giovedì 14 maggio 2015

Aborto: l'olocausto bianco



La soppressione della vita umana nascente e innocente è ormai diffusa e legalizzata in larga parte del mondo.

In Italia è funestamente presente dal 1978 la legge 194
L'opera contesta la dignità di questa legge per la sua semantica mistificatrice, per il totale contrasto con il primo diritto fondamentale dell'essere umano, quello alla vita e, infine, per la integrale violazione del diritto naturale. Si indaga, inoltre, sulle origini, filosofiche e ideologiche di questo "abominevole delitto", nonchè sulle responsabilità politiche che hanno condotto a un genocidio senza eguali, di cui però è severamente vietato far parola nella nostra "civilissima e progredita" società.
Vengono trattati - in modo agile e semplice - anche i profili etici, giuridici e sociali di questa tragedia. Un dramma che - in barba al millantato diritto all'autodeterminazione della donna - miete sempre due vittime: la mamma, per il resto della sua esoistenza, e il figlio che non vedrà mai la luce






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2 commenti:

Massimo ha detto...

Benvenuto ! In tema di aborto ( e non solo, la citazione si presta a molte parafrasi) mi piace ricordare Reagan: a favore dell'aborto ci sono solo persone già nate ...

Starsandbars/Vandeaitaliana ha detto...

Pubblicato su Faccialibro...dove sono Libero Eminescu...