venerdì 7 gennaio 2011

Il pudore della corte costituzionale

Nonostante un clima che spinge verso una completa deriva morale, la corte costituzionale ha, nuovamente, avuto il pudore di non avallare le ardite tesi di chi ha sollevato la questione di costituzionalità delle norme che non riconoscono il matrimonio se non per due persone di sesso opposto.
Devo ammettere di esserne (positivamente) meravigliato e la sentenza resa nota due giorni fa, apre prospettive positive per il futuro della Famiglia che è uno dei Valori fondanti di qualsiasi società civile.
La pronuncia della corte costituzionale è tanto più importante, quanto più conferma non solo la piena legittimità giuridica (su quella morale non v’è alcun dubbio) delle norme del codice civile che indicano il matrimonio come un contratto tra un uomo e una donna, ma anche l’interpretazione della stessa norma costituzionale in senso favorevole a chi sostiene la necessità di un uomo e di una donna quali parti essenziali del matrimonio.
Possiamo dire che se persino una corte costituzionale solitamente troppo attenta al “politicamente corretto”, conferma l’impostazione tradizionale, allora la speranza che si esca da questo periodo di deriva limitando i danni può essere fondata.


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