martedì 24 maggio 2011

Il mio canto libero

Il mio precedente post sulla Libertà di opinione in relazione alla legge che vorrebbero approvare contro la cosiddetta “omofobia”, ha suscitato una serie di reazioni e un impennarsi dell’indice di visitatori del blog.
Poiché non ho voglia di aprire un dibattito con scambi di commenti che spesso sono letti solo da chi li scrive, con il presente post raccolgo alcuni di spunti da sviluppare.
Perché non costituire una associazione che contrasti la propaganda favorevole all’omosessualità ?
Sarebbe una scelta di civiltà, ma anche un un impegno dispendioso in termini di tempo.
Ricordiamoci sempre che se si intraprende una attività, qualunque essa sia, bisogna dedicarvisi con impegno perchè raggiunga il suo scopo.
Mi rendo perfettamente conto – ma parlo esclusivamente per me – che è molto più facile e sbrigativo scrivere due righe al mese in un blog, ma ampliare questo impegno significherebbe abbandonarne altri.
In ogni caso, come per tutte le cause meritorie, se qualcuno deciderà di passare dalla fase della enunciazione di teorie ed opinioni, a quella di un impegno civile sul territorio, potrà contare sul mio contributo.
La Libertà di opinione è fondamentale in ogni società.
La Libertà di opinione è basilare per la nostra Civiltà.

Con la sua obbligatoria conseguenza che debba essere garantita anche la diffusione delle idee.
Di qualunque idea, non solo di quelle che ottengono la benedizione di una maggioranza o di un sinedrio autoreferenziale o di potenti lobbies.
Il discrimine non può che essere l’azione e, più precisamente, il tipo di azione.
Perché se io voglio dare pratica attuazione ad una mia idea, posso farlo legittimamente o illegittimamente.
Ho letto commenti che parlano di “discriminazione” nei confronti degli omosessuali e proprio questa presunta “discriminazione” sarebbe oggetto dei rigori punitivi della legge.
E’ discriminazione se io, possessore di un appartamento, decido di non locarlo ad un omosessuale ?
Sono convinto che i fautori della legge liberticida direbbero che sì, lo è e che dovrei essere punito, in pratica obbligandomi a concedere in locazione una mia proprietà a chi pare loro.
La mia libertà di sottoscrivere contratti con persona che corrisponda alla mia fiducia verrebbe irrimediabilmente lesa.
In pratica per impedire una presunta “discriminazione” verrebbe attuata una coazione che annullerebbe la mia libertà di disporre dei miei beni a favore di chi liberamente scelgo.
Diverso, invece, se pensassi dimettere in pratica le mie idee girando di notte per la città, come un novello Giustiziere alla Charles Bronson, a caccia di omosessuali.
Lì sarebbe giusta la punizione, ma non perché picchio un omosessuale, bensì perché agisco in modo violento, provocando lesioni al prossimo.
Che sia un omosessuale non può essere considerata una aggravante
per una punizione che dovrei meritatamente scontare per intero, indipendentemente dalla natura del soggetto colpito.
Divertente infine un commento che mi invita ad andare in Iran, senza che il suo autore capisca che sono molto più simili e compatibili ai talebani dell’islam i sostenitori della legge contro i cosiddetti “omofobi”, di quanto non lo siamo noi contrari.
Infatti sia i fondamentalisti musulmani che i fautori della legge contro la presunta “omofobia” intendono punire con un profilo penale un comportamento o una idea.
Da parte nostra, invece, non c’è alcuna invocazione ad un provvedimento penale, bensì un invito alla riflessione per chi volesse iniziare un percorso di superamento della condizione omosessuale o, alla peggio, l’opposizione acchè comportamenti del genere beneficino di leggi di privilegio invece di rimanere strettamente nell’ambito del privato.


Entra ne

2 commenti:

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Non posso pubblicarti, Ty, perchè c'è una parolaccia. Vedrà Massimo.
Ma ti rispondo. E rispondo per me. Non voglio i miltanti gay, non gli omosessuali, in tv. E lo sai benissimo. Una commedia con Romolo Valli è sempre una signora commedia. Stesso dicasi per i pride, che spesso si riducono a feroci attacchi contro la Chiesa o squallide esposizioni di transbarbuti.
A proposito, il tempo è galantuomo: hai visto che i 2 pederasti romani sono stati condannati per atti sessuali in luogo pubblico ? Come avevo anticipato stagioni fa...

Massimo ha detto...

De minimis non curat Praetor.