domenica 28 agosto 2011

E dicono di non costarci nulla

Le lobbies omosessuali cercano di acquisire consensi oltre il loro ambito affermando, tra l'altro, che accontentarle non porterebbe ad alcun costo pubblico, per le nostre tasche.
Non è vero.
Non solo se venissero accolte le loro pretese ci sarebbero costi non quantificabili che ricadrebbero sui conti pubblici, cioè pagati da tutti noi, come l'eventuale reversibilità o l'estensione della garanzia sanitaria a favore del presunto "coniuge", ma già ora vi sono costi che gravano sui cittadini per il piacere di una ristretta categoria.
Il Pdl di Bologna ha infatti denunciato le esenzioni di cui gode la sede di una organizzazione omosessuale felsinea che, solo in affitti non richiesti dal comune, comporta una mancato incasso di cinquanta mila euro all'anno.
E in tempi in cui gli enti locali devono salvaguardare i servizi sociali (quelli veri) non possono elargire migliaia di euro per le pretese di pochi.
Pensate quanto ci costerebbe se tutti noi pretendessimo altrettanto per alimentare una nostra passione priva di qualsivoglia pregio se non per noi stessi !

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sabato 6 agosto 2011

La Bocconi, la cosiddetta omofobia e la vera Libertà

Leggo  che alla Bocconi sono stati sospesi, anche per un anno accademico, studenti “rei” di “comportamento omofobo”.
Mi sembra che la notizia, detta così, sia fuorviante.
Infatti se andiamo a leggere vediamo che la sospensione deriva dall’aver imbrattato e stracciato dei manifesti affissi in zona universitaria.
Unicamente per propaganda viene aggiunto, al comportamento disdicevole dei sospesi, anche una generica dizione circa “prese in giro” verso omosessuali.
Ora, le “prese in giro” sono all’ordine del giorno e non possono essere motivo di sospensione.
A livello politico, sportivo, ma anche verso grassi e pelati si sprecano battute e “sfottò” e non è mai stato sospeso nessuno.
Come abbiamo sempre scritto, lo “sfottò” rientra nei diritti di Libertà di opinione, pensiero e parola.
Punire qualcuno per aver scherzato sulla fede (politica, religiosa, sportiva) o sulle caratteristiche di un altro, significherebbe una intollerabile censura di stampo stalinista.
Ben diversa la situazione nei confronti di chi pone in essere azioni violente e tali sono anche quelle di distruggere del materiale di propaganda altrui.
Bene quindi la sospensione nei confronti dei violenti.
Mi piacerebbe peraltro provare ad affiggere dei manifesti alla Bocconi che diffondessero le teorie del prof. Nicolosi.
La loro eventuale distruzione meriterebbe analoga sanzione nei confronti dei colpevoli.
La domanda è: la Bocconi sospenderebbe chi distruggesse quei manifesti ?

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