martedì 22 luglio 2014

Discriminazione

Questa mattina la trasmissione radiofonica Radio anch’io, ha esaminato, con la tipica faziosità del servizio pubblico di questi tempi, la questione sollevata dal licenziamento di una insegnante presunta lesbica da una scuola privata cattolica.
Da una parte, una pletora di soggetti che hanno brandito la costituzione per berciare contro la presunta discriminazione per orientamento sessuale (ma la costituzione del 1948 non prendeva certo in esame gli omosessuali, bensì le discriminazioni di una donna verso un uomo e viceversa).
Altri hanno ululato pretendendo l’intervento dello stato nella scuola privata perché tale scuola usufruisce di finanziamenti pubblici. Ma i genitori dei ragazzi che vanno in quella scuola pagano le tasse ed hanno quindi il pieno diritto a ricevere il contributo pubblico per l’istruzione ! Piuttosto si tolgano i contributi a pioggia alle scuole e si diano alle famiglie, poi le scuole, pubbliche e private, dovranno far pagare la retta e sopravvivranno quelle nelle quali l’insegnamento sarà migliore ed avranno più alunni e più donazioni.
Il punto, essenzialmente, è però la discriminazione.
In sostanza io, scuola privata, identitaria, non posso scegliere gli insegnanti che, anche come esempio personale, rappresentino i Valori che intendo insegnare ?
Questa è dittatura.
Ma c’è un ulteriore aspetto che possiamo utilizzare per evidenziare un principio ed un pericolo di carattere generale.
Se io, azienda pubblica o privata, mi trovassi nella necessità di licenziare un tot numero di persone (o anche una sola), dovrei licenziare solo eterosessuali, perché se licenziassi l’omo mi scatenerebbero addosso anatemi e trasmissioni radiotelevisive ?
Non sarebbe forse una discriminazione vera e non forzata, ma che nessuno si preoccupa di denunciare ?



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3 commenti:

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Siè dittatura...

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-ministro-e-cgil-ignorano-la-legge-9814.htm

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Sin dal 1972 la Corte costituzionale, con la sentenza n. 195, aveva affermato il diritto di una istituzione universitaria di ispirazione religiosa (nella fattispecie, l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nel noto caso Cordero) di risolvere il rapporto di lavoro con un docente privato del nulla osta della Santa Sede a motivo della incompatibilità della sua ideologia con i principi statutari dell’università. E, più di recente, in maniera del tutto analoga si è pronunciata la Corte europea dei diritti dell’uomo con sentenza del 20 ottobre 2009 nel caso Vallauri.

Prima di procedere al linciaggio mediatico di una onesta scuola di provincia, sarebbe dunque opportuno, oltre che accertare i fatti, conoscere cosa prescrive il diritto.

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-lassalto-gay-alla-scuola-cattolica-parte-da-trento-9816.htm