lunedì 17 febbraio 2014

Vladimiro Guadagno è un maschio.

Nell' apprendere del fermo di polizia del Signor Vladimiro Guadagno a Soci, durante le Olimpiadi, mentre in cerca di visibilità mediatica (era accompagnato dalle "Iene"...), sventolava la bandiera iridata, simbolo di pacifinti ed invertiti, vedo che la totalità dei giornali lo chiama al femminile.
Niente di più falso: il Guadagno, per sua stessa ammissione, non si è mai operato per farsi castrare, ed il nome "Luxuria" è semplicemente un nome d'arte. 
Dopo il fermo subito s'i è scatenata la sinistra e la lobby omosessuale, inventandosi brutalità. Il noto travestito avrebbe dovuto, in realtà, ringraziare le autorità Russe, quando al controllo dei passaporti, hanno visto che non si trattava di una donna, e non gli hanno impedito di entrare, dimostrando più larghezza di vedute della stessa legge italiana che, ricordiamo, impedisce il mascheramento ed il travisamento del volto.
Se non per Carnevale. 


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domenica 16 febbraio 2014

Chi sono io per riscrivere le fiabe ?

Leggo che la lobby omosessuale spinge a rivedere il contenuto delle favole per bambini, considerando quelle attuali (la principessa che sposa il principe azzurro e vissero tutti felici e contenti) tali da non educarli a quella che loro chiamano “diversità sessuale”.
L’originaria pretesa degli omosessuali di non essere perseguitati per la loro condizione, era fondata: vivi e lascia vivere.
Nel privato tutti possiamo fare quello che ci aggrada purchè la sua esternazione non tocchi la sensibilità e gli interessi altrui.
E’ un principio di libertà: io ho tutta la libertà di questo mondo finchè non viene a danneggiare l’analogo diritto altrui.
Ma da anni gli omosessuali hanno ampiamente tracimato.
La loro pretesa di una legge che ne certifichi uno status impossibile (matrimonio) ha, come conseguenza, l’applicazione di norme che provocano una spesa nel bilancio dello stato, cioè incidono sulle nostre tasche perché sprecano le nostre tasse sin troppo gravose, quindi ci provocano un danno economico.
E mi riferisco, ad esempio, alla reversibilità della pensione o all’assistenza sanitaria che, se passasse una norma anche solo sulle “unioni civili” che ricomprendesse gli omosessuali, imporrebbe allo stato nuove spese (e sappiamo tutti che non ne abbiamo affatto bisogno).
Ma la stessa visione di due signori, con barbetta curata come mi è capitato di vedere alcuni giorni fa, che passeggiano sculettando abbracciati, è offensiva per la mia (e penso non solo mia) sensibilità quanto le chiassose e volgari manifestazioni di massa.
E sono entrambe una violazione del principio del “vivi e lascia vivere”.
Ora, però, tutto questo non basta più.
Si vorrebbe inculcare nei bambini l’idea della normalità dell’omosessualità, con una sottile azione di proselitismo che in altri stati ha già avuto l’effetto di introdurre nelle scuole la partecipazione di esponenti del mondo omosessuale a “lezioni” di sessualità.
In sostanza si pretende di poter propagandare le proprie tesi a favore dell'omosessualità, mentre contemporaneamente si vuole introdurre una norma sulla cosiddetta omofobia che sanzioni e punisca chi esponga idee opposte.
Ma la revisione dell’impianto favolistico del mondo dei bambini dovrebbe trovare una netta opposizione da parte di tutti i genitori e di tutti i cittadini, anche con ragazzi già grandi, per impedire che i più piccoli siano usati come veicolo di una distorsione della società.
Dobbiamo quindi rivendicare il diritto di esprimere le nostre opinioni, di diffonderle, anche se non sono gradite alle lobbies omosessuali (o di altro genere) nell’applicazione del principio “vivi e lascia vivere”.
E tornando alle favole i bambini devono essere cresciuti con le loro tradizionali fiabe, con i loro sogni, senza volerli forzatamente, innaturalmente obbligare ad una tendenza.

Perché i bambini dovranno formarsi le loro esperienze e dovranno imparare a distinguere il Bene dal Male, anche grazie alle favole che devono rappresentare un mondo chiaro, pulito e sicuro, nel quale la principessa sia sempre una Donna e il principe azzurro sempre un Uomo.


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