lunedì 30 maggio 2011

Stereotip-a/e/i/o/u/x/y/z/*


A quanto pare, queste devono essere settimane di fuoco per le notizie assurde, e puntualmente ne rendiamo conto:
si tratta di questioni simboliche, o di lampante evidenza, o etiche-legislative, non certo di gossip estivo.
Prima nella rassegna,
la vicenda coinvolge due genitori canadesi, Kathy e David.
Avuto il/la terzo/a figlio/a (sic), non rivelano se il/la loro bambino/a sia maschio o femmina, perchè, spiegano,
il fatto che il/la figlio/a sia
maschio o femmina non sarebbe predeterminato alla nascita,
anzi questa loro decisione sarebbe
"un tributo alla libertà e al diritto di scelta" del nato/a.

In realtà, tranne rarissimi casi di ermafroditismo fisico, il sesso del nato/a è ben chiaro alla nascita.
Insomma non dicono il sesso del/la nato/a per sottrarlo/a ai cosiddetti
"pregiudizi e stereotipi di genere".
Ma sarà maschio o sarà femmina?
Sì perchè uno dei 2 almeno fisicamente sarà, al di là dei "pregiudizi", di solito è anche discretamente evidente.

Qui è in ballo prima di tutto un passaggio logico: al di là dell'opinione mia e di molti di noi,
al di là che la creatura adotti da adulto/a condotta eterosessuale, omosessuale, bisessuale o si operi e diventi trans,
il punto è che è già chiaro,
adesso, se è maschio o femmina.
Ma i genitori sostengono così di obbedire a
criteri "genderless", per tutelare i criteri del "diritto di scelta".
Il/la bimbo/a si chiama "Storm" (trad. Tempesta), nome che gli/le si può adattare comunque a seconda delle sue "scelte".
Insomma, al momento è come se fosse nato/a senza sesso,
eppure di fatto così non è:
gli/le è stato solo culturalmente rimosso/a il sesso o il genere
per non dare adito ai "pregiudizi di genere".

Quando l'ideologia può più della realtà.

La notizia è qui, e credo ogni commento sia superfluo.



L'altro fatto si svolge in Germania, ed è complesso giuridicamente.
Un uomo, il Prof. Klaus Schroeder, (52), dona lo sperma (abitudine molto diffusa in alcuni paesi, quelli dove si dice "in Europa invece", pratica che si effettua con leggerezza perchè così "ci" hanno educato) per dare un figlio a una coppia di donne omosessuali, un'insegnante e un'infermiera, ma differentemente dagli accordi si trova oggi a doverlo mantenere come figlio suo e pagargli gli alimenti.
Il prof. Klaus racconta la sua vicenda a Der Spiegel: anni fa quando incontrò la coppia di signore mise in chiaro che la donazione di seme nel 2006 non avrebbe comportato per lui alcun esborso, e ci fu un accordo.

Di solito è così, anche nel caso delle banche del seme:
si può donare il seme, e (finora) uno non sarà responsabile economicamente del nascituro nella famiglia/situazione in cui nascerà.
All'epoca il professore non aveva figli, oggi invece ha anche due bambine sue.
Dopo la nascita del bambino delle due signore, David,
comunque il prof. aveva di sua volontà sostenuto alcune sue spese, come quelle per il battesimo,
poi ha frequentato il bambino, e si è affezionato a lui.



A un certo punto, le due signore han trovato opportuno di chiedere gli alimenti tout court per il loro bambino al professore-papà in prestito, cosa che l'uomo non ha intenzione di concedere data la procedura consueta della donazione del seme e gli accordi.
Ma il sistema giuridico tedesco mette in un certo senso al primo posto la posizione del bambino, senza distinzione alcuna riguardo al fatto di come sia stato concepito,
quindi obbligherebbe il prof. a versare la somma di euro 270 mensili (quota destinata a crescere negli anni successivi) fino alla maggiore età del piccolo.
Per la Costituzione tedesca infatti ogni figlio ha diritto di sapere chi è il padre, anche se fosse un donatore anonimo proveniente da una banca del seme.
La mamma-insegnante che ha richiesto gli alimenti, dice che in principio voleva crescere il piccolo con l'altra mamma-infermiera, e così tuttora. Strinsero l'accordo originario col prof. Schroeder nel timore che avanzasse diritti sul bimbo, e lo sottraesse alle due.
Ora però che il prof. Schroeder ha due bambine sue, la mamma-insegnante di David afferma che forse il prof . Schroeder ha perso interesse nel piccolo. Insomma adesso che le due donne hanno un figlio tutto loro, è ora per il 'padre in prestito' anche di pagare.
Del resto, il frutto di una donazione di seme, per un verso non sarebbe realmente figlio suo, anche se biologicamente lo è. Fatto sta che assaggiata la vita in zona euro, la mamma-insegnante pur continuando a vivere con l'amante mamma-infermiera e lavorando, e pur tenendo per sè il piccolo, han deciso che adesso può far comodo l'intervento economico del prof. Schroeder e hanno provveduto con la richiesta di alimenti.
In definitiva prima l'uomo serve solo come seme esterno per avere un bambino, e poi che si togliesse di torno, e il bimbo non sarà mai suo.
Poi l'uomo ri-serve per dare alimenti che non doveva, e il bimbo è suo e lo deve mantenere, ma anche in fondo non sarà mai suo.


Intanto, da dicembre il prof. Schroeder non può più vedere il piccolo, non ha chance di vincere la causa, e afferma di sentirsi preso in giro.
In teoria, ogni donatore di seme anche presso le banche del seme, potrebbe allora esser richiamato a mantenere per una ventina d'anni il/i frutto/i solitario/i dei suoi lombi:
in questo caso, le banche del seme che ci hanno convinto che il seme è solo seme senza implicazioni, diverrebbero un modo per fare avere figli in maniera deresponsabilizzata a chi non ne ha o non ne può avere biologicamente o per il tipo di coppia scelta, ma in un secondo tempo il seme 'espropriato' 'ritornerebbe' anche culturalmente non una cosa casuale ma davvero viva e generativa, e riprenderebbe a coinvolgere eticamente ed anche economicamente il padre in prestito, anche se la famiglia più o meno arcobaleno in cui è nata la creatura non ha alcun problema economico.
La legge tedesca propone: se le due donne si sposassero e adottassero il bimbo, ecco in quel caso il 'padre di favore' non dovrebbe mantenere il bambino.

Diversamente, il prof. Schroeder potrebbe essere il primo 'padre di favore' costretto a pagare gli alimenti al figlio nato da una donazione di seme, senza che si possa dire al 100% suo figlio.



Josh


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martedì 24 maggio 2011

Il mio canto libero

Il mio precedente post sulla Libertà di opinione in relazione alla legge che vorrebbero approvare contro la cosiddetta “omofobia”, ha suscitato una serie di reazioni e un impennarsi dell’indice di visitatori del blog.
Poiché non ho voglia di aprire un dibattito con scambi di commenti che spesso sono letti solo da chi li scrive, con il presente post raccolgo alcuni di spunti da sviluppare.
Perché non costituire una associazione che contrasti la propaganda favorevole all’omosessualità ?
Sarebbe una scelta di civiltà, ma anche un un impegno dispendioso in termini di tempo.
Ricordiamoci sempre che se si intraprende una attività, qualunque essa sia, bisogna dedicarvisi con impegno perchè raggiunga il suo scopo.
Mi rendo perfettamente conto – ma parlo esclusivamente per me – che è molto più facile e sbrigativo scrivere due righe al mese in un blog, ma ampliare questo impegno significherebbe abbandonarne altri.
In ogni caso, come per tutte le cause meritorie, se qualcuno deciderà di passare dalla fase della enunciazione di teorie ed opinioni, a quella di un impegno civile sul territorio, potrà contare sul mio contributo.
La Libertà di opinione è fondamentale in ogni società.
La Libertà di opinione è basilare per la nostra Civiltà.

Con la sua obbligatoria conseguenza che debba essere garantita anche la diffusione delle idee.
Di qualunque idea, non solo di quelle che ottengono la benedizione di una maggioranza o di un sinedrio autoreferenziale o di potenti lobbies.
Il discrimine non può che essere l’azione e, più precisamente, il tipo di azione.
Perché se io voglio dare pratica attuazione ad una mia idea, posso farlo legittimamente o illegittimamente.
Ho letto commenti che parlano di “discriminazione” nei confronti degli omosessuali e proprio questa presunta “discriminazione” sarebbe oggetto dei rigori punitivi della legge.
E’ discriminazione se io, possessore di un appartamento, decido di non locarlo ad un omosessuale ?
Sono convinto che i fautori della legge liberticida direbbero che sì, lo è e che dovrei essere punito, in pratica obbligandomi a concedere in locazione una mia proprietà a chi pare loro.
La mia libertà di sottoscrivere contratti con persona che corrisponda alla mia fiducia verrebbe irrimediabilmente lesa.
In pratica per impedire una presunta “discriminazione” verrebbe attuata una coazione che annullerebbe la mia libertà di disporre dei miei beni a favore di chi liberamente scelgo.
Diverso, invece, se pensassi dimettere in pratica le mie idee girando di notte per la città, come un novello Giustiziere alla Charles Bronson, a caccia di omosessuali.
Lì sarebbe giusta la punizione, ma non perché picchio un omosessuale, bensì perché agisco in modo violento, provocando lesioni al prossimo.
Che sia un omosessuale non può essere considerata una aggravante
per una punizione che dovrei meritatamente scontare per intero, indipendentemente dalla natura del soggetto colpito.
Divertente infine un commento che mi invita ad andare in Iran, senza che il suo autore capisca che sono molto più simili e compatibili ai talebani dell’islam i sostenitori della legge contro i cosiddetti “omofobi”, di quanto non lo siamo noi contrari.
Infatti sia i fondamentalisti musulmani che i fautori della legge contro la presunta “omofobia” intendono punire con un profilo penale un comportamento o una idea.
Da parte nostra, invece, non c’è alcuna invocazione ad un provvedimento penale, bensì un invito alla riflessione per chi volesse iniziare un percorso di superamento della condizione omosessuale o, alla peggio, l’opposizione acchè comportamenti del genere beneficino di leggi di privilegio invece di rimanere strettamente nell’ambito del privato.


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mercoledì 18 maggio 2011

Libertà è (esprimere) una opinione

Ho letto che ieri sarebbe stata la giornata mondiale contro l’omofobia, il nuovo babau degli ayatollah del politicamente corretto.
Naturalmente per costoro l’omofobia è sostenere che l’omosessualità sia un male.
In sostanza i talebani del politicamente corretto vogliono imporre il pensiero unico (il loro) e impedire la libera espressione delle idee e delle opinioni (altrui).
Per fare ciò hanno pensato di sostenere una nuova legge, tra le tante inutili che appesantiscono il nostro ordinamento, che sanzioni chi si rendesse colpevole di quell’orrendo nuovo “reato” (di opinione !) che sarebbe l’omofobia secondo la loro accezione del termine.
Naturalmente in realtà si tratterebbe di perseguitare chi esprimesse delle idee non omo...logate, perchè violenze e aggressioni trovano già piena previsione nelle leggi esistenti che sono dirette a tutti, come è giusto che sia.
Ma gli omosessuali vogliono una tutela particolare, vogliono un privilegio, forse per meglio marcare la loro “diversità”.
Così ottengono ascolto e leggo che Napolitano dice che ostentare (sì, usa proprio quel verbo !!!) l’omofobia non dovrebbe aver cittadinanza in una socialdemocrazia.
Socialdemocrazia ?
Io credevo che l’Italia fosse una democrazia liberale dove ogni opinione avesse piena cittadinanza !
Ad onor del vero ho anche letto in altro quotidiano che Napolitano non avrebbe parlato di “socialdemocrazia”ma di “democrazia adulta” che fa il paio con i “cattolici adulti” di Prodi, ma non cambierebbe la sostanza della questione.
Siamo arrivati al punto che ad “ostentare” non sono più gli omosessuali nelle loro squallide esibizioni pubbliche, ma chi esprime il disgusto per la loro pratica sessuale.
A ruota arriva Mara Carfagna, che ritiene, tra i tanti problemi italiani a cominciare dalla spazzatura della sua Napoli, improcrastinabile una legge contro l’omofobia e si inalbera se Pdl, Lega e Udc respingono la proposta del pci/pds/ds/pd.
Sia chiaro.
Io rivendico il diritto a pensarla come voglio e ad esprimere liberamente le mie idee.
Chiunque proponga o faccia passare una legge liberticida che mi imponga di tacere le mie idee (ma non potrà mai farmele cambiare) pena sanzioni, non otterrà mai più il mio voto.
Invito quindi il Ministro Carfagna a fare il ministro di Centro Destra occupandosi di questioni serie, lasciando ai comunisti il sostegno a simili sciocchezze.
E invito Berlusconi e i suoi consiglieri a non stupirsi se, a fronte di certe esternazioni in linea con la politica abituale della sinistra, gli elettori del Centro Destra invece di votarli si astengono, visto che se mai e poi mai voteremmo per la sinistra, non vogliamo neppure votare chi prende i nostri voti per realizzare leggi di sinistra.




Pubblicato anche in BlacKnights





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