturale ?
Nel lavoro ?
In politica ?

Solo con grande fantasia si può pensare che gli omosessuali subiscano discriminazioni in Italia.
Piuttosto non penseranno mica che si debba essere obbligati a votare un omosessuale o annoverarne uno o più tra i propri amici o invitarlo a casa propria o andarci a cena magari con obbligo di “timbrare il cartellino” almeno una volta al mese !
Se ad uno ripugna l'omosessualità deve essere liberissimo di rifiutarsi di farsi carico della presenza di chi la pratica.
E questo vale per la vita privata come per quella pubblica, nel senso che sarebbe opportuno che i “tanti” omo presenti in parlamento si dichiarassero, così vediamo se poi il Popolo, nella sua infinita saggezza, li voterebbe ancora.
Non esiste quindi alcuna discriminazione e, al contrario, vi è un eccesso nell'assecondarne i capricci, visto che si parla di una legge per mettere il bavaglio ai cosiddetti “omofobi” come di legiferare sulle loro pretese.
Non esiste discriminazione, ma si assecondano troppo e come sempre più si asseconda qualcuno, più questo alza le sue pretese.
Siamo arrivati al punto che si pensa di porre delle tasse aggiuntive per gli obesi, si impone di non fumare persino all'aperto, ma nulla si fa contro l'omosessualità, anzi si asseconda chi la pratica.
Allora si capisce perchè vogliono imporre il bavaglio: perchè queste banali verità siano taciute e non si possa far riflettere e porgere messaggi in contrasto con quelli dei talebani del politicamente corretto.
Fanno tanto le vittime ma si allenano a fare gli aguzzini.
Non so se passerà quella legge.
Qualora ciò accadesse saremo tutti meno liberi, ma le nostre idee non potranno essere cancellate perchè appartengono al patrimonio civile dell'Umanità.

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mercoledì 3 novembre 2010

(non) "Speriamo che sia gay.".

Mario Monicelli è sempre stato una vecchia volpe, ed a seconda dei tempi fiutava dove tirava il vento, ed a volte gli usciva un film segno dei tempi. Così, nel 1986, sugli ultimi fuochi del femminsmo, per far cassetta, girò un film furbetto, dal titolo altrettanto furbetto: "Speriamo che sia femmina". Fece centro, nel senso che vinse nastri d'argento e david di donatello; sappiamo come certi festival siano sempre sotto la cappa dei critici progressisti. Infatti il film faceva fare la figura da imbecilli ai pochi protagonisti uomini, celebrando la superiorità (ariana ?) della Razza Donna.

Esaurita la vena femminista, nuovi orizzonti si aprono per futuri furbetti. Sono maturi i tempi per girare "Speriamo che sia gay", al giorno d' oggi farebbe incetta di premi e premietti. E sarebbe campione d' incassi.

Eppoi ci si lamenta se il Premier esterni pubblicamente la sua preferenza verso le donne piuttosto che per i sodomiti. Alzi la mano infatti il genitore che vorrebbe un figlio pederasta !

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