lunedì 27 febbraio 2012

Volontariato con (cospicuo) contributo pubblico

Continua la polemica sui soldi che il comune di Bologna paga o non incassa per agevolare le associazioni omosessuali.
Si parla del famoso “Cassero” , locale comunale concesso gratuitamente e con il pagamento delle utenze a carico del comune.
Da un articolo pubblicato ieri nella cronaca bolognese del Il Resto del Carlino, sembrerebbe che, finalmente, chi usufruisce del Cassero pagherà le utenze.
Ma, ancora, i locali sono concessi gratuitamente e si parla di circa cinquanta mila euro (cento milioni delle vecchie Lire) che NON entrano nelle casse comunali, cioè in quelle di tutti noi.
A parte la polemica tutta interna agli omosessuali di cui non mi interesso, un consigliere del pci/pds/ds/pd asserisce che i locali a suo parere dovrebbero essere concessi gratuitamente perché gli omosessuali svolgerebbero un “servizio di rilevanza sociale” e cita :
- il telefono amico (di chi ?)
- il centro di ascolto (di chi ?)
- il centro giuridico (per studiare cosa ? per assistere chi ? )
- l’opera di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili (tra chi ?).
Ma a parte il pensare male (che è peccato ma spesso ci si azzecca … ) anche se è ragionevole pensare che le attività non siano indirizzate all'universo mondo ma soprattutto nell'interesse dio soggetti ben precisi, rientrano tutte in un concetto più ampio di “volontariato”.
Non ha senso quindi dire che al comune costerebbero ben più del mancato affitto dei locali, perchè l'ente pubblico non è tenuto a svolgerle e, soprattutto, non DEVE svolgerle, lasciandole, appunto, alla libera iniziativa privata che se le paga con soldi propri (contributi, donazioni, commercializzazioni, etc.).
Libero chiunque di fare volontariato, ma con i suoi soldi, non con i miei.
Se voglio contribuisco, ma che sia il comune a finanziare una iniziativa privata mi sembra decisamente fuori luogo, anzi un improprio utilizzo di fondi pubblici a scopi privati, privatissimi.
Apprezzo il resto della dichiarazione del consigliere, che non interessa questo commento, ma credo che se siamo arrivati a 1900 miliardi di euro di debito pubblico che ci sta ammazzando e riducendo il nostro benessere, sia essenzialmente per aver gravato sul pubblico tutte le pretese di lobbies private.
E, ancora una volta, si dimostra che quel che chiedono gli omosessuali, contrariamente a quanto propagandano, non è “a costo zero” per il prossimo, ma incide anche sulle sue tasche.
E non abbiamo certo bisogno di una nuova lobby che ci viene a mettere le mani in tasca.


Entra ne

venerdì 24 febbraio 2012

Quell' India dei 3 sessi.



Nell' offensiva che stiamo portando avanti contro l' India che detiene illegalmente i nostri 2 Marò, non potevo fare a meno di raccogliere quanto giuntomi, e cioè ecco il modulo x il visto per Delhi in Internet, dove alla voce "sesso" compaiono 3 alternative. Male, Female e Transgender. Non ho parole...


Entra ne

mercoledì 22 febbraio 2012

La censura politicamente corretta del Giornale

Marcello Veneziani cura una rubrica ne Il Giornale chiamata Cucù.
In poche righe esprime un parere, commenta un fatto, con arguzia e sagacia.
Non sempre condivido la sua opinione (non sempre, ma quasi sempre, tranne quando fa emergere la sua meridionalità) e raccolgo i vari Cucù, stampandoli dal sito del quotidiano dove vengono pubblicati in genere nel pomeriggio del giorno in cui sono pubblicati sul cartaceo.
Nel Giornale del 15 febbraio 2012, Marcello Veneziani ha scritto un più che condivisibile pezzo a difesa di Carlo Giovanardi che aveva dichiarato (anche se nel contesto dell’intervista il tutto diventa molto più sfumato) che vedere due persone dello stesso sesso che si baciano, provoca lo stesso effetto del vedere uno urinare sulla pubblica via.
Veneziani ha difeso il diritto di Giovanardi a provare ripugnanza verso l’omosessualità, condividendo l’idea che se due omosessuali proprio vogliono perseguire la loro tendenza, lo facciano al chiuso di quattro mura.
Di tale Cucù, fino ad oggi, non v’è traccia nella edizione online de Il Giornale.
Ma, come dimostra la scansione dell’articolo di cui tratto, non mi sono inventato la sua pubblicazione sulla carta stampata.
Allora dove è finita la memoria in Rete dell’articolo di Veneziani ?
Sottolineo che non è la prima volta che Veneziani, controcorrente, prende posizione contro la dilagante politica omofila e anche in passato il suo articolo non trovò spazio nell’edizione online.
Di più e di peggio.
Ieri ho commentato il Cucù con il quale Veneziani diceva che non gli si poteva chiedere di sposare Monti al quale rivolge numerose critiche.
Numerosi sono stati i commenti.
Il mio condivideva il pensiero di Veneziani e correggevo il tiro scrivendo contro Monti, precisando che il suo governo era falsamente liberale (perché un vero liberale non avrebbe messo le mani sui risparmi, aumentato le addizionali irpef e imposto una patrimoniale sulla casa) e spingeva alla deriva morale (e citavo le dichiarazioni della Fornero sugli omsessuali e di Riccardi sul voto agli immigrati).
Anche del mio commento non v’è traccia.
Dobbiamo quindi pensare che al Giornale ci sia una “manina” politicamente corretta che censura tutto ciò che possa turbare la lobby omosessuale che evidentemente ha attecchito anche nel quotidiano caro al Centro Destra ?
Saperlo è fare un grande passo avanti per sconfiggerla.


Entra ne

giovedì 16 febbraio 2012

Averne di Carlo Giovanardi !

L’ex sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Carlo Giovanardi, ha provocato un travaso di bile negli ambienti omosessuali ed omofili.
A domanda risponde: vedere due omosessuali che si baciano in pubblico mi fa lo stesso effetto del vedere uno che urina in una pubblica via.
E’ crollato il mondo dell’ipocrisia perbenista fondata sul “politicamente corretto”.
Ma avrà Giovanardi il diritto di manifestare la verità sul suo sentimento e le sue percezioni ?
Tanto più che non credo che sia il solo a pensarla allo stesso modo.
Ad esempio il sottoscritto condivide in toto il sentimento di disgusto manifestato dal parlamentare di Modena, anche se magari lo avrei, con più cattiveria, paragonato al balbettio di Mario Monti quando ha cercato di giustificare la scelta codarda e pezzente di non appoggiare la candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2020.
Apprezzo, quindi, la verità e la sincerità, molto meno gli snobismi “politicamente corretti” e la differenza ètutta tra la finta e corrotta nobiltà degli ambienti radical chic e la sana saggezza contadina espressa perfettamente da Carlo Giovanardi.
Dieci, cento, mille Giovanardi.

Entra ne