giovedì 6 giugno 2013

Tutti insieme appassionatamente per il “checca pride"

La notizia è di quelle che ti fanno sentire la vicinanza dello Stato al popolo; il beneamato governo “scendiLetta” delle banche e dei poteri forti, ha fatto sapere attraverso il ministro tedesco “Giuseppa Idem” che sarà presente al gay pride di Palermo.
Insomma, non ai funerali dei lavoratori e imprenditori che i politici regolarmente “suicidano”, né tanto meno ai funerali degli italiani vittime della strage di uno dei loro idoli; no, non sono questi gli avvenimenti a cui le massime istituzioni nazionali devono presenziare.  Esse devono presenziare alle sfilate di qualche “checcha isterica” in giarrettiera.
La manifestazione palermitana si terrà dal 14 Giugno, e su di essa si sono sprecate le parole di elogio dei vari parassiti che manteniamo.
Scegliendo tra le tante, particolarmente interessanti sono quelle  di Rosario Crocetta, il governatore omosessuale della Sicilia:
La nostra  è una battaglia per una società fuori da qualsiasi ghetto. Stiamo lavorando, insieme al sindaco Orlando, all’idea di Palermo Capitale della Cultura, una società dove siano riconosciuti i diritti di cittadinanza per tutti.”
No, la vostra è una distopia derivante da una visione individualista, degna della modernità e del più bieco capitalismo liberista ( che magari a parole, criticate). L’idea che gli individui debbano avere tutti le stesse libertà e diritti, è folle, per un semplice motivo: non tutti gli individui sono uguali.
Quella che per qualcuno è una libertà data, per altri è una tutela tolta; quello che per alcuni può essere un diritto in più, per altri è un diritto in meno.
Lo pseudo diritto dei gay di fare ricorso ad aberrazioni come l’”utero in affitto” è togliere il diritto ad un bambino di vivere con la propria madre; qual è il vero diritto?
La vostra è la visione  di una libertà che “divora e corrompe ogni regola ed ordine”, per asservire essi   all’egoismo e ai capricci dell’uomo post-moderno.
E non è un caso che per tentare di convincere il popolo ad accettare le vostre “idee”, lo corrompiate con il denaro.
Difatti, già tali pride ( che costano anche soldi pubblici) vengono venduti come occasioni per il turismo, e quindi per i piccoli imprenditori di “fare cassa”.
Questa volta poi si è andati oltre: Confindustria ( in collaborazione con la Camera di commercio, Confartigianato e Confcommercio)   ha avviato un’iniziativa, la “pride card” che permetterà agli imprenditori che ne fruiranno ( attraverso offerta) di avere sconti e offerte speciali in un circuito di alberghi, ristoranti e negozi  che hanno aderito. La “pride card” è quindi un convenzionamento, nato dall’accordo con le associaizoni imprenditorali suddette, e il comitato nazionale del Gay  Pride ( quindi, associazioni come arcicay, ecc.).
Ne parla entusistata,  il presidente di Confinustria Palermo, Antonio Albanese:
Il convenzionamento apre nuovi mercati, e consente all’imprenditore, sia esso del commercio, dell’industria o dell’artigianato, di attrarre nuovi e interessanti flussi di clientela”.
Insomma, comprare la “tolleranza” ( indifferenza) delle persone alle derive liberiste della società, sfruttando anche  la forte crisi.
Gente come Albanese, non può che gioire ovviamente dell’estendersi delle relazioni di mercato,  e del diffondersi di una mentalità individualista e “capitalistica”, del tipo:” che mi frega se sono giusti o sbagliati il gay pride o le adozioni gay, a me non mi fanno nulla, e anzi, ora mi fanno pure guadagnare e accumulare ricchezza”.;per Albanese, per i “pesci grossi”, tutto ciò è il top.
E’ evidente qui la connivenza tra le associazioni omosessualiste e il grande potere capitalistico; hanno in mente la stessa idea di società “libertina”, in cui poter soddisfare i propri capricci. E fa nulla che questo contrasti con ogni regola e giustizia.
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