sabato 2 novembre 2013

Saremo costretti a frequentare obbligatoriamente gli omosessuali ?

Un ragazzo che pensava di essere omosessuale si suicida e scatta massiccia la propaganda omolatra che, da un po' di tempo, latitava per mancanza di opportunità.
Il suicida ha lasciato scritto che l'Italia è un "paese omofobo" (come se, anche se fosse, possa essere un qualcosa di vergognoso e disdicevole) e vi si innestano le lobbies omosessuali che chiedono la punizione dei presunti omofobi (in pratica la sanzione punitiva per una Libera Opinione) e "più diritti" per gli omosessuali (cioè sempre maggiori privilegi a scapito di tutti gli altri).
Ma quanto precede è repertorio consunto e stucchevole di chi, in realtà, vorrebbe imporre la propria visione edonista della vita, concepita esclusivamente come piacere personale di carattere sessuale.
Quel che è peggio è che gli omolatri più infidi hanno cominciato a parlare di educazione all'omosessualità, dei bambini ( ingenerando così altre turbe che portano inevitabilmente a quel disordine mentale che è causa prima dei suicidi non solo degli omosessuali)  ma anche ad una campagna per l'integrazione degli omosessuali, individuando nella loro esclusione (che è poi autoesclusione) la causa prima delle loro tendenze suicide.
Non vorrei che il tutto si traducesse in un nuovo obbligo imposto a tutti noi: frequentare omosessuali, che poi è l'anticamera della conclusione di quella barzelletta dei tre vecchietti al parco che, parlando di omosessualità, finivano con il dire all'unisono: scappiamo prima che la rendano obbligatoria !
Qualche anno fa era solo una barzelletta, di quelle che raccontava in modo impareggiabile Gino Bramieri e che oggi, definite "politicamente scorrette", sono state messe al bando persino nelle rievocazioni della televisione di una volta, fra qualche tempo potrebbe essere il nuovo traguardo dei "diritti" degli omosessuali.
Del resto "se uno non ha mai provato una pratica omosessuale, come fa a giudicare" ?
Ma oggi, il pericolo presente, assieme ad una legge che eleverebbe a reato di opinione la libera espressione delle proprie idee in campo sessuale, è l'essere obbligati o, meglio, condizionati ad accogliere omosessuali nella propria cerchia di amicizie con la scusa della "integrazione" nel nome della quale (dagli immigrati ai nomadi) si commettono abusi ai danni dei Popoli.
Contribuendo a ridurre sempre più il perimetro delle Libertà Individuali, già gravemente ridotte da leggi (in essere o allo studio) repressive delle opinioni e da leggi predatorie dei redditi, dei risparmi e delle proprietà private.


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