domenica 5 maggio 2013

Prima che sia troppo tardi

La vicenda delle deleghe sottratte a Michaela Biancofiore dopo l'insorgere della lobby omosessuale, al di là del vantaggio intrinseco conseguito dalla parlamentare del PdL (la pubblica amministrazione è settore di gran lunga più importante delle pari opportunità) dovrebbe aver aperto gli occhi sul pericolo che stiamo correndo.
Diventare ostaggi di una consorteria che condiziona scelte e potrebbe gravare non poco sul bilancio dello stato, quindi sulle tasche di tutti noi che dovremmo pagare per il "beneficio" (alquanto dubbio) di pochi.
In passato si è tanto parlato di massoneria come di una lobby segreta e potente.
Altrettanto, anche se con meno segretezza, si dice del Vaticano.
E sono solo due esempi.
Se viene suonato l'allarme per due istituzioni, legittime, che influenzano le scelte politiche ed economiche, cosa si dovrebbe dire di una lobby che riesce persino, nel giro di ventiquattro ore, a far intervenire un debole, debolissimo, presidente del consiglio per cambiare le deleghe ad un sottosegretario appena nominato ?
Vorrei ricordare come la diffusione dell'omosessualità tra le classi dirigenti e, quindi, la sua accettazione a livello popolare sia sempre stata prodromica alla fine di una Civiltà.
L'indebolimento dei costumi e del senso comune della morale, ha sempre portato all'indebolimento della società ed alla sostituzione di una civiltà con un'altra, spesso portata da soggetti che hanno anche materialmente invaso il territorio.
Pensiamo a Roma, pensiamo alle civiltà precolombiane del sud e centro America, pensiamo a Bisanzio.
Il pericolo, per noi, raddoppia oggi quando abbiamo già milioni di potenziali invasori all'interno dei nostri confini, ai quali si vorrebbe persino concedere la possibilità di votare per scegliere chi dovrebbe comandare sulla nostra (non loro !) terra.
Allora ben venga la vicenda della Biancofiore se consentirà, prima che sia troppo tardi, di aprire gli occhi e di far riflettere sulla necessità di organizzare una resistenza, non lasciando più la questione omosessuale tra le faccende residuali e folkloristiche, da commedia all'italiana, ma conferendole lo stesso livello di attenzione e di pericolo che hanno le tasse e l'immigrazione.
E se vorrà, essendosi trovata anche suo malgrado come bersaglio dei gruppi omosessuali, Michaela Biancofiore potrà dare a questa battaglia un punto di riferimento e la possibilità di riunirsi attorno ad un simbolo.


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