giovedì 27 giugno 2013

La rovina delle nazioni

Sembra che i magistrati, in Italia come negli Stati Uniti, siano in preda ad un cupio dissolvi con le loro decisioni che vanno ben oltre il loro compito che sarebbe quello di applicare le leggi decise dai rappresentanti del Popolo.
Se in Italia viene condannato il Leader del 50% degli Italiani, negli Stati Uniti viene soppressa la legge che dichiara, e non ve ne sarebbe stato alcun bisogno !, che il matrimonio è SOLO tra un Uomo e una Donna.
Tutte le civiltà crollano prima di tutto per la debolezza morale e la degenerazione dei costumi.
Mi sembra che gli Stati Uniti non facciano eccezione.
E c'è pure il loro presidente che esulta, a dimostrazione che lui stesso è un corpo estraneo ad una Nazione che fu grande.


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lunedì 24 giugno 2013

Omosessualità, pedofilia e omofobia: una spiegazione evolutiva



Il segreto di pulcinella delle statistiche sui crimini da pedofilia – e l’evidenza che ogni giornalista sa di non dover mai pubblicare, pena il licenziamento – è che gli omosessuali commettano questo crimine con un’incidenza rispetto ai non-gay  di circa 10 a 1: ovvero ci sono dieci volte più possibilità che un omosessuale sia pedofilo rispetto a quante ce ne sono che lo sia un eterosessuale. Sono numeri statistici che riguardano gli Stati Uniti, ma non c’è motivo di credere che in altri paesi la situazione sia differente.
Inoltre, i pedofili omosessuali tendono anche ad essere molto più promiscui. Negli Usa [dati 1987], il numero medio di vittime di pedofili eterosessuali è 19,8, mentre tra i pedofili omosessuali, il numero medio di vittime è 150,2. Bruttissimo l’utilizzo dei decimali, ma vogliamo essere precisi.
E secondo lo scienziato Gordon Gallup è proprio questo indiscusso legame pedofilia-omosessualità all’origine del “naturale atteggiamento di disgusto” della popolazione normale rispetto all’omosessualità. Quel comportamento che in modo volgare e scorretto viene definito “omofobia”.
Secondo Gallup,  gli atteggiamenti negativi verso gli omosessuali sono infatti una funzione della preoccupazione implicita dei genitori che l’orientamento sessuale dei loro figli possa essere influenzabile. Formulata originariamente con Susan Suarez, nel 1983, l’idea di Gallup comporta la seguente previsione fondamentale che deve essere vera, perché l’ipotesi sia valida:
Le cosiddette reazioni omofobiche, dovrebbero essere proporzionali alla misura in cui l’omosessuale è in una posizione che potrebbe comportare un  contatto prolungato con bambini e / o permettere alla persona di influenzare la sessualità emergente di un bambino.
E secondo le statistiche, la non accettazione degli omosessuali risulta più elevata nei genitori, rispetto ai non genitori. Più elevata è l’intolleranza verso “pediatri gay”, rispetto a “chirurghi gay”, a conferma della tesi di Gallup: più l’attività dell’adulto omosessuale si avvicina al mondo dei bambini, meno questo è tollerato dalla comunità.
Inoltre, sempre gli stessi studi, hanno evidenziato una refrattarietà dei genitori ad affidare i propri figli ad adulti omosessuali, inversamente proporzionale all’età dei bambini.
Quindi, secondo Gallup, questa intolleranza è il risultato dell’evoluzione genetica.
Come avviene? Un comportamento evolutivamente vincente, è un comportamento che favorisce la replica genetica. All’opposto ci sono i comportamenti evolutivamente dannosi, come l’incapacità di un maschio di prevedere il tradimento delle propria partner: l’inutile investimento parentale nel figlio di un altro, invece che nel proprio figlio biologico, riduce la probabilità di riprodursi. E’ quindi un comportamento geneticamente costoso.
Ma anche un figlio gay riduce questa probabilità, perché impedisce ai geni del padre di perpetuarsi.  Ecco che se il contatto con un adulto gay influenza la sessualità del bambino una volta adulto,  questo darebbe un significato evolutivamente vincente alla cosiddetta “omofobia”. E spiegherebbe l’esistenza della refrattarietà della popolazione normale rispetto all’omosessualità, come  frutto del successo evolutivo degli antenati che possedevano quel tratto comportamentale.
L’antenato omofobo non permetteva la vicinanza dei gay alla propria prole, evitando l’omosessualizzazione dei propri figli maschi, questo ha permesso al suo Dna di replicarsi. Tratto genetico della ‘non accettazione dell’omosessualità’, compreso.
In termini strettamente biologici, durante l’evoluzione “i genitori che hanno mostrato una preoccupazione per l’orientamento sessuale dei loro figli – ed erano quindi meno tolleranti verso la presenza di adulti omosessuali –  possono aver lasciato più discendenti di coloro che erano invece indifferenti e tolleranti”. Non avendo permesso la promiscuità con adulti gay – e quindi evitato l’influenza nei loro figli – avrebbero garantito a se stessi un numero superiore di nipoti, rispetto a quella dei genitori ‘gay friedly’.
Recenti evidenze offrono una serie di supporti al modello di Gallup: gli uomini, ma non le donne, che sono stati abusati sessualmente da bambini dagli adulti dello stesso sesso hanno più probabilità di avere relazioni omosessuali una volta adulti. La maggior parte dei ricercatori ritengono che ci sia qualcosa di simile a un processo di “imprinting sessuale” che si verifica nel primo sviluppo, che può contribuire a spiegare questo, così come feticismo e parafilie .
Inoltre, l’ostinata riluttanza di bambini e adolescenti verso i gay e le lesbiche – quasi cattiveria – può essere di per sé una proscrizione adattiva alla sperimentazione del sesso omosessuale.
Quindi l’omofobia, termine errato ma che rende l’idea,  lungi dall’essere una patologia, come vaneggiato dal duo comico Grasso-Boldrini, è invece un comportamento evolutivamente vincente. Non sarebbe altro che la barriera protettiva che la comunità erige tra sé e le propria estinzione.
La tesi di Gallup sull’origine dell’OMOFOBIA non è in contrasto con un prossimo argomento: l’origine infettiva dell’omosessualità. Anche se l’omosessualità avesse un’origine causata da “germi”, l’omofobia sarebbe stata comunque un tratto genetico vincente, proteggendo la prole dalla vicinanza con adulti gay portatori.
L’origine infettiva dell’omosessualità – Germ Theory – è una delle varie spiegazioni al dilemma “omosessuale”: evolutivamente parlando, l’omosessualità non dovrebbe sopravvivere come tratto genetico, perché il “gene” gay non dovrebbe perpetuarsi nella riproduzione sessuale. Ecco quindi le spiegazioni alternative a quella genetica o psichiatrica: infettiva ed epigenetica.
L’argomento è delicato, ma molto interessante, noi ci limitiamo ad analizzare i dati scientifici e le varie ipotesi, non sposiamo una delle varie tesi sull’origine dell’omosessualità.
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venerdì 14 giugno 2013

Tempo di crisi, ma non per la Regione Toscana...

 La Regione Toscana guidata da Enrico Rossi, che però ha tagliato le risorse per le autoambulanze è riuscita a spendere, nell’ultimo anno, la cifra ragguardevole di 240mila Euro per l’istituzione di un consultorio per transessuali nella Asl 12 con ben sette dipendenti che in un anno avrebbero “generato” 370 ore di consulenza a 135 trans. La stragrande maggioranza dei quali, immigrati.
Un rapido calcolo, 240.000 : 370 ed ecco che ogni ora è costata al contribuente toscano circa 650 euro.

Un altro rapido calcolo, 240.000 : 135 e scopriamo che una singola consulenza è costata quasi 1.800 Euro! Quindi, per dire ad ogni trans come cambiare sesso ed altre amenità del GENERE, la Regione Toscana ha speso un piccolo patrimonio. Significa che due/tre ore di consulenza da parte dei dipendenti dell’Asl assunti in questo consultorio, sono costate la bellezza di 1.800 Euro: circa 650 euro all’ora! Eppoi si parla di tagliare i costi !

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venerdì 7 giugno 2013

Scandalo alla Saini, piscina per bambini....

 Chi è milanese, conosce la Piscina Saini. Da sempre il luogo di svago per intere famiglie con bambini, molte di quelle che non possono permettersi week-end al mare, monti o laghi. Ebbene, grazie alla giunta Pisapia domani sera nottata per pederasti, con tanto di divo porno. Eppoi ogni sabato notte, fino a settembre. Forse all' ingresso, oltre alla macchinetta per preservativi, prepareranno un distributore di caramelle ?


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giovedì 6 giugno 2013

Tutti insieme appassionatamente per il “checca pride"

La notizia è di quelle che ti fanno sentire la vicinanza dello Stato al popolo; il beneamato governo “scendiLetta” delle banche e dei poteri forti, ha fatto sapere attraverso il ministro tedesco “Giuseppa Idem” che sarà presente al gay pride di Palermo.
Insomma, non ai funerali dei lavoratori e imprenditori che i politici regolarmente “suicidano”, né tanto meno ai funerali degli italiani vittime della strage di uno dei loro idoli; no, non sono questi gli avvenimenti a cui le massime istituzioni nazionali devono presenziare.  Esse devono presenziare alle sfilate di qualche “checcha isterica” in giarrettiera.
La manifestazione palermitana si terrà dal 14 Giugno, e su di essa si sono sprecate le parole di elogio dei vari parassiti che manteniamo.
Scegliendo tra le tante, particolarmente interessanti sono quelle  di Rosario Crocetta, il governatore omosessuale della Sicilia:
La nostra  è una battaglia per una società fuori da qualsiasi ghetto. Stiamo lavorando, insieme al sindaco Orlando, all’idea di Palermo Capitale della Cultura, una società dove siano riconosciuti i diritti di cittadinanza per tutti.”
No, la vostra è una distopia derivante da una visione individualista, degna della modernità e del più bieco capitalismo liberista ( che magari a parole, criticate). L’idea che gli individui debbano avere tutti le stesse libertà e diritti, è folle, per un semplice motivo: non tutti gli individui sono uguali.
Quella che per qualcuno è una libertà data, per altri è una tutela tolta; quello che per alcuni può essere un diritto in più, per altri è un diritto in meno.
Lo pseudo diritto dei gay di fare ricorso ad aberrazioni come l’”utero in affitto” è togliere il diritto ad un bambino di vivere con la propria madre; qual è il vero diritto?
La vostra è la visione  di una libertà che “divora e corrompe ogni regola ed ordine”, per asservire essi   all’egoismo e ai capricci dell’uomo post-moderno.
E non è un caso che per tentare di convincere il popolo ad accettare le vostre “idee”, lo corrompiate con il denaro.
Difatti, già tali pride ( che costano anche soldi pubblici) vengono venduti come occasioni per il turismo, e quindi per i piccoli imprenditori di “fare cassa”.
Questa volta poi si è andati oltre: Confindustria ( in collaborazione con la Camera di commercio, Confartigianato e Confcommercio)   ha avviato un’iniziativa, la “pride card” che permetterà agli imprenditori che ne fruiranno ( attraverso offerta) di avere sconti e offerte speciali in un circuito di alberghi, ristoranti e negozi  che hanno aderito. La “pride card” è quindi un convenzionamento, nato dall’accordo con le associaizoni imprenditorali suddette, e il comitato nazionale del Gay  Pride ( quindi, associazioni come arcicay, ecc.).
Ne parla entusistata,  il presidente di Confinustria Palermo, Antonio Albanese:
Il convenzionamento apre nuovi mercati, e consente all’imprenditore, sia esso del commercio, dell’industria o dell’artigianato, di attrarre nuovi e interessanti flussi di clientela”.
Insomma, comprare la “tolleranza” ( indifferenza) delle persone alle derive liberiste della società, sfruttando anche  la forte crisi.
Gente come Albanese, non può che gioire ovviamente dell’estendersi delle relazioni di mercato,  e del diffondersi di una mentalità individualista e “capitalistica”, del tipo:” che mi frega se sono giusti o sbagliati il gay pride o le adozioni gay, a me non mi fanno nulla, e anzi, ora mi fanno pure guadagnare e accumulare ricchezza”.;per Albanese, per i “pesci grossi”, tutto ciò è il top.
E’ evidente qui la connivenza tra le associazioni omosessualiste e il grande potere capitalistico; hanno in mente la stessa idea di società “libertina”, in cui poter soddisfare i propri capricci. E fa nulla che questo contrasti con ogni regola e giustizia.
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domenica 2 giugno 2013

Choc a Milano: omosessuale arrestato, violentava il “figlio” di 10 anni “legalmente adottato”

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Un omosessuale di sessant’anni è stato arrestato a Milano. L’uomo viveva con un bambino thailandese di dieci anni che aveva “adottato” e fatto riconoscere come suo al termine di un viaggio nel Paese, dove si recava spesso. In Italia da sette anni, da quando ne aveva tre, il bambino viveva con l’imprenditore, che in Thailandia era stato arrestato per avere molestato dei minori. L’omosessuale utilizzava il bambino come suo “oggetto sessuale”. Ci si domanda come sia stato possibile che un uomo e non una coppia, abbia potuto “legalmente” adottare un bambino. Ovviamente questo ora, quando saranno approvati i matrimoni gay sarà la norma.

I matrimoni gay non interessano nemmeno ai gay: flop in tutta Italia

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Per i politici e le varie associazioni entropiche, sono l’emergenza nazionale. Mica la disoccupazione, i matrimoni gay! Le unioni di fatto! Ma ecco che, là dove esistono quelle “semi-ufficiali”, sono un flop. Non interessano nemmeno ai gay, che, come sa chi ha studiato il tema, tutto sono, tranne che “sessualmente monogami”. E non interessano di certo alle coppie normali, che se vogliono “ufficializzare” la loro unione si sposano. Infatti il numero delle coppie – comprese quelle normali non sposate – che si sono registrate negli appositi registri comunali istituiti dalle varie amministrazioni a guida Pd, non sono nemmeno 2000. In 137 comuni. Una media di 14 coppie di fatto, per comune. I NUMERI – Li ha raccolti Repubblica, disperandosi. Napoli, 20 le coppie iscritte al registro. Torino, 165, Milano solo 650, Pisa 56, Firenze 97 e a Bologna appena 4. A Gubbio, dopo che in dieci anni si era registrata una sola coppia – UNA – hanno chiuso il registro per disperazione. Anche a Bari – record italiano – sono solo 729 su 313.000 residenti, statisticamente irrilevanti. Intanto ci sono oltre 3 milioni di disoccupati: qual è l’emergenza Bondi?

sabato 1 giugno 2013

Dalla parte di un padre

Alcuni giorni fa un ragazzino di sedici anni ha tentato il suicidio, lanciandosi dalla finestra, ma riuscendo solo a rompersi le gambe.
I giornalisti pavloviani hanno strombazzato ai quattro venti che tale tentativo di suicidio era frutto del dileggio subito a scuola in quanto omosessuale.
E via con il dare fiato ai tromboni del politicamente corretto e della lotta alla "omofobia".
Si è poi saputo che a scuola nessuno vessava il ragazzino, anche perchè nessuno conosceva la sua condizione e che  il suicidio era stato tentato per reazione ai tentativi del padre di modificare le sue tendenze.
I giornalisti pavloviani hanno così ottenuto il risultato di informare tutti gli studenti della scuola che il ragazzino era omosessuale.
Ma sono anche riusciti a trovare un povero Cristo da crocifiggere: il padre.
Avendo la fortuna di non trovarmi nelle condizioni di gestire un figlio omosessuale, posso solo cercare di immaginare la sofferenza di un padre che viene a conoscenza delle tendenze del figlio.
Posso immaginare che cercherei, anche io, di aiutarlo ad uscirne, con il bastone e con la carota.
Posso intuire che, da solo, non ci riuscirei.
Ed ancor meno ci riuscirei quando tutti messaggi nella stampa, nella televisione, nel cinema, nella politica, cercano di condurre a normalità ciò che normale non può essere.
Insomma, sarei solo.
E questo è il grave errore che, da quando sotto le pressioni della lobby omosessuale, l'omosessualità non è più annoverata tra le malattie, viene compiuto.
Da allora, tranne private ed encomiabili eccezioni come quella del prof. Nicolosi, non viene più affrontata l'omosessualità per curarla, bensì per farla "accettare" in primis allo stesso soggetto che ne è vittima.
I genitori vengono quindi lasciati soli ad affrontare l'emergenza, senza indicazioni se non quelle di "accettare" la presunta natura dei figli.
I genitori che non ci stanno a piegarsi alla massificazione del messaggio globale, avanzano per tentativi e, senza esperienza, senza conoscenza, senza strumenti, a volte eccedono nel loro rigore o nella loro tolleranza e si sentono frustrati nel loro tentativo non vendendone i risultati sperati.
Se, invece, si rivedesse la "teoria dell'accettazione" affrontando l'omosessualità con le dovute ricerche per cercare di riportare la tendenza del soggetto nell'alveo del suo sesso di nascita, allora anche i genitori, assistiti ed informati, eviterebbero di sbagliare per troppo amore e i casi come quello del ragazzino di Roma non accadrebbero più

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