sabato 17 marzo 2012

Le opinioni dei magistrati non sono la legge

Tutti hanno diritto ad esprimere le proprie idee (di qualunque genere) ed ogni legge che vieti una idea, una opinione e/o di manifestarla è una legge liberticida. Ma un magistrato che lo faccia non ha più titolo per giudicare in materia, soprattutto quando approfitta di una sentenza per manifestare la propria, personale, privata opinione.

Quotidiani e giornali radio hanno dato risalto ad una sentenza della corte di cassazione in materia di famiglia e matrimonio.
In modo molto interessato e fuorviante, a parte Il Giornale, hanno posto l'accento sulla parte non giuridica della sentenza, quella in cui, con una forzatura, i magistrati hanno trasformato in “diritto” la pretesa degli omosessuali a veder elevata alla dignità di legge la presunta “famiglia” composta da due persone del medesimo sesso.
La sentenza, in realtà, si ferma al momento in cui, correttamente applicando le leggi italiane, viene respinta la pretesa di due omosessuali di veder trascritto il cosiddetto “matrimonio” contratto all'estero.
Purtroppo i magistrati della cassazione non hanno resistito alla tentazione di manifestare in un atto pubblico, la loro privata (privatissima) e personale (personalissima) opinione.
In questo modo quei magistrati si sono oggettivamente preclusi il diritto e la legittimità a sentenziare in futuro sul medesimo argomento avendo già un pregiudizio conclamato in materia.
Questo, purtroppo, è il vero limite alla credibilità e affidabilità della nostra giustizia: il pregiudizio conclamato.
E' impossibile pretendere che un uomo, qualunque sia il suo ruolo, non abbia opinioni, ma chi deve giudicare il prossimo non può e non deve esternarle salvo rinunciare ad essere parte giudicante in un eventuale giudizio su quella materia.
Nel merito è ovvio che ci sono persone che ritengono di dover trasformare delle semplici pretese in “diritti”, come è ovvio e legittimo che ve ne siano altre – tra le quali il sottoscritto – che vi si oppongono per ragioni di carattere morale, etico ed economico.
Sarà il parlamento nazionale (non l'europa !) a decidere, a maggioranza, se promuovere una legge di privilegio per gli omosessuali, con costi enormi per tutti (veggasi l'eventuale reversibilità della pensione) oppure se confermare la Tradizione della Famiglia con la “F” maiuscola, composta solo ed esclusivamente da un Uomo e da una Donna.
Tanto più che non è vero che agli omosessuali sia precluso il Matrimonio (quello vero) e la Famiglia.
Gli omosessuali possono sposarsi, come tutti ed essere, come tutti, parte di una Famiglia.
Devono solo sposarsi con una persona del sesso opposto, come è normale e naturale che sia.
Vedremo se Alfano, che purtroppo sta calando le braghe un po' su tutto, terrà il punto almeno su questo tema.
Per intanto sosteniamo i partiti che si oppongono con chiarezza e che, guarda caso, sono gli stessi che si oppongono al governo di Bin Loden Monti voluto dalla Spectre finanziaria internazionale (che pensa solo in termini materialisti e non ai Valori che pure sono le fondamenta di una società civile che voglia durare nel tempo e non crollare alle prime spallate dall'esterno):
Lega,
La Destra,
Forza Nuova.


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